
Evento: Il fumetto africano in Francia.
Dove: Musée du quai Branly, Parigi.
Quando: dal 4 al 6 febbraio.
Informazioni: Un’interessante tre giorni di studio, esposizioni e conferenze per fare il punto sul fumetto africano nel 2010. Il programma della manifestazione è reperibile sul sito ufficiale.
Parole chiave : Agenda cultura febbraio 2010, Parigi
28 dicembre 2009
I graffianti disegni di Anton Kannemeyer
Anton Kannemeyer, uno dei miei artisti preferiti nel panorama africano, ha appena concluso una mostra personale alla prestigiosa galleria Brodie/Stevenson di Johannesburg. Kannemeyer ha presentato una selezione di disegni e tavole originali, inclusi alcuni schizzi dagli album a fumetti.
Perché Anton è anche, anzi soprattutto, fumettista, con il nome d’arte Joe Dog. Assieme a Conrad Botes, studente con lui alla Stellenbosch University (Western Cape), fondò nel 1992 la rivista Bitterkomix, appartenente al genere underground, famosa per i suoi attacchi alla cultura e alla lingua afrikaner, e per la feroce critica alla società sudafricana, all’ipocrisia delle convenzioni morali, alla violenza nascosta sotto l’ordine delle strutture familiari.
Nei loro fumetti Botes e Kannemeyer fanno numerosi riferimenti alla situazione politica del loro paese, divertendosi a collocare il punto di vista nel recente passato dell’Apartheid o nella storia della dominazione coloniale bianca.
Con le sue satire velenose, Kannemeyer, figlio di un prestigioso accademico e critico della letteratura afrikaans, ha rappresentato suo padre – e l’establishment bianco da lui rappresentato – implicato in crimini impensabili per la bigotta società sudafricana dell’Apartheid.
Kannemeyer ha una capacità camaleontica di adottare gli stili di altri autori e generi, come si vede nei lavori presentati in questa esposizione personale, incluse due nuove versioni in grande formato della sua famosa reinterpretazione di Tintin, una parodia critica del personaggio di Hergé legato alla colonizzazione belga in Congo. Inoltre, all’interno della serie Alphabet of Democracy sono esposte alcune stampe rare e in particolare Z is for Zuma.
In Africa e Mediterraneo n. 38 (4/01), il cui dossier era dedicato al Sudafrica, abbiamo pubblicato un articolo del critico e sceneggiatore Andy Mason dal titolo “Black and White in Ink: Discourses of Resistance in South African Cartooning”, dove viene tracciata una storia del fumetto sudafricano con un capitolo dedicato a Bitterkomix.
Di Botes e Kannemeyer Mason dice: “Lavorando in un modo davvero personale e confessionale con questi temi, questi artisti hanno prodotto una serie di documenti che scavano nella psiche dell’Apartherid più in profondità di quanto ogni altra vignetta satirica o fumetto abbiamo mai fatto, e probabilmente tagliano più profondamente di ogni altro lavoro prodotto in altre discipline”.
Pubblichiamo qui alcune immagini che Anton ci ha inviato. Abbiamo invece messo sulla cover del numero di AeM che sta uscendo un suo splendido e inquietante disegno, che non anticipiamo qui, dove l’autore ha davvero dispiegato tutta la sua abilità tecnica…
Parole chiave : Anton Kannemeyer, Apartheid, Conrad Botes, Joe Dog, Sudafrica
28 luglio 2009
Il compleanno di Zaiko visto dal fumettista Serge Diantantu
I Zaiko Langa Langa compiono 40 anni.
E mentre il sito ufficiale è ancora aggiornato al compleanno dell’anno scorso, il fumettista Serge Diantantu ha invece appena pubblicato un bell’articolo-tributo che illustra e ripercorre la storia (con tanto di albero genealogico) di questa venerata band della Repubblica democratica del Congo.
Parole chiave : Rumba africana, Serge Diantantu, Zaiko
13 luglio 2009
Fumetto africano in mostra ad Algeri

La copertina del fumetto Aficavi
Duecentotrentacinque sono le tavole esposte, realizzate da artisti venuti da 18 paesi. Tra loro anche i fratelli togolesi Accoh Anani e Accoh Mensah (vincitori nel 2005 del premio “Premio Africa e Mediterraneo” per il “miglior fumetto inedito di autore africano 2005-2006” nella sezione “Fumetto creativo a soggetto libero”) che hanno ripreso i racconti e leggende africani in “ewe”, la lingua locale tongolese, e hanno presentato l’album Africavi, pubblicato dalla cooperativa Lai-momo nel 2008 all’interno della collana Africa Comics Collection.
Parole chiave : Accoh Anani, Accoh Mensah
10 luglio 2009
Il Progetto risorse per l’Intercultura a scuola di Lai-momo
Risorse per l’intercultura a scuola
Obiettivi
Dall’attività che Lai momo svolge nei 15 comuni del distretto di Pianura Est della Provincia di Bologna attraverso gli sportelli Punto Migranti, è scaturita un’idea che si è poi concretizzata nel progetto “Risorse per l’Intercultura a Scuola”, rivolto a tutti gli Istituti Comprensivi, Direzioni Didattiche e Scuole Superiori presenti nel territorio.
Obiettivo generale del progetto è uniformare le modalità di intervento nel campo dell’intercultura a scuola, rendendole coerenti con le politiche di distretto per quanto riguarda i servizi di genitorialità e infanzia, altri servizi sociali, interventi di tipo socio-sanitario sui soggetti, attività di orientamento sociale e lavorativo, relazioni con l’associazionismo. Tale obiettivo si declina in altri due obiettivi specifici:
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Parole chiave : Scuole Pianura Est Bologna
14 giugno 2009
In viaggio con Hector
“On s’est bien cuits dans la voiture”, ha commentato Hector scendendo stremato dalla macchina, però abbiamo avuto più di tre ore per chiacchierare della condizione dei fumettisti, di politica africana, della “democrazia” italiana. Si divertiva da matti a farsi raccontare le vicende di Berlusconi con le veline, così come i provvedimenti e i discorsi populisti e razzisti dei ministri italiani. In realtà sapeva già quasi tutto, ma era interessato a sentire il punto di vista di un’italiana depressa e non tanto rassegnata
E’ stato interessante conoscere lui e il suo percorso d’artista. Ha cominciato come autodidatta a disegnare. Fin da piccolo la sua passione erano i fumetti: in particolare Tex Willer in edizione francese. Poi, deciso a impegnarsi come fumettista e vignettista, e preso da un giovanile eroismo, a 17 anni è andato in Togo, un paese governato dalla dittatura, per lavorare nei giornali. Come tanti vignettisti africani, lavorava in incognito, per i suoi compagni di stanza era uno studente come gli altri, ma di nascosto lavorava per i giornali. E’ stato lì tre anni poi è tornato in Bénin.
E così ha continuato nella sua carriera professionale, facendo grafica, fumetto e caricatura, libri per l’infanzia. Nel 2008 ha vinto la quarta edizione del nostro Premio Africa e Mediterraneo, con una poetica storia sul Darfur.
- Hector Sonon autografa alla mostra all’Auditorium
- Hector Sonon alla scuola media di Biella
- Hector Sonon e il fumettista di Vercelli Daniele Statella
- Hector Sonon con la redazione






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