26 gennaio 2012

iPhone di guerra

L’amministratore delegato della Apple può fare molto per la pace in Congo e noi sappiamo che dobbiamo fare attenzione alle conseguenze delle nostre scelte di consumo, chiedendoci cosa sta alla base della produzione degli oggetti che acquistiamo. Un caso particolare riguarda gli iPhone e la guerra che da più di quindici anni colpisce la regione dei Grandi Laghi.

La Repubblica Democratica del Congo è stato il Paese maggiormente colpito dalla crisi politica e militare che ha afflitto la regione dei Grandi Laghi, e ha subito una delle crisi umanitarie più drammatiche e complicate dei nostri tempi. Già devastata dal genocidio rwandese del 1994, la regione dei Grandi Laghi ha vissuto il suo periodo più drammatico durante le due guerre congolesi, tra le più intense della storia moderna africana, che hanno causato 5 milioni di vittime e altrettanti sfollati e rifugiati. Diversi analisti del conflitto concordano nel descrivere la guerra dei Grandi Laghi come parte di un nuovo tipo di conflitto in cui gli eserciti nazionali, i movimenti di liberazione e le ideologie politiche sono state sostituite dai moderni “signori della guerra”, ovvero dalle reti informali dell’economia e dagli interessi legati al commercio delle materie prime.

Il conflitto congolese, infatti, si presenta come un complesso insieme di dinamiche politiche, etniche ed economiche, in cui la lotta per le risorse non fa altro che intensificare e rafforzare i conflitti esistenti. Non a caso l’ex colonia belga possiede l’80% delle riserve mondiali di coltan. Da questo minerale si estrae il prezioso “tantalio”, elemento fondamentale per la sua capacità conduttiva e necessario per la realizzazione di oggetti legati alle nuove tecnologie, tra le quali gli attualissimi iPhone. L’imposizione del coltan sul mercato internazionale è dovuta soprattutto all’introduzione della generazione dell’UMTS di telefonia mobile, che ha portato a una vera e propria caccia al coltan congolese. Ciò ha determinato un aumento dei prezzi incalzante, dando vita ad un nuovo sistema economico basato sul commercio legato all’ambiente militare. In un contesto sociale e politico particolarmente teso come quello congolese, la guerra tende a configurarsi in questo caso più che mai, come strumento effettivo di controllo delle risorse e come possibilità di ascesa sociale.

Per essere credibile nel suo impegno di portare la pace in Congo e nella regione dei Grandi Laghi, la comunità internazionale dovrebbe iniziare a incoraggiare il processo di democratizzazione tra i governi maggiormente coinvolti e soprattutto ridimensionare le politiche economiche occidentali che incentivano e alimentano il conflitto in atto, attraverso il supporto continuo ai gruppi che gestiscono le risorse. Indubbiamente colpevoli dell’aver sfruttato e di continuare instancabilmente a sfruttare la situazione di conflitto del Nord Kivu sono le grandi corporazioni occidentali, che entrano direttamente in contatto con i gruppi di guerriglia. Questi ultimi, a prezzi bassissimi, vendono alle multinazionali occidentali una delle risorse contemporanee più pregiate, saccheggiando in questo modo le casse dello stato e alimentando sempre di più il conflitto; infatti sembra che tale ricchezza di risorse non abbia portato alcun introito all’erario nazionale congolese. Alcuni analisti del conflitto evidenziano come il “consumismo tecnologico” occidentale sia direttamente proporzionale alle vittime mietute nella RDC, facendo notare che il picco massimo di vendite di telefonini coincide proprio con il periodo più drastico della guerra congolese.

É possibile firmare la petizione che trovate al link qui di seguito, indirizzata dall’attivista e avvocato originario del nord Kivu Delly Mawazo Sesete all’Amministratore Delegato della Apple, Tim Cook, sperando che si possa finalmente avere un iPhone con materie prime non derivanti dalla guerra nella Repubblica Democratica del Congo.

Per firmare la petizione: http://www.change.org/petitions/

Stefania Lorelli

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19 gennaio 2012

Una mappa per l’integrazione

Il 17 gennaio, a Roma, è stato presentato il Portale Integrazione Migranti www.integrazionemigranti.gov.it, un progetto co-finanziato dal Fondo Europeo per l’Integrazione dei cittadini di Paesi Terzi e coordinato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

L’iniziativa, supportata dalle Agenzie tecniche Isfol e Italia Lavoro, dal Ministero dell’Interno, dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca e dal Ministero della Cooperazione  Internazionale ed Integrazione, intende favorire l’accesso degli stranieri a tutti i servizi offerti sul territorio in materia di educazione, lavoro, sostegno finanziario e alla ricerca d’alloggio, mediazione interculturale e assistenza ai minori.

La creazione di una “mappa” dei territori comuni dell’integrazione risponde all’esigenza di facilitare il percorso d’inserimento dei migranti, attraverso un metodo di orientamento interattivo, istituzionale e aggiornato sulla normativa nazionale e sulle attività e le iniziative attivate dalla rete pubblico-privata del settore.

L’idea progettuale era infatti quella di costituire un centro informativo digitale in grado di coniugare gli interessi delle diverse parti; tuttavia, la sperimentazione del portale, attuata in alcune realtà locali sotto la supervisione dell’ANCI, ha fatto registrare la mancanza di informazioni nelle lingue principali parlate dai migranti, dal momento che i documenti sono stati redatti nella sola lingua italiana.

Da più parti si è rilevata questa carenza linguistica, anche se in realtà è presente nel portale un Manuale d’Uso per l’Integrazione scaricabile in italiano, francese, spagnolo, cinese, moldavo, arabo, albanese e contenente interessanti informazioni su ingresso, soggiorno, lavoro, legislazione tra cui, come capitolo primo, la Costituzione della Repubblica italiana.

Non c’è dubbio che il call center multilingue di informazione e assistenza Linea Amica Immigrazione, attivo dal prossimo febbraio, potrà offrire un supporto importante ai migranti, ma un tempestivo aggiornamento dell’intero portale in questo senso è auspicabile, per cogliere tutte le opportunità e occasioni di integrazione che possono essere date da questo concreto strumento.

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13 dicembre 2011

Solidarietà alla comunità senegalese

Sabato sera eravamo in centro a Firenze, al Caffè letterario delle Murate. Presentavamo il dossier di Africa e Mediterraneo sul Senegal assieme a Cheikh Tidiane Gaye, un giovane senegalese che è venuto a vivere in Italia 15 anni fa e, oltre a lavorare in banca, pubblica poesie. Come per tanti poeti italiani, la poesia è per lui un’intensa attività parallela alla vita professionale.

Abbiamo passato una serata piacevole, interessante, in un posto bellissimo. Lui ha fatto alcune letture, abbiamo parlato di poesia, di rime e metrica, di consonanze. Una tranquilla normalità.

Oggi, in centro a Firenze, alcuni cittadini senegalesi che commerciavano al mercato sono stati braccati, come selvaggina durante una caccia. In una scena terrorizzante, due di loro sono stati uccisi, tre sono gravemente feriti. L’autore di questo massacro è un folle razzista, italiano. Un poveretto, che ha nutrito la sua solitudine di assurde teorie e, dobbiamo dirlo, di una retorica violenta e xenofoba che certi politici di livello nazionale hanno usato in questi anni con troppa leggerezza, Impuniti. Così questo Gianluca Casseri ha covato propositi isterici e violenti contro l’“invasione degli immigrati”. E oggi ha pensato di realizzarli.

Adesso chi ripagherà questi due ragazzi uccisi degli anni persi? Del futuro interrotto per sempre da un odio senza ragione? Del terrore vissuto negli ultimi istanti?

Non sappiamo cosa dire. Possiamo solo esprimere tutta la nostra solidarietà alla comunità senegalese presente in Italia, 80.000 cittadini che vivono con noi.

Copiamo qui dalla rivista El-Ghibli (http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/id_1-issue_08_33-section_1-index_pos_3.html) un brano della lettera scritta qualche tempo fa da Cheikh per i 150 dell’unità della nostra Patria, che lui non può chiamare madre, e chiama affettuosamente “zia”. Facendo un discorso davvero patriottico, alla faccia delle teorie destrorse che hanno nutrito e nutrono questi gesti folli.

Lettera alla zia che compie 150 anni

Cheikh Tidiane Gaye

Cara zia,

Vengo dal Sahara, non dal tuo grembo. Oggi vivo nella Pianura Padana, nutrito al tuo seno, la tua sabbia è così fresca e sobria che mi sono ritrovato giustamente accolto.
Se potessi oggi ribattezzarti, ti chiamerei Unità. A guardarti da lontano e a scrutarti, mi viene da cantare la tua ricca storia.
Zia, hai pettinato il mio cammino e mi vanto del tuo passato. Parlo della storia delle due Sicilie, l’impresa dei Mille, il Risorgimento e la tua Unità da cui nascono la tua umiltà e l’amore per i tuoi figli. Una nazione forte e rispettata. La forza di un popolo risiede nella sua vitalità solidale e nella sua capacità di rispondere alle grandi sfide. Questa capacità la traduce il popolo. È quindi il tempo del popolo, del grande popolo che incarna la sovranità nazionale. Sovranità uguale a democrazia. Utilizzo quest’eloquente parola, non per teorizzare o per semplice retorica, ma il popolo sovrano è, esiste e sa rispondere.
(…)
Il popolo, siamo noi. I tuoi figli, abitanti del nord, del sud, i figli partoriti dall’immigrazione e dall’emigrazione; i figli di questa terra che sposano la Costituzione, che si alzano la mattina per recitare il primo articolo stampato in grassetto nella nostra bibbia costituzionale: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” Il loro sudore annaffia la floridezza di questo paese.

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05 dicembre 2011

Presentazione Africa e Mediterraneo a Firenze

Sabato 10 Dicembre Africa e Mediterraneo sarà a Firenze. All’evento sarà presentata la nostra rivista presso “Le Murate”, un nuovo caffè letterario in Piazza delle Murate, nel cuore del capoluogo toscano.

Insieme alla direttrice della rivista, Sandra Federici, saranno presenti Cheikh Tidiane Gaye, poeta e scrittore senegalese residente in Italia, e Brahimina Dembelé artista della tradizione “griots”, musicisti e cantastorie tradizionali africani. All’incontro sarà presente anche Amnesty International.

Trovate il programma completo del mese di Dicembre del caffè letterario “Le Murate” qui.

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01 dicembre 2011

11 Dicembre “Le Espressioni Architettoniche Africane”. Incontro a Roma sull’architettura africana.

Domenica 11 dicembre a Roma, alle ore 18 presso l’EUR Bibliolibreria si terrà un’incontro organizzato dalla rivista A2 Africa e Architettura dal titolo “Le Espressioni Architettoniche Africane”. La serata prenderà parte alla fiera “Più libri più liberi” inaugurata il 7 dicembre nel Palazzo dei Congressi dell’Eur della capitale.

La relativa crescita economica del continente africano sta permettendo un importante sviluppo nell’arte architettonica che è attualmente protagonista di un vivo interesse internazionale.

Interverranno l’arch. Riccardo Vannucci, e l’arch. Fernand Didier Manga, direttore editoriale di A2 Africa & Architettura.

La rivista sarà disponibile presso lo stand Bibliolibreria.

Per informazioni:

Tel:+ 39 0434730187

email

Website

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29 novembre 2011

I cittadini immigrati stranieri nella provincia di Forlì-Cesena. Una giornata di incontri a Forlì per affrontare la situazione attuale sull’immigrazione nel territorio romagnolo.

Venerdì 2 dicembre dalle 9 alle 13 si terrà il convegno “I cittadini immigrati stranieri nella provincia di Forlì-Cesena” promosso da regione Emilia-Romagna, assessorato al welfare della provincia di Forlì-Cesena e dal polo didattico universitario di Forlì. L’appuntamento, che si terrà presso la Sala del Consiglio Provinciale in Piazza G.B. Morgagni 9, sarà un’occasione per discutere il delicato tema della migrazione in Italia, analizzando i dati rilevati sul territorio provinciale e discutendo le politiche attuate sia dagli enti pubblici che dalle realtà associative. La giornata sarà inaugurata dal Presidente della provincia Massimo Bulbi e dal Prefetto Angelo Trovato, seguiti dal dr. Guglielmo Russo, Vicepresidente e Assessore al Welfare della Provincia, che introdurrà il tema del convegno.

Durante l’incontro verrà inoltre presentato dal dr. Pietro Pinto – membro del Comitato Scientifico Dossier Caritas/Migrantes 2011 – il quadro nazionale dell’immigrazione.  La presentazione e l’analisi sia dei dati che delle ricerche attuate da Caritas e dalla fondazione Migrantes, contribuisce in maniera decisa allo studio del fenomeno migratorio sul territorio italiano aiutandone quindi una più nitida comprensione sia a livello nazionale che a livello locale.

Riportiamo qui il programma dettagliato della giornata.

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28 novembre 2011

ARTerial Network presenta il secondo ciclo di incontri sull’economia creativa africana

Dal 4 al 6 Dicembre a Nairobi si svolgerà il secondo appuntamento del ciclo di conferenze inaugurato da ARTerial Network “Conference on the african creative economy”. Gli obiettivi del congresso puntano allo studio del rapporto tra l’economia africana creativa e lo sviluppo economico del Paese al fine di attivare delle strategie di difesa a sostegno del settore artistico ed economico africano.

L’ARTerial Network ha iniziato la sua attività come un processo dinamico composto da una rete di organizzazioni non governative a livello continentale, società di industria creativa, festival e singoli artisti impegnati nel settore artistico africano, riunitisi alla prima conferenza  – Rivitalizzare Africa Beni Culturali – tenutasi a Goree Island nel marzo 2007.
Alla sua seconda riunione biennale di Johannesburg, nel settembre 2009, hanno partecipato 132 delegati provenienti da 28 paesi africani, si è deciso di costruire una rete più formale che ha portato all’adozione di un quadro costituzionale, l’elezione di dieci persone per il Comitato Direttivo (due per ogni regione africana), la nomina o l’elezione di 28 rappresentanti dei Paesi e l’adozione di priorità strategiche per i prossimi 3-5 anni.
L’ARTerial Network è amministrato da un segretariato con sede a Città del Capo, con segretariati regionali (occidentale, centrale, sud e nord) presenti sul territorio.

Per informazioni, qui il programma della conferenza.

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22 novembre 2011

Incontro a Bolzano col fumettista africano Popa

Lo scorso sabato la libreria Mardi Gras di Bolzano, in collaborazione con l’Associazione Africa e Mediterraneo, ha avuto il piacere di avere come ospite il fumettista e vignettista Popa Mtolera Matumula, in arte “Kantu”. Un intervento il suo, che è stato molto apprezzato non solo da fumettisti e associazioni locali, ma anche da insegnanti e studenti degli istituti in cui sono stati effettuati laboratori creativo-didattici basati sullo strumento innovativo del fumetto.

La presentazione del lavoro svolto finora nelle scuole da Popa è stata coordinata dall’operatore interculturale di Africa e Mediterraneo, Tommaso Runcio, il quale ha introdotto il discorso dell’ artista africano. Era presente anche il fumettista Armin Barducci, attivo nel progetto interculturale che sta portando Popa a incontrare i ragazzi delle scuole di Bolzano e Merano. (http://diariodeformato.blogspot.comhttp://diariodeformato.blogspot.com/2011/11/popa-bolzano-parte-2.html)

Popa ha raccontato di esser stato il primo fumettista critico tanzaniano a trattare temi molto delicati relativi alla situazione politica del suo Paese, cercando di contrastare le misure messe in atto dal governo e di smuovere l’opinione pubblica. Illustrando le sue tavole di fumetto, ha spiegato di come sia difficile in Tanzania opporsi al sistema politico e di come un cambiamento di leader ai vertici sia ormai presupposto indispensabile per ridurre le problematiche che affliggono l’intero continente africano. La corruzione e i continui conflitti sono le cause principali di ogni fenomeno negativo presente sul territorio, dalle malattie alle ingiustizie sociali, da un sistema precario di istruzione ad un’elevata mortalità infantile.

Nonostante le difficoltà che incontra ogni giorno nel perseguire i suoi obiettivi, Popa non demorde, continuando a dar voce alla sua vena artistica critica e polemica.

Ha descritto, inoltre, alcune caratteristiche del fumetto africano e ha ringraziato l’Associazione Africa e Mediterraneo per avergli concesso l’opportunità di venire per la prima volta in Europa e di far conoscere il mondo del fumetto africano, che risulta quasi del tutto sconosciuto in Italia. (www.africacomics.net)

Con un sorriso smagliante ha conquistato i suoi spettatori che sono rimasti colpiti dalla sua storia, dalle sue opere, dal suo impegno artistico e politico, nonché dalla sua forza di volontà di reagire a un mondo che spesso viene dipinto dai media internazionali solo nella sua accezione negativa.

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08 novembre 2011

Valori comuni a scuola: giochiamo!

Si può riflettere su temi come le religioni e il pensiero laico, e sull’influenza che hanno i loro valori sul nostro modo di stare insieme, anche giocando o lavorando insieme a un progetto creativo.
Mercoledì 2 novembre, presso l’Aula Magna della scuola secondaria di primo grado L. Verga di Vercelli, si è tenuto l’incontro conclusivo del progetto “Pubblicizziamo i valori comuni”.

Il progetto promosso dalla nostra associazione è nato sulla base della convinzione secondo la quale i giovani ragazzi costruiscono il proprio “sé” sia grazie ad una vasta gamma di informazioni mediate ed elaborate nel proprio contesto famigliare, sia attraverso un continuo e quotidiano confronto con un contesto più ampio, costituito sempre più da culture e modi di vivere di origini estremamente variate. L’ambiente scolastico diventa così un luogo cruciale per un’educazione incisiva ai valori universali, religiosi o laici che siano, e il progetto “Pubblicizziamo i valori comuni” ha lavorato su questi contenuti utilizzando il fumetto e l’immagine pubblicitaria, strumenti comunicativi interessanti quanto efficaci, adatti per loro natura a trattare temi complessi in modo diretto, in un linguaggio e in una forma più accessibile e coinvolgente per i ragazzi.

Africa e Mediterraneo ha proposto il progetto presso alcune classi piemontesi – l’Istituto Magistrale Bellini di Novara, la scuola secondaria di  Primo Grado G. Salvemini oltre alla scuola secondaria Verga di Vercelli – che hanno seguito un percorso didattico incentrato sulla riflessione critica dei valori comuni, al quale è seguito poi un laboratorio creativo rivelatosi utile per un approccio personale e quanto più riflessivo possibile sulla società contemporanea e i valori che essa propone. I ragazzi hanno prodotto immagini e slogan che sono poi stati trasformati in segnalibri, stampati e distribuiti a fine progetto (vedi immagini sotto l’articolo).

L’incontro conclusivo, dal titolo “Valori comuni giochiamo”, ha così confermato gli obiettivi e i risultati del progetto. I ragazzi hanno partecipato ad un’attività di animazione incentrata su giochi a squadre finalizzati al confronto su tematiche multiculturali. Durante l’incontro sono stati inoltre proiettati degli spezzoni di film e cartoni, conosciuti e apprezzati dagli studenti, che potevano farli riflettere su alcune tematiche relative ai valori comuni, come la libertà, la non violenza, la famiglia.

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04 novembre 2011

Oltre la crisi, insieme. L’immigrazione in Italia secondo il Dossier Statistico immigrazione 2011

“Oltre la crisi, insieme” è il motto scelto dall’équipe del Dossier Statistico immigrazione per l’edizione di quest’anno, nella consapevolezza della difficile fase economica e sociale in cui cade la pubblicazione di questo importante strumento di lettura della migrazione. Un fenomeno che gli indicatori attestano come sempre più stabile e strutturale, non sempre assecondato dalla legislazione sia per quanto riguarda l’offerta di pari opportunità per l’inserimento sia per la garanzia della stabilità del soggiorno.

La presenza regolare dei cittadini stranieri in Italia si aggira attorno ai 5 milioni, come lo scorso anno. Esauritosi verso la metà degli anni ’70 l’esodo verso l’estero, è andata incrementandosi l’immigrazione in Italia, con un crescendo del tutto notevole nell’ultimo decennio, in cui la popolazione immigrata è aumentata di 3 milioni di unità e gli indicatori di inserimento sono diventati sempre più forti.

Tra questi, la crescente presenza di famiglie (2 milioni quelle con almeno un componente straniero), il numero dei minori (993.238), l’incidenza sulla popolazione residente (7,5%), la forza lavoro (oltre il 10%), il numero degli occupati (oltre 2 milioni), i titolari d’impresa (228.540), le acquisizioni di cittadinanza (66mila), i matrimoni misti (21.357).

La Caritas Italiana ha voluto porre l’accento sul fatto che gli operatori sociali e pastorali sono una “base indispensabile perché si avvii un nuovo corso, che congiunga il nostro passato di emigrazione con il presente che stiamo vivendo come paese di immigrazione.” Ha inoltre esortato a imparare a essere aperti ma non approssimativi, a farsi carico dello sviluppo del nostro paese senza trascurare gli altri, a vivere una globalizzazione all’insegna dei diritti e di uno sviluppo autentico. Questo per imparare a vivere con gli immigrati, chiedendo agli immigrati di collaborare.

Immigrati per i quali la vita non è stata facile ultimamente: nell’ultimo anno sono scaduti, senza più essere rinnovati, ben 684.413 permessi di lavoro (2/3 per lavoro e 1/3 per famiglia), costringendo gli interessati al rimpatrio o al rifugio nel lavoro nero.

Pubblichiamo di seguito la scheda riassuntiva del Dossier 2011.

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