01 agosto 2016

Una sera in giardino a Lama di Reno

Incontro a Lama di Reno

Porte aperte mercoledì sera al Polo formativo e di accoglienza di Lama di Reno (Marzabotto), nel quale sono ospiti alcuni richiedenti asilo che seguiranno un percorso formativo nell’artigianato http://www.laimomo.it/a/index.php/it/altre-notizie/271-apre-il-polo-formativo-di-lama-di-reno. Dalle 18 alle 20, i cittadini di Marzabotto e tutte le persone interessate hanno potuto partecipare a un incontro-aperitivo nel giardino della struttura di accoglienza, inaugurata da pochi giorni con l’arrivo dei primi ospiti. Conoscersi era infatti lo scopo principale della serata e così è stato: gli abitanti di Lama di Reno hanno potuto incontrare personalmente i loro nuovi vicini di casa e viceversa, così come hanno potuto parlare con gli operatori che lavorano alle varie attività legate all’accoglienza e alla formazione e visitare il laboratorio.

L’incontro era organizzato con una decina di picc   oli gruppi di operatori e ospiti che, dislocati in vari punti del giardino e della sala laboratorio, erano a disposizione per dialogare con le singole persone, le famiglie e gli amministratori locali presenti. Ogni gruppo era dedicato a un argomento specifico: la procedura per la domanda di asilo, il supporto sanitario, l’insegnamento dell’Italiano, l’attività di cura del giardino, la cucina e i menù, l’attività di volontariato, l’inserimento nel mondo del lavoro e naturalmente il progetto di Lama di Reno di formazione alla produzione in pelle per la moda. Gli intervenuti hanno così potuto fare domande su diversi aspetti del progetto e in generale sull’attività di accoglienza.

Alla serata ha collaborato Radio Frequenza Appennino, che ha organizzato un DJ Set basato sull’esperienza di Folilà, la trasmissione prodotta insieme a richiedenti asilo del Distretto di Porretta Terme. Ognuno degli ospiti aveva scelto la propria canzone da trasmettere, e così si sono ascoltati brani di Yussou N’dour, Ali Farka Touré, Alpha Blondy, mentre un giovane del Burkina Faso inaspettatamente ha scelto Oh Sole mio, da lui scoperta durante una lezione di Italiano.
Infine, il musicista Kalifa Koné ha suonato dal vivo il suo strumento, la Kora, facendo risuonare le musiche del Mali tra le colline dell’Appennino.

Tra un bicchiere di prosecco, una pizzetta e una chiacchiera, con i bambini che giocavano a nascondino nel giardino, le due ore sono passate in fretta e le persone sono andate a casa con qualche informazione in più, mentre gli ospiti sono rimasti a mettere in ordine, con la consapevolezza di avere forse cominciato stringere qualche nuova conoscenza.

SS2016-07-27 18.53.19 SSA2016-07-27 18.54.57SS2016-07-27 18.53.12 SSA2016-08-01 18.12.44 SSA2016-08-01 18.13.09

Trackback url: http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/una-sera-in-giardino-a-lama-di-reno/trackback/

20 maggio 2016

“Pedibus”: a piedi a scuola con i richiedenti asilo

"Il Pedibus Arcobaleno"

Giovedì 18 maggio abbiamo partecipato ad una merenda interculturale presso la scuola primaria “Quaquarelli” di San Giovanni in Persiceto per festeggiare la fine di un percorso durato tutto l’anno scolastico: il “Pedibus”.

Il “Pedibus”, già diffuso in molte città italiane ed europee, consente ai bambini di raggiungere la scuola a piedi la mattina attraversando il paese. Ѐ un vero e proprio scuolabus che, sotto la guida di volontari, accompagna i bambini a scuola a piedi; ha autisti, fermate, un percorso, orari fissi e un regolamento da seguire. Gli accompagnatori possono essere genitori, nonni, insegnanti o volontari, come per esempio Oumar, Dawood e Hripsime, tre richiedenti asilo ospiti a San Giovanni in Persiceto in un Centro di Accoglienza Straordinaria gestito dalla cooperativa Lai-momo. Insieme ad altri volontari dell’AUSER, hanno accompagnato i bambini a scuola, scoperto insieme a loro le strade del paese e, chiacchierando, hanno avuto l’opportunità di migliorare la propria padronanza della lingua italiana e la conoscenza del territorio dove sono accolti.

Per i bambini, le passeggiate della mattina verso la scuola rappresentavano momenti ideali per mettere in pratica nozioni come il rispetto per l’ambiente, la sensibilità ecologica e il benessere fisico, ma anche per conoscere e aprirsi a persone originarie da Paesi diversi. Tutti sono rimasti soddisfatti da questa esperienza: i bambini, i genitori, i volontari e le insegnanti della scuola.

La conclusione di questo bel percorso di crescita è stata festeggiata nel cortile della scuola con tutti i bambini, la dirigente, le insegnanti, i rappresentanti del comitato dei genitori e i volontari coinvolti. Dopo alcune brevi parole d’introduzione da parte dalla dirigente e dei promotori del progetto, i bambini hanno ascoltato una favola, cantato una canzone e finalmente degustato una deliziosa merenda a base di frutta fresca.

Il successo è stato tale che da settembre il “Pedibus” riparte e si estenderà anche a un’altra scuola del paese. Auguriamo al progetto una lunga vita e la possibilità di estendersi anche ad altri territori del bolognese!

Merenda interculturale del "Pedibus" presso la scuola primaria "Quaquarelli" di San Giovanni in Persiceto

Trackback url: http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/pedibus-a-piedi-a-scuola-con-i-richiedenti-asilo/trackback/

26 aprile 2016

Un incontro su inclusione dei migranti e diritti umani a Bologna

Amitie code

Il Comune di Bologna-Ufficio Cooperazione e Diritti Umani, in collaborazione con la Società Cooperativa Lai-momo organizza un incontro di confronto sull’applicazione dell’approccio basato sui diritti umani nell’ambito dell’inclusione e dell’accoglienza dei migranti. L’incontro è promosso nel quadro del progetto AMITIE CODE, progetto di educazione allo sviluppo e ai diritti umani, cofinanziato dalla Commissione Europea, che coinvolge 14 partner da 6 paesi europei, coordinato dal Comune di Bologna.

L’incontro è aperto a tutti e rivolto principalmente alle associazioni di migranti ed ai soggetti (associazioni, cooperative, sindacati ed enti pubblici) che si occupano di accoglienza, inclusione e contrasto alle discriminazioni. Obiettivo finale della giornata sarà di condividere i contenuti dei due corsi di formazione rivolti rispettivamente a insegnanti ed enti locali, previsti dal progetto, e di raccogliere in merito le osservazioni e i contributi dei partecipanti.

Il programma prevede gli interventi di vari attori locali, permettendo di avvicinare i partecipanti al tema dei diritti umani in Italia e del loro intreccio con i temi delle migrazioni, ai servizi e progetti di accoglienza rivolti ai migranti sul territorio e ai progetti di formazione sui diritti umani rivolti alla pubblica amministrazione e agli insegnanti. I partecipanti saranno poi divisi in quattro tavoli tematici al fine di approfondire alcuni aspetti attraverso il metodo del world café.

L’incontro si terrà sabato 7 maggio dalle 15 alle 17 presso il Centro Interculturale Massimo Zonarelli a Bologna. Il programma dell’incontro è disponibile qui.

Trackback url: http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/inclusione-dei-migranti-e-diritti-umani/trackback/

14 aprile 2016

Building Bridges / Fra due sponde: L’educazione interculturale all’epoca dei nuovi fondamentalismi

immagine_bicocca

Il 26 maggio si terrà a Milano la quarta giornata interculturale dell’Università degli Studi Milano-Bicocca, un progetto avviato nel 2002 per promuovere e consolidare confronti, scambi, conoscenze nel campo dell’educazione interculturale. A distanza di due anni dalla terza edizione, la “Quarta Giornata Interculturale Bicocca” intende centrare l’attenzione sui temi della pedagogia, della didattica, dell’educazione, della formazione in ambito interculturale. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’UNAOC (United Nations Alliance Of Civilizations), l’Intercultural Innovation Award e BMW group.

La giornata si struttura in due tempi: una sessione plenaria al mattino e sei sessioni parallele nel pomeriggio. Saranno presentate ricerche sul campo, sperimentazioni didattiche e progetti educativi sul tema, nell’ottica di confrontare un ampio spettro di punti di vista grazie all’intervento di studiosi e professionisti selezionati tramite una call for papers.

Africa e Mediterraneo parteciperà alla sessione parallela 6 con un panel su fumetto e intercultura, a partire della propria esperienza in questo campo. Presenteremo le nostre metodologie di lavoro, basate sulla valorizzazione della creatività e il coinvolgimento artisti africani e migranti per promuovere il dialogo interculturale.

La cooperativa Lai-momo invece proporrà un intervento sul terzo settore sociale come facilitatore dell’integrazione dei richiedenti asilo nel tessuto sociale locale, portando l’esempio concreto della sua esperienza di accoglienza sul territorio della città metropolitana di Bologna.

La partecipazione è gratuita ed è possibile iscriversi alla giornata compilando il formulario online.

Trackback url: http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/building-bridges/trackback/

19 gennaio 2016

A scuola per sfatare alcuni miti sull’immigrazione!

DSC_0297

 

In che modo i media influiscono sulla nostra percezione della realtà? Quanti sono i richiedenti asilo in Italia? E quanti gli italiani residenti all’estero?

Africa e Mediterraneo prosegue con le sue attività di educazione interculturale in diverse scuole italiane. L’obiettivo è quello di dialogare con gli studenti e accompagnarli verso una conoscenza e comprensione critica dei fenomeni attuali, verso il superamento dei pregiudizi e la comprensione dell’altro. Il progetto Media4= Media for Equality, cofinanziato dalla Tavola Valdese a settembre 2015, ha l’obiettivo di incoraggiare il dialogo interculturale e promuovere una cultura antirazzista tra le giovani generazioni in 3 regioni italiane: Emilia Romagna, Piemonte e Sardegna.

Ma come farlo? Conoscendo, conoscendosi, aprendosi verso ciò che si crede di sapere o che non si conosce e sapendo che lo stereotipo tradisce se stesso nel momento in cui lo si va ad analizzare.

Il percorso didattico è suddiviso in due momenti, una prima fase di lettura-riflessione attraverso i materiali educativi di Africa e Mediterraneo: i fumetti realizzati dai giovani europei con background migrante e quelli realizzati dagli artisti africani che in vario modo negli anni hanno collaborato con la nostra associazione. La seconda fase è quella più appassionante per gli studenti: tavole a fumetto, murales e ricette anti-razziste per gli istituti alberghieri sono i materiali da realizzare durante i laboratori.

A Bologna, in cui la fase laboratoriale sta per concludersi, vogliamo condividere l’esperienza della 3A dell’IC12. La 3A ha incontrato 3 richiedenti asilo ospitati presso una struttura di accoglienza della città, e insieme stanno lavorando alla realizzazione del murales anti-razzista. “Ci racconti come vive un ragazzino di 12 anni nel tuo paese? Come vedi il tuo futuro in Italia? Ti piace la pizza? Che musica ascolti?” Queste sono alcune delle domande che gli studenti hanno posto ai tre ragazzi che hanno ospitato in classe, condividendo parte delle loro esperienze e punti di vista. Suddivisi in gruppi, gli studenti hanno poi lavorato alla creazione dell’immagine da realizzare sul muro e dopo gli auguri e i regali di Natale, il muro della scuola inizia finalmente a prendere forma.

I laboratori stanno per iniziare anche ad Alghero e a Torino, continuate a seguirci!

Trackback url: http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/a-scuola-per-sfatare-alcuni-miti-sullimmigrazione/trackback/

01 ottobre 2015

E’ iniziato il SUQ delle culture a Milano!

suq-delle-culture

Arriva per la prima volta a Milano il SUQ delle culture, un’iniziativa nata a Genova nel 1999 che comprende percorsi creativi e workshop – dedicati a Recitare, Cucinare, Abitare, Cucire, Disegnare e Suonare il Dialogo – e un grande bazar delle culture che si pone come vetrina dei temi dell’integrazione attraverso il teatro, la musica, l’arte, la cucina e l’artigianato.

Da domenica 27 settembre a domenica 4 ottobre 2015, il SUQ delle Culture, promosso dalla Fabbrica del Dialogo, regala alla città otto giorni di teatro, musica, danza, laboratori, concerti, spettacoli e incontri su ambiente e mondialità in una teatrale scenografia che ospita differenti cucine e spazi espositivi con artigianato e prodotti da tutto il mondo.

Seguendo un ricco e colorato palinsesto, ogni giorno è possibile partecipare a laboratori artigianali, approfondire le buone pratiche su temi eco-sostenibili, seguire workshop e dimostrazioni legate al cibo e alla sua storia.

Ma soprattutto al Suq delle Culture è possibile conoscere tradizioni ed esperienze diverse dalle proprie immersi nell’atmosfera conviviale del teatro-mercato, camminando, mangiando e acquistando prodotti artigianali unici tra gli stand del grande bazar, da sempre simbolo di incontri e scambi tra genti e culture, tradizioni e merci.

Il programma completo del festival è disponibile sul sito della Fabbrica del Dialogo.

Trackback url: http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/e-iniziato-il-suq-delle-culture-a-milano/trackback/

08 giugno 2015

Mr Black: diversity in colours! Quando razzismo e discriminazione si combattono a scuola in stop-motion

“Qua non c’è lavoro nemmeno per noi…”, “Sono troppi! Ma come fa l’Italia ad accogliere tutti?” e ancora “Non è questione di razzismo, ma i Rom proprio no!”. Queste sono le riflessioni da cui siamo partiti per affrontare il tema della migrazione e della lotta al razzismo durante i laboratori interculturali realizzati presso la classe 4L1 del Liceo Artistico di Bologna.

Partendo dal materiale prodotto all’interno del progetto europeo “ComiX4= Equality”, un gruppo di studenti dell’IsArt si sono cimentati nella realizzazione di un video in stop-motion, animando uno dei personaggi a fumetti vincitori del concorso ComiX4= Equality: Mr Black. Gli studenti sono così diventati sceneggiatori, disegnatori, scenografi e fotografi e, suddivisi in gruppi, hanno lavorato alla realizzazione del video. Carta colorata, forbici, matite e fotocamere hanno aiutato gli studenti in questo percorso laboratoriale che si è concluso con la realizzazione di “Mr Black: diversity in colours”.

Il tema affrontato in classe e su cui doveva basarsi il video non era sicuramente tra i più divertenti, neppure tra i più approfonditi a scuola. La migrazione, l’inclusione sociale, la lotta contro ogni forma di discriminazione, non rientrano solitamente tra le priorità e tra gli argomenti preferiti di un ragazzo o di una ragazza di 17 anni. Il più delle volte si tratta di notizie da telegiornale, da talk show politico che si ascoltano ormai quotidianamente ma che raramente si approfondiscono con la dovuta attenzione.

Così ci siamo trovati a lavorare sugli stereotipi e sui pregiudizi, a cercare di decostruirli e ad abbattere quelle convinzioni che avevamo fatto nostre senza rifletterci troppo sopra e attraverso le quali siamo abituati a pensare all’altro.

Certo, parlare di pregiudizi in un momento come quello attuale non è stato semplice, l’Italia sta attraversando un periodo difficile, di grande crisi socio-politica, in cui i capri espiatori continuano ad essere i più deboli e inascoltati della società, primi fra tutti gli immigrati, i rifugiati o richiedenti asilo. Ma come leggere questi fenomeni? Noi ci abbiamo provato attraverso alcuni giochi di riflessione, come l’Immigration quiz che ci ha aiutato a capire quanto ne sappiamo realmente di immigrazione e la visione di video e immagini storiche che poi abbiamo commentato insieme. Allora sì, la prospettiva è un po’ cambiata: “I richiedenti asilo sono solo lo 0,15% della popolazione? Pensavo fossero milioni!” oppure “Non ci credo che la criminalità non sia aumentata di nemmeno un punto percentuale negli ultimi anni!” e ancora “Per lo Stato Italiano l’immigrazione è quindi una risorsa economica?!” e infine “I Rom sono tra i 130 e i 150 mila? E noi siamo circa 60 milioni? Sì, è difficile che siano la causa di tutti i mali…”.

Durante la seconda fase del laboratorio bisognava riordinare le idee, le nuove conoscenze acquisite e creare la storia per il video. Forse questo è stato il momento più impegnativo, si è discusso a lungo su quali avventure far vivere a Mr Black e, soprattutto, quale messaggio si voleva comunicare. Alcuni si sono concentrati sul concetto di uguaglianza “la terra è una ed è di tutti, siamo tutti cittadini del mondo non di un unico paese…” Altri si sono concentrai sul concetto di diversità: “un mondo pieno di diversità è un mondo più ricco”. Ed è su questo che alla fine si è deciso di lavorare. Sulla bellezza di un mondo in cui le culture si incontrano e ci si arricchisce reciprocamente; il video spiega perfettamente questo concetto.

È arrivato poi il momento di passare dall’idea ai fatti. Gli sceneggiatori hanno scritto la sceneggiatura, pensato alle frasi di stacco e congiunzione tra una scena e l’altra e al messaggio finale; gli scenografi hanno iniziato a costruire i tre mondi in cui si svolgono le azioni; i disegnatori hanno realizzato i personaggi che arricchiscono il cammino di Mr Black e infine le foto, le luci da sistemare, la coerenza da mantenere tra una scena e l’altra. Infine, con circa 1200 foto scattate si è potuto iniziare il montaggio del video.

Siamo giunti così all’incontro finale, in cui i ragazzi hanno visto in anteprima tutto il loro lavoro montato in un unico video. Nonostante il caldo e l’ultimo giorno di scuola gli studenti erano tutti presenti e molto curiosi di vedere il lavoro finito, che è piaciuto e di cui tutti erano soddisfatti. È finito così un altro anno scolastico, magari con qualche stereotipo in meno e un pizzico di apertura in più.

Trackback url: http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/mr-black-diversity-in-colours/trackback/

17 aprile 2015

Oggi a scuola si parla di immigrazione… e di Facebook!

IMG_2151

Questa settimana si è concluso il workshop sull’informazione partecipativa con i social media con la 5G del liceo Minghetti di Bologna. Il workshop rappresentava la tappa finale del progetto “Il Dossier Statistico Immigrazione parla ai giovani!”, realizzato da Africa e Mediterraneo in collaborazione con il centro di ricerca IDOS con il contributo della Fondazione del Monte, che ha portato i ragazzi di due scuole superiori di Bologna e della provincia a interrogarsi su una questione di attualità fondamentale oggi: l’immigrazione, la sua rappresentazione nei media, in particolare online, e il confronto con i dati elaborati da IDOS per il Dossier Statistico Immigrazione.

Siamo partiti il 24 febbraio 2015 con una presentazione del Dossier per 6 classi del Biennio del liceo Minghetti. Luca di Sciullo, ricercatore per IDOS, ha parlato dei numeri reali dell’immigrazione, evocando anche le dinamiche del passato, quando ad imbarcarsi sulle navi per viaggi incerti erano gli Italiani e in particolare quelli del Nord. Si accende dopo il dibattito sulle seconde generazioni: “secondo voi, un ragazzo nato in Italia di genitori immigrati è un immigrato?” La domanda crea confusione: “No!” esclamano tre ragazze in prima fila. “Eh sì invece,” replica un ragazzo dietro “perché è comunque straniero!” Stranieri ma non immigrati? Dove si collocano quindi nelle statistiche? La discussione si chiude con una bella notizia: uno studente marocchino, appunto “di seconda generazione”, ci annuncia che il venerdì successivo otterrà la nazionalità italiana. Dopo un applauso di congratulazioni, proseguiamo cambiando l’angolo di riflessione e Luca passa la parola a Filippo Mantione, social media manager di Africa e Mediterraneo, che propone ai ragazzi uno sguardo sorprendente sugli strumenti che usano quotidianamente, come Facebook o YouTube. L’occasione di scoprire il mondo che si apre sui social media oltre i “selfie”, dall’attivismo online durante la primavera araba all’esplosione dell’hashtag #JeSuisCharlie il 7 gennaio 2014, o ancora ai video di blindtrust che sfidano i pregiudizi. Neanche questa presentazione lascia indifferenti i ragazzi: se sono tanti gli esempi di solidarietà contro l’odio e il razzismo, “perché in TV ci mostrano solo le storie negative?”, ci chiedono.

Poco meno di un mese dopo, lasciamo Bologna centro per salire a Vergato: sarà questa volta Pietro Pinto, redattore del Dossier specializzato sull’Emilia-Romagna, a parlare dell’immigrazione agli studenti dell’Istituto Superiore Fantini. Anche lì l’argomento cattura tutta l’attenzione; questa volta i ragazzi sollevano la questione dei rifugiati, sempre più attuale vista la situazione creata dai costanti sbarchi sulle coste siciliane e il numero sempre maggior di richiedenti asilo ospitati in Emilia-Romagna. “In TV ci fanno vedere gli sbarchi, ma poi dove vanno tutte queste persone? E cosa succede se la loro richiesta d’asilo non è accettata?”

E’ primavera quando torniamo al liceo Minghetti. Questa volta siamo solo con la 5G e la professoressa Donatella Iacondini: oggi saranno i ragazzi a creare contenuti, attraverso uno strumento molto familiare alla maggior parte di loro: Facebook. Eccezionalmente, possono portare smartphone e tablet in classe, perché scoprono che Facebook è anche, in alcuni casi, uno strumento di lavoro! Insieme, impariamo a scrivere dei post di forte impatto: una bella foto, un link, e un’introduzione –non troppo lunga. Sembra facile, ma invece non è per niente ovvio riuscire ad attirare l’attenzione del lettore nel flusso continuo di notizie e aggiornamenti. Il secondo giorno, ci chiediamo come condividere online un articolo del Dossier che, per rimanere in tema, si intitola Quando il razzismo nel web diventa “virale” (Paola Andrisani, Dossier Statistico Immigrazione IDOS/UNAR 2014 pp. 249-252). I post che promuovono l’odio – il cosiddetto “hate speech” – sono purtroppo molto diffusi sulla rete, e i ragazzi ne sono loro stessi testimoni: sono vari a leggerci alcuni esempi di questo tipo direttamente tratti dalla loro “Home” di Facebook.

Visto il forte interesse dei ragazzi per gli argomenti trattati, speriamo di poter ricominciare presto! Un grazie di cuore ai professori e ai presidi che hanno reso le attività possibili, e congratulazioni a tutti gli studenti coinvolti che hanno contribuito ad arricchire il dibattito. Alla prossima!

 

Flore Thoreau La Salle

 

Trackback url: http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/oggi-a-scuola-immigrazione-e-facebook/trackback/

03 aprile 2015

Un Immigration quiz per spegnere i pregiudizi

Immigration_Quiz_blog

In occasione della XI Settimana d’Azione contro il Razzismo promossa dall’UNAR con la campagna “Accendi la mente, spegni i pregiudizi”, Africa e Mediterraneo ha realizzato una iniziativa all’interno di Connettiti contro il razzismo – programma di iniziative promosso dal Comune di Bologna. Abbiamo deciso di lanciare una sfida ai Bolognesi: rispondere a 10 domande sul fenomeno dell’immigrazione, sotto forma di un quiz. Se è vero che si parla molto di immigrazione nei media, che ci comunicano quotidianamente numeri, percentuali e statistiche, è anche vero che la velocità dell’informazione, e con essa la sua sinteticità, non ci permettono però di avere un quadro chiaro ed esaustivo sul fenomeno. Si diffondono così dei “miti” e falsi mediatici che non rappresentano i dati reali.

Abbiamo quindi deciso di creare un momento di confronto e gioco presso la Biblioteca Luigi Spina di Bologna, coinvolgendo giovani e grandi di tutte le età. Il quiz ha quindi messo alla prova una ventina di partecipanti di diverse provenienze su 10 “miti”, confrontandoli poi con i numeri tratti dal Dossier Statistico sull’Immigrazione IDOS/UNAR.
Alla prima domanda – quanti sono gli stranieri residenti in Italia nel 2013 – vengono proposte delle opzioni di risposta molto diverse, dal 3,87% al 30,54% della popolazione residente. Eppure questa semplice domanda è bastata per confondere tutti i partecipanti: gli stranieri residenti in Italia sono meno di 5 milioni, ossia l’8% della popolazione totale, ma Amir, Giacomo e Francesca sono sicurissimi che siano molti di più, forse perché le informazioni trasmesse dai media sono fuorvianti su questo argomento. Questa percezione lontana dalla realtà si ritrova a proposito di vari argomenti legati al tema dell’immigrazione. Vi è mai capitato per esempio di sentire affermazioni come “siamo invasi dai rifugiati e richiedenti asilo”? Eppure, queste categorie rappresentano solo il 0,15% della popolazione residente in Italia nel 2013. E così anche gli altri “miti” si sfatano: “sono tutti musulmani?” Linda ci risponde “Certo che sì!”. I dati però ci dicono che la maggior parte degli stranieri residenti nel 2013 è cristiana. “Gli immigrati ci rubano il lavoro?” Il tasso di disoccupazione degli italiani è dell’11,5%, mentre quello degli stranieri è del 17,3% nel 2013. Alcune domande affrontano anche la questione dei Rom, una comunità che più delle altre è vittima di molti pregiudizi. E’ comune per esempio credere che i Rom siano tutti nomadi. Niente di più falso poiché solo il 3% lo è. Maria e Aziz rimangono palesemente perplessi.
Giocando con il quiz con grandi e meno grandi, ci siamo resi conto che anche coloro che credevano di essere meglio informati sul tema, sbagliavano risposte. Abbiamo toccato con mano che i pregiudizi e la scarsa informazione sono radicati nel territorio e in tutte le fasce della popolazione, senza differenze. Cosa ci insegna questa esperienza? Che l’importanza di informare, comunicare, raccontare la diversità – senza dimenticare di divertirci! – è fondamentale. Oggi come nel futuro.
Insieme ai partecipanti, abbiamo realizzato 10 locandine rappresentando i miti sfatati. Il nostro immigration quiz continua così sotto forma di una piccola campagna fotografica.
Ora lanciamo la sfida a tutti voi, siete pronti? Trovate qui sotto tutte le domande e le risposte esatte con dei brevi approfondimenti. Buon divertimento e buona informazione!

Immigration_quiz_domande Immigration_quiz_RisposteImmigration quiz: domande

Immigration_quiz_Risposte

Trackback url: http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/un-immigration-quiz-per-spegnere-i-pregiudizi/trackback/

01 aprile 2015

Un Manifesto per le Seconde Generazioni

Manifesto delle seconde generazioni

I giovani di “seconda generazione” in Italia vivono una situazione complessa: oltre alla questione della cittadinanza – i ragazzi nati in Italia di genitori stranieri devono aspettare di essere maggiorenni per chiedere la cittadinanza italiana – i problemi da affrontare si declinano su vari livelli. “I giovani di seconda generazione si trovano spesso in bilico tra realtà diverse e a volte conflittuali: quella del migrante e quella del nativo, quella della famiglia e del contesto sociale, quella della cultura di origine e della cultura acquisita, la realtà degli adulti e il mondo giovanile”, ci dice la premessa del Manifesto delle Seconde Generazioni, un testo elaborato da più di 30 associazioni d’Italia all’interno dell’iniziativa “Filo diretto con le seconde generazioni” in seguito a una call pubblica lanciata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sul Portale integrazione migranti.
Il testo del documento è disponibile in 10 lingue ed offre un’analisi completa della situazione, affrontando temi fondamentali come la scuola, il lavoro, la cultura e lo sport, la partecipazione e la cittadinanza attiva nel contesto di una società plurale. Propone per esempio di promuovere una formazione specifica dei docenti rivolta alla gestione di classi multiculturali, o ancora di potenziare le azioni di sostegno scolastico, psicologico e di mediazione linguistico-culturale. Per quanto riguarda il lavoro, chiede il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze non-formali e informali, e suggerisce di incentivare l’internazionalizzazione del mercato del lavoro. Al livello culturale, è ribadita l’importanza di valorizzare e favorire la conservazione della cultura del Paese d’origine e rafforzare il legame con la cultura italiana. Il manifesto si chiude con due punti che riguardano la cittadinanza attiva, una tema che ritiene fondamentale per costruire insieme una società migliore; chiede infatti di potenziare i servizi d’informazione sui diritti e le opportunità di partecipazione, e di favorire l’associazionismo, la cittadinanza attiva e le pari opportunità. I dieci punti del manifesto declinano quindi dei buoni propositi mirati a migliorare la nostra società per renderla più inclusiva, capace di valorizzare le diversità e di aprirsi sul mondo. Il manifesto si appoggia su rigorosi dati e statistiche, documentando ed esplicitando ogni singola proposta. Un’iniziativa costruttiva, ricca di spunti per tendere verso una società inclusiva e partecipata da tutti.

Trackback url: http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/un-manifesto-per-le-seconde-generazioni/trackback/