Inkanyiso è il titolo della mostra monografica di Zanele Muholi che include tre nuovi cicli fotografici – nuovi ritratti delle serie ancora aperte Faces and Phases (2010-11), Beulahs (2007-10) e Transfigures (2010-11) – più il documentario Difficult Love (2010). Con questa mostra l’“attivista visuale” Muholi – come lei stessa ama definirsi – continua il suo lavoro sulle minoranze sessuali presentando nuove serie di ritratti in bianco e nero dedicati alle comunità omosessuali nere di Sudafrica, Botswana e Svezia. Il documentario Difficult Love, che ha già collezionato diverse partecipazioni a festival di tutto il mondo ma che per la prima volta viene presentato in una galleria d’arte, offre inoltre una prospettiva personale sulle sfide che devono affrontare le donne omosessuali nel Sudafrica d’oggi.
Zanele Muholi è nata a Umlazi, Durban nel 1972 e vive a Città del Capo. Ha studiato fotografia al Market Photo Workshop in Newtown, Johannesburg. Nel 2009 è stata la Ida Ely Rubin Artist-in-Residence al Massachusetts Institute of Technology (MIT) e ha vinto il Casa Africa and Fondation Blachère awards ai Rencontres de Bamako – Biennale africana di fotografia.

Vredehoek, Cape Town, 2011 Silver gelatin print Image size: 76.5 x 50.5cm Paper size: 86.5 x 60.5cm Edition of 8 + 2AP. © Muholi/Stevenson

Gaborone, Botswana, 2010 Silver gelatin print Image size: 76.5 x 50.5cm Paper size: 86.5 x 60.5cm Edition of 8 + 2AP. © Muholi/Stevenson
Parole chiave : Arte contemporanea, comunità omosessuali, fotografia, Sudafrica, Zanele Muholi
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Conrad Botes. Secret Language II. 2005. Lithograph, composition: 17 11/16 x 14 15/16" (45 x 38 cm). Publisher and printer: The Artists’ Press, White River, South Africa Edition: 30. The Museum of Modern Art. General Print Fund. © 2011 Conrad Botes
Il MoMA di New York ospiterà fino al 29 agosto Impressions from South Africa, 1965 to now, mostra collettiva di artisti sudafricani che presenta opere di vario genere quali poster, copertine di fum
etti, serigrafie, elaborazioni fotografiche, ecc. La scelta di dedicare la mostra a una produzione artistica più vicina al mondo delle arti applicate che ai media canonici non è però casuale e rispecchia invece la situazione degli ambienti artistici sudafricani all’epoca dell’Apartheid, quando le opportunità nel mondo dell’arte non erano le stesse per tutti.
In questo contesto il printmaking e i settori ad esso collegati, grazie alla disponibilità di formati flessibili, trasportabili e relativamente economici, ha rappresentato un punto fondamentale nello scambio di idee e nella promulgazione della resistenza politica.
Tra le opere incluse nella mostra sono esposti alcuni lavori di William Kentridge, Conrad Botes e Anton Kannemeyer.
Parole chiave : Anton Kannemeyer, Arte contemporanea, Conrad Botes, Fumetto, Sudafrica
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28 luglio 2011
Cucire relazioni, al femminile
A volte succede. Anzi, succede spesso, che siano le donne a realizzare i passi fondamentali verso una convivenza tra culture costruttiva e arricchente per tutti.
E spesso succede in provincia, dove gli incontri quotidiani faccia a faccia davanti a scuola, al parco o a fare la spesa fanno sì che tra donne si stringano relazioni che superano tutti i pregiudizi.
A Granarolo, tutto ha avuto inizio da una semplice richiesta da parte di alcune cittadine straniere, desiderose di investire il proprio tempo per imparare qualcosa di pratico, utile nella vita di tutti i giorni e, nello specifico, per apprendere le tecniche di base del cucito (rammendare, attaccare un bottone o una chiusura lampo).
E la richiesta, accolta dall’operatrice di Punto Migranti (lo sportello per cittadini stranieri organizzato dalla coop Lai-momo), è stata trasmessa all’associazione “Donne Insieme”, alla “Banca del Tempo” e al centro sociale “Il Roseto” che hanno messo in gioco le loro competenze, disponibilità e voglia di fare perché la semplice richiesta diventasse un corso reale.
In breve ecco quindi prendere vita un corso di cucito che si è tenuto presso il centro sociale “Il Roseto” per sei lunedì, dai primi di aprile a fine maggio.
“Un’esperienza contagiosa di sorrisi e colori”, dice il presidente del centro sociale Remo Manferdini, mentre l’insegnante Anna Maria, che ha messo a disposizione il suo tempo e la sua professionalità, ha manifestato una grande soddisfazione e ammirazione per la bravura e l’impegno delle sue allieve.
Le signore, quasi tutte provenienti dal Marocco, ma non solo (una di loro è ivoriana), erano quasi una dozzina e hanno partecipato con entusiasmo alle lezioni, durante le quali
hanno anche realizzato dei piccoli abiti, tutti diversi, ma ognuno accomunato da una precisione non di poco conto.
Durante il corso poi, sempre in maniera estremamente spontanea, è nata l’idea, immediatamente messa in pratica, di un corso di ricamo marocchino, il Randa, che si è tenuto per alcuni mercoledì sempre presso il centro sociale.
Parole chiave : convivenza, Donne Migranti, Granarolo, Integrazione, laboratorio di cucito, randa, ricamo
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14 luglio 2011
Festival nel Deserto a Firenze
Da giovedì 21 a sabato 23 luglio l’Anfiteatro Parco delle Cascine di Firenze ospiterà il Festival au Désert/Presenze d’Africa, rassegna e laboratorio musicale multiculturale nata a partire dalla collaborazione col Festival au Désert di Essakane in Mali, considerato una delle manifestazioni musicali più importanti dell’Africa subsahariana. Quest’ultimo, organizzato sin dal 2001 dalle associazioni AITMA and EFES, trae le sue origini dalla grande tradizione delle feste tuareg che per lungo tempo rappresentarono un luogo decisionale e di scambio di informazioni privilegiato tra le diverse comunità. Nelle sue prime edizioni, il festival era costituito da danze e canzoni tuareg, poesie, corse di cammelli, giochi; poi aprì le porte ad artisti africani di altri Paesi.
Obiettivo della collaborazione tra il festival fiorentino e quello africano è “sviluppare nuove creazioni che coniughino il delicato lavoro di trasmissione delle tradizioni e tecniche strumentali africane, con le sonorità e le procedure più innovative modulate e sperimentate in occidente”.
Nelle tre serate si alterneranno sul palco musicisti africani provenienti da Mali, Senegal, Costa d’Avorio, Zimbabwe, Burkina Faso e, come ospiti, artisti italiani e internazionali.
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13 luglio 2011
Culture del Mondo: Rassegna multietnica dal 14 al 17 luglio
Da domani fino a sabato 16 luglio si terrà la rassegna Culture dal Mondo a Castenaso (BO). Un festival dove ogni sera dalle 19.00, a Casa Bondi, si terranno attività di ogni genere: esibizioni, spettacoli itineranti, atelier per i bambini, letture, cucina e proiezioni cinematografiche. Non mancheranno inoltre letture e concerti di musica etnica con ospiti d’eccezione come Nilza Costa, cantante e compositrice poliedrica, L’Accademia Do Ritmo Afroeira, nata a Bologna nel 1997 e diretta dal maestro Paolo Caruso e il gruppo bengalese di Dhar Palas e Zaman Asaduz. Riportiamo qui sotto i link al programma:
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11 luglio 2011
49° Journée Internationale de la Femme Africaine
In occasione del 49° anniversario della “Journée Internationale de la Femme Africaine”, promossa dall’ONU e dall’OUA nel 1962, l’OFAD (Organisation des Femmes Africaines de la Diaspora) promuove una giornata interamente dedicata al ruolo della donna africana in ambito socio-economico, che si terrà venerdì 15 luglio 2011 (dalle ore 13.30 alle ore 17.45), presso l’Assemblea Nazionale (Palais Bourbon), a Parigi.
In qualità di madrina d’eccezione, parteciperà alla giornata Ellen Johnson Sirleaf, attuale Presidente della Liberia. Una presenza importante quella di Ellen Johnson Sirleaf, prima donna nera al mondo divenuta Presidente di stato e prima donna ad esser stata eletta come capo di stato in Africa; una partecipazione significativa, che sottolinea l’evoluzione e la crescita del movimento di emancipazione femminile portato avanti dalle donne africane nel corso di questi anni.
L’autore del manifesto della giornata è il noto fumettista congolese Serge Diantantu, le cui opere hanno spesso grande rilevanza sociale, come “Bulambemba, mémoire de l’esclavage” e il suo ultimo libro Femme Noire, d’Afrique, d’Amérique et des Antilles, pubblicato da Caraïbéditions questo.
La storia delle donne africane non manca di figure eroiche, sapientemente presentate da Diantantu, che raccoglie le biografie di una trentina di donne di origine africana che hanno assunto rilevanza storica a livello mondiale. L’autore dedica illustrazioni a ognuna di queste “donne d’eccezione”, in modo tale che il lettore possa conoscere e scoprire il loro percorso e la loro esperienza.
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22 giugno 2011
Gasy Bulles Festival: 6-25 giugno 2011

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21 giugno 2011
Giornata mondiale del Rifugiato: la notizia da dare
Non so se questa notizia sia apparsa sui media generalisti italiani, io la trovo una notizia da breaking news. Nella Giornata mondiale del Rifugiato importanti gruppi di orientamento cristiano (non solo cattolico) hanno organizzato una veglia di preghiera per la memoria dei morti nei viaggi dell’emigrazione verso l’Europa. (Una descrizione è sul sito della comunità di Sant’Egidio. http://www.santegidio.org/index.php?pageID=2361&idLng=1062&res=1)
La veglia si intitolava “Morire di speranza”, e vi hanno partecipato migliaia di persone, ascoltando i nomi e le storie dei morti, accendendo candele, ricordando chi è morto senza un nome. Sono alcuni anni che questa veglia si tiene in Santa Maria in Trastevere a Roma, in prossimità della Giornata del Rifugiato.
Nei primi 5 mesi del 2011 si registrano già 1.820 morti in tutto il Mediterraneo, di cui 1.633 in viaggio verso l’Italia. Dal 1990 almeno 17.597 persone sono morte nel viaggio lungo le frontiere dell’Europa. Morti orribili, che hanno spesso coinvolto bambini.
Di fronte a una tragedia di queste proporzioni, così assurda e ingiusta, è necessario un grande lavoro di sollecitazione delle coscienze, di sensibilizzazione, di pressione sulla politica.
Ma è anche importante che ci sia chi, nei confronti di queste 17.597 singole, speciali, individuali tragedie, di queste 17.597 sconfitte, dimostri “com-passione” nel modo che chi ha fede ritiene importante e unico: la preghiera.
Una preghiera collettiva che mi fa venire automaticamente in mente il laicissimo “Restiamo umani” con cui Vittorio Arrigoni concludeva gli articoli.
TAG Giornata mondiale del Rifugiato, Comunità di Sant’Egidio, Morire di speranza, Restiamo umani, Vittorio Arrigoni, veglia di preghiera, morti dell’immigrazione
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Si terrà dal 22 al 26 luglio il quarto Talent campus, all’interno del Durban International Film Festival (21-31 luglio). Saranno presenti a Durban circa 50 filmmakers, provenienti da 16 stati africani — Botswana, Burkina Faso, Cameroon, Cote d’Iivoire, Egypt, Ethiopia, Ghana, Kenya, Lesotho, Mali, Nigeria, Rwanda, Swaziland, Uganda e Zimbabwe – che parteciperanno ad un intensivo programma di workshops e seminari nei primi cinque giorni del festival.
Questa quarta edizione del campus, dal tema Africa in Motion, include anche una Doc Station, riservata ai documentari, dove tre tra i talenti scelti saranno aiutati e riceveranno i consigli degli esperti prima di sottoporre i loro progetti di documentario a possibili finanziatori, editori o potenziali coproduttori all’interno del Durban FilmMart.
Monica Rorvik, direttrice del Talent Campus e vice-direttrice del DIFF, ha affermato che “il Talent Campus di Durban dà un contributo significativo alla crescita non solo delle competenze ma anche delle opportunità per i filmmakers africani. Alla giuria del festival quest’anno sono stati sottoposti molti più prodotti creati dai partecipanti al Talent Campus, e saranno proiettati all’interno del DIFF. Per molti di loro la partecipazione al campus è stato un passo per aprire la carriera a livello internazionale, come è successo ad Ariane Astrid Adoji, filmmaker camerunense il cui film è stato proiettato per la prima volta in occasione del DIFF nel 2010, e poi è stato visto ai festival di Goteborg, Dubai e a HotDocs festival, vincendo un premio al festival di Dubai. Ariane è tornata a Durban quest’anno con un nuovo progetto per il Durban FilmMart”.
Il Talent Campus è un progetto nato in partenariato tra il DIFF, il Berlinale Talent Campus e il Berlin International Film Festival, ed è supportato dall’ Ambasciata Tedesca in Sudafrica, dal Goethe-Institut, e dal KwaZulu-Natal Department of Economic Development and Tourism.
A parte il festival di Berlino, il Talent Campus è ospite anche nei festival di Buenos Aires, Guadalajara e Sarajevo, e si sta pensando ad un ulteriore campus in Giappone. Le opportunità per i talenti partecipanti si accrescono infatti attraverso la rete dei Talent Campus e attraverso la piattaforma di informazione globale della Berlinale.
Per qualsiasi informazione sul festival si può contattare tramite mail: talent@ukzn.ac.za o talent.durban@gmail.com
Il Durban International Film Festival è organizzato dal Centre For Creative Arts (University of KwaZulu-Natal) con il supporto del National Lottery Distribution Trust Fund (principale finanziatore), National Film and Video Foundation, KwaZulu-Natal Department of Economic Development and Tourism, HIVOS, City Of Durban, German Embassy, Goethe Institut, e molti altri partner.

Parole chiave : Berlinale, centre for creative arts, documentari, Durban International film Festival, Sudafrica, Talent Camp
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Africa e Mediterraneo vi invita a partecipare alla “Festa dei Popoli - Völker Festival“, in programma il 4 e 5 giugno sui prati del Talvera a Bolzano; un’iniziativa che in molte città italiane è una realtà consolidata e che quest’anno per la prima volta, anche Bolzano ospiterà.
Un incontro di festa tra diverse culture, che ha richiesto oltre un anno di lavoro da parte dei “nuovi cittadini” di Bolzano e del settore diocesano “pastorale immigrati”.
Tale iniziativa sarà un momento privilegiato di integrazione e conoscenza reciproca, dove in un contesto già di per sé bilingue e multiculturale, la cittadinanza potrà entrare in contatto con molteplici diversità culturali; saranno ben 15 infatti le nazionalità rappresentate per un programma che comprenderà musica, teatro, danza, cucina etnica, laboratori per bambini, mostre ed iniziative culturali.
Anche la nostra associazione darà il proprio contributo con la prima esposizione di tavole di fumetto realizzate in alcune scuole superiori di Bolzano e Merano, nell’ambito del progetto “Approdi. Percorsi generazionali a confronto”, grazie al quale i ragazzi hanno riflettuto sui temi di intercultura e pregiudizio per poi tradurli in piccole storie a fumetto.





