23 ottobre 2013

Eritrea Democratica si mobilita

Ad Agrigento, città che ha dato i natali, oltre al grande filosofo Empedocle, anche al vicepremier Angelino Alfano, si è svolta una specie di cerimonia funebre, apparsa a tutti come una maldestra riparazione del fatto di essersi “dimenticati” di celebrare i funerali di stato ai morti di Lampedusa (forse, come ha notato Massimo Gramellini sulla Stampa, nei giorni scorsi le menti erano troppo occupate da un altro funerale scottante: quello di Erich Priebke).

L’aspetto più grave di quanto successo ieri è che a questa cerimonia era presente l’ambasciatore eritreo, cioè un pezzo di quello stesso Stato che ha costretto le persone annegate il 3 ottobre al largo di Lampedusa a fuggire dal loro paese a affrontare consapevolmente un viaggio pericolosissimo.

Su tanti organi di stampa si è deplorato questo fatto. Noi pubblichiamo un documento diffuso da Marco Cavallarin, collaboratore di Africa e Mediterraneo, ricercatore e attivista per la libertà dell’Eritrea.

Morti annegati, morti assassinati, morti offesi, morti derisi, morti … Cercavano la vita, hanno trovato la morte.

I Funerali di Stato per le Vittime di Lampedusa sono diventati cerimonia commemorativa nel borgo natìo di Angelino Alfano. Non più a Lampedusa, ma al molo San Leone di Agrigento-Porto Empedocle.

Senza le salme, già tempestivamente inumate. Senza le famiglie, i parenti, gli amici, ai quali non è stato reso possibile raggiungere la Sicilia dall’Italia e dall’Europa per la inutile, ormai, fretta con cui la cerimonia è stata indetta.

Senza i compagni di naufragio sopravvissuti, tenuti come prigionieri nel CIE di Lampedusa. Senza il Sindaco di Lampedusa, senza la Presidente del Parlamento, Laura Boldrini, che ha scelto di andare a una cerimonia funebre “minore”, minore ma ben più simbolica e significativa, a Mazzarino. Senza il Sindaco di Agrigento, indignato per quella che lui stesso ha definito “una farsa di Stato”. Senza Presidente del Consiglio che aveva promulgato i Funerali di Stato sull’onda della carità cristiana del momento, poi svanita quando si è fatta strada la consapevolezza che troppo complicate sarebbero state le conseguenze dell’onorare degnamente quei fuggitivi.

La cerimonia si svolge invece, visibilissima passerella, alla presenza dell’ospitale padrone di casa, Ministro degli Interni Angelino Alfano. E dell’ambasciatore eritreo, rappresentante del governo dittatoriale e sanguinario che ha costretto quei morti e quei sopravvissuti alla fuga dall’Eritrea, paese prigione, paese mattatoio. Insieme all’ambasciatore una schiera di funzionari consolari eritrei, e sedicenti amici dell’Eritrea che in questi giorni, come sempre, a Lampedusa, come altrove, hanno compiuto sistematica opera di schedatura dei sopravvissuti perché in patria se ne possano ricattare le famiglie. Cosa ci fa con questa gente la Ministra Kyenge?

Dall’Eritrea quelle persone sono fuggite, consapevoli del rischio che correvano. Al molo turistico San Leone quell’ambasciatore cerca di riabilitare davanti al mondo l’immagine del suo governo, di renderlo ancora appetibile ai trafficanti di armi, di violenza e di organi umani.

Venerdì 25 ottobre, a Roma, in Piazza di Montecitorio, alle 10 del mattino

avrà inizio un presidio promosso dal Coordinamento Eritrea Democratica, organismo che si occupa delle violazioni dei Diritti Umani e del passaggio alla Democrazia in Eritrea. Una delegazione sarà ricevuta nel pomeriggio dall’on. Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, insieme a numerosi parlamentari democratici.

Marco Cavallarin

Trackback url: https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/eritrea-democratica-si-mobilita/trackback/

.

16 ottobre 2013

Un secolo di immigrazione a fumetti: a Parigi la mostra “Albums”

Al Musée de l’histoire de l’immigration di Parigi è stata appena inaugurata la mostra Albums – Bande dessinée et immigration. 1913-2013, che sarà aperta al pubblico fino al 27 aprile 2014.

Con più di cinquecento opere in esposizione tra carte e documenti originali, tavole, bozzetti, film di animazione, interviste video e  fotografie, la mostra prende in considerazione il fenomeno migratorio visto attraverso l’arte di 117 fumettisti.

Il percorso comincia da Goscinny e Uderzo, padri dell’eroe nazionale Asterix, che hanno avuto entrambi una storia di migrazione e finisce con gli autori africani residenti in Francia come rifugiati politici.

Anche un po’ di Africa e Mediterraneo sarà a Parigi, tra le opere esposte infatti vi segnaliamo:

  • alcune tavole originali di Une éternité à Tanger di Eyoum Ngangué e Fustin Titi (Africa e Mediterraneo, 2004);
  • la proiezione su schermo della storia Le voyage di Paul Assako Assako, tra i vincitori del premio Africa e Mediterraneo 2007/2008.

Trackback url: https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/un-secolo-di-immigrazione-a-fumetti-a-parigi-la-mostra-albums/trackback/

.

08 ottobre 2013

Inizia oggi il Festival Internazionale del Fumetto di Algeri

Il fumetto africano, o meglio l’identità africana dei fumetti ha una storia relativamente recente. Fino all’Ottocento i fumetti che si ritrovavano nelle colonie in Africa provenivano prevalentemente dai paesi colonizzatori, come la Francia. Ciò nonostante, il fumetto africano oggi non può essere ridotto alla semplice colonizzazione culturale da parte di paesi occidentali, nonostante ci sia come dappertutto uno scambio e un interesse per il fumetto europeo (Gulp!… un fumetto africano? di Massimo Repetti).

A dimostrazione di una sempre maggiore vitalità nella scena del fumetto africano, segnaliamo il Festival International de la Bande Dessinée d’Alger, giunto quest’anno alla sua sesta edizione. Il festival è aperto ad artisti di tutto il mondo ma costituisce attualmente una vetrina molto importante per gli autori africani. Tra gli artisti selezionati per il concorso legato al festival troviamo 13 autori che in passato hanno partecipato ad Africa Comics, il progetto di Africa e Mediterraneo per la promozione e la diffusione del lavoro dei fumettisti africani in Europa.

Congratulazioni a:

Benjamin Kouadio

Ndrematoa

Japhet Miagotar

Albert Tshisuaka

Al’Mata

Aimé Guigma

Kaboré Timpousga

Landry Kamdem

Jérémie Nsingi

Joshua Okoromodeke

Didier Viodé

Kokouvi D. Anthony

Asimba Bathy

Trackback url: https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/inizia-oggi-il-festival-internazionale-del-fumetto-di-algeri/trackback/

.

03 ottobre 2013

Il cimitero Mediterraneo

Immagine tratta da "Un'eternità a Tangeri", Faustin Titi, Eyoum Ngangué (Lai-momo, 2007)

La tragedia che si è consumata questa notte a Lampedusa ha proporzioni numeriche così grandi che la politica e i media non hanno potuto ignorarla. Le immagini e le interviste radiofoniche delle soccorritrici in lacrime ci trasmettono l’enormità del dolore e della disperazione che hanno visto in quel tratto di mare.

Ma questa è solo una delle infinite storie del Mediterraneo di questi anni: annegamenti, rovesciamenti di barche, violenze degli scafisti, famigliari che si perdono per sempre, bambini che muoiono soli nel loro terrore… Jose’ Angelo Oropeza, Direttore del Coordinamento Mediterraneo OIM, ha recentemente fatto il numero di 25.000 morti negli ultimi 20 anni.

Pubblichiamo qui il documento diffuso oggi dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, che condividiamo.

Basta vittime innocenti nelle continue tragedie nel Mediterraneo

L’Unione europea riveda la sua politica sul monitoraggio delle frontiere esterne, sul soccorso in mare e sulla gestione delle emergenze umanitarie

L’ennesima tragedia accaduta oggi a Lampedusa, al pari delle altre che si ripetono continuamente nel Mediterraneo, non deve essere considerata una tragica fatalità .Essa chiama in causa le evidenti gravi responsabilità della politica dell’Unione Europea e dell’Italia sull’immigrazione e sull’asilo.

L’Europa da anni pone in atto politiche di contrasto del traffico dei migranti, impegnando massicce risorse economiche e l’utilizzo di forze di polizia mentre non vengono adottate adeguate misure per la realizzazione di un più efficace monitoraggio delle presenze delle imbarcazioni di migranti nel Mediterraneo e nel canale di Sicilia.

Vanno, percio’, riviste profondamente le politiche dell’Unione sulla gestione delle crisi umanitarie ai suoi confini e sulla gestione degli interventi di soccorso verso i migranti in mare o alle frontiere esterne terrestri.

L’ASGI chiede:

– un più efficace monitoraggio delle presenze delle imbarcazioni di migranti nel Mediterraneo e nel canale di Sicilia, in particolare al fine di realizzare misure di soccorso efficaci e coordinate a livello comunitario;

programmi a livello europeo di aiuto umanitario nei confronti di migranti e profughi che si trovino nei paesi di transito, oltre che di piani d’azione di tutela dei diritti umani e di gestione delle politiche migratorie e dell’asilo in paesi terzi fortemente interessati dal transito di migranti verso l’Unione europea, piani di azione gia’ previsti dal Programma di Stoccolma;

una nuova politica dell’Italia e dell’Unione europea nella realizzazione di canali umanitari e di adeguati programmi di reinsediamento di rifugiati che si trovano in condizioni di gravissimo pericolo nei paesi in transito, costretti a raggiungere l’Europa (dove spesso vivono famigliari e parenti) servendosi dell’unico canale realmente disponibile, ovvero le organizzazioni criminali internazionali che proliferano proprio sulle carenze delle politiche dell’Unione sulla materia.

L’ASGI esprime cordoglio per le vittime, ma anche sdegno per le dichiarazioni irresponsabili di taluni esponenti della Lega Nord che, a soccorsi ancora in corso, della sciagura avvenuta fanno mezzo di propaganda politica infamante e disonesta intellettualmente.

A.S.G.I. – Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione

Contatti 39.0432.507115 – 3470091756 –  info@asgi.itwww.asgi.it, twitter @asgi_it

Trackback url: https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/il-cimitero-mediterraneo/trackback/

.

01 ottobre 2013

Esiste ancora qualcosa di gratis: i corsi di italiano L2!

Al via il nuovo Piano Distrettuale di diffusione della lingua italiana: corsi di L2 per cittadini stranieri adulti nei Comuni del Distretto di Pianura Est

Foto di Simona Hassan

L’insegnamento della lingua italiana a migranti adulti assume ogni anno un carattere più strutturato: si è capito, infatti, che è necessario affinare le metodologie didattiche, di intervento e le modalità d’approccio in base al tipo di discenti che ci si ritrova seduti in classe.

Tantissime sono le variabili da tenere in considerazione: dalle possibilità e competenze comunicative, al livello di scolarizzazione pregresso, dalle provenienze geografiche e culturali, al genere e all’età, dalle storie di migrazione alle prospettive del processo migratorio.

L’obiettivo, inoltre, non è solo quello di facilitare l’apprendimento, ma anche di agevolare le relazioni e i momenti di scambio, con l’obiettivo di rendere sempre più concreta l’integrazione nel territorio.

Senza contare che, in numerosi contesti territoriali, si sta cercando, attraverso azioni di sperimentazione, di facilitare la possibilità di accedere alle certificazioni, necessarie ai fini normativi per la permanenza dei cittadini di origine straniera sul suolo italiano (Accordo di integrazione, ex Carta di Soggiorno, etc).

Questo il quadro all’interno del quale opera la società cooperativa Lai-momo, nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda.

E così, come avviene ormai da anni, anche per l’a.s. 2014-2013 il Distretto di Pianura Est della Provincia di Bologna, insieme alla società cooperativa Lai-momo propone un Piano Distrettuale, per offrire al territorio una programmazione di corsi che completi l’offerta formativa messa in campo dalle altre realtà.

Grazie al confronto puntuale tra tutti i soggetti che operano sul territorio del (Centri Sociali, Centri Territoriali Permanenti, Associazioni di Volontariato), è stato possibile costruire e rendere reale un programma di corsi di diversi livelli, in fasce orarie, giorni e periodi dell’anno differenti per coprire i bisogni di quasi tutto il Distretto.

I corsi sono promossi da:

• i 15 Comuni del Distretto socio-sanitario Pianura Est nell’ambito del Piano di Zona distrettuale per la salute ed il benessere sociale;

• il Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini Terzi 2007-2013, co-finanziato dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Interno;

• i Centri Territoriali Permanenti di Budrio e San Giovanni in Persiceto;

• l’Ancescao – Coordinamento Provinciale Centri Sociali.

Come avvenuto negli anni passati la cooperativa Lai-momo ricopre un ruolo di coordinamento della rete, di organizzazione e realizzazione della maggior parte dei corsi. Inoltre mette in campo le competenze comunicative acquisite negli anni al fine di diffondere al massimo le informazioni relative al Piano.

Qui di seguito il depliant che raccoglie i dati sui corsi.

Trackback url: https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/corsi-di-italiano-2013/trackback/

.

17 settembre 2013

Africa e Mediterraneo n.79 – Donne nella migrazione – Call for papers

Scadenza per l’invio delle proposte (400 parole massimo)4 ottobre

Scadenza per l’invio degli articoli1 novembre

La migrazione in Italia e in Europa è ormai un fenomeno consolidato e trasversale all’intera società. Tuttavia la questione migratoria è stata, spesso, principalmente letta attraverso una lente maschile, trascurando la dimensione femminile o relegandola a un ruolo subalterno: le donne migranti entravano nella discussione accademica in quanto mogli, madri, figlie di uomini migranti.

In Italia al 31.12.2011 le donne immigrate erano il 49,5% del totale disoggiornanti non UE (Dossier statistico Caritas/Migrantes, 2012) e a livello europeo esse rappresentavano il 48,71% (Eurostat) del totale dei flussi migratori del 2011. Queste donne sono lavoratrici, studentesse, professioniste che fruiscono di servizi, intessono relazioni e negoziano quotidianamente il loro ruolo di genere in bilico tra vecchie e nuove identità.

Questo dossier della rivista Africa e Mediterraneo intende approfondire le tante sfaccettature che presenta il mondo delle donne nella migrazione. Il dossier si prefigge di combinare ricerca teorico/scientifica, dati relativi alle dinamiche migratorie ed esperienze “dal basso” svolte nei luoghi in cui si vive quotidianamente l’immigrazione, per cercare di fornire una panoramica il più esaustiva possibile di un argomento quanto mai complesso.

Alcuni esempi di temi di particolare interesse:

– L’immigrazione nella riflessione sulla relazione di genere

– Prospettiva storica dell’immigrazione femminile in Italia e/o Europa

– Imprenditoria femminile

– Sfruttamento della prostituzione e tratta

– Immigrazione, genere, violenza domestica e matrimoni forzati

– Innovazione sociale, immigrazione e genere

– Sindrome Italia

– Donne e lavoro di cura

– Donne e immigrazione in Europa

– Ricongiungimenti familiari

– Migrazioni forzate e genere

Gli articoli e le proposte potranno essere inviate nelle seguenti lingue: italiano, inglese, francese e spagnolo all’indirizzo di redazione m.bignami@africaemediterraneo.it .


Women and migration – Call for papers


Deadline for the submission of abstracts (max. 400 words): 4th of October

Deadline for the submission of articles: 1st of November

In Italy and Europe, migration is now a well-known phenomenon. It crosses all aspects of society. However, analysis of migration issues have often neglected the feminine dimension conferring a subordinate role: migrant women entered the academic debate as wives, mothers, daughters of migrant men.

In Italy, migrant women were the 49.5% of total non-EU residents (Statistical Dossier Caritas /Migrantes, 2012) by 31.12.2011. At European level, migrant women accounted for 48.71% (Eurostat) of the total migration flux of 2011. These women are workers, students, professionals who use services, create relationships and negotiate their gender role between old and new identities.

Africa e Mediterraneo is seeking for papers that analyze ithe complexity of women in migration. The dossier aims to combine theoretical research, scientific data on the dynamics of migration and experiences on the field, to try to provide an overview as comprehensive as possible.

Possible topics:

– Migration in the discussion on gender

– The history of women’s migration in Italy and/or in Europe

– Entrepreneurship and migrant women

– Trafficking of human beings for sexual exploitation

– Migration, gender, domestic violence and forced marriage

– Social innovation, migration and gender

– Children left behind

– Female domestic worker and the chain of care

– Women and migration

– Family reunions

– Forced migration and gender

Abstracts and articles can be submitted in Italia, English, French and Spanish to the following address: m.bignami@africaemediterraneo.it .

Trackback url: https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/donne-nella-migrazione/trackback/

.

12 settembre 2013

La pubblicità la facciamo noi! Il progetto “Pubblicizziamo i valori comuni” a Vercelli

I film d’animazione sono una delle passioni dei ragazzi. Ma come è diverso costruirne uno da soli! Decidere di cosa si vuole parlare, quali devono essere i personaggi, cosa deve succedere tra loro. È questo che hanno fatto alcuni studenti della provincia di Vercelli durante il progetto Pubblicizziamo i Valori Comuni.

I ragazzi hanno prodotto dei veri e propri “corti”, lavorando insieme durante laboratori tenuti a scuola da una media-educatrice dell’associazione Africa e Mediterraneo, riflettendo sui valori comuni a tutte le religioni e al pensiero laico (l’ascolto, l’amore, il rispetto, la collaborazione e tanti altri) e poi realizzando i piccoli video attraverso la tecnica dello stop motion, basata sull’animazione di personaggi realizzati in cartoncino o tridimensionali.

Il progetto è stato realizzato negli Istituti Comprensivi “S. Ignazio da Santhià” (Santhià), “Lanino” (Vercelli) e “G. Lignana”Tronzano (sede di Bianzè).

Si è voluto realizzare anche quest’anno un’attività di Media education, per aiutare i ragazzi a prendere coscienza dell’impatto dei media nei processi di identificazione e di relazione degli individui, spingerli a una fruizione critica e costruttiva dei new media e attivare processi di cittadinanza consapevole.

Da alcuni anni questo progetto opera nel territorio secondo una moderna visione interculturale, espressione di una volontà inclusiva e dialogica nei confronti dell’altro, concentrandosi principalmente sui bisogni di informazione, allo scopo di favorire una conoscenza dei valori condivisi dalle diverse culture utilizzando strumenti efficaci e attraenti come il fumetto e la pubblicità, in grado di parlare ai più giovani con un linguaggio diretto e accattivante.

A conclusione dei laboratori didattici, sono stati realizzati 300 DVD con i video realizzati dai ragazzi e una breve guida sull’educazione interculturale e la media education nelle scuole. I DVD verranno diffusi presso le scuole coinvolte e il territorio.

Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino – Erogazione 2012.1624 del 25 settembre 2012.

Consulta o scarica la breve guida sull’educazione interculturale e la media education:

Trackback url: https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/valori-comuni-2013/trackback/

.

03 settembre 2013

Il progetto “Screens – Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio visti dal Sud” continua con i laboratori di fotografia realizzati dai nostri partner del Sud

Primo giorno di workshop a Vittoria, in Sicilia

Baudouin Mouanda viene dalla Repubblica del Congo ed è uno dei fotografi più attivi nella documentazione della situazione del suo paese. In questi giorni sta lavorando in tre luoghi europei “di frontiera”, per scattare foto e raccontare nuove storie, lavorare con i fotografi locali e i giovani delle associazioni, e consegnare una sua visione della “terra dei sogni” che è l’Europa per gli africani. È stato invitato da Africa e Mediterraneo nell’ambito del progetto europeo “Screens – Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio visti dal Sud”, per il ciclo di incontri e seminari di scambio Nord- Sud previsti nei tre paesi partner: Ungheria, Malta e Italia.

Baudouin Mouanda, che è presidente del Collettivo di fotografi Génération Elili, è accompagnato nel suo tour europeo da Jeanne Mercier, co-fondatrice di Afrique in visu, prima piattaforma partecipativa dedicata alla fotografia di autori africani. Insieme stanno realizzando dei laboratori fotografici rivolti ai cittadini delle tre municipalità che ospitano gli incontri: Mátészalka (Ungheria), Siġġiewi (Malta) e Vittoria (Sicilia). I workshop offrono ai partecipanti una conoscenza teorica sulla fotografia per poi guidarli nella realizzazione di un reportage e di un lavoro collettivo sui luoghi di interesse visitati durante le uscite in programma.

I workshop vogliono anche essere un’occasione di incontro e confronto tra i partecipanti e gli esperti del Sud, chiamati ad affrontare diversi temi, dagli Obiettivi del Millennio alle tematiche più spinose dell’immigrazione e dell’emigrazione, un’occasione per riflettere e condividere le proprie esperienze esplorando il linguaggio artistico dell’immagine e della fotografia.

Le attività, infatti, si concluderanno con la visita dei centri di accoglienza per rifugiati che hanno sede nei tre paesi partner del progetto. L’obiettivo è di cogliere gli aspetti più salienti della vita dei rifugiati, ponendo al centro del servizio il loro viaggio e le esperienze di vita degli stessi. I fotografi cercheranno di mettere a confronto le storie dei rifugiati arrivati a Pozzallo (Sicilia) con quelle dei rifugiati arrivati a Mátészalka e Malta, oltre a quelle dei campi africani già incontrati da Jeanne Mercier e Baudouin Mouanda.

I laboratori si concluderanno il 4 settembre con l’ultima tappa siciliana dei due fotografi. A breve potremo condividerne i risultati, per ora vi proponiamo le foto dei “lavori in corso” pubblicate sulla nostra pagina Fb “Mdg Screens”.

Per avere maggiori informazioni sul progetto vi invitiamo a consultare il sito di riferimento www.mdgscreens.eu e la sua pagina Facebook: Mdg Screens.

Trackback url: https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/il-progetto-screens/trackback/

.

11 luglio 2013

Giornalismo partecipativo in Guinea Conakry

In: Media

I social network e i blog sono ormai un veicolo di diffusione rapida di notizie ed informazioni prodotte tramite il Participative Journalism. Nonostante la diffusione dei personal computer sia ancora bassa in Africa, il cellulare sta sopperendo al bisogno di “essere nei social” e a Conakry, capitale della Guinea, quasi tutti hanno un loro profilo. Twitter e Facebook sono sempre più utilizzati inoltre tra i guineani della diaspora come strumento per seguire le vicende del loro Paese d’origine.

L’Associazione italo-senegalese Assaman, fondata nel 2010 con lo scopo di diffondere le tematiche delle migrazioni e del co-sviluppo attraverso il web 2.0, ha organizzato recentemente a Conakry, in collaborazione con il network di webtv Guinée Tv1, un workshop dal tema Comunicare l’Africa con il web 2.0. Al workshop hanno partecipato 20 giornalisti di Conakry, ai quali è stata comunicata l’importanza dei nuovi media e come farne un buon uso per raccontare ad un pubblico straniero ciò che succede in Guinea. Nonostante le iniziali perplessità dei partecipanti su come si potesse trovare una notizia senza una conferenza stampa o senza essere già giornalisti, già il secondo giorno del workshop ecco farsi avanti i più intraprendenti con pezzi su argomenti legati per lo più al giornalismo sociale (lavoro minorile, mendicanti, gli effetti della stagione delle piogge, i pericoli per la salute per chi vive o lavora nelle discariche, il degrado dei grandi mercati della capitale, ecc). I frutti del lavoro dell’equipe italo guineana sono stati messi online sul sito www.guinee2013.com, “La Guinée en avant” (La Guinea guarda avanti).

Per i giornalisti guineani una nuova occasione per mettersi alla prova saranno le elezioni amministrative, rinviate dopo le tensioni tra l’opposizione e la maggioranza al 28 luglio. Riusciranno a comunicare ad un pubblico internazionale quello che veramente accade nel loro Paese senza dover passare dai media tradizionali?

(foto di Ken Harper)

Trackback url: https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/giornalismo-partecipativo/trackback/

.

13 giugno 2013

La rivista “El Ghibli” compie dieci anni

Negli ultimi anni, l’aumento di stranieri nel nostro Paese ha generato nuove forme d’espressione artistica e culturale, come ad esempio la letteratura migrante. A supporto di questo nuovo genere letterario, dieci anni fa viene fondata El Ghibli, una rivista online di letteratura della migrazione, ideata e gestita da scrittori migranti.

El Ghibli, che vuol dire “Vento del deserto”, oltre ad essere un punto di incontro virtuale, è uno spazio dedicato alla pubblicazione di opere di scrittori stranieri residenti in Italia e vuole elogiare il contributo culturale offerto dai migranti-scrittori o scrittori-migranti, superando l’opinione diffusa di considerare il migrante solo ed esclusivamente come forza lavoro.

La rivista presenta diverse sezioni ognuna delle quali dedicata ad una categoria di persone diverse: scrittori migranti che scrivono in lingua italiana o in lingua straniera, scrittori che non sono stati protagonisti di fenomeni migratori, bambini e ragazzi che vogliono scrivere sul tema del viaggio e dell’incontro.

Sabato 15 giugno alle ore 16 (presso la Biblioteca Dergano-Bovisa di Milano) si terrà un convegno dal tema “L’ibridazione è possibile”, a cui parteciparà anche Pap Khouma, direttore della rivista e autore dello storico libro Io venditore di elefanti con cui si è inaugurata la letteratura della migrazione in Italia.

Per maggiori informazioni sull’evento consultare il sito: http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/index.php

Trackback url: https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/la-rivista-el-ghibli/trackback/

.