21 aprile 2015

Uno dei tanti perché del genocidio dei nostri giorni

naufragio19-04

Le ultime tragedie del mare sembrano grida che il mondo emette sempre più forte per cercare di svegliare chi può fare qualcosa per fermare questo nuovo genocidio. Perché non si ripeta l’errore di abbandonarsi alla passività, come si fece negli anni 30 e 40 in Europa (e anche allora si sapeva).

Commentatori, analisti e persone comuni si chiedono il perché. Perché dei genitori salgono con i loro figli su barche che hanno un’altissima probabilità di affondare? Perché giovani con la vita davanti si incamminano in percorsi pericolosissimi? Perché le donne si sottopongono alla quasi certezza di essere violentate in una o più tappe di questo lunghissimo viaggio?

Il perché, lo si è detto tante volte, è che sono costretti da tante ragioni.

Una ragione di cui si dice poco è anche il fatto che spesso, anche volendo, è difficilissimo se non impossibile per loro tornare indietro.

Mauro Armanino, missionario e formatore a Niamey, diffonde ai suoi contatti e ad alcuni giornali brevi cronache dal cuore dell’Africa. Ieri ha inviato questa, in cui racconta l’odissea di due ragazzi guineani per tornare a casa.

Sandra Federici

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25 marzo 2014

Richiedenti asilo, quale accoglienza in Europa? Un incontro a Bruxelles per parlarne

42.618 arrivi irregolari di migranti nel Mediterraneo centrale e 97.207 domande di protezione internazionale in Europa tra luglio e settembre 2013 (Frontex)

484.600 richieste di asilo in Europa nel 2013 (UNHCR)

4.000 persone salvate nel Mediterraneo nella scorsa settimana e 10.000 dall’inizio del 2014 (CIR)

Nel 2014 gli arrivi di migranti via mare e le richieste di asilo sono destinati ad aumentare rispetto all’anno passato. Una delle ragioni principali è il numero immenso di rifugiati siriani che si trovano in Nord Africa e nei campi realizzati lungo la frontiera turco-siriana.

L’accoglienza dei richiedenti asilo e la necessità di programmi strutturali per far fronte a questi arrivi costituiscono un tema chiave per tutta l’Europa: occorre rafforzare il dialogo, informarsi e confrontarsi non solo a livello istituzionale, ma anche tra cittadini.

Africa e Mediterraneo discuterà di tutto questo a Bruxelles il 28 marzo durante una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni europee, di alcuni Stati membri e di operatori impegnati nell’accoglienza dei richiedenti asilo.

Scarica il programma dell’evento

Vai all’evento su Facebook

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03 ottobre 2013

Il cimitero Mediterraneo

Immagine tratta da "Un'eternità a Tangeri", Faustin Titi, Eyoum Ngangué (Lai-momo, 2007)

La tragedia che si è consumata questa notte a Lampedusa ha proporzioni numeriche così grandi che la politica e i media non hanno potuto ignorarla. Le immagini e le interviste radiofoniche delle soccorritrici in lacrime ci trasmettono l’enormità del dolore e della disperazione che hanno visto in quel tratto di mare.

Ma questa è solo una delle infinite storie del Mediterraneo di questi anni: annegamenti, rovesciamenti di barche, violenze degli scafisti, famigliari che si perdono per sempre, bambini che muoiono soli nel loro terrore… Jose’ Angelo Oropeza, Direttore del Coordinamento Mediterraneo OIM, ha recentemente fatto il numero di 25.000 morti negli ultimi 20 anni.

Pubblichiamo qui il documento diffuso oggi dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, che condividiamo.

Basta vittime innocenti nelle continue tragedie nel Mediterraneo

L’Unione europea riveda la sua politica sul monitoraggio delle frontiere esterne, sul soccorso in mare e sulla gestione delle emergenze umanitarie

L’ennesima tragedia accaduta oggi a Lampedusa, al pari delle altre che si ripetono continuamente nel Mediterraneo, non deve essere considerata una tragica fatalità .Essa chiama in causa le evidenti gravi responsabilità della politica dell’Unione Europea e dell’Italia sull’immigrazione e sull’asilo.

L’Europa da anni pone in atto politiche di contrasto del traffico dei migranti, impegnando massicce risorse economiche e l’utilizzo di forze di polizia mentre non vengono adottate adeguate misure per la realizzazione di un più efficace monitoraggio delle presenze delle imbarcazioni di migranti nel Mediterraneo e nel canale di Sicilia.

Vanno, percio’, riviste profondamente le politiche dell’Unione sulla gestione delle crisi umanitarie ai suoi confini e sulla gestione degli interventi di soccorso verso i migranti in mare o alle frontiere esterne terrestri.

L’ASGI chiede:

– un più efficace monitoraggio delle presenze delle imbarcazioni di migranti nel Mediterraneo e nel canale di Sicilia, in particolare al fine di realizzare misure di soccorso efficaci e coordinate a livello comunitario;

programmi a livello europeo di aiuto umanitario nei confronti di migranti e profughi che si trovino nei paesi di transito, oltre che di piani d’azione di tutela dei diritti umani e di gestione delle politiche migratorie e dell’asilo in paesi terzi fortemente interessati dal transito di migranti verso l’Unione europea, piani di azione gia’ previsti dal Programma di Stoccolma;

una nuova politica dell’Italia e dell’Unione europea nella realizzazione di canali umanitari e di adeguati programmi di reinsediamento di rifugiati che si trovano in condizioni di gravissimo pericolo nei paesi in transito, costretti a raggiungere l’Europa (dove spesso vivono famigliari e parenti) servendosi dell’unico canale realmente disponibile, ovvero le organizzazioni criminali internazionali che proliferano proprio sulle carenze delle politiche dell’Unione sulla materia.

L’ASGI esprime cordoglio per le vittime, ma anche sdegno per le dichiarazioni irresponsabili di taluni esponenti della Lega Nord che, a soccorsi ancora in corso, della sciagura avvenuta fanno mezzo di propaganda politica infamante e disonesta intellettualmente.

A.S.G.I. – Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione

Contatti 39.0432.507115 – 3470091756 –  info@asgi.itwww.asgi.it, twitter @asgi_it

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13 giugno 2013

La rivista “El Ghibli” compie dieci anni

Negli ultimi anni, l’aumento di stranieri nel nostro Paese ha generato nuove forme d’espressione artistica e culturale, come ad esempio la letteratura migrante. A supporto di questo nuovo genere letterario, dieci anni fa viene fondata El Ghibli, una rivista online di letteratura della migrazione, ideata e gestita da scrittori migranti.

El Ghibli, che vuol dire “Vento del deserto”, oltre ad essere un punto di incontro virtuale, è uno spazio dedicato alla pubblicazione di opere di scrittori stranieri residenti in Italia e vuole elogiare il contributo culturale offerto dai migranti-scrittori o scrittori-migranti, superando l’opinione diffusa di considerare il migrante solo ed esclusivamente come forza lavoro.

La rivista presenta diverse sezioni ognuna delle quali dedicata ad una categoria di persone diverse: scrittori migranti che scrivono in lingua italiana o in lingua straniera, scrittori che non sono stati protagonisti di fenomeni migratori, bambini e ragazzi che vogliono scrivere sul tema del viaggio e dell’incontro.

Sabato 15 giugno alle ore 16 (presso la Biblioteca Dergano-Bovisa di Milano) si terrà un convegno dal tema “L’ibridazione è possibile”, a cui parteciparà anche Pap Khouma, direttore della rivista e autore dello storico libro Io venditore di elefanti con cui si è inaugurata la letteratura della migrazione in Italia.

Per maggiori informazioni sull’evento consultare il sito: http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/index.php

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02 maggio 2011

Aperte le iscrizioni per il Youth Video Festival on Migration, Diversity & Social Inclusion

Segnaliamo l’invito rivolto ai giovani a partecipare al Festival PLURAL +, inviando materiale video sugli argomenti della migrazione, della diversità e dell’inclusione sociale.

Il festival, organizzato dallAlleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite (UNAOC) e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), ha l’obiettivo di stimolare l’impegno dei giovani verso queste tematiche importanti sia a livello locale e globale, diffondendo le loro voci  attraverso una varietà di piattaforme media e reti di distribuzione (broadcast, festival di video, conferenze, eventi, Internet, DVD) in tutto il mondo.

I giovani tra i 9 e i 25 anni sono invitati a presentare brevi video della lunghezza massima di cinque minuti, che dovranno esprimere la personale percezione dei partecipanti, e le proprie esperienze, domande e suggerimenti in tema di migrazione, diversità, integrazione e identità, mettendo in luce le loro idee su come creare una convivenza pacifica in diversi contesti culturali e religiosi.

Una giuria internazionale selezionerà tre vincitori nelle tre fasce di età, che saranno invitati a New York per la cerimonia di premiazione del Festival.

Il termine per la presentazione dei video è il 1° luglio 2011. Per tutte le altre informazioni, comprese linee guida, regolamenti, premi e modulo di iscrizione, cliccate qui.

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18 maggio 2010

23/05/2010- Documentario “Marichica foi a primeira” a Roma

email.view.related.phpEvento: Marichica foi a primeira.

Dove: Cafè Cretcheu, Roma.

Quando: 23 maggio 2010, ore 18,30.

Informazioni: Tambankaonlus (associazione onlus che si occupa della diffusione della cultura capoverdiana in Italia) presenta a Roma un documentario sulle donne capoverdiane e sul loro progetto migratorio. In particolare, il documentario si riferisce a quelle donne, che dopo aver passato una gran parte della loro vita in Italia, decidono di ritornare nel loro Paese d’origine. Interverranno inoltre, Maria de Lourdes Jesus et Marzio Marzot. Info.

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