25 February 2015

L’abito non fa il monaco. E la barba non fa l’Imam

via Combo Facebook page

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Combo è un artista di strada, di padre cristiano libanese e madre musulmana marocchina, che “remixa” cultura combinando scritte e immagini. Ha iniziato esponendo per le strade di Parigi stampe del simbolo Coexist formato da una croce cristiana, la mezzaluna araba e la stella di David; il tutto corredato dall’immagine di se stesso vestito in abiti musulmani. L’esperimento sembra essersi concluso male. Il giovane artista ha scritto sulla sua pagina FB di essere stato picchiato e minacciato di ulteriori ripercussioni nel caso intenda continuare a esporre i suoi lavori.

Combo è un provocatore che nel corso di un soggiorno a Bayreuth (città della Baviera settentrionale), si è fatto crescere la barba e ha iniziato a indossare il tradizionale abito musulmano, non perché colto dal sacro fuoco della fede, ma per mettere in discussione i codici prestabiliti. Il suo ultimo lavoro comprende immagini di se stesso nei dintorni di Parigi con indosso l’abito musulmano e i commenti in vernice spray: “Lo sapevate che i musulmani concludono le loro preghiere con la parola ‘amen’ come i cristiani e gli ebrei?”, “Ci sono 50.000 soldati musulmani in Francia”, “L’abito non fa il monaco. E la barba non fa l’imam” e “Lo sapevate che il velo non è un obbligo religioso?”.

Riguardo all’identità dei suoi aggressori l’artista ha rilasciato un unico commento sulla sua pagina Facebook: “Vorrei rimanere vago sulla descrizione dei vigliacchi e il luogo esatto in cui è avvenuta l’aggressione perché per me non importa da dove vengono, il colore della loro pelle, la loro fede religiosa o le loro idee politiche. In questo frangente hanno rappresentato solamente la stupidità e l’ignoranza.”

via Combo Facebook page

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20 January 2015

Gli studenti di Alghero protagonisti contro le discriminazioni: l’evento conclusivo di “ComiX4= Comics for Equality – Sardegna”

La classe III A Eno I.I.S. "Piazza Sulis" presenta le ricette antirazziste

La classe III A Eno I.I.S. “Piazza Sulis” presenta le ricette antirazziste

È facile parlare di lotta al razzismo e alle discriminazioni, ma a volte la presenza di persone percepite come “diverse”, se avviene con arrivi improvvisi e non spiegati, può suscitare paura o quanto meno diffidenza. È quello che è successo ad Alghero con l’arrivo dei circa 44 migranti, ospitati nella struttura di accoglienza del Vel Marì. E allora perché non cogliere l’occasione per discuterne insieme, per confrontare i diversi punti di vista e affrontare le novità con più calma e consapevolezza? Anche questo è quello che abbiamo provato a fare durante i laboratori interculturali realizzati con gli studenti di Alghero all’interno del progetto “ComiX4= Comics for Equality – Sardegna”, ormai giunto al termine.

Martedì 16 dicembre, presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “Piazza Sulis” Alghero si è svolto l’evento conclusivo del progetto “ComiX4= Comics for Equality – Sardegna”, sostenuto dalla Fondazione Banco di Sardegna, dalla Commissione Europea e dall’associazione  Africa e Mediterraneo.
Il progetto è stato realizzato dall’Istituto d’Istruzione Superiore “Piazza Sulis” – Alghero, in partenariato con l’associazione Africa e Mediterraneo, l’Istituto Comprensivo N 1 e l’Istituto Comprensivo N 3 di Alghero.

Partendo dalle esperienze già realizzate e dal materiale prodotto all’interno di diversi progetti europei, l’associazione Africa e Mediterraneo ha coinvolto quattro classi dei diversi Istituti scolastici partner del progetto in una serie di laboratori didattici interculturali basati sull’uso di differenti strumenti comunicativi: mini fanzine a fumetti, video in stop motion, ricette illustrate e il murales. L’obiettivo di creare dei prodotti comunicativi divertenti e allo stesso tempo ricchi di significato è andato di pari passo con il voler accompagnare gli studenti verso una conoscenza e comprensione critica di fenomeni attuali, come il razzismo, la xenofobia e il superamento dei pregiudizi per una maggiore comprensione delle differenti espressioni culturali, cogliendone gli aspetti di arricchimento reciproco.
In occasione dell’incontro finale sono stati presentati i lavori realizzati dagli studenti durante il percorso laboratoriale.

È importante sottolineare come i laboratori interculturali realizzati siano coincisi con l’apertura del primo centro di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo di Alghero. Questo tema ha colpito molto gli studenti che hanno approfittato del percorso laboratoriale per comprendere meglio alcune questioni legate al tema dei rifugiati e dei richiedenti asilo. La questione del centro di accoglienza, infatti, ha inizialmente suscitato dei momenti di acceso dibattito tra i ragazzi, la maggioranza dei quali non riusciva a comprendere che cosa stesse succedendo nella propria città e a “prendere una posizione” chiara rispetto ad alcuni commenti di connotazione razzista che si leggevano sui media locali. I momenti di condivisione delle opinioni si sono rivelati fondamentali per analizzare, con l’aiuto dell’animatrice interculturale e degli insegnanti, il tema in questione al di là di ogni pregiudizio e paura. Significativi a questo proposito sono i lavori prodotti a conclusione dei laboratori dagli studenti e realizzati con l’aiuto dell’illustratore Francesco Venturi, in arte TAF (http://comicsforequalitysardegna.tumblr.com/).
All’incontro, oltre alle classi aderenti al progetto con i rispettivi docenti, hanno partecipato alcuni dei ragazzi ospitati nel centro rifugiati e richiedenti asilo Vel Marì di Alghero, gli studenti hanno potuto ascoltare alcune riflessioni, impressioni e le storie di alcuni dei ragazzi del centro che hanno preso parola.

Inoltre, gli invitati hanno potuto degustare il ricchissimo buffet gentilmente preparato e offerto dagli studenti della classe III A Enogastronomia dell’Istituto alberghiero.
Visto il successo del progetto, gli insegnanti e le scuole coinvolte hanno manifestato la volontà di replicarlo e alcuni progetti sono già in cantiere per il prossimo anno scolastico.
Congratulazioni agli studenti e a tutte le persone coinvolte nel progetto per l’ottimo risultato conseguito!

Link ai lavori degli studenti: http://comicsforequalitysardegna.tumblr.com

L'evento conclusivo del progetto ComiX4= Comics for Equality Sardegna

L’evento conclusivo del progetto ComiX4= Comics for Equality Sardegna

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19 January 2015

Il nuovo numero di Africa e Mediterraneo, in uscita a fine gennaio

Donna ghanese prepara il banku, piatto tipico nazionale. Foto di Ben Grey

Donna ghanese prepara il banku, piatto tipico nazionale. Foto di Ben Grey

Il cibo, protagonista dell’Expo 2015, è per l’uomo molto di più di un semplice bisogno: esso è simbolo culturale, è storia di scambi e stratificazioni, è uno strumento di potere e un silenzioso ma profumatissimo testimone del nostro tempo. Per questo il nuovo numero di Africa e Mediterraneo, in uscita a fine gennaio, è dedicato al cibo e all’intercultura, con l’intenzione di offrire un ventaglio ampio e diversificato di riflessioni su questo elemento della vita umana che racconta e manifesta i percorsi di cambiamento delle società in cui viene prodotto e consumato. Nella varietà degli approcci si è inteso mettere in luce le implicazioni culturali, psicologiche, storiche, biologiche del cibo nelle diverse culture, soffermandosi in particolare su quelle africane, senza tralasciare l’aspetto letterario con l’analisi dell’opera di vari scrittori del continente.

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17 November 2014

Non lasciamo morire il sistema nazionale di tutela e protezione delle vittime di tratta

Foto di Catia

Foto di Catia

Il sistema italiano anti tratta, operativo dal 2000 e coordinato e co-finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità, è oggi a rischio. Il Governo, infatti, ha avviato una politica di disinvestimento, in termini di risorse finanziarie e umane, sui servizi attivati nel corso degli anni per proteggere e aiutare le vittime di tratta a uscire dal buio della violenza e dei soprusi subiti. Questo nonostante gli ottimi risultati in termini di vite umane salvate dallo sfruttamento (in questi anni quasi 30.000 donne e uomini) e di fronte ad autorevoli rappresentanti di istituzioni internazionali (OSCE, ONU e Consiglio d’Europa) che continuano a inviare report in cui si raccomanda al Governo italiano di porre in atto misure per mantenere alto il livello di efficacia degli strumenti contro lo sfruttamento e la tratta di esseri umani.

Nel numero 72-73 di Africa e Mediterraneo, l’articolo di Andrea Morniroli e Maddalena Pinto, La mediazione linguistico-culturale nei servizi di prossimità e nel lavoro di strada, aveva segnalato l’importanza della mediazione nel lavoro a tutela delle vittime di tratta: […] lo stare con le persone nei loro luoghi; abituarsi e adeguarsi ai loro linguaggi per garantire una comunicazione più orizzontale; calibrare gli interventi sul tentativo di garantire e tutelare diritti e opportunità, piuttosto che “sul far del bene”; riconoscere l’altro come soggetto attivo e partecipante piuttosto che come destinatario passivo degli interventi. Questo per contribuire all’inclusione sociale e arginare il diffondersi delle logiche securitarie che in questi anni hanno provocato nel nostro Paese un arretramento profondo e culturale sul tema dei diritti.

Ora, la Piattaforma nazionale anti tratta ha lanciato una petizione per raccogliere firme e spingere le istituzioni italiane ad attivarsi per non far morire il sistema nazionale di tutela e protezione delle vittime di tratta. E’ possibile firmare qui.

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08 October 2014

Al via i laboratori interculturali di ComiX4= Comics for Equality ad Alghero.

Foto di Africa e Mediterraneo

Africa e Mediterraneo, in partenariato con l’Istituto d’Istruzione Superiore Piazza Sulis – Alghero, l’Istituto Comprensivo N 1 e l’Istituto Comprensivo N 3 di Alghero danno il via ai laboratori interculturali di ComiX4= Comics for Equality – Sardegna. Quattro classi saranno coinvolte nella realizzazione di materiali innovativi come mini fanzine, video in stop motion, ricette illustrate e un murales. Il tema è comune: la lotta al razzismo e alla discriminazione. Gli studenti dovranno confrontarsi con i temi attualmente in gioco riguardo alla convivenza, l’obiettivo è quello di decostruire i pregiudizi e gli stereotipi nei confronti delle culture con le quali siamo sempre più in contatto.

Siamo tutti concordi nel considerare la Scuola come un vero e proprio laboratorio, luogo di crescita fondamentale e terreno di cambiamento, qui i ragazzi si incontrano, le identità si mescolano e si rielaborano: ciascuno, però, manifesta e rielabora a proprio modo e secondo i propri strumenti la complessità dei fenomeni spesso descritti dai media, fenomeni che sempre più interessano la vita quotidiana di ognuno di noi.

Le attività proposte intendono proprio accompagnare i ragazzi verso una conoscenza e comprensione critica dei fenomeni attuali, verso il superamento dei pregiudizi e la comprensione delle differenti espressioni culturali, cogliendone gli aspetti di arricchimento reciproco. Crediamo, infatti, che soprattutto partendo dal basso e dai giovani si possa sviluppare una coscienza critica, al fine di contribuire alla realizzazione di un futuro e di una società migliori.

Il percorso didattico sarà suddiviso in due momenti, una prima fase di lettura-riflessione sui fumetti realizzati dai giovani con background migrante che hanno partecipato al Concorso europeo di ComiX4= Comics for Equality e una seconda fase di autoproduzione. Mentre la prima fase è necessaria nell’ambito di una didattica laboratoriale per avviare un dialogo con la classe, la seconda è di solito molto coinvolgente per i ragazzi, che vedono positivamente la possibilità di cimentarsi in un’attività creativa in cui potranno elaborare i loro prodotti.

A conclusione dei laboratori i materiali dei ragazzi saranno pubblicati sul sito e sul blog dell’associazione Africa e Mediterraneo, continuate a seguirci per scoprire il punto di vista dei nostri studenti! Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna.

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08 October 2014

Asilo in Europa e Rwanda: il N. 80 di Africa e Mediterraneo

Bruce Clarke, Exhibition of Upright Men at Rwanda National Library, Kigali. April 4th to July 4 2014 as part of the official commemoration in Rwanda

E’ uscito il nuovo numero di Africa e Mediterraneo, che contiene due dossier, uno dedicato al Sistema europeo comune di asilo, il secondo dedicato al ventennale del genocidio del Rwanda, in cui morirono tra 800.000 e un milione di persone. Oltre a un’ampia rassegna introduttiva di Marie José Hoyet – che ricostruisce criticamente il lavoro di memoria che è stato fatto dagli scrittori, artisti e operatori culturali, rwandesi e non, per ricordare e cercare di spiegare questo evento che ha colpito per la sua unicità, dimensione e velocità – il dossier coinvolge due scrittori africani. Dorcy Rugamba, Rwandese sopravvissuto allo sterminio completo della sua famiglia avvenuto la prima mattina del genocidio (“sono bastati tre quarti d’ora”), esplora le origini di questo “crimine industriale”, spiegando il ruolo cruciale giocato dal colonialismo e dall’imperialismo, le cui pratiche violente hanno rotto gli equilibri precedenti e sono rimaste come ferite, come ideologie e come habitus delle persone, e non potevano essere cancellate in pochi decenni di indipendenza. Il Burundese Roland Rugero mette a confronto il diverso modo di vivere il rapporto con il passato in Rwanda, dove è proibito palare pubblicamente della questione Hutu/Tutsi, e in Burundi dove se ne parla liberamente anche facendo dell’ironia. Infine, Marcel Kabanda, in un’intervista, spiega i contenuti dell’ultimo importante libro scritto con Jean-Pierre Chrétien dal titolo Rwanda, razzismo e genocidio: l’ideologia hamitica. Vi presentiamo un breve estratto dell’articolo “Raccontare la memoria: Rwanda (1994-2014). Una rassegna”, scritto da Marie-José Hoyet.

Il genocidio del Rwanda (7 aprile-4 luglio 1994), in cui morirono tra 800.000 e un milione di persone, ha avuto caratteri specifici: lunga pianificazione e velocità nell’esecuzione, sterminio di massa operato dalla massa e crimini di prossimità nel quadro istituzionale dello Stato, perpetrati con complicità internazionali in un “silenzio assordante” del mondo. In cento giorni, il genocidio più veloce e più denso della storia scatena una furia distruttrice concepita come un lavoro da compiere e devasta il Paese eliminando sistematicamente Tutsi, Hutu moderati e Twa: una parte di loro tenta di scappare sprofondando nelle paludi e solo una piccola frazione ci riuscirà. Fra i carnefici hutu in fuga nella foresta equatoriale o nei campi profughi (circa due milioni), un certo numero saranno uccisi e gli altri dovranno tornare per essere imprigionati e giudicati dai tribunali tradizionali. Fatto sconvolgente: pochi intellettuali africani denunciarono subito l’accaduto, a parte Mandela e Soyinka o chi era direttamente coinvolto sul posto, ci fu silenzio davanti a un evento che andava oltre l’umana comprensione, un silenzio che, con poche eccezioni, è proseguito troppo a lungo. Solo alla fine degli anni Novanta sono nate iniziative dovute a una presa di coscienza tardiva (domanda ricorrente: “Ma cosa stavamo facendo quando succedeva tutto questo?”), mentre il periodo successivo ha visto un fiorire di pubblicazioni, in particolare in lingua francese (convegni, incontri, mostre, proiezioni di film e documentari) che ha raggiunto l’apice in Francia nella primavera del 2014: siamo oggi di fronte alla produzione di un corpus infinito, che non accenna a diminuire, segno che l’argomento lungi dall’essere esaurito richiede sempre maggiori approfondimenti e si avvale di sempre più diversificate fonti e modalità.

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16 September 2014

IV edizione del Premio Masslo per combattere le discriminazioni razziali

La Federazione Lavoratori Agro- Industria (Flai- Cgil) indice la terza edizione del Premio Masslo che si svolgerà nei giorni 28/29/30 Ottobre 2014. Il Premio, istituito per ricordare l’omicidio di Jerry Essan Masslo, rifugiato sud africano, ucciso nelle campagne di Villa Literno il 25 agosto 1989, dove lavorava come bracciante, vuole essere un’occasione per educare ai temi dell’accoglienza, dell’integrazione, della convivenza civile, incoraggiare al dialogo e promuovere lo sviluppo di una società fondata sul rispetto della diversità.
Attraverso il Premio Masslo la Flai-Cgil si propone di valorizzare il lavoro degli immigrati in Italia, con singolare riguardo all’ambito dell’agricoltura; comprendere il vissuto quotidiano dei lavoratori e delle lavoratrici migranti; infondere nelle nuove generazioni la necessità del contrasto a ogni forma di razzismo e sensibilizzare l’opinione pubblica per favorire il processo di inclusione sociale delle minoranze.
Il bando di concorso è aperto alle scuole di ogni ordine e grado della regione Campania, studenti universitari (laureandi e laureati) e video-documentaristi. ll tema di questa edizione è: Villa Literno, 25 agosto 1989 – Lampedusa, 4 ottobre 2013 – MAI PIU! Dall’accoglienza, allo sviluppo, alla salvaguardia del territorio: il Mediterraneo come ponte di accoglienza tra Africa ed Europa nel quale la globalizzazione è diritto al cibo, all’acqua, alla salute, senza sfruttamento né ricatti.
Il Premio si articola in 3 sezioni; la prima è riservata alle scuole elementari, medie e superiori che possono partecipare presentando elaborati di gruppo (di classe e/o di istituto); la seconda sezione è riservata agli studenti universitari laureati o laureandi in materie umanistiche, sociali ed economiche che presentano la migliore tesi sul ruolo degli immigrati nel mercato del lavoro italiano; la terza sezione è riservata agli autori stranieri che presentano opere ed elaborati in lingua italiana: neo giornalisti, autori di videogrammi, saggi, poesie, narrativa, prosa, pubblicati nel biennio 2013/2014, fotografi e blogger le cui produzioni riguardano tematiche attinenti al bando.
La giuria sarà composta da esperti, docenti, giornalisti e sociologi, i cui nomi saranno resi noti sul sito web www.flai.it entro il 05 ottobre 2014. Questi sceglieranno tra le proposte pervenute entro il 15 ottobre 2014, data di scadenza del bando, quelle da reputarsi maggiormente confacenti con lo spirito del Premio Masslo. Nella valutazione per l’attribuzione del Premio la giuria terrà conto dell’impegno delle scuole sul fronte dell’integrazione e della serena convivenza tra gli alunni di origini diverse.
I partecipanti dovranno fare pervenire alla segreteria del Premio Masslo gli elaborati e le opere unitamente alla domanda di partecipazione compilata in ogni sua parte e recante la firma autografa del proponente. Quanto alle scuole, la scheda di partecipazione al concorso dovrà essere compilata dal dirigente scolastico. Il materiale suddetto, purché completo in ogni sua parte, pena l’esclusione dal concorso, dovrà essere inviato in busta chiusa con posta raccomandata o altro strumento di spedizione postale tracciabile (farà fede il timbro postale), a:

Segreteria “Premio Jerry Masslo 2014”
Flai- Cgil Nazionale
Via Leopoldo Serra 31, Roma 00153 (RM)

oppure agli indirizzi email:

flai-nazionale@flai.it – sergio.gallo@flai.it

I titoli e i nomi degli autori degli elaborati e delle opere saranno inseriti sul sito web www.flai.it, nell’apposita sezione dedicata al Premio Masslo ove rimarranno stabilmente fino alla premiazione della IV edizione del Premio, ossia fino al 24 ottobre 2016. Sarà cura dell’organizzazione dare massima visibilità al sito web attraverso azioni promozionali programmate per la buona riuscita del concorso e delle attività a esso correlate.
I potenziali vincitori selezionati saranno contattati dall’organizzazione, entro un termine congruo, all’indirizzo indicato dagli stessi nel modulo d’iscrizione e invitati a partecipare alla cerimonia di premiazione ufficiale prevista il 31 ottobre 2014 a Villa Literno (Caserta). Le spese di viaggio e di soggiorno saranno a carico della Flai-Cgil. Ai migliori elaborati/opere, la giuria assegnerà i seguenti premi:

1ª sezione – Scuole: materiale per un’aula multimediale

2ª sezione – Studenti Universitari: un IPad

3ª sezione – Giornalisti e video- documentaristi: 1.500 euro

Gli autori, partecipando al concorso, concedono il diritto di pubblicazione degli elaborati all’interno di tutto il materiale promozionale del concorso, nonché del prodotto editoriale, senza nulla pretendere in termini di diritto d’autore. E’ responsabilità del concorrente presentare un elaborato originale non lesivo dei diritti di terzi. La Flai-Cgil potrà liberamente riprodurre gli elaborati su qualsiasi supporto e in qualsiasi dimensione, al fine di esporli negli eventi organizzati dalla medesima o sulle sue pubblicazioni.

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24 June 2014

L’evento conclusivo del progetto “Azioni Integrate per l’Empowerment Comunitario Post Sisma”

A conclusione del progetto “Azioni Integrate per l’Empowerment Comunitario Post Sisma”, sostenuto dal Fondo Europeo per l’Integrazione dei Cittadini di Paesi Terzi, giovedì 26 giugno si svolgerà l’evento “IERI. OGGI. DOMANI? Prevenzione sociale e gestione delle calamità naturali nelle società complesse”, dalle 14:30 alle 18:00, presso la Sala Consigliare del Comune di Mirandola, in via Giolitti 22. Il progetto è stato realizzato nel periodo da settembre 2013 a giugno 2014, da una partnership composta da Enti Pubblici e soggetti del Terzo Settore appartenenti ai territori colpiti dal terremoto del 2012 nelle province di Bologna, Modena e Ferrara.

Con il coordinamento della Cooperativa Sociale Camelot Officine Cooperative sono stati realizzati percorsi di mediazione socio-culturale e ricerca-azione, i quali hanno portato alla pubblicazione che verrà presentata in occasione dell’evento e alla cui realizzazione ha contribuito il coinvolgimento – tramite specifici focus group – di molti importanti interlocutori che hanno avuto un ruolo nella gestione dell’emergenza post-sisma (addetti ai Servizi pubblici e privati, associazioni, volontari, Forze dell’Ordine, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, etc.), anche in relazione alle dinamiche complesse di carattere interculturale che si sono sviluppate.

Partendo dal lavoro svolto, finalizzato a costruire un quadro informativo e metodologico sulla gestione post-sisma, l’evento intende produrre spunti e riflessioni insieme ad Antonio Genovese – Docente di Pedagogia Interculturale – e Alessandro Tolomelli – Ricercatore in pedagogia Generale e Sociale – entrambi dell’Università di Bologna. La giornata prevede lo svolgimento di un laboratorio partecipato in modalità Future Lab – che vedrà protagonisti tutti i presenti all’iniziativa – al fine di condividere strategie di prevenzione sociale rispetto a situazioni emergenziali generate da calamità naturali, in contesti territoriali caratterizzati da elementi di complessità sul piano socio-culturale. Si passerà così dal tema della gestione post-sisma a quello della prevenzione che le Istituzioni, i Servizi e la società civile possono attuare rispetto al verificarsi di effetti catastrofici sul piano sociale e delle relazioni interculturali. In tal senso, l’evento vuole rappresentare un utile strumento di condivisione, elaborazione e diffusione di buone prassi.

L’invito si rivolge alla cittadinanza tutta, con particolare riguardo ai soggetti – pubblici e privati – che hanno avuto un ruolo nella gestione dell’emergenza terremoto nel 2012. Al fine di garantire un’adeguata organizzazione della giornata, si chiede cortesemente di confermare la presenza, contattando la dott.ssa Irina Damian all’e-mail: irinadamian@coopcamelot.org.

Scarica la locandina dell’evento.

Scarica la scheda di approfondimento del Future Lab.

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20 June 2014

Celebriamo la Giornata Mondiale del Rifugiato

Giornata Mondiale del Rifugiato 2014: per la prima volta i rifugiati, i richiedenti asilo e gli sfollati interni superano i 50 milioni.

Foto di European Commission DG ECHO

Oggi è la Giornata Mondiale del Rifugiato, riconosciuta a livello universale dal 2001 per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo alle tematiche dell’accoglienza e dell’asilo. Costituisce un sostegno agli sforzi che l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), le Ong e le altre organizzazioni impegnate nel settore compiono congiuntamente.

Secondo un rapporto pubblicato oggi dall’UNHCR, per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale il numero di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni – ovvero coloro che sono costretti ad abbandonare le loro case, ma che rimangono comunque all’interno del proprio paese – ha superato i 50 milioni di persone al mondo.

A fronte di questo fatto, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres ha dichiarato: “La comunità internazionale deve superare le proprie divergenze e trovare soluzioni ai conflitti che colpiscono oggi il Sud Sudan, la Siria, la Repubblica Centrafricana e altri paesi. È necessario che donatori non tradizionali si affianchino con maggiore impegno ai donatori di lungo corso. Questo perché oggi il numero di persone costrette alla fuga equivale alla popolazione di interi paesi di medie e grandi dimensioni, come la Colombia o la Spagna, il Sud Africa o la Corea del Sud”.

Vi invitiamo a scaricare il rapporto completo dell’UNHCR Global Trends riguardante il 2013.

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13 June 2014

Gender studies e migrazione femminile

Foto di miss_ohara

A Bentivoglio, nell’ambito della Festa dei Sapori, il centro sociale Il Mulino ha organizzato una presentazione di Africa e Mediterraneo. Ha introdotto la vicepresidente Marinella Ghelfi, spiegando le attività che il centro organizza per le donne migranti (corsi di italiano, asilo, laboratori). In seguito, Letizia Lambertini, consulente nel campo delle Politiche di Genere e Interculturali, ha esposto i contenuti del suo articolo “Donne in movimento, una riflessione sul rapporto tra gender studies e migrazione”, pubblicato nell’ultimo numero di Africa e Mediterraneo. Infine è intervenuta la ricercatrice su tematiche di genere Sara Bruni. Dalle volontarie del centro sociale presenti tra il pubblico sono arrivate tante domande, ispirate da riflessioni sorte durante il lavoro che esse svolgono per favorire l’integrazione tra donne native e migranti. E’ stato interessante il confronto tra il livello concreto e operativo e quello teorico che può aiutare a capire i meccanismi della relazione. Tra il pubblico c’erano diverse signore nord africane che non hanno voluto perdere quest’occasione. Vi proponiamo qui un estratto dell’articolo sopra citato di Letizia Lambertini pubblicato sul numero 79 di Africa e Mediterraneo.

Fin dai suoi esordi l’epistemologia femminista è aperta ad accogliere la riflessione sulla migrazione e a offrirle un campo di articolazione libero da connotazioni discorsive culturalmente dominanti e stereotipate. I gender studies sono, all’interno del femminismo, un approccio interdisciplinare nello studio della produzione delle identità e del rapporto tra soggetto/società/cultura. Essi sono caratterizzati da una forte impronta politica correlata, in particolare, ai processi emancipatori delle società post-coloniali e globalizzate. La teoria dei “saperi situati”, così come formulata nei gender studies, pone al centro della conoscenza l’esperienza soggettiva, riconoscendo valore e dignità ai percorsi individuali, contro le pretese di validazione dei sistemi cosiddetti oggettivi e universali. Questa teoria configura uno spazio libero di espressione, nel quale ogni soggetto ha diritto di cittadinanza e infinite possibilità di ridefinizione.

In un contesto sociale e politico nel quale ciò che porta chi migra è generalmente poco interessante – o tutt’al più è folkloristico – i gender studies offrono una cornice interpretativa che non è né quella del distanziamento critico, né quella del voyerismo. Essi delineano un campo di azione che contempla il dialogo e la contaminazione delle esperienze e che guarda con rispetto e attenzione alle indefinibili combinazioni provocate dal superamento, reale e simbolico, delle frontiere geografiche e culturali. Così scrive Rosi Braidotti: L’obiettivo di oggi per il pensiero femminista è di elaborare un progetto di saperi situated, cioè situati, dove la questione della soggettività femminile si lascerà attraversare da altri assi di interrogazione, provenienti da altre regioni di frontiera. La condizione di pariteticità che tale cornice determina svuota di senso termini definitivi come immigrata o emigrata e ne introduce di più mobili – migrante per esempio – accentuando l’accezione provvisoria e dinamica dell’esperienza del viaggio o sottolineando il senso anche metaforico sotteso alla parola.

Per acquistare on line il N. 79 di Africa e Mediterraneo, conoscere o acquistare i numeri precedenti, sottoscrivere un abbonamento, vai al sito di Lai-momo, l’editore.

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