20 gennaio 2017

Dall’altra parte del mare: un laboratorio che racconta la migrazione.

 

migIl tutor di quest’anno del laboratorio di scrittura creativa collettiva e meticcia, promosso da Eks&Tra, sarà il noto scrittore Wu Ming 2, proveniente dal collettivo omonimo dei scrittori impegnati sulla scena sociale bolognese. Si tratta di una sfida importante per un’associazione unica in Italia: nel corso degli anni Eks&Tra ha raccolto, infatti, più di mille e ottocento scritti di migranti, che costituiscono il primo archivio in Italia della memoria della letteratura migrante, disponibile on line. Gli esercizi narrativi di questo laboratorio, che si svolgerà il 24 febbraio 2017 al Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna, presso la cattedra del prof. Fulvio Pezzarossa, sono un momento di riflessione, dialogo e sperimentazione di nuove comunità interculturali: la necessità del comunicare storie legate all’epopea delle migrazioni è sempre più allarmante, in particolare ai giorni d’oggi, dove le politiche migratorie europee tendono ad erigere muri e a favorire i processi dell’esclusione. Il titolo significativo dato al laboratorio, Dall’altra parte del mare, vuole rispondere alla necessità di andare oltre le barriere e gli stereotipi, per costruire un terreno fertile di scambio, dialogo ed integrazione di individui provenienti da differenti culture. E la scrittura creativa collettiva offre la possibilità di accrescere insieme l’immaginario, moltiplicare i punti di vista, relativizzare le posizioni geografiche, sociali e culturali, alimentando e potenziando la ricchezza multiculturale.

Per maggiori informazioni: www.eksetra.net

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23 dicembre 2016

Borse in esposizione e scambio di auguri al Polo Formativo di Lama di Reno

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Giovedì 22 dicembre 2016, il Polo Formativo e di Accoglienza Lama di Reno ha aperto le sue porte al pubblico, per mostrare alcune delle borse realizzate in questi primi mesi di formazione dai 18 richiedenti asilo ospitati nel centro. Un’occasione importante per condividere con la comunità locale l’esperienza di accoglienza e per scambiarsi gli auguri di Natale.

Grazie alla collaborazione tra Lai-momo e ITC Ethical Fashion Initiative, il Centro offre percorsi di qualificazione e autonomia ai richiedenti asilo, affinché sia favorito un loro successivo inserimento lavorativo, in Italia o nei Paesi di origine.

Dalla sua apertura nel luglio 2016, infatti, il Polo formativo fornisce ai suoi ospiti, accanto al tradizionale percorso di accoglienza, una formazione professionale nel settore della sartoria e della lavorazione della pelle. Le persone coinvolte provengono da Pakistan, Senegal, Bangladesh, Guinea, Burkina Faso, hanno un’età compresa tra i 19 e i 30 anni e sono state selezionate in base alla motivazione e alle loro esperienze pregresse nel settore.

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Nel laboratorio di cucito sono state esposte le borse finora realizzate – dai primi semplici modelli agli ultimi più elaborati – esaminate con curiosità e apprezzate dai presenti, che hanno anche potuto interrogare gli artefici sulla loro realizzazione.

Per l’occasione sono intervenuti il sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, e la sua vice, Valentina Cuppi, che insieme al presidente di Lai-momo Andrea Marchesini Reggiani hanno tracciato un breve bilancio di questi primi cinque mesi di formazione e lavoro, congratulandosi con gli ospiti del Centro, con il formatore artigiano e con gli operatori che li assistono per quanto fatto finora. È stata evidenziata l’importanza di questa sperimentazione nell’ambito dell’accoglienza e rilevato come in poco tempo si sia arrivati alla realizzazione di prodotti di qualità, che non sfigurerebbero nel mercato attuale.

Presenti anche due rappresentanti dell’associazione Gli Amici di Aurora per AGEOP (Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica), che hanno ricevuto in dono alcune borse realizzate nel centro.

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In chiusura, tradizionale brindisi natalizio e scambio di auguri, con l’auspicio che il 2017 possa vedere il progredire del progetto, sul quale è appena stato pubblicato online un video. https://www.youtube.com/watch?v=bVOHDsD93sI

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15 dicembre 2016

RAPPORTO IMMIGRAZIONE E IMPRENDITORIA 2016

rapportoIl “fare impresa” da parte di migranti residenti in Italia continua a espandersi, nonostante gli ostacoli sempre più numerosi e complessi che i lavoratori di origine straniera devono affrontare. Il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2016 curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS e realizzato in un’edizione bilingue, illustra questo fenomeno complesso attraverso un’analisi organica dell’iniziativa imprenditoriale immigrata, imperniata su vari aspetti, con un ampio supporto di dati statistici: il contesto internazionale; i principali settori di attività; il ruolo nella crisi economica; la distribuzione territoriale delle imprese; le difficoltà riscontrate nell’accesso alle informazioni necessarie e nel soddisfare i requisiti economici e amministrativi previsti dalle procedure, che spesso presuppongono strutturati percorsi di inserimento. I dati descrivono uno scenario sociale di crescente importanza, in cui si ritrovano e si trasformano le esigenze occupazionali e di promozione socio-economica dei lavoratori immigrati, le quali, se adeguatamente valorizzate e sostenute, possono innescare interessanti processi di sviluppo per l’intero sistema economico-produttivo nazionale ed internazionale. La consolidata collaborazione di IDOS con la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa e con MoneyGram, infatti, si inserisce in questo specifico percorso di supporto e di attenzione all’universo della piccola e media imprenditoria immigrata, segnalandone e valorizzandone le eccellenze in un’ottica comunitaria.

Per visualizzare in sintesi il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria clicca qui: scheda-rapporto-imprenditoria-2016

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06 dicembre 2016

Ousmane Sow. Tra corpo e scultura.

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Il corpo umano è sempre stato al centro delle sculture di Ousmane Sow, lo scultore senegalese dello spirito e della materia, morto giovedì 1 dicembre all’età di 81 anni. Considerato uno dei maggiori artisti dell’Africa francofona novecentesca, Ousmane aveva lasciato il Senegal da giovane per studiare in Francia, diventando infermiere e poi fisioterapista. Grazie alla sua professione e a un’intima conoscenza del corpo umano, riusciva a plasmare e a scolpire  le sue opere in modo straordinario: dalle prime sculture che si ispirano ai corpi dei popoli africani (I Nuba, i Masai, i  Peul e gli Zulu), alle sculture in bronzo dedicate a soggetti storici, fino a rappresentare temi di grande attualità come la scultura realizzata a Ginevra nel 2008 in omaggio alla dignità degli immigrati sans-papier. Traendo ispirazione dalla fotografia, dal cinema, dalla storia e dall’etnologia, le sue creazioni si caratterizzano per un realismo anatomico e materico che si fonde con vibranti visioni poetiche, date ad esempio dal colore energico intorno allo sguardo oppure  sul volto intero. Di qui un’arte che è profonda e comunicativa: unendo il razionalismo tipico della cultura classica occidentale con la vivacità e la ricchezza africana, Ousmane Sow riesce a mostrarci un paesaggio contemporaneo che è sempre più multiculturale, interetnico ed ibrido.

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30 novembre 2016

Rajkamal Kahlon. Tra antropologia e violenza politica.

 

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Vetruvian Man, or how I learned
to love the bomb (2013)

Il 23 novembre la Fondazione Boghossian, in collaborazione con il Goethe-Institut Brüssel, ha svolto una conferenza a Villa Empain, Centre of art and dialogue between the culture of the East and the West a Bruxelles, e si è intitolata When you’re the Indian in a country of John Waynes’. Si è approfondito il tema della criminalizzazione e della violenza sulle alterità, ed era presente l’artista americana Rajkamal Kahlon con i suoi lavori artistici, tra cui il ritratto, riportato sopra, de “Vetruvian Man, or how I learned to love the bomb”, che muove tra antropologia e violenza politica propria del terrorismo. Basandosi su un continuo lavoro di studio e ricerca negli archivi coloniali istituzionali, Kahlon riflette sulle attuali forme di rappresentazione, e ci offre corpi di nativi moderni, soggetti quindi non europei, primitivi e barbari, armati di bombe ed ordigni esplosivi letali. Attraverso l’umorismo ed un’estetica critica, Kahlon racconta il razzismo intrinseco a queste immagini, che sono proprie dei regimi del potere, che seminano la violenza politica e sociale con rappresentazioni distorte dell’alterità. L’atto della visione cambia, però, a livello concettuale quando le icone di questi soggetti muti e passivi sono estrapolati e liberati dal racconto terroristico: ne deriva un processo di resistenza poetica a una storia di discriminazione e repressione.

 

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24 novembre 2016

L’Africa del fumetto. Tra il Mboa Comic Festival e il TogoBD Festival.

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Gli autori africani producono fumetti dall’epoca delle Indipendenze. I festival, pur nelle difficoltà organizzative, sono un momento importante per il confronto tra gli autori e per la promozione presso il pubblico locale e non solo. Sono ora in corso due eventi importanti: il Mboa Comic Festival che si tiene nelle due capitali del Camerun, a Douala (23-26 novembre) e a Yaoundé (30 novembre- 3 dicembre); e il TogoBD Festival (21-24 novembre). Si tratta di due realtà artistiche dinamiche, che presentano un variegato programma di mostre, conferenze, progetti fieristici, concerti, spettacoli, seminari e workshop per la divulgazione dei linguaggi e delle tematiche proprie dell’Africa contemporanea e multiculturale. Concepiti non come semplici “eventi”, ma come vere e proprie fabbriche d’idee e di pratiche per ripensare il presente, i due festival sono caratterizzati da alti livelli di interazione e apprendimento. Un’arte, dunque, quella del fumetto africano, che cresce e matura nella sua forma contaminata, deterritorializzata e immersa in una fluidità transnazionale, e che permette ai talenti africani di rivelarsi in modo originale.

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09 novembre 2016

Culture: Urban Future. Il report dell’UNESCO.

Beauty has to do with the desire to know, to think, to understand…
The periphery of cities is where our energy is, where culture and beauty
fertilize the transformation.

 (Renzo Piano, Architect, Pritzker Priza 1998)

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I processi di rapida urbanizzazione e metropolizzazione a livello internazionale costituiscono un argomento e una sfida importante per l’UNESCO, che il 18 ottobre, durante la terza conferenza delle Nazioni Unite (Habitat III) a Quito in Ecuador, ha lanciato il primo report globale Culture: Urban Future. Questo report è innovativo perché presenta una serie di analisi e di raccomandazioni per promuovere il ruolo fondamentale della cultura per lo sviluppo urbano sostenibile. A causa di un aumento dei flussi migratori, la diversità culturale è diventata una componente primaria per la maggior parte delle città, producendo nuove opportunità e modalità di convivenza sociale. Valorizzare la componente culturale di una città, dunque, significa valorizzare il tessuto urbano, garantendo un futuro sostenibile per tutti. Le attività culturali, infatti, possono favorire l’inclusione sociale, il dialogo, la partecipazione civica, il senso di appartenenza e la coesione tra le diverse comunità. Questa riflessione è stata al centro del lavoro dell’UNESCO nel corso degli ultimi decenni, che invita ad adottare nuove misure e strategie politiche perché la cultura sia pienamente integrata nei piani urbani. Il report è stato incluso tra gli obiettivi comuni del programma 2030 Agenda for Sustainable Urban Development e della New Urban Agenda, un documento fondamentale steso durante la conferenza Habitat III, che guiderà gli sforzi da parte di una vasta gamma di attori nazionali ed internazionali impegnati a gettare le basi di un’urbanizzazione democratica globale.

 

Per maggiori informazioni e per visualizzare il report:
www.unesco.org/new/en/culture/themes/culture-and-development/culture-for-sustainable-urban-development/coming-soon-unescos-new-global-report-culture-urban-future-read-more

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28 ottobre 2016

AFRICAN PHOTO – MAMA CASSET

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Sabato 5 novembre, presso il Cinema Beltrade di Milano, alle ore 18.30 sarà proiettato in anteprima italiana il film documentario “African Photo – Mama Casset”, prodotto da Wendigo Films (Francia) in collaborazione con Ethnos, Associazione Fototracce e la famiglia Casset, dedicato alla figura e all’opera di Mama Casset. Considerato uno dei padri della fotografia senegalese, Mama Casset (Saint Louis 1908 – Dakar 1992) appartiene alla generazione che ha dato vita negli anni ’50 alla grande stagione del ritratto fotografico in Africa Occidentale. Nel 1943 apre il suo studio African Photo nella Medina di Dakar, che in breve tempo diventa uno degli studi più alla moda della città. Interprete del suo tempo, Mama Casset restituisce con le sue immagini la società di un’epoca, la moda, le acconciature, la vita e l’atmosfera della Dakar tra gli anni ’50 e ’70. La storia di uno dei primi fotografi senegalesi si intreccia così alle grandi trasformazioni politiche, sociali e culturali che portarono nel 1960 all’indipendenza del Senegal. Il film si articola in un dialogo collettivo, in un tessuto di molteplici testimonianze di amici e conoscenti di Mama Casset, la cui opera è ampiamente riconosciuta a livello internazionale e le cui fotografie sono state esposte in tutto il mondo. Alla proiezione interverranno l’Ambasciatore del Senegal in Italia Mamadou Saliou Diouf, la figlia del fotografo Fatou Casset, il presidente dell’Associazione Senegalesi della provincia di Lecco Ass Casset, Giulia Paoletti esperta di fotografia africana e curatrice al Metropolitan Museum of Art di New York, Stefania Ragusa giornalista e scrittrice, Idriss Sanneh giornalista. Saranno presenti in sala la regista Elisa Mereghetti e le autrici Giovanna Burinato, Maddalena Cerletti e Melissa Nicolini.

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26 ottobre 2016

LagosPhoto Festival 2016

Emmanuel. Beautiful stranger at the side of the road, we prayed and he came with us.
We washed his feet and cut his hair. Baptized and cleansed, we crowned him.

 (TY Bello)

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Anche quest’anno è ritornato il LagosPhoto Festival, il primo ed unico festival internazionale dedicato alle arti visuali e alla fotografia in Nigeria, che sabato 22 ottobre ha inaugurato la settima edizione. Ogni anno l’attività espositiva è incentrata intorno a un tema che affronta le complesse problematiche culturali, politiche ed economiche che definiscono il continente africano: una narrativa, dunque, che si arricchisce di sfumature in opposizione all’immagine stereotipata del paese che emerge dai media. La manifestazione ospita le opere di trenta fotografi da tutto il mondo; il tema centrale di quest’anno si intitola “Rituals and performance: inherent risk”, e vuole esplorare i ruoli e gli atti che modellano l’identità individuale e collettiva, il potere e i costrutti sociali. Tra le opere spiccano quelle di TY Bello, uno dei più riconosciuti artisti nigeriani, di cui riportiamo una fotografia significativa intitolata “Emmanuel”, fortemente evocativa, che sembra rimandare ad alcune questioni sociali ed interculturali, come ad esempio la discriminazione, il razzismo, il tentativo di superare il confine delle differenze. Tra gli artisti locali ed internazionali è presente anche l’italiano Lorenzo Vitturi con le sue visioni urbane e le sue esperienze a Lagos Island al Balogun Market, il più grande mercato dell’Africa occidentale. LagosPhoto è, quindi, una piattaforma di esplorazione delle diversità culturali, che propone nell’arco di un mese un programma intenso di mostre fotografiche, workshops, dibattiti, incontri con gli artisti, presentazioni di libri, proiezioni e programmi socio-educativi; e l’obiettivo del festival è fornire al mondo uno sguardo personale su storie ed esperienze che mostrano una profonda comprensione del continente.

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21 ottobre 2016

Sport e immigrazione: tra razzismo e convivenza.

Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare.
Esso ha il potere di unire le persone in un modo
in cui poche altre cose lo fanno. Parla ai giovani in una lingua che comprendono.
Lo sport può portare speranza dove una volta c’era solo disperazione.

(Nelson Mandela, 1st President of democratic South Africa)

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Il 14 ottobre a Bologna si è tenuta la presentazione del nuovo dossier di Africa e Mediterraneo “Sport e immigrazione”, realizzato all’interno di Bologna cares!, la campagna di comunicazione del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). L’evento, che si è svolto presso gli spazi di Dynamo – La velostazione di Bologna e in collaborazione con il Terra di Tutti Film Festival, è stato condotto da Vittorio Martone e, dopo un’introduzione di Luca Rizzo Nervo, assessore alle Politiche sociali del Comune di Bologna, si è articolato intorno al tema dello sport come strumento efficace d’integrazione ed inclusione sociale per gli immigrati. Durante la presentazione sono intervenuti sociologi, giornalisti e rappresentanti dell’associazionismo sportivo, e sono stati proiettati due video che hanno raccontato alcune esperienze di richiedenti asilo impegnati in attività sportive: il pugilato e la thai boxe praticati da Ahmed e Camara, e il calcio della squadra del Papa Giovanni Footbal Club di Crespellano. Riflettendo in modo specifico sul ruolo delle pratiche socio-culturali che caratterizzano il quotidiano dei migranti, la sfida del nuovo dossier è focalizzata su uno spazio sociale innovativo, come lo sport, che offre straordinarie possibilità di apertura, di dialogo, di partecipazione civile e di socializzazione positiva tra i migranti e i membri della società che li accolgono. I luoghi di pratica sportiva possono diventare anche ambiti di discriminazione, dove possono avvenire episodi di razzismo: lo sport è, infatti, un campo in cui agiscono persone che sono alla ricerca di una propria identità culturale in una data realtà sociale, e la difficoltà sta nel tentare di superare il confine delle differenze, cercando di trasformare la pratica sportiva in un «luogo generativo di intercultura».

Per maggiori informazioni:
www.bolognacares.it/2016-africa-e-mediterraneo-n-84-116-sport-e-immigrazione
www.facebook.com/Bolognacares/?fref=ts

Per la visione dei video proiettati durante l’evento:
www.youtube.com/watch?v=Npc0Qt0Ki1k
www.youtube.com/watch?v=-CbCdRy3TZc

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