17 agosto 2012
Conferenza sull’economia creativa africana: call for papers
Dal 14 al 16 novembre 2012 Arterial Network ospiterà in Senegal la seconda conferenza annuale sull’economia creativa africana. Lo scopo dell’incontro è quello di fornire una panoramica e un’analisi pratica sullo status attuale della “creative economy” africana, al fine di consolidare la competenza nel settore e fornire un pensiero critico necessario per destreggiarsi tra le varie realtà di un settore che sta nascendo.
L’invito a presentare manifestazioni di interesse è rivolto a tutti, ma preferenza sarà data ad autori africani che vivono nel continente e che hanno esperienza o potenziale in questo campo.
Le proposte vanno inviate a Espera Donouvossi (espera@arterialnetwork.org) entro il 25 agosto 2012.
Parole chiave : Arterial Network, creative economy, Economia, Senegal
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22 febbraio 2011
Il sangue non è acqua: a proposito di Saif el-Islam Gheddafi
E’ stato impressionante vedere in televisione il figlio di Gheddafi, Saif el-Islam, dire con aria serissima che è in atto un «complotto» contro la nazione da parte di un non meglio precisato «movimento separatista», e che «questi scontri possono portare alla guerra civile», che i libici combatteranno fino all’ultimo uomo.
Impressionante perché 8 anni fa abbiamo pubblicato sulla nostra rivista Africa e Mediterraneo (n. 43-44, Arte contemporanea del Nord Africa, vedi http://laimomo.it/front-end/detail_new.php?p=94&c=5&a=0&pd=N) delle opere d’arte contemporanea realizzate da lui, e una scheda su Saif el-Islam Gaddafi come artista.
Avevamo fatto un numero sull’arte dei cinque paesi del Nord Africa e tra questi erano incluse anche le poche informazioni che eravamo riusciti ad avere dalla Libia. La fonte principale era stato il materiale della mostra “Il deserto non è silente”, ospitata nel 2002 a Castel Sant’Angelo Roma e in seguito a Milano al Palazzo della Ragione, e promossa proprio dalla
, di cui Saif el-Islam è presidente.
E pensare che alcune opere non erano neanche male. Lui è un architetto, ed è stato sempre visto a livello internazionale come la speranza della modernizzazione e del buon governo in Libia, interessato a puntare sui rapporti euro-mediterranei, sulla cultura e il turismo. Ad esempio ultimamente aveva presentato un bel progetto per la creazione di un parco naturalistico ed archeologico presso Cirene.
Insomma, sembrava una persona normale. Invece, si vede che il sangue non è acqua, e di fronte al pericolo di perdere il potere si è fatto sentire.
Comunque… questa è una foto di quando inaugurava la mostra a Roma, a fianco di Massimo D’Alema. Forse si divertiva di più che a guidare la repressione del suo popolo in rivolta. Chissà.
Parole chiave : arte contemporanea del Nord Africa, Gaddafi International Foundation for Charity Associations, repressione in Libia, Saif el-Islam Gheddafi
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Ho letto un articolo interessante, sul blog Scribbles from the den del giornalista camerunese Dibussi Tande, che racconta le varie ruberie perpetrate da cantanti occidentali nei confronti di autori africani.

La copertina del disco tratta dal blog di Dibussi Tamba
Parte fondamentale dell’articolo, il racconto della “presa in prestito” fatta proprio in relazione all’inno dei mondiali Waka Waka, diffuso e universalmente conosciuto come opera di Shakira.
Invece il ritornello è stato completamente copiato dall’interpretazione della canzone militare camerunese “Zangaléwa” (“Zamina mina”) fatta dal gruppo “Golden Sounds”, che dopo il successo della canzone cambiò il proprio nome in “Zangaléwa”. Un brano conosciuto da generazioni di camerunensi e tranquillamente copiato dalla cantante e dalla sua casa di produzione senza nessuna citazione, credendo chissà come che nessuno se ne accorgesse. Subito la rete si è ribellata, in particolare i camerunesi che conoscevano benissimo il pezzo, inondando i blog di proteste e di riferimenti al brano disponibile su internet.
La Sony ha poi accettato, si dice anche su pressione della FIFA che voleva evitare ogni pubblicità negativa al Mondiale, di riconoscere che “The song was written by Shakira, the world-famous singer from Latin America…The chorus is similar to that of a popular Cameroon song made famous by Golden Voices in particular” ma soprattutto di negoziare un riconoscimento economico ai membri del gruppo ormai sciolto.
Guardate il video qui sotto e arrivate al minuto 7,30. Lì comincia il ritornello ed è uguale all’inno dei mondiali. Anzi, è più bello.
Parole chiave : Coppa del Mondo, Golden Sounds, Waka Waka, Zangaléwa
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Evento: Presentazione del romanzo “Il libro dei fiumi” di José Luandino Vieira. 
Dove: Torino, Caffè letterario del Lingotto.
Quando: 14 maggio 2010, ore 10,30.
Informazioni: Segnaliamo la presentazione del romanzo Il libro dei fiumi, di José Luandino Vieira, rappresentante della letteratura angolana, oltre che uno dei fautori dell’indipendenza del suo Paese. La presenza di questo intellettuale in Italia è un’occasione per conoscere e approfondire la peculiarità di una cultura ancestrale. L’Opera, dedicata alla letteratura di espressione portoghese, sarà introdotta dal professor Roberto Francavilla, docente di Letteratura Portoghese presso l’Università di Siena, e dal traduttore del romanzo, il dottor Daniele Petruccioli. L’evento avrà luogo venerdì 14 maggio alle ore 10:30 presso il Caffè Letterario del Lingotto.
Inoltre, il giorno successivo, presso il Centro Piemontese di Studi Africani si terrà una conferenza dal titolo La Letteratura Angolana, alla quale oltre a Luandino Vieira parteciperà anche un altro grande scrittore angolano, Pepetela.
Parole chiave : Agenda Cultura maggio 2010, Conferenza, Letteratura, Romanzo
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Presentazione dell’articolo “L’aumento delle azioni di mecenatismo e creatività artistica in Africa”, pubblicato su Africa e Mediterraneo n.68 a firma di Simão Souindoula, storico, consigliere presso il Ministero della Cultura a Luanda (Angola) ed expert presso l’UNESCO.

Ana Silva, Amor, 2005, Photo of Antonio Pinto
di 100.000 $US.

Yonamine, Jah love, technique mixte, Photo of Antonio Pinto
La biennale Ensarte è un programma iniziato venti anni fa con la collaborazione della società nazionale d’assicurazione dell’Angola per la promozione di un settore trascurato come quello delle arti plastiche. Il budget è aumentato progressivamente fino a raggiungere l’anno scorso mezzo milione di dollari. Il concorso è stato interamente organizzato, dalla campagna d’apertura fino alla promozione dei cataloghi, dalla compagnia d’assicurazione.
Un altro esempio è quello della Biennale dell’arte contemporanea Bantu, lanciata nel 1985, che riceve quasi 100.000 US$ di finanziamenti esterni per ogni edizione.
Questi esempi di mecenatismo mettono in luce una situazione globalmente incoraggiante, in quanto queste collaborazioni permettono alla produzione di beni e di attività culturali – come la pubblicazione di opere letterarie, la realizzazione di film, l’organizzazione di mostre d’arte, concerti, spettacoli, l’edizione di CD e DVD, ecc. – di crescere in diversi Stati africani.
Per aquistare online la rivista vai sul sito dell’editore.
Parole chiave : Africa, Industrie culturali, Mecenatismo, N68
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18 febbraio 2010
Festival della letteratura africana a Brussels
Giovedì 4 e venerdì 5 febbraio Africa e Mediterraneo ha partecipato al Festival della letteratura africana (Salon des Littèratures africaines) a Bruxelles nel quartiere di Matonge, cuore della cultura e della comunità africana nella capitale belga. 
Si è trattato di una manifestazione interessante, con grande partecipazione di pubblico e in cui abbiamo avuto modo di assistere ad incontri e dibattiti con artisti e scrittori africani. Sono stati giorni di vivace attività intellettuale, attraverso i quali si sono potute ascoltare le diverse voci provenienti dall’Africa e dalla diaspora africana in Europa. Si è potuto assistere infatti, a confronti tra gli autori e tra coloro che hanno partecipato al festival: confronti spesso molto appassionati. Chiunque ha potuto far sentire la propria voce, in quanto gli interventi venivano incoraggiati, rendendo così la manifestazione un luogo di scambi e d’incontri. Interessante il dibattito nato durante la conferenza della giornata inaugurale intitolata “Littérature africaine et les jeunes d’Europe”. Gli autori (Christian Kamtchueng, Serge Boutsindi, Fatouma Sidibé), hanno dovuto rispondere a domande e a riflessioni da parte del pubblico, che ha ascoltato con attenzione i loro interventi. Punto cruciale di questo dibattito, ma anche delle conferenze delle giornate successive, è stato il ruolo della letteratura come mezzo di comunicazione e di insegnamento della storia dei Paesi dell’Africa nei confronti dei giovani. I libri venivano visti come strumento di rinascita sociale e politica e per legare l’Africa alle sue genti. C’era chi polemizzava e riteneva che i romanzi non potessero essere un mezzo efficace, in quanto non rappresentano un vissuto reale e provocano un distorsione quindi, della realtà. Si è arrivati infine, alla conclusione che scrivere e trasmettere un proprio pensiero vuol dire comunicare e che attraverso la letteratura si possano invogliare le persone a conoscere la verità.
Il festival è stato un modo inoltre, per entrare in contatto e conoscere differenti realtà. Incontri e discussioni davanti ad un bicchiere e un piatto colmo di specialità culinarie. Sullo sfondo gli stand in cui potersi avvicinare per sfogliare o per comprare un libro. Stand in cui anche Africa e Mediterraneo ha avuto il suo spazio, in cui poter presentare i propri fumetti africani e i cataloghi dei concorsi passati di Africa Comics.
L’arte della scrittura ed il piacere della lettura hanno fatto da contorno ad uno scambio di opinioni e di pensieri, a cui hanno partecipato personalità più o meno influenti, come ad esempio l’ambasciatore del Congo in Belgio, che è intervenuto venerdì 5 febbraio alla presentazione della guida turistica sul Congo, intitolata Petit Futè.
La letteratura ancora una volta è stata dunque, uno strumento di comunicazione, un mezzo di conoscenza, un filo che lega culture, paesi, popoli e che si pone come obiettivo quello di non disperdere l’enorme patrimonio culturale e storico di un intero continente, qual è l’Africa.
Parole chiave : Bruxelles, Festival, Letteratura
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Evento: Focus, The First Edition of the International Forum of Cultural Industries.
Quando: 24-26 settembre 2009.
Dove: Monza, Villa Reale.
Informazioni: This first edition is dedicated to the unexpected issue of “the marriage” of reason and creation, a link that nowadays links the design industry and the fashion and handicraft industry.In order to discuss these issues, Unesco has invited some of the most important figures from the fashion and design industry, the cultural industry and the world economy, such as Bernard Arnault, Mohamed Yunus, Lindsay Owen-Jones, Ralph Lauren, John Galliano, Philippe Starck, Narciso Rodriguez, Aissa Dione et Michael Kra.
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27 giugno 2009
Cultura e sviluppo con i tessuti tinti a mano
C’è un interessante progetto che è esposto qui al campo, il “Centro de artes Paulo Mabuno”. Si tratta della realizzazione di tessuti (sciarpe, borse, tovagliette e capulane cioè parei), di carte fatte a mano e di ceramiche da parte di giovani orfani o socialmente deboli a causa dell’AIDS. I ragazzi, che vivono in zone rurali, sono formati all’esercizio della professione in modo che abbiano un reddito, autonomia e un reinserimento sociale. I prodotti sono venduti in un negozio all’aeroporto e in alberghi di lusso. Una percentuale delle vendite è destinata a un fondo per la realizzazione di formazione e sensibilizzazione sul tema della salute nella comunità.
I tessuti e i disegni sono bellissimi, sono esposti qui al campus, ma non è facile comprarli. Non costano neanche pochissimo, ma sono fatti a mano, ed è questo il loro valore. Nello stand di fronte ci sono orribili magliette importate dalla Cina Popolare e stampate con scritte tipo Mozambique, e vestiti all’africana cuciti dalle donne ma con stoffe sintetiche sempre cinesi.
Dunque, ho dovuto faticare per convincere il responsabile della vendita a vendermi una capulana che mi piaceva, perché era della nuova collezione e non me la voleva vendere. Alla fine me l’ha venduta, e con prezzo abbastanza alto. Ci sono anche bellissime carte, quaderni e tovagliette tessute a mano.
Il progetto è sostenuto dalla fondazione di Graça Machel, vedova del presidente Samora e attuale moglie di Nelson Mandela.
Parole chiave : Cartoline da Maputo, Cultura e sviluppo, Mozambico
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27 giugno 2009
Il fascino dell’Italia: tradurre Boccaccio in kikuyu

Langui wa Goro riceve i complimenti per la sua originale ed elegante mise da Alphadi il maggiore stilista africano e fondatore del Festival internazionale della moda africana che si tiene ogni anno in Niger
Dice che tradurre Boccaccio in kikuyu è molto difficile, perché è una lingua senza letteratura. Ma lei ci lavora, da 7 anni, ha tradotto circa 70 novelle e intende tradurle tutte e 100, poi pubblicherà il libro a sue spese. Con Wangui abbiamo parlato in italiano, e mi ha raccontato della sua grande passione per la nostra cultura.
Quando incontro intellettuali o giornalisti africani che parlano italiano, mi fa piacere, ma mi sorprende anche. Qui c’è anche Paul Nchoji Nkwi, professore al Centre for Applied Social Science Research and Training e presidente della associazione panafricana degli antropologi, che ha studiato a Perugia, e Jean Marc Matwaki, giovane giornalista di Radio Okapi in Congo, che ha seguito dei corsi all’ambasciata italiana di Kinshasa.
Si sa che la politica di promozione della lingua italiana all’estero, e in particolare in Africa, è debole. I portoghesi hanno gli Istituti Camoes, gli inglesi i British Council, per non parlare dei Centri Culturali Francesi, che hanno avuto tanti fondi e potere in passato che ancora oggi, nonostante i tagli crudeli di Sarkozy, restano importantissimi poli culturali nelle città africane. Adesso, con l’avanzata in Africa della cooperazione spagnola, che è giovane ma molto rampante e con Zapatero ha fatto un investimento enorme, si comincia a parlare anche questa lingua.
Gli istituti Dante Alighieri, invece, sono una tristezza e praticamente inesistente è l’attività di animazione e cooperazione dei centri culturali italiani in Africa.
Così, quando si parla di cultura africana non lo si fa mai in italiano.
Peccato, perché si sente che la nostra lingua ha un fascino enorme, che è considerata qualcosa di antico, legato all’arte e alla bellezza.
E poi, oltre che di tutto il clero cattolico (che non è poco), è la lingua ufficiale della musica classica. Viene studiata in tutti i conservatori del mondo. Non sarebbe male fare qualcosa di più per promuoverla.
Comunque, tutti ci vogliono bene: Italiani? Mamma mia! Amore mio!
Consoliamoci così, in mancanza di meglio…
Parole chiave : Boccaccio, Cartoline da Maputo, cooperazione culturale
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Oggi è il 25 giugno, festa dell’indipendenza del Mozambico. Ieri sera c’è stato un gran concerto in piazza per festeggiare l’anniversario, e stamattina le cerimonie ufficiali del governo. Qui la retorica della resistenza è ancora molto forte, ed è normale: l’indipendenza è stata raggiunta solo nel 1975.
Al Campus di Maputo è stata allestita una mostra degli allievi della Escola de Artes Visuais dedicata ad Eduardo Mondlane, eroe della resistenza contro il dominio coloniale portoghese, “architetto della unità nazionale e Primo presidente del Fronte di Liberazione del Mozambico”. Sono disegni, acquarelli e ceramiche, ripresi dalle foto storiche che circolano.






