09 settembre 2009
Podcast – Il nuovo numero di Africa e Mediterraneo alla radio
Ieri siamo stati intervistati da Radio città del capo in occasione dell’uscita del nuovo numero di Africa e Mediterraneo. Premete “play” per ascoltare l’intervento di Sandra Federici che introduce gli argomenti affrontati dal dossier sul turismo e patrimonio in Benin.
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Parole chiave : N67, Podcast
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E’ uscito il nuovo numero di Africa e Mediterraneo con un dossier interamente dedicato al Bénin. Ilvudù e l’eredità dello schiavismo sono due elementi storico-culturali di grande impatto per l’immaginario occidentale e per la diaspora africana che il Bénin, da qualche tempo, sta valorizzando e salvaguardando per un rilancio turistico del paese.
Il legame tra turismo e patrimonio era già stato affrontato nel numero precedente, partendo dalla considerazione che la costruzione del “patrimonio” (artistico, paesaggistico, umano) è centrale all’interno del pensiero critico contemporaneo degli studi culturali.
Questo secondo dossier analizza il caso specifico del Bénin, un paese che si autodefinisce “culla del vudù” e il cui Ministero del Turismo scrive in epigrafe al proprio sito “Bénin, terre de mystere”, mostrando in questo modo di voler concentrare i propri interventi soprattutto a vantaggio delle risorse culturali.
Pubblichiamo di seguito il Pdf dell’introduzione, che potete leggere o scaricare.
Parole chiave : Bénin, N67, patrimonio, Turismo, Vudu
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04 settembre 2009
Il pazzo nell’immaginario teatrale congolese post-coloniale
Presentazione dell’articolo “Il pazzo nell’immaginario teatrale congolese post-coloniale” pubblicato sul numero 58 di Africa e Mediterraneo a firma Gaia Puliero.
Negli anni Settanta, in pieno periodo post-coloniale, il teatro africano, e specificamente quello congolese, porta in scena un personaggio che l’Europa aveva accolto nel suo immaginario sin dal Medioevo: il pazzo (fou). Il fou diventa il tema ricorrente e strutturante della letteratura africana degli anni 1930-50.
Dall’analisi di alcune opere teatrali della tradizione post-coloniale africana, tra cui Tarentelle noire et diable blanc di Sylvain Bemba e Le diable àla longue queue di Maxime N’debeka, emergono alcuni tratti che, secondo l’autrice, rendono la figura del pazzo del teatro africano peculiare rispetto a quella europea.
Lo scarto fondamentale tra il pazzo rappresentato dalla tradizione teatrale occidentale e quello africano risiede soprattutto nel diverso ruolo riconosciuto alla follia. Nel teatro post-coloniale africano la follia non è una tappa del percorso formativo dell’eroe, come in Occidente, né uno stato passeggero e funzionale alla sua realizzazione personale; non interviene come fenomeno esteriore ma si incarna nel personaggio come condizione permanente e tipizzante.
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Parole chiave : Congo, N58, teatro
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04 settembre 2009
11-13/09/09 – Immaginare Futuro a Novellara
Evento: Immaginare Futuro.
Dove: Novellara (Reggio Emilia)
Quando: 11-13, settembre, 2009
Informazioni: Interessante tre giorni di eventi e dibattiti incentrati sul tema della crisi intesa in senso sia economico e culturale.
Coordinamento scientifico di Brunetto Salvarani. Programma e dettagli sul sito della manifestazione.
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03 settembre 2009
11-20/09/09 – Immigration Day al Milano Film Festival
Evento: Immigration Day al Milano Film Festival.
Dove: Milano.
Quando: 11-20 settembre 2009.
Informazioni: Quattro i film in programmazione: Malta Radio di Manuel Menchòn, Haplitim (Refugees) di Shai Carmeli-Polak, Les oubliés de Cassis di Sonia Kichah, Storie Migranti di Takyiu Traoré. Per il programma rimandiamo al sito del festival. L’evento è stato organizzato assieme all’associazione Naga.
Parole chiave : Agenda cultura settembre 09
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02 settembre 2009
Incontro con Africa e Mediterraneo a Bologna
Martedì prossimo, 8 settembre, saremo ospiti presso Il Posto, a Bologna (via Massarenti 37), con una presentazione del nuovo numero di Africa e Mediterraneo, dedicato alla questione del turismo e patrimonializzazione in Benin.
Inoltre, assieme a Rosanna Sestito, operatrice umanitaria di Medici Senza Frontiere, si parlerà della relazione fra medicina e migrazione, tema da noi affrontato nel numero 64 della rivista. Appuntamento alle 22.
Parole chiave : Agenda cultura settembre 09
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02 settembre 2009
Regolarizzazione colf e badanti, cosa fare
Pubblichiamo il documento orientativo preparato dalle operatrici dello sportello Punto migranti di Laimomo riguardo alla procedura per la regolarizzazione di colf e badanti. Il documento presenta una visione di insieme che dovrebbe aiutare a chiarire le modalità di presentazione della domanda per l’emersione del lavoro sommerso, soprattutto per quanto concerne i lavoratori senza titolo di soggiorno.
Regolarizzazione colf e badanti: Disposizioni in materia di legalizzazione del lavoro irregolare per attività di assistenza e di sostegno alle famiglie (badanti e colf) di cittadini extracomunitari.
Secondo la Legge 3 agosto 2009, n.102, (articolo 1-ter) dal giorno 1 Settembre 2009 al giorno 30 Settembre 2009 sarà possibile, per i datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze lavoratori extracomunitari non regolari impiegati in attività di assistenza per se stessi o per la propria famiglia oppure occupati nel lavoro domestico, effettuare la Dichiarazione di emersione di lavoro irregolare.
Dall’entrata in vigore della legge e fino al 30 settembre saranno sospesi i procedimenti penali e amministrativi.
I criteri per la presentazione della domanda cambiano in base alla figura professionale che si vuole assumere. Rimane costante il requisito di tempo: il rapporto di lavoro deve essere iniziato almeno dal 1° aprile 2009, in vigore al 30 Giugno 2009 e ancora in atto alla presentazione della domanda.
Parole chiave : Regolarizzazione colf e badanti
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Presentazione dell’articolo “Jacques Derrida e Paul Ricoeur: il problema della traduzione e l’identità culturale” pubblicato sul numero 56-57 di Africa e Mediterraneo a firma di Graziella Travaglini, facoltà di Lettere e Filosofia di Urbino.
L’articolo analizza il valore filosofico della traduzione attraverso le riflessioni di Ricoeur e Derrida e mostra che il problema della traduzione apre questioni che vanno al di là del senso o della verità del testo dal momento che chiama in causa la capacità di accogliere la lingua dell’altro e dunque concetti come identità linguistica, relazione culturale e interculturalismo.
Ricoeur e Derrida affrontano la questione della traduzione l’uno secondo un approccio ermeneutico, l’altro secondo una prospettiva decostruzionista.
Per Ricoeur l’esperienza umana e le culture hanno carattere narrativo e sono quindi considerabili come costellazioni di senso la cui storia è sottoponibile all’attività del “raccontare diversamente”. La traduzione è uno dei modelli del “raccontare diversamente”: essa consente un allargamento dell’orizzonte della propria lingua attraverso l’assunzione delle narrazioni molteplici delle altre culture.
Per Derrida la traduzione, essendo la legge stessa della condizione umana, vincola a dover re-inventare, nella mia lingua, quella dell’altro, e quindi a incontrare l’altro sempre e solo nel segno dell’alterità.
Mentre l’ermeneutica punta al dialogo e vede la traduzione come unità di due elementi, come eliminazione dell’opposizione e del conflitto, la decostruzione sospende tale mediazione. Vengono messi in questione il valore e il senso del dialogo e si ritiene piuttosto che la relazione debba consistere in una interruzione, in un’alterità.
Nell’articolo si sottolinea che il modo decostruzionista di intendere la lingua e la cultura umana porti con sé fraintendimenti tra lingue che solo apparentemente si comprendono, e che non possono convergere nell’unità di un consenso, perché ciascuna incontra l’altra nel luogo di un’estraneità a sé, in un inceppo della comunicazione.
[Immagine: Voyages Croisés, progetto di arte contemporanea e scambio tra Italia e Senegal. Disegno su foto di Gennaro Castellano, 2004]
Parole chiave : intercultura, N56-57, Paul Ricoeur, traduzione
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26 agosto 2009
Che cos’è il razzismo?
E’ facile oggi sentire una persona non particolarmente preparata culturalmente affermare: “Ah, io sono razzista! Quei negri non li posso sopportare!” Oppure una persona colta e di sinistra sostenere, di fronte a una persona che afferma che gli stanno antipatici i dirimpettai neri: “Quelli sono razzisti!”. In realtà il razzismo è tutt’altra cosa.
Nel bel libro di Matteo Motterlini, Trappole mentali, Rizzoli, Milano, 2008, c’è un capitolo intitolato “Stereotipi fuori controllo”, nel quale si descrivono alcuni esperimenti molto interessanti.
In particolare, Correll, dell’università del Colorado, ha messo a punto un videogioco nel quale bisognava immedesimarsi in un poliziotto con la pistola in mano e sparare se chi ti stava di fronte estraeva a sua volta una pistola. Molti fra gli studenti bianchi sbagliavano e ammazzavano gente che estraeva un accendino o il portafoglio. E va bene. Ma la cosa tragica è che il numero di sbagli contro avventori dalla pelle nera era il doppio di quelli commessi su bianchi! In realtà tutti noi abbiamo un’istintiva diffidenza verso coloro che non appartengono al nostro gruppo e tendiamo a considerarli tutti uguali. Le conferme sperimentali di queste disposizioni sono efficacemente descritte da Motterlini.
Che cos’è allora il razzismo?. E’ una tesi sostenuta con cognizione di causa che associa un particolare gruppo a una caratteristica negativa. Se dicessi “Gli albanesi sono moralmente inferiori agli italiani” starei dicendo qualcosa che non solo è falso, ma è anche una forma di razzismo. Se invece affermo che l’attuale crisi economica in Italia è colpa di tutti gli stranieri che sono entrati, starei dicendo qualcosa di palesemente falso, ma non certo razzista.
Se infine dicessi che non voglio vedere nel mio quartiere dei marocchini starei semplicemente esprimendo un mio sentimento molto antipatico, ma non sarei razzista.
Credo che bisogna stare attenti a tenere sempre ben presenti queste distinzioni.
Parole chiave : Diffidenza, razzismo, Trappole Mentali
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Evento: Commonwealth Heads of Government Meeting.
Dove: Trinidad e Tobago.
Quando: 27-29, novembre, 2009.
Informazioni:The Chogm is the supreme body of the Commonwealth. It is convened every two years to review global, political and economic developments and to conduct a strategic overview of the Commonwealth’s. The theme of CHOGM 2009 is “Partnering for a More Equitable and Sustainable Future” and the objective of the Summit is to engage the 53 leaders of the Commonwealth in discussing global and Commonwealth issues and to agree upon collective policies and initiatives.
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