Il Centro di Arti Creative dell’Università di KwaZulu-Natal presenta, dal 17 al 21 ottobre presso il Teatro Elizabeth Sneddon di Durban, il 15° Festival Internazionale di Poesia Africana. Saranno presenti all’evento un gruppo di 20 finalisti provenienti da 12 paesi diversi. Tra l’8 e il 15 ottobre inoltre, il Poerty Festival si terrà anche in Malawi, Zimbabwe, Johannesburg e a Città del Capo.
I temi affrontati dagli autori nelle loro poesie toccano una molteplicità di argomenti e di ambiti differenti, spaziando dalla più tagliente critica sociale e politica ad un approccio più introspettivo e personale, fino ad arrivare ai poeti che rientrano all’interno del contemporaneo panorama rap e hip hop.
Da non dimenticare che il 28 novembre sempre a Durban si terrà la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COF 17), così che il 17 ottobre, nella notte di apertura del Festival, ci si concentrerà inizialmente sulle molteplici sfide ambientali e planetarie.
Il 22 ottobre ci sarà la festa di chiusura dell’evento presso il Centro BAT, sempre a Durban. Il programma ufficiale del Festival prevede l’esibizione di cinque poeti per giornata, ad eccezione della giornata finale, durante la quale sarà possibile partecipare a seminari, workshop, conferenze e tavole rotonde.
Per visualizzare il programma dettagliato del Festival rimandiamo al link
Parole chiave : Ambiente, arti creative, cambiamenti climatici, Centro BAT, Città del Capo, COF 17, Durban, Elizabeth Sneddon, International poetry festival, Johannesburg, Malawi, poesia, Zimbabwe
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Il Segretariato Generale di Dak’Art annuncia che la 10° edizione della Biennale africana di arte contemporanea DAK’ART 2012, si terrà dall’11 maggio al 10 giugno 2012.
DAK’ART è un evento artistico internazionale dedicato agli artisti visivi di nazionalità africana. Per l’edizione 2012 i principali eventi riguarderanno un’esibizione internazionale di arte contemporanea, esibizioni personali di artisti residenti in Africa o nella Diaspora, seminari e proiezioni di film sull’arte contemporanea e animazioni nel Village della biennale.
DAK’ART rimane uno dei principali punti di riferimento per chi vuole seguire il lavoro degli artisti contemporanei del continente africano.
La scadenza per inviare la propria candidatura come artista è il 5 dicembre 2011.
Per maggiori informazioni: www.biennaledakar.org/2010
Parole chiave : Africa, arte africana, Biennale, DAK'ART, Mostra, Senegal
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06 ottobre 2011
La Fiera del design e delle idee africane: Maker Faire Africa
Sarà inaugurata o
ggi la “Maker Faire Africa”, una Fiera del design e delle idee africane che darà visibilità a nuove tecnologie e opere africane create localmente con l’obiettivo di risolvere le quotidiane sfide di sviluppo, oltre che esporre numerose innovazioni, presentate direttamente dagli inventori.
Quest’anno Maker Faire Africa si terrà al Cairo, in Egitto, dove diversi “creativi” Egiziani e Africani si incontreranno per tre giorni per esibire concreti esempi di spirito di inventiva nel tentativo di far incontrare le proprie invenzioni con il mercato e con l’obiettivo principale di individuare, stimolare e sostenere l’innovazione locale.
Molto interessante anche il sito internet della fiera che, dalla sezione “Our makers”, rimanda ad un database (http://matchamaker.info) nel quale si possono trovare i profili dei vari autori creativi (suddivisi nei settori Design, Arti e artigianato e Ingegneria) e vedere le proposte della Maker Faire Africa dello scorso anno, tenutasi a Nairobi. Gioielli, occhiali con oggetti riciclati, giochi per telefono cellulare, latrine ecologiche: queste sono solo alcune delle proposte dei creativi
africani, che nella loro pagina scrivono anche quello di cui hanno bisogno (per esempio un’azienda per sviluppare l’idea, un metodo di distribuzione…etc.)
Per maggiori informazioni http://makerfaireafrica.com
Parole chiave : Africa, Arte, design, fiera, fotografia
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30 settembre 2011
The Arterial Network/DOEN Foundation Mobile Phone Film Competition
The Arterial Network e la DOEN Fundation, organizzano la “Arterial Network/DOEN Foundation Mobile Phone Film Competition”, una competizione per la selezione di una serie di cortometraggi girati con i telefoni cellulari.
La competizione è rivolta ad africani residenti in Africa e conferisce la possibilità a chiunque abbia un telefono cellulare di diventare regista per un giorno, raccontando una storia originale attraverso il proprio telefono cellulare. Il film sarà valutato da una commissione di esperti in diversi ambiti e il pubblico parteciperà attraverso la modalità di voto on-line.
Il Festival mette a disposizione quattro premi monetari per i vincitori: il primo premio prevede un ammontare di 1000 euro: il secondo premio di 500 euro; il terzo di 250 euro e un “Audience Choice Award” di 150 Euro.
Per ulteriori informazioni rimandiamo al sito www.arterialnetwork.org
Parole chiave : Arterial Network, cellulari, Competizione, cortometraggi, DOEN Fundation, Festival, film, montepremi, premio, regista, telefono
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27 settembre 2011
Rachid Koraïchi: vincitore del Jameel Prize 2011
Il Jameel Prize è il premio per l’arte e il design internazionale del valore di 25.000 sterline, assegnato a un artista contemporaneo che si ispira alla tradizione e al design dell’artigianato islamico. Quest’anno, tra i dieci artisti e designer selezionati, la mostra presenta le opere vincitrici dell’artista algerino Rachid Koraïchi.
Rachid Koraïchi ha vinto il Premio Jameel grazie al suo originale lavoro intitolato Les Maitres invisibles, che consiste in un pannello di stoffa ricamato, con incisi simboli e cifre arabe.
Il lavoro di Koraichi si combina appieno con gli obiettivi del Premio Jameel, in cui convivono sia qualità e innovazione nella progettazione che profondo rispetto dell’arte tradizionale.
La giuria incaricata di eleggere il vincitore, ha premiato la capacità di Koraichi di rendere accessibile e comprensibile a tutti la complessa tradizione spirituale e intellettuale araba, attraverso il linguaggio grafico contemporaneo.
Koraichi ha utilizzato la calligrafia araba unitamente ad un insieme di simboli caratteristici di una serie di altre lingue e culture, per esplorare la vita e le eredità di quattordici grandi pensatori dell’Islam. Il lavoro mira a dimostrare che il mondo islamico, in contrasto con la contemporanea percezione di violenza e durezza che spesso a questo è associata, ha un altro lato, pienamente evidente negli scritti di questi pensatori musulmani e di alcuni importanti poeti come Rumi e Ibnul Arabi, che mostrano al contrario la raffinatezza e la tolleranza dell’ideologia islamica.
Lo stesso Koraichi ha affermato che la sua vittoria, accolta con grande sorpresa e piacere, rappresenta più in generale l’immenso talento e la creatività degli artisti del mondo arabo contemporaneo, all’insegna dei valori della tolleranza e del patrimonio artistico culturale tradizionale.
Per maggiori informazioni: www.vam.ac.uk
Parole chiave : Abnul Arabi, arte araba, arte islamica contemporanea, artigianato islamico, design, giuria, Jameel Priza, les maitres invisibles, premio, Rachid Koraichi, Rumi, simboli arabi, tolleranza.
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26 settembre 2011
La morte di Wangari Maathai: una donna e i semi dell’utopia
Qualcuno dice di aver messo fuori la bandiera della pace, qualcun altro che pianterà degli alberi in suo onore, una donna dice di essere diventata più forte grazie al suo esempio, e tanti, quasi tutti, la chiamano “mama”. Infiniti sono i messaggi di cordoglio sulla pagina facebook di Wangari Maathai, e tanti gli “emoticons” o “faccine gialle” con gli occhi tristi o le lacrime postati sui forum di discussione come il kenyano wazua.co.ke.
Docente di veterinaria e ambientalista, Wangari Maathai, kenyana, è stata la prima donna africana ad avere ricevuto il Premio Nobel per la pace. Il 25 settembre, a 71 anni, è morta dopo una lunga battaglia contro il cancro
Nel 2004 aveva ricevuto il riconoscimento del Nobel per il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace. Ma proprio questo impegno le è costato violenze, persecuzioni e persino il carcere.
Parole chiave : belt, donna, green, joyce, lussu, maathai, movement, utopia, wangari
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26 settembre 2011
Mostra: La Relazione in Gioco 2
Da domani, 27 settembre, al 4 ottobre sarà possibile visitare, presso “Casa Frabboni” in via Matteotti 137 a San Pietro in Casale, la mostra “La relazione in gioco 2”, un progetto della Società Cooperativa Lai-momo.
L’iniziativa raccoglie i risultati e i prodotti di laboratori creativi interculturali rivolti ai genitori dei bambini di 6 scuole d’infanzia delle province di S. Pietro in Casale, Castello d’Argile, S. Venanzio di Galliera e Pieve di Cento, Distretto Pianura Est della Provincia di Bologna. I laboratori hanno visto la partecipazione di circa 100 genitori e 14 insegnanti e sono stati importanti momenti per la messa in gioco di sé e la costruzione di relazioni tra mamme.
All’interno della mostra, oltre ai prodotti dei laboratori, sarà possibile vedere anche foto rappresentative della loro realizzazione.
Gli orari di apertura della mostra sono dalle 10.00 alle 12.00 tutti i giorni, esclusa la domenica.
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Mire Sada è una giovane archeologa somala, fuggita dal caos della guerra civile all’età di 14 anni e costretta, da quel momento in poi, a vivere in Svezia come rifugiata. Attualmente è titolare di una borsa di studio presso il Dipartimento di Arte e Archeologia della School of Oriental and African Studies di Londra, oltre ad essere capo del Dipartimento di antichità nel territorio secessionista del Somaliland.
La giovane archeologa somala ha aggiunto una nota positiva all’attuale storia del Corno d’Africa, portando alla luce una dozzina di siti di pitture rupestri che potrebbero essere candidati per lo status di Patrimonio mondiale dell’Umanità. Portare alla luce la storia della sua patria è diventato il suo obiettivo principale, ha affermato Mire durante un’intervista rilasciata alla BBC.
Avendo vissuto a Mogadisho parte della sua infanzia, Mire ricorda chiaramente ciò che si prova a vivere in un territorio di guerra, così come il suono della prima bomba ma, nonostante ciò, aspettava con ansia il momento del suo ritorno in patria.
Il patrimonio culturale e le meraviglie archeologiche che Mire Sada e i suoi collaboratori hanno rivelato in questi ultimi anni di grandi scoperte si colmano dunque di rilevanza fortemente simbolica, soprattutto se si pensa alla storia di questo territorio, da sempre saccheggiato delle proprie risorse.
La più sorprendente delle scoperte della giovane archeologa è la vasta serie di pitture rupestri site nel piccolo centro di Dhambalin, con più di 1.000 siti che ancora devono essere inseriti sulla mappa archeologica del Somaliland.
Le pitture rupestri hanno dei colori vivaci e ben conservati nonostante si pensa risalgano a quasi 5.000 anni fa. L’Unesco non ha potuto che rilevare l’importanza che le scoperte di Mire Sada rivestono a livello internazionale ma, nonostante ciò, i siti non diverranno così facilmente patrimonio dell’umanità, per lo meno non a breve. Il Somaliland infatti, è uno stato non ancora riconosciuto dalla comunità internazionale, per questo Mari parla di “patrimonio nomade”, non riconosciuto a causa della grave situazione che ancora imperversa nel paese.
La giovane archeologa non manca di ricordare quanto sia difficile lavorare in un territorio ancora disseminato di bombe, di mine-antiuomo e di serpenti che si aggirano nei territori del sito. Ella però ribadisce con fermezza della necessità di tutelare i siti archeologici appena scoperti, fare in modo che la popolazione sia cosciente del loro valore e soprattutto, che si rimpossessi della propria storia e della propria cultura, che vive anche attraverso queste scoperte. I siti rappresentano un patrimonio di valore nazionale inestimabile, fondamentale anche durante un periodo di così grandi conflitti, soprattutto per il potenziale che da questo può provenire. Come afferma Mari, fare in modo che in questa situazione le persone sentano di possedere qualcosa e di poterla gestire, può rappresentare una grande risorsa anche per il futuro.
Per ulteriori informazioni: http://www.africareview.com
Parole chiave : archeologia, bombe, Corno d'Africa, guerra civile, mine-antiuomo, Mire Sada, Mogadisho, patrimonio culturale, patrimonio nomade, pitture rupestri, scoperte, sito, Somalia, Somaliland, UNESCO
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22 settembre 2011
“Les ateliers pARTage (LAP1) : L’art crée du lien”
Africa e Mediterraneo e Lai-momo erano presenti venerdì sera 16 settembre all’inaugurazione della mostra “Les ateliers pARTage (LAP1) : L’art crée du lien” tenutasi a Watermael-Boitsfort, un quartiere alla periferia di Bruxelles, organizzata dal centro culturale La Vénerie.
Di fronte a una folla di abitanti
del posto, gli artisti Blaise Patrix e Michel Gelinne hanno presentato il progetto “Les ateliers pARTage 1”, co-finanziato dalla Commissione Europea, e hanno aperto le porte all’installazione situata al centro della piazza di Watermael-Boitsfort,
La mostra è il frutto del lavoro svolto durante laboratori fotografici tenuti da Michel Gelinne all’interno del quartiere da marzo a giugno 2011. A ogni partecipante (adulti e ragazzi) era stata data una macchina fotografica e ognuno era stato seguito nel percorso di apprendimento dell’arte fotografica in uscite di gruppo mirate ad esplorare e scoprire i luoghi dell’area urbana, un modo originale per riappropriarsi degli spazi abitativi e del mondo circostante.
All’interno di una struttura cubica formata da teli cerati stampati con dettagli delle fotografie realizzate, dall’aspetto di una casa, c’era la proiezione di tutte le fotografie scattate durante i laboratori e un rullo di una tela luminosa sul quale era stampato un collage delle foto.
Una piacevole sensazione era data dall’entrare nell’installazione assieme ai residenti di Watermael-Boitsfort e ascoltare i loro commenti di fronte alle immagini di luoghi da loro conosciuti.
- “Dove si trova quello stabile?”-
- “Ma è l’edificio abbandonato che si trova in quella via.”
- “…ma guarda! Quello è il pollo di gomma che vendo nel mio negozio!”.
L’obiettivo del progetto di creare opere d’arte nelle quali le persone si possono riconoscere è stato centrato in pieno. La visita della mostra faceva immergere lo spettatore nell’atmosfera del quartiere e il contatto con quella porzione di società lo faceva quasi sentire parte di quel mondo. Pur non conoscendo quella specifica realtà il visitatore poteva sentire di condividere un territorio attraverso l’arte.
La mostra è rimasta aperta al pubblico nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 settembre.
Il progetto LAP1 prevede in futuro le seguenti mostre che esibiranno i lavori artistici tenuti dagli altri partner del progetto:
- 7 e 8 ottobre a Oulu, Finlandia, organizzata da Kulttuurivoimala – Culture Power Station Ry
- 22 ottobre a Calderara di Reno, Italia, organizzata da Lai-momo soc. coop.
Inoltre a maggio 2012 si terrà un convegno finale del progetto a Bruxelles, nel quale verrà presentato il progetto, la sua realizzazione e i risultati raggiunti.
Un altro progetto da menzionare è il Projet Shakespeare, un progetto socio-artistico portato avanti da La Vénerie e presentato in seguito alla presentazione di Les ateliers pARTage all’Espace Delvaux (sede di La Vénerie). È stato proiettato un filmato che raccoglieva momenti di quotidianità ripresi durante laboratori di drammaturgia, teatro, canto, sartoria teatrale, effettuati nel corso del 2010 e 2011 dagli operatori di La Vénerie, indirizzati ai gruppi di cittadini più ai margini della società come anziani, disabili, minoranze etniche. Questi percorsi formativi e soprattutto comunitari si sono poi uniti in un unico spettacolo conclusivo aperto al pubblico.
Paola Martini
Parole chiave : arte sociale, Ateliers partage, belgio, Blaise Patrix, Bruxelles, Calderara di Reno, Commissione Europea, condivisione, Finlandia, fotografia, gruppo, immagini, installazioni, Kulttuurivoimala, la venerie, laboratori artistici, Lai-momo, Les ateliers pARTage, luoghi, Michel Gelinne, minoranze, Oulu, projet Shakespeare, società, spazi abitativi, TAG: Les ateliers pARTage, teatro, Watermael-Boitsfort
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LES LARMES DU CIEL D’AOUT / LACRIME DEL CIELO D’AGOSTO di Aristide Tarnagda regia Ados Ndombasi con Muguy Kalomba, Loic Bescond, Starlette Mathata, Marithe Mitongo musica Loic Bescond disegno luci Wedou Wetungani produzione WAATO -BALABALA.
È iniziata sabato 17 settembre l’undicesima edizione del festival Tramedautore che da molti anni rappresenta oramai uno degli eventi più importanti del settembre milanese. Questa volta Tramedautore, ribattezzato per questa XI edizione Tramedafrica, si delinea attraverso due grandi momenti storici che hanno segnato l’intenso rapporto tra l’Europa e il Continente Africano: cinquant’anni dopo le indipendenze dei diversi stati e vent’anni dopo la fine dell’Apartheid in Sudafrica.
Il festival, organizzato da Outis, ha dal 2009 come protagonista l’Africa e la sua storia, raccontata attraverso il teatro dall’“Intelligenza africana che vive in Lombardia”, che coglie l’occasione per presentare e raccontare il proprio lavoro al pubblico attraverso la letteratura, la danza e la musica.
Questa nuova edizione del Festival è inoltre coronata da un’importante iniziativa che vede come protagonisti i migranti africani in Italia: Carovana4Africa, attraverso un progetto promosso dall’associazione socio-culturale Sunugal, presenta il concerto di Baba Sissoko, polistrumentista del Mali (domenica 18) accompagnato dagli African Griot; a questo si aggiunge uno spettacolo di danza di Mama Diop, ballerina e coreografa senegalese (sabato 17); incontri tematici; uno spettacolo sul turismo responsabile e altro ancora.
Per maggiori informazioni: http://tramedafrica.outis.it