11 marzo 2013

Giornata della donna: al Cairo è stata festeggiata così

Avere la carta d’identità è un fatto ovvio per noi, ma non lo è per tante donne del Sud del mondo, i cui diritti sono così fragili e disconosciuti da rendere la loro identità legale una conquista.
L’Unione europea e l’agenzia UN Women per la uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne hanno organizzato al Cairo la proiezione del documentario “Your ID, Your Rights” (la tua Carta d’Identità, i tuoi diritti).
Si tratta di un progetto di tre anni che punta ad attribuire 2 milioni di Carte di Identità a donne che vivono in aree rurali e marginalizzate, e assicurare in questo modo i loro diritti basilari come cittadine durante la trasformazione democratica in Egitto.
Il video “Your ID, Your Rights” sottolinea l’impatto dell’iniziativa, mostrando come le donne nei villaggi del governatorato di Qalyoubia comprendono i benefici che possono ottenere, e si mettono in fila per fare la foto.
Due settimane dopo, le donne tornano per ricevere la Carta d’Identità. Una donna afferma che senza questo documento, sente semplicemente di non esistere. La CI migliora la situazione delle donne socialmente, economicamente e politicamente.
Si sentono più sicure e protette, dicono nelle interviste. Inoltre, possono ottenere l’accesso ai servizi pubblici, ottenere prestiti nei programmi di microcredito e iniziare piccole attività economiche, possedere e vendere terra, reclamare la pensione del marito deceduto e la sua eredità. Infine, la CI permette loro di votare nelle elezioni.
L’iniziativa lavora in quattro governatorati: Qalyoubia, Giza, Sohag e Assuit, dove più di 150.000 donne hanno compilato i documenti di registrazione e 117.000.
Su Youtube potete vedere il documentario, di 8 minuti, e vedere tanti sorrisi di speranza delle donne che ricevono la carta di identità in un villaggio del governatorato di Qalyoubeya.

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08 marzo 2013

Cittadinanza ai senegalesi di Firenze: vittoria!

In questa Italia in cui la politica è paralizzata, in cui i disoccupati sono aumentati di 110.000 unità nel mese di gennaio (ISTAT), in cui bruciano i musei della scienza, arrivano ogni tanto notizie positive che consolano… è notizia degli ultimi giorni, infatti, che il Consiglio dei Ministri ha conferito la cittadinanza italiana ai senegalesi sopravvissuti al raid del fanatico razzista Gianluca Casseri.

Era il 13 dicembre 2011 quando a Firenze Modou Samb e Mor Diop vennero assassinati e Sougou Mor, Mbengue Cheike e Moustapha Dieng furono gravemente feriti durante l’attacco armato di Casseri.

“La concessione della cittadinanza – spiega il Consiglio dei Ministri – rappresenta un gesto di doveroso riconoscimento e di concreta solidarietà”.

Obiettivo che è stato possibile anche grazie alla grande mobilitazione sociale e alla petizione di Change.org!

(Foto di Aurelio Merenda)

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01 marzo 2013

Primo Marzo 2013 – 24h senza di noi. La giornata senza immigrati.

Quella di oggi è la quarta edizione della giornata del “Primo Marzo – 24h senza di noi. La giornata senza immigrati”, sicuramente un importante momento di impegno e di lotta contro sfruttamento e razzismo in Italia.
In tutta la Penisola si terranno incontri, dibattiti, convegni e presentazioni per ricordare a tutti la fondamentale importanza degli stranieri e del loro lavoro per il nostro Paese: autoctoni e immigrati uniti per affermare la dignità di tutti gli esseri umani, il diritto alla libera circolazione e il valore di una società sempre più meticcia.

Il primo sciopero degli stranieri, avvenuto nel 2010, ha segnato un passo importante nella lotta per i diritti dei migranti e per il riconoscimento del carattere multiculturale della nostra società. Da allora, sono nati in tutta Italia tanti comitati Primo Marzo che in questi quattro anni sono riusciti a coinvolgere associazionismo, politica ed istituzioni.

La Rete Primo Marzo chiede in particolare:

– Il diritto alla libera circolazione di tutti e di tutte e il riconoscimento del diritto a poter scegliere il luogo in cui vivere;
– Una legge organica sull’asilo politico e la proroga dell’emergenza Nord Africa fino a che tutti i profughi abbiano concluso l’iter per la richiesta d’asilo e monitorando l’attivazione di un serio percorso per l’inserimento sociale;
– Una nuova legislazione in materia di immigrazione che abroghi la Bossi-Fini e i decreti sicurezza, cancellando il contratto di soggiorno e riconoscendo diritti effettivi e dignità piena ai migranti;
– La chiusura di tutti i CIE e la cancellazione definitiva del reato di clandestinità;
– La cittadinanza per tutti i figli di migranti nati o cresciuti in Italia. Il diritto di voto amministrativo per gli stranieri residenti.

Sul sito di Corriere Immigrazione tutti gli eventi organizzati in tutta Italia per celebrare questa importante giornata.
Dallo stesso sito è possibile scaricare il programma completo della Giornata Nazionale del Migrante.

Sull’argomento segnaliamo anche l’ultimo numero della rivista Africa e Mediterraneo (77) “Rifugiati: l’Emergenza Nord Africa in Italia”, che si è occupata proprio di tali tematiche.

(L’immagine è stata scattata da Gigi C. il 1 marzo 2010 durante la manifestazione di Torino)

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22 febbraio 2013

Elezioni 2013

Sono tanti i cittadini di origine straniera candidati nelle imminenti elezioni politiche. Li troviamo soprattutto nelle file del Centro-Sinistra (Khalid Chaouki in Campania, Nona Evghenie a Padova, Fernando Biague in Trentino Alto-Adige, Cecile Kyenge a Modena), ma anche del Centro Destra (Tony Chike Iwobi detto Toni è candidato a Bergamo per la Lega Nord).

Africa e Mediterraneo vede due degli autori che hanno scritto sulle sue pagine candidati alle elezioni regionali: Pap Khouma in Lombardia e Jean Léonard Touadi, già deputato nella legislatura in chiusura, in Lazio.

Abbiamo sentito Pap in questi giorni: si presenta con SEL nella lista Ambrosoli. “Sono contento di questa campagna, ha detto, ho percepito tanto interesse per la mia candidatura. Tanti si sono complimentati con me. Poi vedremo, nel segreto dell’urna, cosa faranno…”

L’Italia ha davvero bisogno di nuove idee, di energie “differenti” che stimolino un rinnovamento con le loro esperienze di vita difficili e preziose. Non ci resta che fare un “in bocca al lupo” a tutti.

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21 febbraio 2013

Elezioni Regionali 2013: Intervista esclusiva al candidato lombardo Otto Bitjoka

Il diritto di voto resta un nodo cruciale dell’integrazione degli immigrati. Nelle elezioni amministrative del prossimo fine settimana sono diversi i candidati di origine straniera: persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana e sono punti di riferimento nell’associazionismo legato all’immigrazione e nella tutela dei diritti dei migranti. A ormai pochi giorni dal voto abbiamo intervistato in esclusiva per il nostro blog Otto Bitjoka, che per le prossime Elezioni Regionali 2013 ha deciso di scendere in campo con la lista “Patto Civico” di Umberto Ambrosoli in Lombardia, facendosi conoscere con slogan ironici come quello che pubblichiamo qui.

Bitjoka, nato in Camerun, vive in Italia da quasi 40 anni.  Arrivato a Milano nel 1976 per motivi di studio, dopo la laurea in Scienze economiche e bancarie all’Università Cattolica di Milano ed una formazione post-laurea in amministrazione aziendale alla Bocconi, lavora come consulente per importanti aziende italiane e per i governi africani. Nell’ultimo decennio si è battuto per i diritti civili e umani, per la difesa e la promozione dell’integrazione degli immigrati, per lo sviluppo del micro-credito e della new economy. Candidato alle prossime elezioni per il Consiglio Regionale lombardo con “Patto Civico” di Ambrosoli.
Sempre candidato alle Elezioni Regionali c’è anche un altro italiano di origine africana, il giornalista e scrittore Pap Khouma, con Sinistra Ecologia e Libertà di Vendola.
Di seguito pubblichiamo la breve intervista della nostra redazione a Otto Bitjoka.

Perché hai deciso di scendere in campo e candidarti per il Consiglio Regionale della Lombardia?
Il motivo della mia discesa in campo è banale: vorrei mettermi al servizio della mia regione. Ritengo che la Lombardia sia sempre più una società plurale, variegata, quindi anche all’interno della Regione abbiamo necessità di declinare pluralità. La pluralità può essere solamente un valore aggiunto, il fatto che ci sia gente proveniente da luoghi diversi non può che essere un arricchimento per la nostra Regione. Anche perché nel resto d’Europa sono molto più avanti rispetto a noi, questo già succede ed è considerato normale. Anche qui dev’essere normale, dev’essere normale guardare fuori, avere un punto di vista più plurale.

Cosa c’è che non va secondo te in Lombardia? Che cambiamenti proponi per la tua regione?
In Lombardia c’è la necessità di una rottura, di una discontinuità, visto che chi ha governato negli ultimi dieci anni ha mostrato molti limiti. Proprio per questo abbiamo necessità di figure nuove nella politica, figure che siano nuove in tutti i sensi, io sto entrando adesso per la prima volta in politica, io stesso per esempio sono nuovo dal punto di vista somatico.. c’è insomma bisogno di una ventata di freschezza nel mondo della politica, c’è bisogno di persone nuove che prima di tutto diano fiducia al sistema lombardo. Quello che conta è restituire dignità al lombardo e metterlo al centro del dibattito e delle decisioni, soprattutto per quanto riguarda la famiglia, il diritto al lavoro, i giovani, le donne, il sistema produttivo, il welfare, lo stato sociale.
Una delle questioni più grandi per la Lombardia e per l’Italia è l’assenza di meritocrazia. Il vero problema è che senza meritocrazia c’è mediocrità, quindi dobbiamo assolutamente creare rottura e discontinuità, riportare al centro l’uomo. Io dico sì all’etica e no alle etichette! Se si farà questo, se l’uomo verrà messo al centro, allora la nuova Lombardia potrà guardare con maggiore serenità al futuro e sarà una Lombardia della quale andare orgogliosi.

Proponi qualcosa di particolare per gli immigrati? Nello specifico, come intendi comportarti sul tema dell’immigrazione?
Riguardo a questa domanda non ho niente di specifico da dire, perché a mio parere il tema dell’immigrazione non è qualcosa di delicato, è qualcosa di normale e positivo. L’Immigrazione non è una questione problematica, è più un’opportunità che un problema. Dobbiamo tutti cercare di andare oltre alla dicotomia noi/altri, dobbiamo pensare ad un “noi” e basta, dove tutti possiamo andare insieme e condividere i successi futuri che ci meritiamo.
In mente ho una chiara visione della Lombardia che verrà, che tutti vogliamo, ma non sono qui a fare un “elenco della spesa”, sono capaci tutti di fare un elenco dei problemi e delle cose che non vanno, io non intendo fare questo, io mi batterò soprattutto per una prospettiva che metta realmente al centro l’uomo, il cittadino.

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06 febbraio 2013

6 febbraio 2013: Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili

Oggi, 6 febbraio 2013, ricorre il 10° anno della “Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili”.

La mutilazione genitale femminile (FGM) è una pratica che riguarda ben 140 milioni di donne nel mondo.

Spesso queste pratiche vengono giustificate dal contesto culturale, che favorisce questa vera e propria violenza fisica e morale, inferta anche in tenera età.

Le donne soggette a tale trattamento vivono soprattutto nei paesi dell’Africa Subsahariana, ma non bisogna pensare al FGM come a qualcosa di lontano o che non ci riguardi.

Come si evince molto chiaramente dal Dossier sulle Mutilazioni Genitali Femminili della Fondazione Albero per la Vita Onlus, nel nostro Paese, sulle 110 mila donne provenienti dai Paesi africani dove la pratica è molto diffusa, ben 35 mila donne hanno subito la mutilazione, molte delle quali in età inferiore ai 10 anni e ben 93 mila sono a forte rischio.

(Immagine di Blatant World)

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23 gennaio 2013

“Non sono numeri”: presentazione Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes a Parma

Venerdì 25 gennaio 2013 avrà luogo presso la nuova sede della Diocesi di Parma (sala “Seminario minore”, via Solferino 25) la conferenza “Non sono numeri”, occasione per conoscere il nuovo “Dossier Statistico Immigrazione 2012 Caritas/Migrantes”, punto di riferimento per quanto riguarda il tema dell’immigrazione.

Come già fatto nel mese di dicembre, l’associazione Africa e Mediterraneo e il Centro studi e ricerche Idos stanno continuando a promuovere la presentazione del dossier in diverse province della Regione, arrivata ora nel capoluogo ducale.

L’iniziativa è realizzata con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, Assessorato alle Politiche Sociali.

Qui il programma completo: Presentazione Parma 25 gen Dossier 2012

Per informazioni sull’organizzazione di presentazioni del Dossier Immigrazione Caritas/Migrantes in Emilia Romagna contattare:

www.africaemediterraneo.it

progetti@africaemediterraneo.it

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22 gennaio 2013

L’emergenza Nord Africa: un focus sui minori stranieri non accompagnati

Presentazione dell’articolo “L’Emergenza Nord Africa: un focus sui minori stranieri non accompagnati”, pubblicato sul numero 77 (2012) di Africa e Mediterraneo a firma di Sonia Trapani, occupata presso l’Area Immigrazione di Italia Lavoro S.p.A, ente strumentale del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Ha coordinato il gruppo di assistenza tecnica messo a disposizione della DG immigrazione per le attività rivolte ai minori stranieri non accompagnati Emergenza Nord Africa.

Visto il crescente numero di minori non accompagnati presenti nei territori dell’Unione europea (UE), la Commissione europea ha pubblicato un documento in cui si analizza quanto  avvenuto tra il 2010 e il 2012, ribadendo l’impegno degli ultimi anni nel migliorare la condizione dei minori non accompagnati, molti dei quali giunti in Italia in seguito all’Emergenza Nord Africa (ENA).

Il 30 marzo 2011, il Governo, le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali hanno concordato varie iniziative, nominando inoltre un Commissario delegato agli interventi, il quale ha a sua volta nominato un Soggetto attuatore specifico per l’accoglienza dei minori ENA nella persona di Natale Forlani, Direttore generale dell’immigrazione del Ministero del lavoro.

L’operato del Soggetto attuatore per supportare la gestione dell’accoglienza è servito a dare soluzioni sia a livello emergenziale immediato sia ad altre criticità evidenti, delineando il ruolo delle istituzioni coinvolte e definendo le modalità di gestione della prima accoglienza e del trasferimento dei minori in strutture di seconda accoglienza.

Qualche difficoltà ha riguardato la seconda linea d’azione poiché si è presentata una certa resistenza da parte dei Sindaci dei Comuni all’accoglienza; il Soggetto attuatore ha ovviato al problema individuando Strutture di accoglienza temporanea (SAT) dalle quali sono transitati circa 1350 minori per i quali sono stati reperiti posti per il trasferimento in seconda accoglienza in accordo con l’Associazione nazionale comuni italiani (ANCI). Questa attività che si è rivelata problematica per diversi motivi, tra i quali la presenza di soggetti palesemente maggiorenni e la difficoltà, vista la crisi che i territori vivono, a garantire una reale integrazione.

Si può dire che individuazione e utilizzo delle SAT unitamente alla modifica della normativa riguardante i minori prossimi alla maggiore età, grazie alla quale essi possono ottenere un permesso di soggiorno al compimento della maggiore età con minori restrizioni, sono ora diventate punti saldi per la gestione dei minori stranieri non accompagnati.

Infine il coordinamento costante delle attività da parte dell’intera governance nazionale ha ottenuto la disponibilità di dati sui minori per tutti gli attori nazionali interessati nonché la creazione del Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.

Emerge dall’articolo che, come spesso accade, il coordinamento quotidiano tra i diversi livelli istituzionali della governance ha permesso l’individuazione di nuove modalità di intervento.

Per acquistare on line il N. 77 di Africa e Mediterraneo, conoscere o acquistare i numeri precedenti, sottoscrivere un abbonamento vai al sito di Lai-momo, l’editore.

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10 gennaio 2013

Centro Frantz Fanon sfrattato!

ll Centro Frantz Fanon, una delle strutture più conosciute per quanto riguarda l’etno-psichiatria in Italia, rischia di chiudere i battenti.

Sin dalla sua fondazione, a Torino nel 1996, è sempre stato un punto di riferimento per chiunque si occupasse di temi come salute, cultura e migrazioni, soprattutto avendo sviluppato nel tempo molteplici interventi clinici nel campo della salute mentale dei migranti, seguendo e curando oltre 1600 pazienti, alcuni dei quali affetti da gravi patologie.

Il Centro, da più di dieci anni ospite di una Asl torinese, ha da poche settimane appreso che dal 15 gennaio 2013 cesserà il contratto d’affitto fra l’ASL e il proprietario dei locali dove attualmente il Centro opera e che dovrà dunque trovare una nuova sistemazione.

Nonostante manchino soltanto pochi giorni, nonostante la cifra irrisoria dell’affitto e nonostante le ripetute richieste da parte del Centro, nessuno dell’ASL si è fatto vivo e non si sa ancora nulla riguardo al futuro della struttura.

Sul sito dell’Associazione Frantz Fanon potete scaricare l’appello integrale e leggere tutti i dettagli della notizia.

Segnaliamo inoltre il n.64 “Medicina e migrazione” della nostra Rivista che, tra le altre cose, si è occupato proprio di etno-psichiatria.

Immagine allegata (“The Healers: Frantz Fanon,” 2009, Rudy Shepherd) di START Gallery

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10 gennaio 2013

Proposte per l’evoluzione del sistema d’asilo alla luce dell’esperienza Nord Africa

Presentazione dell’articolo “Proposte per l’evoluzione del sistema d’asilo alla luce dell’esperienza Nord Africa”, pubblicato sul numero 77 (2012) di Africa e Mediterraneo a firma di Nadan Petrovic, responsabile dell’unità SID (Sistema di interventi decentrati) dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM).

L’articolo di Nadan Petrovic mette in luce come l’Italia dal 1989 ad oggi, tra i paesi industrializzati, sia diventata a tutti gli effetti una delle mete preferenziali per l’arrivo di richiedenti asilo, esaminando i provvedimenti istituzionali che sono stati attuati per ottimizzare la gestione di questo fenomeno e le possibilità di integrazione per i rifugiati.

Petrovic passa in rassegna le ricadute sulle politiche di accoglienza ed integrazione degli stranieri nonché le iniziative legislative ed organizzative, assolutamente necessarie alla luce del nuovo contesto, a livello del terzo settore e degli enti locali.

L’articolo passa poi ad esaminare nello specifico come lo Stato abbia deciso di affrontare la situazione  nel caso dell’Emergenza Nord Africa (ENA). Emerge come i servizi di accoglienza abbiano presentato varie criticità ma ci sia stata anche l’introduzione di innovazioni in relazione alla capacità del sistema di garantire piena autonomia ai titolari di protezione internazionale. Nelle esperienze relative all’ENA possono dunque essere individuati nuovi spunti per riflettere sull’organizzazione e la governance territoriale e nazionale degli interventi.

Viene così ad emergere la necessità di collegare più efficacemente i nove CARA (strutture che garantiscono l’accoglienza ai richiedenti protezione internazionale) alla rete SPRAR di seconda accoglienza, le proposte avanzate per conseguire questo obiettivo rientrano nell’ottica di un maggiore impegno da parte dei gestori nel verificare l’effettiva condizione dei migranti e di una maggiore collaborazione tra strutture operanti sul territorio regionale, assicurando in questo modo anche un effettivo controllo sull’erogazione di servizi che presentano maggior peso economico.

Per quanto riguarda l’integrazione in quanto tale, viene auspicata la possibilità di interventi volti a favorire un miglior inserimento socio-lavorativo attraverso percorsi di formazione e forme di job-matching.

Infine emerge la necessità di una maggiore governance globale degli interventi, in modo da garantire un migliore coordinamento e rendere così efficienti i singoli atti intrapresi dagli attori coinvolti, evitando sovrapposizioni.

L’Emergenza Nord Africa ha dunque contribuito al concretizzarsi di misure necessarie ad un miglioramento del sistema d’asilo in Italia, ma la strada da percorrere non è ancora finita: in questo testo Petrovic ci mostra quali possibilità si siano aperte ed espone interessanti proposte metodologiche.

Per acquistare on line il N. 77 di Africa e Mediterraneo, conoscere o acquistare i numeri precedenti, sottoscrivere un abbonamento vai al sito di Lai-momo, l’editore.

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