07 settembre 2011

LondonBamako – a collaborative exhibition of exchanges 17-25 maggio 2011 (Londra) 20-30 settembre 2011 (Bamako)

Immagini da Bamako & London. © Alioune Bâ and Diane Patrice

“Bamako&London” è una mostra fotografica itinerante nelle due città: a Londra è stata esposta dal 17 al 25 maggio 2011 e a Bamako sarà presentata dal 20 al 30 settembre 2011. I lavori esibiti, soprattutto fotografie e filmati, provengono da entrambe le città e hanno la volontà di mostrare scene di vita quotidiana a confronto, stimolando riflessioni di carattere interculturale. Il team di curatori della mostra è composto da Alioune Bâ e Diane Patrice, entrambi noti fotografi rispettivamente di Bamako e Londra, e Sophie Mew, antropologa inglese. Le opere selezione presentano momenti della quotidianità come partite di calcio, conducenti di taxi, persone che bevono te, famiglie e musicisti. Le immagini sono accompagnate da brevi testimonianze, in francese e in inglese, scritte da persone inglesi e maliane, allo scopo di mettere in relazione aspetti simili delle vite nelle due città.

Grazie all’intento di promuovere temi d’inclusione sociale e di testimoniare momenti di vita reale, la mostra è ormai considerata un progetto di carattere interculturale ed educativo. Inoltre è parte della politica della mostra favorire il più possibile le visite attraverso ingressi gratuiti e programmi di accompagnamento offerti alle comunità locali e alle scuole.

Per maggiori informazioni: www.bamakoandlondon.com

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23 aprile 2010

26-27/04/2010- Convegno internazionale sulle dinamiche interculturali a Bologna

bologneEvento: “Dynamismes Interculturels”.

Dove: Bologna.

Quando: 26 e 27 aprile 2010.

Informazioni: L’Alliance Française Délégation culturelle di Bologna organizza insieme a LICRA Italia e ai Dipartimenti dell’Università di Bologna delle Arti Visive e degli Studi Interdisciplinari su Lingue, Traduzioni e Culture, un convegno internazionale in cui si discuterà sui processi di trasformazione degli individui e delle società, creati dai fenomeni migratori. L’evento sarà accompagnato dalla proiezione di documentari e filmati tratti dalla scena artistica marocchina, che saranno appunto, oggetto di riflessione. Info.

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02 settembre 2009

Jacques Derrida e Paul Ricoeur: il problema della traduzione e l’identità culturale

in: Cultura

jacques_derridaPresentazione dell’articolo “Jacques Derrida e Paul Ricoeur: il problema della traduzione e l’identità culturale” pubblicato sul numero 56-57 di Africa e Mediterraneo a firma di Graziella Travaglini, facoltà di Lettere e Filosofia di Urbino.

L’articolo analizza il valore filosofico della traduzione attraverso le riflessioni di Ricoeur e Derrida e mostra che il problema della traduzione apre questioni che vanno al di là del senso o della verità del testo dal momento che chiama in causa la capacità di accogliere la lingua dell’altro e dunque concetti come identità linguistica, relazione culturale e interculturalismo.

Ricoeur e Derrida affrontano la questione della traduzione l’uno secondo un approccio ermeneutico, l’altro secondo una prospettiva decostruzionista.
Per Ricoeur l’esperienza umana e le culture hanno carattere narrativo e sono quindi considerabili come costellazioni di senso la cui storia è sottoponibile all’attività del “raccontare diversamente”. La traduzione è uno dei modelli del “raccontare diversamente”: essa consente un allargamento dell’orizzonte della propria lingua attraverso l’assunzione delle narrazioni molteplici delle altre culture.

Per Derrida la traduzione, essendo la legge stessa della condizione umana, vincola a dover re-inventare, nella mia lingua, quella dell’altro, e quindi a incontrare l’altro sempre e solo nel segno dell’alterità.

Mentre l’ermeneutica punta al dialogo e vede la traduzione come unità di due elementi, come eliminazione dell’opposizione e del conflitto, la decostruzione sospende tale mediazione. Vengono messi in questione il valore e il senso del dialogo e si ritiene piuttosto che la relazione debba consistere in una interruzione, in un’alterità.

Nell’articolo si sottolinea che il modo decostruzionista di intendere la lingua e la cultura umana porti con sé fraintendimenti tra lingue che solo apparentemente si comprendono, e che non possono convergere nell’unità di un consenso, perché ciascuna incontra l’altra nel luogo di un’estraneità a sé, in un inceppo della comunicazione.

[Immagine: Voyages Croisés, progetto di arte contemporanea e scambio tra Italia e Senegal. Disegno su foto di Gennaro Castellano, 2004]

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