08 October 2014

Asilo in Europa e Rwanda: il N. 80 di Africa e Mediterraneo

Bruce Clarke, Exhibition of Upright Men at Rwanda National Library, Kigali. April 4th to July 4 2014 as part of the official commemoration in Rwanda

E’ uscito il nuovo numero di Africa e Mediterraneo, che contiene due dossier, uno dedicato al Sistema europeo comune di asilo, il secondo dedicato al ventennale del genocidio del Rwanda, in cui morirono tra 800.000 e un milione di persone. Oltre a un’ampia rassegna introduttiva di Marie José Hoyet – che ricostruisce criticamente il lavoro di memoria che è stato fatto dagli scrittori, artisti e operatori culturali, rwandesi e non, per ricordare e cercare di spiegare questo evento che ha colpito per la sua unicità, dimensione e velocità – il dossier coinvolge due scrittori africani. Dorcy Rugamba, Rwandese sopravvissuto allo sterminio completo della sua famiglia avvenuto la prima mattina del genocidio (“sono bastati tre quarti d’ora”), esplora le origini di questo “crimine industriale”, spiegando il ruolo cruciale giocato dal colonialismo e dall’imperialismo, le cui pratiche violente hanno rotto gli equilibri precedenti e sono rimaste come ferite, come ideologie e come habitus delle persone, e non potevano essere cancellate in pochi decenni di indipendenza. Il Burundese Roland Rugero mette a confronto il diverso modo di vivere il rapporto con il passato in Rwanda, dove è proibito palare pubblicamente della questione Hutu/Tutsi, e in Burundi dove se ne parla liberamente anche facendo dell’ironia. Infine, Marcel Kabanda, in un’intervista, spiega i contenuti dell’ultimo importante libro scritto con Jean-Pierre Chrétien dal titolo Rwanda, razzismo e genocidio: l’ideologia hamitica. Vi presentiamo un breve estratto dell’articolo “Raccontare la memoria: Rwanda (1994-2014). Una rassegna”, scritto da Marie-José Hoyet.

Il genocidio del Rwanda (7 aprile-4 luglio 1994), in cui morirono tra 800.000 e un milione di persone, ha avuto caratteri specifici: lunga pianificazione e velocità nell’esecuzione, sterminio di massa operato dalla massa e crimini di prossimità nel quadro istituzionale dello Stato, perpetrati con complicità internazionali in un “silenzio assordante” del mondo. In cento giorni, il genocidio più veloce e più denso della storia scatena una furia distruttrice concepita come un lavoro da compiere e devasta il Paese eliminando sistematicamente Tutsi, Hutu moderati e Twa: una parte di loro tenta di scappare sprofondando nelle paludi e solo una piccola frazione ci riuscirà. Fra i carnefici hutu in fuga nella foresta equatoriale o nei campi profughi (circa due milioni), un certo numero saranno uccisi e gli altri dovranno tornare per essere imprigionati e giudicati dai tribunali tradizionali. Fatto sconvolgente: pochi intellettuali africani denunciarono subito l’accaduto, a parte Mandela e Soyinka o chi era direttamente coinvolto sul posto, ci fu silenzio davanti a un evento che andava oltre l’umana comprensione, un silenzio che, con poche eccezioni, è proseguito troppo a lungo. Solo alla fine degli anni Novanta sono nate iniziative dovute a una presa di coscienza tardiva (domanda ricorrente: “Ma cosa stavamo facendo quando succedeva tutto questo?”), mentre il periodo successivo ha visto un fiorire di pubblicazioni, in particolare in lingua francese (convegni, incontri, mostre, proiezioni di film e documentari) che ha raggiunto l’apice in Francia nella primavera del 2014: siamo oggi di fronte alla produzione di un corpus infinito, che non accenna a diminuire, segno che l’argomento lungi dall’essere esaurito richiede sempre maggiori approfondimenti e si avvale di sempre più diversificate fonti e modalità.

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16 October 2013

Un secolo di immigrazione a fumetti: a Parigi la mostra “Albums”

Al Musée de l’histoire de l’immigration di Parigi è stata appena inaugurata la mostra Albums – Bande dessinée et immigration. 1913-2013, che sarà aperta al pubblico fino al 27 aprile 2014.

Con più di cinquecento opere in esposizione tra carte e documenti originali, tavole, bozzetti, film di animazione, interviste video e  fotografie, la mostra prende in considerazione il fenomeno migratorio visto attraverso l’arte di 117 fumettisti.

Il percorso comincia da Goscinny e Uderzo, padri dell’eroe nazionale Asterix, che hanno avuto entrambi una storia di migrazione e finisce con gli autori africani residenti in Francia come rifugiati politici.

Anche un po’ di Africa e Mediterraneo sarà a Parigi, tra le opere esposte infatti vi segnaliamo:

  • alcune tavole originali di Une éternité à Tanger di Eyoum Ngangué e Fustin Titi (Africa e Mediterraneo, 2004);
  • la proiezione su schermo della storia Le voyage di Paul Assako Assako, tra i vincitori del premio Africa e Mediterraneo 2007/2008.

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08 October 2013

Inizia oggi il Festival Internazionale del Fumetto di Algeri

Il fumetto africano, o meglio l’identità africana dei fumetti ha una storia relativamente recente. Fino all’Ottocento i fumetti che si ritrovavano nelle colonie in Africa provenivano prevalentemente dai paesi colonizzatori, come la Francia. Ciò nonostante, il fumetto africano oggi non può essere ridotto alla semplice colonizzazione culturale da parte di paesi occidentali, nonostante ci sia come dappertutto uno scambio e un interesse per il fumetto europeo (Gulp!… un fumetto africano? di Massimo Repetti).

A dimostrazione di una sempre maggiore vitalità nella scena del fumetto africano, segnaliamo il Festival International de la Bande Dessinée d’Alger, giunto quest’anno alla sua sesta edizione. Il festival è aperto ad artisti di tutto il mondo ma costituisce attualmente una vetrina molto importante per gli autori africani. Tra gli artisti selezionati per il concorso legato al festival troviamo 13 autori che in passato hanno partecipato ad Africa Comics, il progetto di Africa e Mediterraneo per la promozione e la diffusione del lavoro dei fumettisti africani in Europa.

Congratulazioni a:

Benjamin Kouadio

Ndrematoa

Japhet Miagotar

Albert Tshisuaka

Al’Mata

Aimé Guigma

Kaboré Timpousga

Landry Kamdem

Jérémie Nsingi

Joshua Okoromodeke

Didier Viodé

Kokouvi D. Anthony

Asimba Bathy

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13 June 2013

La rivista “El Ghibli” compie dieci anni

Negli ultimi anni, l’aumento di stranieri nel nostro Paese ha generato nuove forme d’espressione artistica e culturale, come ad esempio la letteratura migrante. A supporto di questo nuovo genere letterario, dieci anni fa viene fondata El Ghibli, una rivista online di letteratura della migrazione, ideata e gestita da scrittori migranti.

El Ghibli, che vuol dire “Vento del deserto”, oltre ad essere un punto di incontro virtuale, è uno spazio dedicato alla pubblicazione di opere di scrittori stranieri residenti in Italia e vuole elogiare il contributo culturale offerto dai migranti-scrittori o scrittori-migranti, superando l’opinione diffusa di considerare il migrante solo ed esclusivamente come forza lavoro.

La rivista presenta diverse sezioni ognuna delle quali dedicata ad una categoria di persone diverse: scrittori migranti che scrivono in lingua italiana o in lingua straniera, scrittori che non sono stati protagonisti di fenomeni migratori, bambini e ragazzi che vogliono scrivere sul tema del viaggio e dell’incontro.

Sabato 15 giugno alle ore 16 (presso la Biblioteca Dergano-Bovisa di Milano) si terrà un convegno dal tema “L’ibridazione è possibile”, a cui parteciparà anche Pap Khouma, direttore della rivista e autore dello storico libro Io venditore di elefanti con cui si è inaugurata la letteratura della migrazione in Italia.

Per maggiori informazioni sull’evento consultare il sito: http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/index.php

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28 March 2012

Leggere l’Africa attraverso la sua cultura. Incontro con la rivista “Africa e Mediterraneo”

Sabato 31 marzo, alle 18.30, presso la Biblioteca Dergano-Bovisa di Milano, saranno presentati gli ultimi due numeri della rivista “Africa e Mediterraneo” sul Senegal e la diaspora senegalese e sulla figura del grande scrittore sudafricano Lewis Nkosi.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Centro Culturale Multietnico La Tenda, intende dedicare uno spazio di approfondimento ai dossier “Il Senegal e la diaspora senegalese” e “Lewis Nkosi: Sudafrica, esilio, scrittura”, per far luce sull’attualità politica della “primavera senegalese”, grazie al supporto del mosaico di arte, letteratura, musica, politica e società senegalese fornito dal penultimo numero della rivista, e per riflettere sull’apartheid sudafricano, attraverso l’esperienza vissuta dal celebre giornalista e scrittore Nkosi.

Durante l’incontro, sotto il coordinamento della direttrice di “Africa e Mediterraneo” Sandra Federici, sarà possibile ascoltare gli interventi dello scrittore Pap Khouma, della Professoressa dell’Università del Piemonte Orientale Francesca Romana Paci, della Professoressa dell’Università di Milano Itala Vivan e del linguista del Centro Orientamento Studi Africani Ndiaye Mbaye.

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11 July 2011

49° Journée Internationale de la Femme Africaine

In occasione del 49° anniversario della “Journée Internationale de la Femme Africaine”, promossa dall’ONU e dall’OUA nel 1962, l’OFAD (Organisation des Femmes Africaines de la Diaspora) promuove una giornata interamente dedicata al ruolo della donna africana in ambito socio-economico, che si terrà venerdì 15 luglio 2011 (dalle ore 13.30 alle ore 17.45), presso l’Assemblea Nazionale (Palais Bourbon), a Parigi.
In qualità di madrina d’eccezione, parteciperà alla giornata Ellen Johnson Sirleaf, attuale Presidente della Liberia. Una presenza importante quella di Ellen Johnson Sirleaf, prima donna nera al mondo divenuta Presidente di stato e prima donna ad esser stata eletta come capo di stato in Africa; una partecipazione significativa, che sottolinea l’evoluzione e la crescita del movimento di emancipazione femminile portato avanti dalle donne africane nel corso di questi anni.
L’autore del manifesto della giornata è il noto fumettista congolese Serge Diantantu, le cui opere hanno spesso grande rilevanza sociale, come “Bulambemba, mémoire de l’esclavage” e il suo ultimo libro Femme Noire, d’Afrique, d’Amérique et des Antilles, pubblicato da Caraïbéditions questo.
La storia delle donne africane non manca di figure eroiche, sapientemente presentate da Diantantu, che raccoglie le biografie di una trentina di donne di origine africana che hanno assunto rilevanza storica a livello mondiale. L’autore dedica illustrazioni a ognuna di queste “donne d’eccezione”, in modo tale che il lettore possa conoscere e scoprire il loro percorso e la loro esperienza.

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20 January 2011

La Fondazione Anna Lindh annuncia i vincitori del Premio di letteratura araba per bambini

18-01-2011

La Fondazione Euro-mediterranea Anna Lindh ha annunciato i vincitori del Premio regionale di letteratura per bambini dal titolo “Leggere qui, lì e ovunque”. Il premio annuale mira a incoraggiare e promuovere la pubblicazione di libri per bambini, scritti in lingua araba e non tradotti, nonché a supportare il processo di produzione letteraria sia a livello nazionale che regionale.

I vincitori dell’ultima edizione del Premio sono i seguenti:

– Ahlam Al Hayawanat, scritto e illustrato da Walid Taher, pubblicato da Dar El Shorouk, Egitto.

– Al Ta’a Al Marbouta Tateer, scritto da Ibtissam Barakat e illustrato da Housni Radwan, pubblicato da Tamer Institute for Community Education, Palestina.

– Al Aayn, scritto da Dr. Afaf Tuballah e illustrato da Dr. Hanadi Sliet, pubblicato da Nahdet Mist Publishing Group, Egitto.

– Temsaheyya, scritto da Dr. Najla Nasseir Bashour e illustrato da Yasmine Nashabah Te’an,  pubblicato da Tala Establishment, Libano.

– Kitab Al Duhk wa Al Buka’a, scritto da Fatima Sharrafeldine e illustrato da Sinan Hallak, pubblicato da Asala for Publishing and Distribution, Libano.

Gli editori di ciascun titolo vincitore riceveranno un premio pari a 2000 euro, mentre ogni autore e illustratore rispettivamente 1000 euro. La giuria, inoltre, ha deciso di conferire anche la menzione d’onore ad alcuni autori del Libano e dell’Egitto.

Nel mese di marzo la Fondazione organizzerà una cerimonia pubblica, in occasione della quale presenterà il premio ai rappresentanti delle case editrici, agli autori e agli illustratori dei libri vincitori, nonché a coloro che hanno ricevuto la menzione d’onore.

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27 May 2010

31/12/2010- Concorso letterario nazionale “Lingua Madre”

logo-linguamadre-piccolo11Diamo notizia della VI Edizione del Concorso nazionale “Lingua Madre”.

Il concorso è organizzato dalla Regione Piemonte e dal Salone Internazionale del Libro.

Si tratta di un concorso letterario rivolto alle donne straniere residenti in Italia che vogliono approffondire e comunicare il rapporto tra la propria realtà e quella che le accoglie.
Una sezione particolare è inoltre, dedicata alle donne italiane che vogliono raccontare storie di donne straniere e fare da tramite tra differenti culture.

É previsto un premio in denaro per le prime tre classificate:1000 euro per la 1° classificata, 500 euro per la seconda, 400 euro per la terza e ci sarà un premio Sezione Speciale per le “Donne Italiane Raccontano le Donne Straniere” di 400 euro. Verrà rilasciato un diploma e le vincitrici potranno essere coinvolte, a discrezione del concorso, in attività e presentazioni.

Gli elaborati devono prevenire entro il 31 dicembre 2010 a:

Concorso letterario nazionale Lingua Madre
CASELLA POSTALE 427
Via Alfieri, 10 – 10121 Torino Centro

Info.

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08 April 2010

Razzismo e pregiudizio, il limite fra conscio e incoscio

Di Biancoenero

Ho recentemente trascorso una settimana a New York. Camminando per strada sono stato fermato da due giovani eleganti, che mi hanno chiesto se fossi ebreo. Ho risposto che, benché non di religione ebraica, ho alcuni parenti ebrei. Allora mi hanno domandato se mia madre fosse ebrea. Alla mia risposta negativa, mi hanno gentilmente salutato. Anche nel diritto romano “mater certa est”. Così in quello ebraico: per essere ebrei occorre la madre ebrea.

E’ chiaro che quei ragazzi, in una città come New York, nella quale la comunità ebraica è molto forte, cercavano nuove persone da affiliare. Queste dovevano però essere “ebrei”. Per loro e per chi organizza questo proselitismo “essere ebrei” è innanzitutto un fatto genetico. Di fronte a un atteggiamento così selettivo viene spontaneamente alle labbra la parola “razzismo”. No, non si tratta di razzismo. Il razzismo è proporre e approvare leggi che discriminano su base biologica gli esseri umani. Questa comunità, pur praticando una chiusura nei confronti degli altri antipatica e poco produttiva, non è razzista.

Proprio in questi giorni a New York va molto un bel libro di Gladwell, che si intitola “Blink”, sulle nostre procedure intellettuali inconsce e istantanee. In particolare si menziona un test, che è possibile anche fare on-line.

L’Implicit Association Test funziona così: prima si chiede alla cavia di attribuire delle parole a uno dei due insiemi denominati “bene” e “male”. Parole tipo “bellezza”, “gioia” e “luce” andranno nella prima categoria, mentre parole tipo “diavolo”, “violenza” e “dolore” nella seconda. Dopo di che si chiede alla cavia di attribuire parole a una delle due categorie composte “bene o di cultura afro-americana” e “male o di cultura anglosassone”.

Il risultato è che in generale gli americani bianchi, pur dichiaratamente anti-razzisti, diminuiscono la rapidità delle loro prestazioni ad associare parole evidentemente positive in una categoria dove ci può stare anche qualcosa di afro-americano. Questo significa che il loro inconscio possiede associazioni negative implicite per ciò che è afro-americano. Ognuno di noi presumo abbia associazioni negative implicite per ciò che è diverso e positive per ciò che è simile a lui. Questo non è razzismo, chiaramente. E’ un fenomeno, però, che va seriamente preso in considerazione e discusso. Certo quegli ebrei danno un po’ troppa importanza alle loro IAT anti-gentili.

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18 February 2010

Festival della letteratura africana a Brussels

Giovedì 4 e venerdì 5 febbraio Africa e Mediterraneo ha partecipato al Festival della letteratura africana (Salon des Littèratures africaines) a Bruxelles nel quartiere di Matonge, cuore della cultura e della comunità africana nella capitale belga. SALON-2010-afrique

Si è trattato di una manifestazione interessante, con grande partecipazione di pubblico e in cui abbiamo avuto modo di assistere ad incontri e dibattiti con artisti e scrittori africani. Sono stati giorni di vivace attività intellettuale, attraverso i quali si sono potute ascoltare le diverse voci provenienti dall’Africa e dalla diaspora africana in Europa. Si è potuto assistere infatti, a confronti tra gli autori e tra coloro che hanno partecipato al festival: confronti spesso molto appassionati. Chiunque ha potuto far sentire la propria voce, in quanto gli interventi venivano incoraggiati, rendendo così la manifestazione un luogo di scambi e d’incontri. Interessante il dibattito nato durante la conferenza della giornata inaugurale intitolata “Littérature africaine et les jeunes d’Europe”. Gli autori (Christian Kamtchueng, Serge Boutsindi, Fatouma Sidibé), hanno dovuto rispondere a domande e a riflessioni da parte del pubblico, che ha ascoltato con attenzione i loro interventi. Punto cruciale di questo dibattito, ma anche delle conferenze delle giornate successive, è stato il ruolo della letteratura come mezzo di comunicazione e di insegnamento della storia dei Paesi dell’Africa nei confronti dei giovani. I libri venivano visti come strumento di rinascita sociale e politica e per legare l’Africa alle sue genti. C’era chi polemizzava e riteneva che i romanzi non potessero essere un mezzo efficace, in quanto non rappresentano un vissuto reale e provocano un distorsione quindi, della realtà. Si è arrivati infine, alla conclusione che scrivere e trasmettere un proprio pensiero vuol dire comunicare e che attraverso la letteratura si possano invogliare le persone a conoscere la verità.

Il festival è stato un modo inoltre, per entrare in contatto e conoscere differenti realtà. Incontri e discussioni davanti ad un bicchiere e un piatto colmo di specialità culinarie. Sullo sfondo gli stand in cui potersi avvicinare per sfogliare o per comprare un libro. Stand in cui anche Africa e Mediterraneo ha avuto il suo spazio, in cui poter presentare i propri fumetti africani e i cataloghi dei concorsi passati di Africa Comics.

L’arte della scrittura ed il piacere della lettura hanno fatto da contorno ad uno scambio di opinioni e di pensieri, a cui hanno partecipato personalità più o meno influenti, come ad esempio l’ambasciatore del Congo in Belgio, che è intervenuto venerdì 5 febbraio alla presentazione della guida turistica sul Congo, intitolata Petit Futè.

La letteratura ancora una volta è stata dunque, uno strumento di comunicazione, un mezzo di conoscenza, un filo che lega culture, paesi, popoli e che si pone come obiettivo quello di non disperdere l’enorme patrimonio culturale e storico di un intero continente, qual è l’Africa.

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