01 settembre 2017

La World Press Photo in Sudafrica

Per la prima volta in oltre venti anni la provincia del Sudafrica KwaZulu-Natal ha il privilegio di vedere la World Press Photo (WPPh), il più grande concorso di fotogiornalismo professionale al mondo. Le fotografie vincitrici del concorso sono esposte in una mostra itinerante, la World Press Photo Exhibition che viaggia in 100 città in 45 paesi e viene visitata da un pubblico di più quattro milioni di persone.

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Questa mostra sarà ospitata presso l’Hilton Arts Festival, l’evento artistico più importante della provincia sudafricana, che si svolgerà in parallelo al DocuFest Afric, il festival della narrazione visiva dal 15 al 17 settembre 2017. Questa mescolanza di eventi artistici, che portano il meglio della fotografia e del racconto visivo sudafricano sotto la direttiva di Africa Media Online, sono un’opportunità per far conoscere a livello internazionale la storia del continente. Al Docufest Africa, ad esempio, verrà presentato il lavoro di Jodi Bieber, l’unica fotografa sudafricana che ha vinto il premio World Press Photo dell’anno e che ha illustrato tramite la fotografia “Bibi Aisha” la situazione tragica di una giovane donna afgana con il naso e le orecchie tagliate dalla famiglia del marito. Narrazioni, come queste, servono a offrire immagini ad alto impatto emotivo e conoscitivo per agire di conseguenza nel presente su ogni piano sociale, politico ed etico. Così anche la mostra World Press Photo Exhibition 2017 promuoverà un’alfabetizzazione visiva più urgente che mai per aiutare i giornalisti, i narratori africani e il loro pubblico a capire e a rispondere alle trasformazioni del continente nel rispetto della creatività e della libera espressione.

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Per maggiori informazioni: http://bit.ly/2xq0mWB

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03 agosto 2017

Tutti sulla stessa barca

Imparare a scuola il tema delle migrazioni non significa sottrarre tempo al programma canonico, ma sviluppare percorsi didattici che ruotino intorno a temi/problemi collegabili all’esperienza. Un’esperienza che vede la società farsi sempre più multiculturale: per questo motivo, la scuola si trova di fronte al difficile compito di ripensare se stessa di fronte ai rapidi processi di trasformazione del mondo attuale. In particolare essa cerca, appunto, una sua “via interculturale” di risposta sia ai processi migratori che investono i vari Paesi, sia ai bisogni di rigenerazione sociale e culturale. Le classi del ginnasio del liceo classico Minghetti di Bologna, ad esempio, hanno avuto la possibilità di autogestire, in collaborazione con alcuni insegnanti, dalle venti alle trenta ore annue in cui trattare un tema a scelta nell’ambito del progetto Coloriture.

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Durante lo scorso anno scolastico 2016-17, la classe VG, con la guida della prof.essa Iacondini, ha deciso di approfondire l’argomento dei flussi migratori nel Mediterraneo, focalizzandosi anche sulle tematiche del razzismo e dello sport come strumento d’integrazione, pubblicando, a fine percorso, un giornalino su questi argomenti, dal titolo “Tutti sulla stessa barca”. Il tema dello sport è approfondito facendo riferimento al n. 84 della nostra rivista Africa e Mediterraneo dedicato al rapporto tra sport e immigrazione: l’attività sportiva offre, infatti, straordinarie possibilità di apertura, dialogo e accoglienza del diverso, e quindi garantisce opportunità di intercultura e la formazione di nuove identità molteplici e plurali che vanno a cambiare il volto della cittadinanza globale.

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27 luglio 2017

Food, fashion, design: imprese creative tra Italia e Africa

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Più volte la moda attinge dal ricchissimo patrimonio di colori, stampe e suggestioni del continente africano. Anche il design, in particolare l’arredamento, e la cucina si ispirano ai prodotti e alle tradizioni di un intero continente che riunisce un’incredibile varietà di climi, culture, religioni. L’Africa presenta una propria esuberanza creativa e artistica, ed è terra di origine di molte persone che oggi vivono, studiano e lavorano in Italia. Per questo motivo, possono nascere opportunità di scambio interculturale e di impresa creativa. Per identificare e approfondire queste possibilità di sviluppo di modelli di business ispirati dall’incontro tra imprenditorialità e creatività italiana e africana, a Milano nasce la prima Summer School dell’Università Cattolica del Sacro Cuore “FOOD, FASHION, DESIGN: IMPRESE CREATIVE TRA ITALIA E AFRICA”, organizzata da ALTIS (Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica, ModaCult). Il corso inizia a settembre e le iscrizioni sono aperte a chiunque sia interessato a indagare, come sostiene Emanuela Mora, Direttore Scientifico della Summer School, «le ricadute socio-economiche sia sul territorio italiano, in termini di inclusione, integrazione e ricerca di nuove opportunità di business, sia nei Paesi africani, in termini di sviluppo locale e creazione di nuove attività e posti di lavoro.»

Per maggiori informazioni sulla Summer School: http://bit.ly/2rZ5rpe

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25 luglio 2017

A Sasso Marconi la mostra Comics for Equality ComiX4 =

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Si può vedere a Sasso Marconi il 25 luglio 2017 la mostra Comics for Equality ComiX4 = della cooperativa Lai-momo e dell’associazione Africa e Mediterraneo: l’occasione è la Pastasciutta antifascista, un evento storico che celebra il 74esimo anniversario della caduta del Fascismo. Seguendo l’esempio di Alcide Cervi e dei suoi figli (che il 25 luglio 1943, per festeggiare la caduta del regime fascista in Italia, offrirono la pastasciutta ai propri concittadini nella piazza di Campegine), l’ANPI di Sasso Marconi ripropone la tradizione della pastasciutta gratis per tutti in un luogo fortemente simbolico come Colle Ameno, sede di un campo di concentramento di civili sotto il comando delle SS durante la II Guerra Mondiale. Esodo e cittadinanza sono i temi che accompagnano questo momento commemorativo, e la mostra, che ha visto la partecipazione di 41 fumettisti da 21 Paesi europei con 56 fumetti inediti, mette in risalto le mille forme della migrazione. Comics for Equality ComiX4 = è un progetto europeo di carattere transnazionale finanziato dall’Unione Europea, e si fonda sulla necessità di promuovere lo sviluppo di una società europea basata sul rispetto dei diritti fondamentali, la lotta al razzismo, alla xenofobia e altre forme di intolleranza. Il progetto ha promosso il premio ComiX4 = Comics for Equality Award, il primo premio europeo che premia i migliori fumetti inediti di artista con un background migrante, e la mostra, che sarà esposta a Colle Ameno di Sasso Marconi presso la Sala Bianca (al civico 11 del Borgo), raccoglie i migliori fumetti ricevuti nell’ambito del premio, che si dividono in tre categorie: Stereotipi, Storie di migrazione e Lotta contro il razzismo.

Per maggiori informazioni: www.comix4equality.eu

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05 luglio 2017

Nei panni dell’altro. Laboratorio di moda e arti grafiche

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Si diffondono le iniziative nel settore della moda etica per trovare concrete opportunità occupazionali ai migranti. Spesso questi progetti si pongono l’obiettivo di offrire strumenti professionali utili nel percorso d’integrazione e inserimento sociale, ma anche per creare professionisti che possano sfruttare le competenze acquisite e trovare un lavoro dignitoso in caso di rientro nel proprio paese di origine. Un gruppo di rifugiati, provenienti prevalentemente dall’Africa Occidentale, e ospiti del Centro di Accoglienza SPRAR Famiglia Amica e del CAS di Borgo Tresauro a Ragusa, sono stati coinvolti nel progetto di moda e arti grafiche Nei panni dell’altro realizzato dalla cooperativa Rel-Azioni e promosso dalla Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa.

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Il laboratorio di pittura su stoffa e rielaborazione sartoriale è stato coordinato da Gampiero Carta, architetto e direttore creativo, in collaborazione con Loredana Roccasalva, designer siciliana molto attenta ai temi dell’etica e della solidarietà. I capi sono stati dipinti interamente a mano dai ragazzi, valorizzando il patrimonio culturale ed estetico di cui essi sono portatori, e utilizzando prevalentemente materiali di recupero, in un’ottica di consapevole sostenibilità ecologica. I modelli realizzati sono stati poi esposti a una mostra allestita presso la Chiesa del Collegio di Maria Santissima Addolorata durante il Festival delle Relazioni 2017 di Ragusa per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’intercultura, del rispetto e della valorizzazione delle differenze culturali.

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La migrazione è, infatti, un fenomeno difficile da affrontare e richiede risposte concrete: la tessitura e la sartoria, ad esempio, sono un patrimonio di attività manuali che possono essere messe all’opera per creare, non solo l’accoglienza, ma anche opportunità economiche e una qualità di vita diversa per le persone migranti. Anche la cooperativa sociale Lai-momo di Bologna segue questo percorso, attraverso il partenariato con l’International Trade Centre (Itc) delle Nazioni Unite, impegnandosi in un programma di formazione nella moda etica e nel design per i giovani immigrati. Questi progetti possono diventare un esempio e una risposta significativa al fenomeno migratorio: creare le possibilità lavorative in Europa e nei paesi di origine di chi è costretto a fuggire, significa rimettere in circolo l’economia e offrire alle nuove generazioni l’occasione per costruirsi un futuro dignitoso.

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Per maggiori informazioni: www.festivaldellerelazioni.it

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20 giugno 2017

La Champions #WithRefugees

Molte sono state le iniziative che, sotto l’egida della campagna #WithRefugees promossa da UNHCR, hanno condotto alla Giornata Mondiale del Rifugiato il 20 giugno: un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei rifugiati e cercare di creare molteplici occasioni di incontro tra le comunità locali, i rifugiati e i richiedenti asilo. L’integrazione e la sensibilizzazione non possono che passare anche attraverso lo sport perché esso «consente di abbattere i muri e di costruire dei ponti, abbracciando la dimensione competitiva, ludica e socio-educativa», così scrive Raymond Siebetcheu in un articolo pubblicato sul n. 84 della rivista Africa e Mediterraneo, appunto, dedicato al rapporto tra sport e immigrazione.
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Il 18 giugno allo stadio Tre Fondane di Roma si è svolta la Champions #WithRefugees, una giornata di grande calcio, organizzata da UNHCR insieme a Liberi Nantes e all’Associazione Italiana Calciatori (A.I.C.): si è trattata di una partita amichevole tra i Liberi Nantes, la prima squadra di calcio dal 2007 destinata a rifugiati politici e richiedenti asilo, e una selezione di stelle del calcio capitanate da Sulley Muntari, calciatore ghanese del Pescara divenuto recentemente simbolo globale della lotta al razzismo e all’intolleranza, e volti noti dello spettacolo. La storia dell’associazione Liberi Nantes, raccontata in una riflessione sui Mondiali antirazzisti di Vittorio Martone nel medesimo numero della rivista, è rappresentativa del percorso di lavoro per l’inclusione attraverso lo sport. Lo sport, infatti, offre straordinarie possibilità di apertura, di dialogo, di partecipazione civile e di socializzazione positiva tra i migranti e i membri della società che li accolgono.

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Per maggiori informazioni sui Liberi Nantes: www.liberinantes.org

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26 maggio 2017

Lavoro e sviluppo in Senegal

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La necessità di offrire prospettive economiche sostenibili per i giovani e combattere il fenomeno delle migrazioni irregolari in Africa è uno degli obiettivi principali del programma Développer l’Emploi au Sénégal finanziato dall’Unione Europea. Si tratta di un fondo di emergenza che mira a sostenere 250 aziende e 12.000 giovani in un progetto di formazione e inserimento professionale nelle varie regioni senegalesi per un arco di 4 anni. Il programma include anche una campagna di comunicazione chiamata Tekki Fii con l’obiettivo di sensibilizzare sui pericoli legati alle migrazioni, informare sulle diverse opportunità economiche e sostenere la creazione di nuove imprese locali.

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Alla cerimonia di lancio ufficiale di questo programma, avvenuta il 10 maggio 2017 al Lycée de Thiaroye di Dakar, erano presenti le autorità senegalesi interessate insieme ai leader delle organizzazioni partner, che hanno illustrato i punti cardine del progetto che sono: rafforzare il tessuto delle imprese locali, rendere accessibile la formazione professionale, facilitare l’accesso ai finanziamenti, informare sulle possibilità economiche. Lo sviluppo economico in Senegal è necessario per creare posti di lavoro e ridurre in modo significativo le disuguaglianze di reddito. L’elevata disoccupazione e l’incremento della povertà, infatti, sono le principali cause dell’emigrazione. La disoccupazione è spesso legata anche a un basso tasso di scolarizzazione e quindi di formazione tecnica. Pertanto, molti giovani considerano la migrazione come una necessità, un’alternativa economica. Per questo occorre migliorare i livelli occupazionali dei giovani tramite il potenziamento dell’offerta formativa e professionale, che risponda alle esigenze del mercato del lavoro, e favorire l’avvio di attività generatrici di reddito e micro impresa.
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Per maggiori informazioni: http://bit.ly/2r0008p

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23 maggio 2017

Rapporti tra culture. Una storia di malintesi e… fake news

Bufale e hate speech, affermazioni inverosimili e polemiche: come sappiamo, il panorama mediatico è invaso da un’aggressività inquietante che disorienta e, anche, spaventa un po’. Tra le forme di resistenza alla superficialità on-line che si vedono emergere sempre più, abbiamo conosciuto l’associazione “Gli incontri di Sant’Antonino”. Attiva da circa due anni nella divulgazione culturale, affronta temi attuali secondo approcci diversi: storici, filosofici, antropologici, teologici. I partecipanti agli incontri – rigorosamente off-line e cioè reali – approfondiscono le ragioni dei problemi attuali, cercando di delineare scenari futuri. Il gruppo si riunisce presso l’antica dimora Sgaravatti di Sant’Antonino (Casalgrande, RE). Non c’è appartenenza politica o religiosa, solo l’interesse ad approfondire e a dialogare. Mettendoci tempo, pensiero, curiosità. Il tema di domenica 7 maggio, ad esempio, è stato: “Rapporti interculturali. Una storia di malintesi”.

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Francesco Maria Feltri, storico e docente di liceo (fortunati gli studenti a cui tocca come professore di storia e filosofia…) ha spiegato come l’ideologia razzista nei confronti di ebrei, moriscos e marrani, diffusa nella Spagna del 500, è stato il bagaglio di mentalità intollerante con il quale l’Europa è arrivata nelle Americhe e, in seguito, ha sviluppato le sue imprese coloniali. Un “razzismo teologico” nei confronti degli ebrei, etichettati come la razza perversa degli assassini di Cristo, portatori nel sangue di una macchia che nemmeno il battesimo poteva lavare. E’ stato questo l’inizio di una dissertazione storica che, di documento in documento, ha ripercorso le tappe dell’atteggiamento violento dell’Occidente nei confronti degli Altri, un atteggiamento di cui torna ancora qualche eco negli striscioni razzisti con slogan irripetibili che vediamo negli stadi. Di seguito Guido Armellini, autore del manuale di letteratura italiana Armellini-Colombo e componente della chiesa valdese di Bologna, ha raccontato cosa vuol dire “Essere protestante nell’era di Francesco”. Mostrando un curioso Playmobil raffigurante Martin Lutero, prodotto e diffuso in Germania dall’azienda di giochi in occasione dei 500 anni dall’affissione delle 95 tesi sulla porta della chiesa di Wittenberg, ha spiegato cosa un protestante non celebra 500 anni dopo la riforma. Non celebra la posizione di Lutero verso i contadini, quella verso gli ebrei, l’appoggio che i governi hanno avuto dalle autorità per imporre la loro idea ai sudditi con la forza (il famoso cuius regio eius religio). Ha però anche spiegato i punti di differenza tra cattolicesimo e riforma, sottolineando ad esempio la responsabilità nei confronti delle scelte morali a cui sono chiamati i credenti protestanti, che non hanno un clero che faccia da intermediario con Dio.

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Il dialogo è proseguito con domande dei presenti e interventi dei due esperti, fino a concludere che la storia continua a dimostrare che l’intolleranza “non conviene”, che i popoli che si sono chiusi agli altri hanno anche rinunciato all’apporto economico e all’innovazione portata dalle altre culture. La decadenza della Spagna che cacciò moriscos ed ebrei fece la ricchezza degli olandesi che invece dissero: venite, c’è posto per tutti. E molti governanti lo capirono, tornando sui loro passi nel corso del 600. “Lo spirito dei nostri incontri”, ha affermato il presidente Vanni Sgaravatti, “è aiutare a capire il presente, guardando con più attenzione il passato e immaginando il futuro attraverso una migliore capacità di dialogo con l’altro. Le persone partecipano per il bisogno di trovare il punto di incontro tra necessità di riflessione, impegno, conoscenza, ma anche di relazione in un luogo piacevole, famigliare, umano, dove pensare non è disgiunto da gustare, ascoltare, sorridere”.

Per info: https://www.facebook.com/anticadimorasgaravatti

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12 maggio 2017

La fotografia in Africa

L’arte e la cultura sono componenti fondamentali per lo sviluppo individuale e sociale perché sono legate alla creatività, stimolano il dialogo interculturale, influenzano il cambiamento, sostengono identità positive: questo è l’approccio di Africalia, associazione del governo belga che si occupa di sostenere la produzione culturale contemporanea in Africa.

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(Mustache Mupwanya, Repubblica democratica del Congo)

La stessa fotografia fa parte di questi processi perché fotografare è esprimere una visione del mondo, è mettere a fuoco la propria idea per raccontare la realtà. Ma purtroppo esistono poche scuole di fotografia in Africa. Per affrontare questa sfida, Africalia ha così organizzato a Dakar dal 13 al 17 febbraio 2017 una masterclass sul Creative Photography per rafforzare la capacità dei fotografi africani di catturare immagini che sono espressione delle loro identità e delle loro idee. Hanno presentato domanda 85 persone, tra queste sono stati scelti 15 fotografi promettenti, e il gruppo comprende anche diverse donne. Questi giovani fotografi provengono da paesi differenti dell’Africa sub-sahariana e sono stati selezionati in base alla loro motivazione, la loro storia, il loro livello tecnico e il loro punto di vista fotografico.

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(Gosette Lubondo, Repubblica democratica del Congo)

Ad esempio, sono molto interessanti le fotografie di Gosette Lubondo che hanno un carattere visionario e di forte impatto sociologico: esse illustrano la condizione femminile nel continente, situando le donne in uno spazio che vacilla tra assenza e presenza. La condizione dei bambini, i limiti e i sogni dell’infanzia invece sono raccontati da Mustache Mupwanya in un’ottica inquieta. Questi partecipanti hanno già una certa esperienza nel campo della fotografia, e questa formazione è stata per loro un’occasione di approfondimento per evolvere in termini di tecnica e di contenuto.

Per maggiori informazioni: www.masterclasse.africalia.be

 

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04 maggio 2017

Summer School on Forced Migration and Asylum: a Multidisciplinary Approach. 3-8 July 2017 – BOLOGNA (IT)

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Dal 3 al 8 luglio si svolgerà a Bologna presso la sede di coop. Lai-momo in Via Boldrini la seconda edizione della Summer School on Forced Migration and Asylum. Il progetto è realizzato da Lai-momo in collaborazione con l’associazione Africa e Mediterraneo e con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna. Durante le giornate di formazione si affronteranno cinque temi che sono considerati cruciali per comprendere e affrontare l’attualità della migrazione forzata e dell’asilo in Europa:

  • Paesi di origine
  • Integrazione lavorativa dei rifugiati
  • Migrazione circolare e rimpatri volontari
  • Salute mentale e assistenza terapeutica
  • Comunicazione sulla migrazione e hate speech

Le lezioni e i seminari con esperti del settore e docenti provenienti da diversi stati europei vogliono offrire, attraverso un metodo multidisciplinare e trasversale, nuove prospettive sui temi della migrazione e migliorare l’efficacia di chi lavora, o che è disposto a lavorare, nell’ambito professionale dell’integrazione sociale dei migranti, così come nella comunicazione e nella ricerca accademica relative a questo argomento. Le sessioni teoriche della Summer School saranno accompagnate da visite di studio presso i centri di accoglienza per fornire anche una formazione pratica e concreta su come l’accoglienza e l’integrazione operano nel campo. I candidati ideali per partecipare a queste sessioni di studio sono i ricercatori, i giornalisti, gli esperti, gli studenti e gli operatori sociali che lavorano nel settore. La Summer School è un’importante occasione di approfondimento e aggiornamento, che si pone l’obiettivo di creare un networking proficuo e condiviso, gestendo in modo arricchente le diverse relazioni di scambio ed interazione a livello locale e internazionale.

Per maggiori informazioni e iscriversi: www.migrationschool.eu

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