
Mire Sada è una giovane archeologa somala, fuggita dal caos della guerra civile all’età di 14 anni e costretta, da quel momento in poi, a vivere in Svezia come rifugiata. Attualmente è titolare di una borsa di studio presso il Dipartimento di Arte e Archeologia della School of Oriental and African Studies di Londra, oltre ad essere capo del Dipartimento di antichità nel territorio secessionista del Somaliland.
La giovane archeologa somala ha aggiunto una nota positiva all’attuale storia del Corno d’Africa, portando alla luce una dozzina di siti di pitture rupestri che potrebbero essere candidati per lo status di Patrimonio mondiale dell’Umanità. Portare alla luce la storia della sua patria è diventato il suo obiettivo principale, ha affermato Mire durante un’intervista rilasciata alla BBC.
Avendo vissuto a Mogadisho parte della sua infanzia, Mire ricorda chiaramente ciò che si prova a vivere in un territorio di guerra, così come il suono della prima bomba ma, nonostante ciò, aspettava con ansia il momento del suo ritorno in patria.
Il patrimonio culturale e le meraviglie archeologiche che Mire Sada e i suoi collaboratori hanno rivelato in questi ultimi anni di grandi scoperte si colmano dunque di rilevanza fortemente simbolica, soprattutto se si pensa alla storia di questo territorio, da sempre saccheggiato delle proprie risorse.
La più sorprendente delle scoperte della giovane archeologa è la vasta serie di pitture rupestri site nel piccolo centro di Dhambalin, con più di 1.000 siti che ancora devono essere inseriti sulla mappa archeologica del Somaliland.
Le pitture rupestri hanno dei colori vivaci e ben conservati nonostante si pensa risalgano a quasi 5.000 anni fa. L’Unesco non ha potuto che rilevare l’importanza che le scoperte di Mire Sada rivestono a livello internazionale ma, nonostante ciò, i siti non diverranno così facilmente patrimonio dell’umanità, per lo meno non a breve. Il Somaliland infatti, è uno stato non ancora riconosciuto dalla comunità internazionale, per questo Mari parla di “patrimonio nomade”, non riconosciuto a causa della grave situazione che ancora imperversa nel paese.
La giovane archeologa non manca di ricordare quanto sia difficile lavorare in un territorio ancora disseminato di bombe, di mine-antiuomo e di serpenti che si aggirano nei territori del sito. Ella però ribadisce con fermezza della necessità di tutelare i siti archeologici appena scoperti, fare in modo che la popolazione sia cosciente del loro valore e soprattutto, che si rimpossessi della propria storia e della propria cultura, che vive anche attraverso queste scoperte. I siti rappresentano un patrimonio di valore nazionale inestimabile, fondamentale anche durante un periodo di così grandi conflitti, soprattutto per il potenziale che da questo può provenire. Come afferma Mari, fare in modo che in questa situazione le persone sentano di possedere qualcosa e di poterla gestire, può rappresentare una grande risorsa anche per il futuro.
Per ulteriori informazioni: http://www.africareview.com
Parole chiave : archeologia, bombe, Corno d'Africa, guerra civile, mine-antiuomo, Mire Sada, Mogadisho, patrimonio culturale, patrimonio nomade, pitture rupestri, scoperte, sito, Somalia, Somaliland, UNESCO
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22 settembre 2011
“Les ateliers pARTage (LAP1) : L’art crée du lien”
Africa e Mediterraneo e Lai-momo erano presenti venerdì sera 16 settembre all’inaugurazione della mostra “Les ateliers pARTage (LAP1) : L’art crée du lien” tenutasi a Watermael-Boitsfort, un quartiere alla periferia di Bruxelles, organizzata dal centro culturale La Vénerie.
Di fronte a una folla di abitanti
del posto, gli artisti Blaise Patrix e Michel Gelinne hanno presentato il progetto “Les ateliers pARTage 1”, co-finanziato dalla Commissione Europea, e hanno aperto le porte all’installazione situata al centro della piazza di Watermael-Boitsfort,
La mostra è il frutto del lavoro svolto durante laboratori fotografici tenuti da Michel Gelinne all’interno del quartiere da marzo a giugno 2011. A ogni partecipante (adulti e ragazzi) era stata data una macchina fotografica e ognuno era stato seguito nel percorso di apprendimento dell’arte fotografica in uscite di gruppo mirate ad esplorare e scoprire i luoghi dell’area urbana, un modo originale per riappropriarsi degli spazi abitativi e del mondo circostante.
All’interno di una struttura cubica formata da teli cerati stampati con dettagli delle fotografie realizzate, dall’aspetto di una casa, c’era la proiezione di tutte le fotografie scattate durante i laboratori e un rullo di una tela luminosa sul quale era stampato un collage delle foto.
Una piacevole sensazione era data dall’entrare nell’installazione assieme ai residenti di Watermael-Boitsfort e ascoltare i loro commenti di fronte alle immagini di luoghi da loro conosciuti.
- “Dove si trova quello stabile?”-
- “Ma è l’edificio abbandonato che si trova in quella via.”
- “…ma guarda! Quello è il pollo di gomma che vendo nel mio negozio!”.
L’obiettivo del progetto di creare opere d’arte nelle quali le persone si possono riconoscere è stato centrato in pieno. La visita della mostra faceva immergere lo spettatore nell’atmosfera del quartiere e il contatto con quella porzione di società lo faceva quasi sentire parte di quel mondo. Pur non conoscendo quella specifica realtà il visitatore poteva sentire di condividere un territorio attraverso l’arte.
La mostra è rimasta aperta al pubblico nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 settembre.
Il progetto LAP1 prevede in futuro le seguenti mostre che esibiranno i lavori artistici tenuti dagli altri partner del progetto:
- 7 e 8 ottobre a Oulu, Finlandia, organizzata da Kulttuurivoimala – Culture Power Station Ry
- 22 ottobre a Calderara di Reno, Italia, organizzata da Lai-momo soc. coop.
Inoltre a maggio 2012 si terrà un convegno finale del progetto a Bruxelles, nel quale verrà presentato il progetto, la sua realizzazione e i risultati raggiunti.
Un altro progetto da menzionare è il Projet Shakespeare, un progetto socio-artistico portato avanti da La Vénerie e presentato in seguito alla presentazione di Les ateliers pARTage all’Espace Delvaux (sede di La Vénerie). È stato proiettato un filmato che raccoglieva momenti di quotidianità ripresi durante laboratori di drammaturgia, teatro, canto, sartoria teatrale, effettuati nel corso del 2010 e 2011 dagli operatori di La Vénerie, indirizzati ai gruppi di cittadini più ai margini della società come anziani, disabili, minoranze etniche. Questi percorsi formativi e soprattutto comunitari si sono poi uniti in un unico spettacolo conclusivo aperto al pubblico.
Paola Martini
Parole chiave : arte sociale, Ateliers partage, belgio, Blaise Patrix, Bruxelles, Calderara di Reno, Commissione Europea, condivisione, Finlandia, fotografia, gruppo, immagini, installazioni, Kulttuurivoimala, la venerie, laboratori artistici, Lai-momo, Les ateliers pARTage, luoghi, Michel Gelinne, minoranze, Oulu, projet Shakespeare, società, spazi abitativi, TAG: Les ateliers pARTage, teatro, Watermael-Boitsfort
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LES LARMES DU CIEL D’AOUT / LACRIME DEL CIELO D’AGOSTO di Aristide Tarnagda regia Ados Ndombasi con Muguy Kalomba, Loic Bescond, Starlette Mathata, Marithe Mitongo musica Loic Bescond disegno luci Wedou Wetungani produzione WAATO -BALABALA.
È iniziata sabato 17 settembre l’undicesima edizione del festival Tramedautore che da molti anni rappresenta oramai uno degli eventi più importanti del settembre milanese. Questa volta Tramedautore, ribattezzato per questa XI edizione Tramedafrica, si delinea attraverso due grandi momenti storici che hanno segnato l’intenso rapporto tra l’Europa e il Continente Africano: cinquant’anni dopo le indipendenze dei diversi stati e vent’anni dopo la fine dell’Apartheid in Sudafrica.
Il festival, organizzato da Outis, ha dal 2009 come protagonista l’Africa e la sua storia, raccontata attraverso il teatro dall’“Intelligenza africana che vive in Lombardia”, che coglie l’occasione per presentare e raccontare il proprio lavoro al pubblico attraverso la letteratura, la danza e la musica.
Questa nuova edizione del Festival è inoltre coronata da un’importante iniziativa che vede come protagonisti i migranti africani in Italia: Carovana4Africa, attraverso un progetto promosso dall’associazione socio-culturale Sunugal, presenta il concerto di Baba Sissoko, polistrumentista del Mali (domenica 18) accompagnato dagli African Griot; a questo si aggiunge uno spettacolo di danza di Mama Diop, ballerina e coreografa senegalese (sabato 17); incontri tematici; uno spettacolo sul turismo responsabile e altro ancora.
Per maggiori informazioni: http://tramedafrica.outis.it
Parole chiave : african griot, Apartheid, baba sissoko, Festival, mama diop, milano, outis, teatro, Tramedafrica, Tramedautore
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Il progetto finanziato dall’Ue “Euromed Heritage IV”, ha posticipato la data di scadenza per la partecipazione al concorso “Crossing Viewpoints: Mediterranean cities as spaces of socialisation”; una competizione fotografica alla quale possono partecipare tutti i fotografi appartenenti a uno dei Paesi dell’area del Mediterraneo, nonché i cittadini dei paesi membri dell’Unione europea.
La nuova data di scadenza per la presentazione dei lavori si protrae fino al 15 ottobre 2011. Il concorso ha come obiettivo principale quello di promuovere il patrimonio culturale dell’area Euro- Mediterranea, sensibilizzando l’opinione pubblica e favorendo una maggiore consapevolezza della propria eredità culturale.
Per maggiori informazioni: www.enpi-info.eu
Parole chiave : Concorso, crossing viewpoints, enpi, Euromed Heritage, fotografia, Mediterraneo, Ue
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15 settembre 2011
Les Ateliers pARTage – Il capolavoro di Blaise Patrix
Gli “Ateliers pARTage” sono la vera opera dell’artista Blaise Patrix. Patrix è un artista francese di lunga esperienza, ha vissuto moltissimi anni in Africa francofona svolgendo la sua attività artistica, e da tempo vive a Bruxelles praticando soprattutto la pittura. Ma il suo capolavoro secondo me sono gli Ateliers pARTage, progetti di arte sociale durante i quali riesce a fare lavorare insieme persone che vivono nella stessa città ma non si sono mai parlate, i bambini di un quartiere che hanno sempre voglia di mettersi in gioco, adulti arrivati da continenti diversi che si ritrovano insieme nell’Europa della migrazione.
Così può capitare che i ragazzi che stazionano nei corridoi della metropolitana di Bruxelles lavorino assieme ai viaggiatori che tante volte passando li hanno guardati con inquietudine, o che gli abitanti di una strada passino diversi pomeriggi a colorare i pannelli che dovranno abbellire un palazzo degradato della loro via.
La sua tela sono i quartieri delle città, i pennelli e colori sono la sua instancabile voglia di dialogare, l’entusiasmo sempre nuovo, e la pazienza con cui tesse relazioni con gli attori sociali del luogo, prima dell’evento in cui si fa la pittura concreta.
Ne nascono coloratissimi pannelli, che poi vengono allestiti sui muri dei luoghi pubblici vissuti dalle persone che li hanno fatti, in modo che siano riconosciuti, apprezzati e di solito mai vandalizzati.
Il lavoro che Blaise ha svolto in questi anni ha finalmente avuto un riconoscimento da parte della Commissione Europea, nel programma Cultura, una fonte di finanziamento caratterizzata da una altissima concorrenza, essendo sempre più “battuta”, non solo dalle associazioni culturali, ma anche da parte delle principali istituzioni culturali europee.
A Bruxelles venerdì sarà inaugurata la prima mostra del progetto europeo “Les Ateliers pARTage” (LAP1).”
“Les Ateliers partage (LAP1) : L’art crée du lien”
Bruxelles presso la place Keym, dal 17 al 18 settembre 2011
Vernice: venerdì 16 settembre, ore 18.30
Visite: sabato 17 settembre, ore 10.00 – 18.00
Domenica 18 settembre, ore 9.00 – 19.00
www.lavenerie.be
Dal comunicato stampa: Gli artisti Blaise Patrix, direttore artistico del progetto LAP1, e Michel Gelinne, contribuiranno a valorizzare, attraverso una mostra fotografica, i lavori artistici proposti dagli abitanti di Watermael-Boitsfort.
Durante l’evento sarà possibile ammirare le opere dei diversi artisti che hanno partecipato a originali laboratori creativi, conferendo ampia visibilità agli stessi e dando vita ad un avvenimento inclusivo.
L’evento presentato fa parte del progetto “LES ATELIERS PARTAGE 1 – phase initiation” (LAP1), co-finanziato dal Programma Cultura della Commissione Europea. Lai-momo partecipa al progetto in collaborazione con il Centro Culturale La Vénerie (Belgio), Kultuurivoimala – Cultura Power Station (Finlandia), sotto la guida di SMartBe ASBL (Belgio).
Il progetto LAP 1 promuove la partecipazione e l’integrazione delle arti nel tessuto sociale. L’originalità della metodologia del progetto sta nel coinvolgimento di artisti al fine di creare opere d’arte visuali collettive (video, pittura, fotografia) durante laboratori creativi che prevedono la partecipazione attiva del pubblico, includendo gruppi vulnerabili e minoranze. L’esposizione di queste opere permette quindi di dare visibilità all’impegno e al riconoscimento personale nel processo di crescita di una società coerente, tollerante e inclusiva.
Lo svolgimento del progetto si caratterizza da 3 eventi internazionali tra settembre e novembre 2011, nei quali ogni organizzatore presenta le proprie opere artistiche prodotte. Un forum internazionale organizzato all’Espace Delvaux chiuderà a maggio 2012 il progetto.
Il progetto italiano espone “pitture in circolo” fatte dagli abitanti del centro e della periferia del Comune di Calderara di Reno. Il co-organizzatore finlandese proietta un video realizzato con la partecipazione degli abitanti di Meri Toppila nelle vicinanze di Oulu sulla facciata di un monumento. Il co-organizzatore belga presenta un’installazione basata su fotografie della sua città scattate da abitanti delle diverse aree (Watermael Boisfort).
Parole chiave : arte sociale, Ateliers partage, belgio, Blaise Patrix, Bruxelles, Cultura power station, evento artistico, la venerie, LAP1, Michel Gelinne, Mostra, place keym, programma cultura, SMartBe ASBL, Watermael-Boitsfort
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Dada, pseudonimo di Coex ae Qgam, è stata una grande artista Naro, pittrice, narratrice e ballerina africana, prima donna del Botswana a rappresentare la sua gente e il suo paese nel mondo. La sua arte ha celebrato la tradizione e i valori culturali del Kalahari attraverso un linguaggio visivo potente ed espressivo, dando voce alle comunità del deserto e alle donne artiste marginalizzate.
Il volume “I don’t know why I was created”, edito da Eggsson Books, casa editrice botswaniana, racconta la vita di questa artista attraverso una serie di interviste che le autrici, Ann Gollifer e Jenny Egner, hanno posto a Dada dal 2002 fino al 2008, anno della sua scomparsa. Non si tratta però solamente di un’autobiografia o di un libro-tributo, dal momento che rappresenta anche il primo tentativo nella storia dell’arte di questo paese africano di produrre un catalogo completo delle opere di un artista. Nell’opera sono infatti catalogate tutte le stampe, le mostre e la maggior parte dei dipinti di Dada.
La catalogazione rappresenta spesso per gli artisti contemporanei africani un punto debole, che porta inconvenienti dopo la loro scomparsa, con l’emergere di falsi e incerte attribuzioni. Il tutto alimentato da ambigui mercanti e sedicenti critici d’arte che approfittano della mancanza di un catalogo ufficiale e di galleristi professionali per mettere in circolo copie o falsi. Sono quindi quanto mai meritevoli per una corretta promozione degli artisti iniziative come questa di Gollifer e Egner.

Immagini tratte da "I Don’t Know Why I Was Created. Dada - Coex Ae Qgam" di Ann Gollifer e Jenny Egner, Eggsson Books, Gaborone, Botswana, 2011
Il libro sarà presentato il 24 settembre 2011 a Gaborone, Botswana
Per maggiori informazioni http://www.anngollifer.com/current_projects.html
Parole chiave : Ann Gollifer, Botswana, Coex ae Qgam, Dada, Deserto del Kalahari, Eggsson Books, Gaborone, Jenny Egner
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“Bamako&London” è una mostra fotografica itinerante nelle due città: a Londra è stata esposta dal 17 al 25 maggio 2011 e a Bamako sarà presentata dal 20 al 30 settembre 2011. I lavori esibiti, soprattutto fotografie e filmati, provengono da entrambe le città e hanno la volontà di mostrare scene di vita quotidiana a confronto, stimolando riflessioni di carattere interculturale. Il team di curatori della mostra è composto da Alioune Bâ e Diane Patrice, entrambi noti fotografi rispettivamente di Bamako e Londra, e Sophie Mew, antropologa inglese. Le opere selezione presentano momenti della quotidianità come partite di calcio, conducenti di taxi, persone che bevono te, famiglie e musicisti. Le immagini sono accompagnate da brevi testimonianze, in francese e in inglese, scritte da persone inglesi e maliane, allo scopo di mettere in relazione aspetti simili delle vite nelle due città.
Grazie all’intento di promuovere temi d’inclusione sociale e di testimoniare momenti di vita reale, la mostra è ormai considerata un progetto di carattere interculturale ed educativo. Inoltre è parte della politica della mostra favorire il più possibile le visite attraverso ingressi gratuiti e programmi di accompagnamento offerti alle comunità locali e alle scuole.
Per maggiori informazioni: www.bamakoandlondon.com
Parole chiave : Arte contemporanea, bamako, fotografia, intercultura, londra, mostre
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30 agosto 2011
António Ole nella pelle di Luanda
Il sito Art Africa del Centro de Estudos Comparatistas dell’Università di Lisbona inaugura un ciclo di riproduzioni virtuali di mostre reali, pubblicando una serie di opere del grande artista e videomaker angolano António Ole. La mostra, dal titolo “Na Pele da Cidade”, è quasi una retrospettiva delle principali opere dell’artista, visto che presenta le famose installazioni Margem da zona limite, presentate alla Biennale di Johannesburg nel 1995, i Township Walls costruiti in Germania e alla Biennale di Venezia e le bellissime foto dei muri degradati (Urban Choices I). Lo sguardo poetico di Ole si posa con compassionevole e lucida attenzione sui muri della sua città, che ne sono la “pelle”, e continua a consegnarci opere straordinarie, raccolte qui come rappresentazioni di frontiere mutevoli, indefinite, porose, dove il tempo e la storia lasciano i loro segni stratificati.
La mostra è visitabile all’indirizzo www.artafrica.info/html/expovirtual/expovirtual.php?ide=24
Parole chiave : Antonio Ole, Arte contemporanea, murales, Na Pele da Cidade
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Acquista il numero 74 sul sito dell’editore Lai-momo
Il dossier che pubblichiamo presenta alcuni approfondimenti sugli eventi socio-culturali che hanno segnato l’ultimo anno e nei quali il Senegal ha inteso interpretare un ruolo anche politico presentandosi come punto di riferimento di una visione globale e panafricana del futuro del continente e della sua proposta culturale: il Monumento al Rinascimento africano e il terzo Festival mondial des arts nègres. Queste iniziative sono approfondite e spiegate nei loro retroscena, nelle motivazioni e negli errori dagli articoli di Victoire Axiga-Dokpo e Itala Vivan.
Il dossier continua con vari approfondimenti su aspetti culturali del Senegal, con interessanti visuali storiche. Un panorama del cinema senegalese, della sua importanza nel passato con l’opera dei grandi Ousmane Sembène e Djibril Diop Mambéty così come della sua difficoltà attuale, è tracciato nell’articolo di Simona Cella.
La denuncia senza sconti dei rapper del movimento di protesta “Y en a marre” nei confronti della corruzione e dell’immobilismo della classe dirigente del Paese, così come la presa di posizione degli artisti hip hop nella vetrina mediatica del Forum sociale mondiale, tenutosi a Dakar nello scorso febbraio, sono raccontati da Fabrizio Guglielmini, assieme alla produzione degli artisti del neo ‘mbalax come Coumba Gawlo e Yossou Ndour.
Due importanti scrittori senegalesi presenti in Italia hanno dato il loro contributo a questo dossier: Cheikh Tidiane Gaye dando una personale selezione, presentazione e traduzione dei poeti senegalesi, Pap Khouma raccontando dal punto di vista di pioniere dell’immigrazione in Italia una breve storia del movimento che ha portato decine di migliaia di giovani senegalesi a spostarsi in Italia. L’integrazione linguistico-culturale di questi nuovi cittadini, con tutte le implicazioni sull’intreccio dei rapporti personali, sulla costruzione di famiglie miste, sull’educazione dei figli, è trattata dall’etnolinguista Baye Ndiaye, presidente del Centro orientamento studi africani di Milano.
Elisabetta Bevilacqua traccia una storia della presenza di scrittori senegalesi nel panorama della scrittura della migrazione in Italia, approfondendo, tra le altre, proprio l’opera di Pap Khouma, il cui libro (scritto assieme a Oreste Pivetta) Io venditore di elefanti è considerato il titolo con cui la “letteratura della migrazione” ha fatto il suo esordio in Italia.
La storia del Senegal è stata a lungo, bisogna dirlo, la storia del suo rapporto con la Francia. Un rapporto a cui la figura del poeta presidente Senghor ha dato una importante connotazione letteraria, culturale e linguistica, cosa che ha portato in eredità anche una certa ambiguità. Un’ambiguità che caratterizza la storia a fumetti Le Sénégal et Léopold Sédar Senghor, creata dallo sceneggiatore francese Saint-Michel, analizzata da Francesca Romana Paci, con un’attenzione speciale proprio alle implicazioni visive e linguistiche, spesso molto sottili, che possono essere ricondotte al complicato rapporto tra Paese colonizzato e madrepatria colonizzatrice. I fumetti sono un ottimo modo per capire il tessuto sociale di un Paese, per questo abbiamo pubblicato una tavola delle avventure di Goorgoorlou, l’anti-eroe creato dalla penna di T.T. Fons, probabilmente il più famoso e popolare personaggio a fumetti del Senegal, in quanto rappresenta l’uomo medio senegalese, disoccupato, alla ricerca costante di una piccola somma per la “Spesa Quotidiana”. Anche le tavole di Lamine Dieme, sulla passione dei bambini per il gioco del calcio, rappresentano una scena energica e scanzonata della vita sociale senegalese.
Come abbiamo detto, il Senegal è da tempo molto legato anche all’Italia, anche perché quella presente da noi è la più grande tra le diaspore senegalesi. L’articolo di Anna Casella Paltrinieri ripercorre la presenza dei Senegalesi muridi nella provincia di Brescia, dove questa confraternita ha creato un centro per il culto che, se in passato è stato occasione di dialogo interculturale e interesse reciproco con le istituzioni locali italiane, negli ultimi anni è diventato pretesto per polemiche sulla sicurezza da parte di alcuni partiti, senza che da parte della comunità senegalese si sia riusciti a dare un’adeguata risposta.
Parole chiave : Africa e Mediterraneo, Anna Casella Paltrinieri, Baye Ndiaye, Cheikh Tidiane Gaye, Elisabetta Bevilacqua, Fabrizio Guglielmini, Francesca Romana Paci, Immigrazione, Itala Vivan, Lamine Dieme, Pap Khouma, Senegal, Simona Cella, T.T. Fons, Victoire Axiga-Dokpo
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Da mercoledì 5 a sabato 8 ottobre 2011 si terrà la quarta edizione del Festival internazionale del fumetto di Algeri (FIBDA), diventato ormai un evento imperdibile e un importante punto di riferimento per il fumetto africano, visto che nelle edizioni passate hanno partecipato molti autori dal continente.
Proprio grazie a questo festival il fumetto algerino ha avuto un grande slancio, è uscito dall’anonimato e ha avuto una vera e propria rinascita, rivelando al mondo intero un gran numero di talenti fino ad allora inespressi e troppo “ghettizzati”. Attraverso l’utilizzo di diverse lingue e diversi generi, il promettente fumetto algerino si affaccia così al grande pubblico, permettendo la scoperta di una scena poco conosciuta ma ricca di idee e spunti molto interessanti, come dimostra la scelta del tema della prossima edizione, il cui slogan sarà “fumetto di pace”. La decisione di privilegiare e di insistere su una cultura della pace attraverso l’utilizzo della forma espressiva del fumetto, sarà un importante veicolo per nuove relazioni umane non solo a livello locale ma anche regionale e globale. Gli organizzatori insistono sulla necessità di costruire una nuova visione della pace basata sui valori universali di rispetto per la vita, libertà, giustizia,solidarietà, tolleranza, diritti umani e uguaglianza tra uomo e donna.
Sarà inoltre indetto un concorso multidisciplinare con varie categorie:
- Concorso per manifesti
- Concorso per ragazzi (12-18 anni)
- Concorso per giovani talenti (18-35 anni)
- Concorso nazionale ed internazionale per fumettisti professionisti
Ulteriori approfondimenti, oltre al regolamento e l’iscrizione al concorso, sono disponibili sul sito web dell’evento.
Prossimamente sarà online anche il programma delle quattro giornate, per ora non disponibile in forma dettagliata.





