10 febbraio 2010
7/05/2010-7/06/2010- Biennale d’arte contemporanea africana a Dakar
Evento: Dak’art 2010. La IX Biennale dell’arte contemporanea africana.
Dove: Dakar (Senegal).
Quando: Dal 7 maggio 2010 al 7 giugno 2010.
Informazioni: L’esposizione internazionale d’arte africana organizzata dal 1992 dal Segretariato Generale della Biennale di Dakar aprirà le sue porte il 7 maggio. Quest’anno il tema sarà “Retrospettive e perspettive: 20 anni d’arte contemporanea”. Non si tratta di una semplice mostra, perchè a far da contorno all’esposizione di opere, verranno organizzati dibattiti, incontri, vernissages, conferenze e spettacoli. Uno degli obiettivi della Biennale è quello di favorire la circolazione degli artisti e delle opere in Africa e nel mondo. Info.
Parole chiave : Agenda Cultura maggio 2010
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Evento: “Il tempo ritrovato”- Forme e storia dell’arte africana nella Collezione Corsi.
Dove: Museo Africano di Verona.
Quando: dal 13 novembre 2009 al 20 giugno 2010.
Informazioni: Un tuffo nella storia dell’Africa attraverso la collezione di Fabrizio Corsi. Una mostra che vuole essere un incontro tra la storia e l’etnologia. Possiamo ripercorrere infatti, attraverso le sculture africane, il passato e il presente di questo continente e poter quindi, osservare e comprendere le diversità tra le differenti regioni e come gli anni e gli scambi tra le varie culture e popolazioni abbiano contribuito a creare ciò che oggi conosciamo. Info.
Parole chiave : Agenda cultura febbraio 2010
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Evento: La libertà degli altri, la Toscana contro il razzismo, la xenofobia e le nuove schiavitù.
Dove: Nelson Mandela Forum (Ex Palazzetto dello Sport a Campo di Marte), Firenze.
Quando: 11 febbraio 2010- ore 21.
Informazioni: La CGIL Toscana, con la direzione artistica di Sergio Staino ha organizzato per l’11 febbraio una manifestazione gratuita a Firenze per celebrare il ventennale della liberazione di Nelson Mandela. Una serata d’impegno civile e musica per non dimenticare e per riflettere su temi purtroppo ancora attuali. Uno spettacolo per invitare i cittadini a ribellarsi agli attacchi di razzismo e xenofobia tutt’ora presenti nel nostro Paese. Parteciperanno alla serata artisti come Guccini, Nada, Paola Turci, Paolo Hendel, Tetes de Bois, Juan Carlos ‘Flaco’ Biondini, e Gabin Dabiré e interveranno tra gli altri, Guglielmo Epifani e Claudio Martini.
Sarà quindi, la musica lo strumento per potere parlare di politica e dei problemi sociali.
Parole chiave : Agenda cultura febbraio 2010, musica, razzismo
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04 febbraio 2010
Tre grandi africani ad Arte Fiera 2010, Bologna
Da giovedì 28 gennaio a domenica 31 gennaio 2010 a Bologna c’è stata Arte Fiera.
Ho fatto un giro all’inaugurazione, purtroppo in fretta e senza poter vedere molto, e annoto qui tre importanti artisti africani che erano presentati da gallerie di riferimento per il mercato dell’arte.
Innanzitutto c’era Pascale Martin Tayou alla Galleria Continua di San Gimignano. Vendevano pezzi della grande installazione Human Being 2007-2009 presentata dall’artista all’ultima Biennale di Venezia, nell’esposizione internazionale “Fare Mondi // Making Worlds” curata da Daniel Birnbaum.
A Venezia era una delle opere che colpivano di più i visitatori, che si fermavano a osservare le diverse parti di questa complessa costruzione. L’artista aveva voluto evocare l’architettura di un villaggio africano, con rappresentazioni video della vita e del lavoro, creando collegamenti tra forme, storie e rumori del Nord e del Sud del mondo. L’opera appariva come un disorganico reportage di contesti locali collegati in una dimensione globale, che era difficile cogliere in maniera unitaria, simultanea: per capire era necessario fermarsi e osservare, video per video, installazione per installazione, dedicandovi del tempo.
Questo spazio allo stesso tempo vitale e misterioso era abitato da piccoli gruppi di strani, piccoli personaggi, realizzati in diversi materiali, decorati con spillette, cauri e collanine. La Galleria Continua, che da tempo rappresenta Tayou in Italia, ha portato ad Arte Fiera alcuni degli abitanti di questo strano villaggio.

Pascal Marthine Tayou è nato in Camerun e ora vive in Belgio, ma viaggia continuamente nel mondo ed è uno dei vip della comunità di artisti africani rappresentati nelle principali biennali ed esposizioni.
L’importante James Cohan Gallery di New York esponeva un’installazione di Yinka Shonibare, Girl, Girl on Globe, 2009. Due bambini senza testa, vestiti con abiti tagliati in stile vittoriano ma realizzati con i tessuti “wax” tanto diffusi in Africa, si rincorrono su un piccolo pianeta terra. Hanno poco spazio per correre ma lo fanno in maniera molto sicura, sembra quasi che si muovano. Un’opera molto meno graffiante e inquietante rispetto a tante altre opere realizzate da questo brillante artista, nato a Londra da genitori nigeriani, cresciuto in Nigeria con i privilegi della classe alta a cui appartiene la sua famiglia, ritornato poi a Londra a completare gli studi.

Lui parla Yoruba e Inglese e si definisce “truly bicultural”. Nel suo lavoro, che ha avuto grandi riconoscimenti di pubblico, critica e mercato (tra l’altro, è stato nominato nel 2004 tra i finalisti del Turner Prize), esplora i temi della razza, dell’identità, delle differenze di classe, mescolando forme diverse come la scultura, la fotografia, la pittura e soprattutto l’installazione. Il tema della mescolanza tra culture e dell’ambiguità del concetto di “purezza” culturale si concentra tutto nell’uso di questi tessuti: africani nello stile e nel senso comune, ma realizzati altrove (infatti Shonibare li compra a Londra). In più, l’artista li taglia e cuce in modelli tipici dell’Inghilterra coloniale: un modo per ribadire che la cultura è una costruzione artificiale.
Infine, entrando nello stand della galleria Lia Rumma di Napoli, si poteva vedere un’opera meravigliosa di William Kentridge: un arazzo largo tre metri e mezzo e alto due e mezzo, che riproduceva una complessa costruzione dal titolo Noah: Porter Series (Géographie des Hebreux ou Tableau de la dispersion des Enfants de Noë), 2001-2005. L’opera fa parte di una serie di arazzi in cui l’artista rappresenta ombre in processione proiettate su mappe d’epoca. Tutte opere realizzate dal 2001 in poi, nelle quali Kentridge sceglie come protagoniste ombre di cavalli e cavalieri “in cerca di una terra promessa piuttosto che della Terra Promessa”, simbolo di una crociata senza speranza attraverso la storia degli uomini e dei popoli.
Camminate che si svolgono su sfondi che rappresentano la “cartografia biblica” (Egitto e Palestina). Qui la cartina, realizzata come per gli altri in lana mohair con un bellissimo punto di beige (veniva voglia di accarezzarlo per sentire la morbidezza e il calore di quel tessuto luminoso), rappresentava tutto il Mediterraneo e parte dell’Egitto. In basso era riprodotta, sempre nel tessuto (intrecciato a mano in laboratori di Johannesburg diretti da Margherite Stephens) la genealogia dei tre figli di Noè: Sem Cam e Japhet. Un’opera coltissima e profonda, preziosa e unica per la fattura e senza quelle che io chiamo facili “furberie etniche”, con un contenuto profondo e tormentato che arriva dalle origini ebraiche dell’artista sudafricano. Radici di famiglia che Kentridge sa sempre reinterpretare nell’universale disgraziata storia degli uomini sulla terra, costretti a fuggire, a migrare, a subire sopraffazioni. Una storia che Kentridge riesce sempre a fare sentire come condizione che riguarda tutti gli uomini e ogni uomo.

Dal 1997, anno della sua partecipazione alla X edizione di Documenta a Kassel, le personali di William Kentridge (Johannesburg, 1955) ospitate nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo si sono moltiplicate, a cominciare dal MCA di San Diego (1998) e dal Museum of Modern Art di New York (1999). Nel 1998 il Palais des Beaux-Arts di Bruxelles ha presentato una retrospettiva delle sue opere. Una nuova antologica, curata da Carolyn Christov-Bakargiev, è stata ospitata nel 2004 nel Castello di Rivoli e poi in molti altri musei in Europa, Canada, Australia e Sudafrica. Il 2009 ha segnato l’avvio di una nuova, grande mostra itinerante, che è partita da San Francisco e ha toccato vari musei del Texas, della Florida, il MoMA di New York, prima di passare in Europa.
Insomma, Kentridge si conferma un grandissimo dell’arte africana e su quell’arazzo ci ho proprio lasciato gli occhi.
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Parole chiave : Artefiera, Pascale Martin Tayou, William Kentridge, Yinka Shonibare
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Segnaliamo un interessante concorso di illustrazione dal titolo “Disegni al sole”, aperto ad illustratori italiani e stranieri e, nella sezione “Disegni al sole – scuole”, alle scuole primarie e secondarie di primo grado.
Il concorso si propone di valorizzare la capacità dell’illustrazione di affrontare il tema dell’incontro con altre culture.
Per l’edizione 2010, l’attenzione è rivolta al cibo e alle ricette del mondo: il cibo, è inteso come mezzo di sostentamento, come elemento culturale, specchio della situazione storica e geografica di una popolazione ed elemento principale dell’enorme faglia tra abbondanza e miseria.
La scadenza per la consegna dei lavori è il 30 aprile 2010. I premi: 500 euro per il primo premio, 300 euro il secondo e 200 il terzo.
Stranamente non esiste un sito del premio per cui per maggiori informazioni segnaliamo questa mail: valecolori@alice.it e tel. 3396780650.
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23 gennaio 2010
23/1/2010 – Bologna. Fathi Hassan in mostra alla NerA
Evento: AKKIJ. Mostra personale di Fathi Hassan.
Dove: NerA Galleria d’Arte Africana. Bologna.
Quando: Dal 23 Gennaio. Performance live dell’artista il 30/1.
Informazioni: La mostra propone una serie di opere pittoriche in tecnica mista, che racchiudono vari momenti del percorso artistico del Maestro di origine nubiana, che vive ed opera in Italia da più di vent’anni. Le scritture, i volti e gli animali simbolici rimandano e tramandano la tradizione nubiana orale. Info.
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Nonostante i tagli di Sarkozy la diplomazia culturale francese continua ad essere molto forte e visibile. Il museo Herzliya Museum of Contemporary Art (città che fa parte del distretto di Tel Aviv) sta ospitando in questi giorni una mostra che si fa notare:
Herzliya Museum of Contemporary Art is please to announce the opening of the exhibition A Collective Diary, a Contemporary African Journey. The exhibition, which opens on 9 January 2010, will encompass the entire museum, featuring photographs, video works, sculptures, collages, installations and paintings by twelve contemporary African artists, from the region stretching south of the Sahara.
In A Collective Diary, a Contemporary African Journey the curators present the results of a thoughtful exploration into contemporary African art, an almost completely obscured art in our area. This is a golden opportunity for the Israeli audience to be acquainted with art works that draw on different cultural experiences, while they address the human condition shared by all of us.
A Collective Diary, a Contemporary African Journey is a journey to the depths of the African “self” within the contemporary globalism. Each and every artist in the exhibition deals in his or hers own way with questions of identity and belonging, and in particular with national, familial, personal and individual identity, within the world of contemporary art and media.
Questi gli artisti coinvolti: El Anatsui, William Adjété Wilson, Samuel Fosso, Myriam Mihindou, Moshekwa Langa, Michèle Magema, Bili Bidjocka, Zwelethu Mthethwa, Aimé Ntakiyica, Dilomprizulike, IngridMwangiRobertHutter, Joël Andrianomearisoa.
La mostra è curata dal franco-camerunese Simon Njami e dalla curatrice franco-israeliana Mikaela Zyss, qui trovate le schede di tutti gli artisti presenti alla mostra e una descrizione delle opere presentate.
L’iniziativa è promossa da diversi sponsor, tra i quali Culturefrance, il settore culturale del Ministero degli Esteri francese. Questo dipartimento ha a disposizione finanziamenti che non sono eccessivi se paragonati ad altri settori della cooperazione ma sono abbondanti per il settore culturale, che non ha bisogno di grandi cifre per fare eventi di grande immagine e concreto aiuto agli operatori culturali. Questo contribuisce a mantenere alta l’immagine del settore culturale francese e a fornire aiuto concreto agli artisti africani. Il Ministero degli Esteri italiano non è mai stato così lungimirante…
immagine | opera di Moshekwa Langa
Parole chiave : cooperazione culturale, Culturefrance, Francia, Herzliya Museum of Contemporary Art, Israele
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22 gennaio 2010
2/2/2010 – Amsterdam. Residenza cerca artisti
Evento: Candidatura e permanenza presso la Rijksakademie.
Dove: Amsterdam.
Quando: Da Gennaio a Dicembre 2010 (candidature fino al 2 Febbraio).
Informazioni: La Rijksakademie è una residenza per artisti, con ateliers, biblioteca e una collezione di opere d’arte ed è destinata ad accogliere giovani artisti di tutti i continenti. E’ possibile inviare la propria candidatura per risiedervi da Gennaio a Dicembre 2010 fino al 2 Febbraio. Info.
Parole chiave : Agenda cultura febbraio 2010
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22 gennaio 2010
27/4 – 2/5/2010 – Harare. Festival Internazionale delle Arti
Evento: Festival Internazionale delle Arti.
Dove: Harare (Zimbawe).
Quando: Dal 27 Aprile al 2 Maggio.
Informazioni: Il Festival ha come tema ‘About Face’, ovvero il cambiamento, e vedrà la presenza di artisti di 20 paesi differenti in tutti i campi dell’arte. Ulteriori informazioni sul sito.
Parole chiave : Agenda cultura aprile 2010
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21 gennaio 2010
19/2/2010 – Liverpool. Contemporary Art and the African Diaspora

Evento: Simposio sul tema L’Arte contemporanea e la diaspora africana.
Dove: Tate Liverpool The Auditorium.
Quando: 19 Febbraio 2010, dalle 10.00 alle 17.00.
Informazioni: Artisti, curatori, storici dell’arte, critici discuteranno circa il ruolo degli artisti della diaspora africana nel quadro dell’Arte contemporanea mondiale e del Modernismo. Ulteriori informazioni sul sito della Tate Liverpool.