21 giugno 2010

21/06/2010- Radio NISAA FM in Palestina, la radio delle donne

arb_logoEvento: Lancio della Radio NISAA FM.

Dove: Ramallah, Autorità Nazionale Palestinese.

Quando: 21 giugno 2010.

Informazioni: La fondazione svizzera Smiling Children, attiva nella valorizzazione della donna e dell’imprenditoria femminile, lancia ufficialmente il progetto Radio NISAA FM. Presenza annunciata per Rabeha Diab, Ministro delle Pari opportunità palestinese.

Gestita da donne e dedicata alle donne, Radio NISAA FM si presenta come la prima radio commerciale al femminile del Vicino Oriente.
La radio parla in inglese e in arabo sulle frequenze FM locali e anche via web (basta cliccare “listen live” sul sito della radio).

Per tre anni sarà una radio commerciale indipendente dal punto di vista economico e darà spazio, all’interno dei suoi programmi, alle notizie, ai racconti di vita e all’intrattenimento musicale.

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20 giugno 2010

I laboratori della condivisione: arte, coesione sociale e sviluppo sostenibile

Presentazione dell’articolo “I laboratori della condivisione: arte, coesione sociale e sviluppo sostenibile”, pubblicato sul numero 69-70 di Africa e Mediterraneo a firma di Blaise Patrix, artista nato a Parigi e poi residente per una ventina d’anni in Africa Occidentale.

Da circa 10 anni, il progetto Les Ateliers Partage, nato per iniziativa dell’artista Blaise Patrix, porta avanti attività finalizzate a risvegliare creatività personale e collettiva e a promuovere coesione sociale e sviluppo sostenibile. È attualmente in fase di progettazione un’iniziativa su scala internazionale che prevede la realizzazione di atelier in Belgio, Francia e Italia, basati sulla collaborazione di artisti noti e cittadini per la creazione di un’opera collettiva. Le opere collettive prodotte verranno poi diffuse attraverso l’affissione, secondo varie modalità (tra cui anche delle mongolfiere), in almeno sei Paesi europei.
In Belgio il progetto sarà portato avanti da SMartBe e da Vénerie. SMartBe, coordinatore ammini- strativo di LAP (Les Ateliers Partage), è un’associazione che propone servizi di tipo amministrativo e logistico per artisti e che si occuperà della gestione e produzione dei vari progetti culturali. La Vénerie, un centro culturale che si occupa di formazione e diffusione dell’arte e dell’organizzazione di un festival d’arte di strada, istituirà degli ateliers di fotografia per famiglie, rappresentative di tutte le classi sociali, sul tema dell’ambiente.
In Francia nell’ambito di Couverture vivante – un’esposizione collettiva internazionale costituita da opere su tessuto confezionate da donne di tutto il mondo – saranno organizzati 20 ateliers destinati alle donne di Parigi e delle sue banlieue.
In Italia il progetto LAP sarà portato avanti dalla cooperativa Lai-momo. Per il progetto LAP realizzerà laboratori artistici per la creazione ed esposizione di un’opera collettiva nell’ambito del programma di sviluppo sociale e culturale che Lai-momo da due anni conduce per la popolazione immigrata presso Calderara di Reno (Bologna); una rete mediatica per diffondere le informazioni sul progetto; un sito Internet; la pubblicazione e la diffusione di un kit di presentazione in francese, italiano e rumeno.

Per aquistare on line il N. 69-70 di Africa e Mediterraneo, conoscere o acquistare i numeri precedenti, sottoscrivere un abbonamento vai al sito di Lai-momo, l’editore.

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16 giugno 2010

10/11/2010- Esposizione d’arte dell’Angola a Parigi

6-38-192x0Evento: Angola, figures du pouvoir.

Dove: Museo Dapper, Parigi.

Quando: Dal 10 novembre 2010 al 10 luglio 2011.

Informazioni: Il Museo Drapper di Parigi inaugura il prossimo novembre un’esposizione d’opere d’arte provenienti dell’Angola. Saranno presentate circa centoquaranta opere, che rappresentano effigi ed emblemi religiosi, di culto e di potere. Saranno esposti inoltre oggetti d’uso quotidiano e sarà presente uno spazio dedicato all’arte contemporanea, in particolar modo alle opere di António Ole, uno tra i maggiori esponenti dell’arte angolana e di cui Africa e Mediterraneo ha pubblicato un’intervista nel numero 47-48 del 2004 (“L’Africa dei moderni. Intervista ad António Ole” di Maurizio Maldini). Info.

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16 giugno 2010

17/06/2010- Second Refugee Film Festival a Il Cairo

jpegEvento: Second Refugee Film Festival.

Dove: Cinema in Darb 1718, Il Cairo.

Quando: Dal 17 al 20 giugno 2010.

Informazioni: In occasione della Giornata mondiale dei rifugiati, Cairo Refugee Film Festival Initiative (CRFF 2010) e Darb 1718 Contemporary Art and Culture Center, organizzano il secondo Refugee Film Festival. Saranno presentati undici documentari e fiction, che affrontano il tema della resistenza di chi si ritrova a vivere nella condizione di rifugiato. La manifestazione sarà accompagnata per due giorni dalla presentazione di specialità culinarie provenienti dall’Eritrea, Sudan, Iraq e Palestina. Il 20 giugno, a conclusione del festival, è previsto un concerto di musicisti sudanesi. Info.

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15 giugno 2010

Cosa caratterizza l’identità della moda in Namibia?

In: Moda

Presentazione dell’articolo “Cosa caratterizza l’identità della moda in Namibia?”, pubblicato sul numero 69-70 di Africa e Mediterraneo a firma di Melanie Harteveld Beker, stilista namibiana e dottoranda sul tema della formazione delle identità e la moda namibiana.

Dalla metà degli anni Novanta si assiste in tutto il continente africano a una grande rinascita della moda, un fenomeno che coinvolge anche la Namibia.
Anche qui infatti la moda non solo offre ai consumatori l’opportunità di esprimere, attraverso gli indumenti, la propria stessa identità, ma offre anche agli stilisti la libertà di sperimentare ed esprimersi all’interno di un contesto “veramente namibiano”.
Da allora infatti anche un gran numero di stilisti namibiani, inclusa l’autrice dell’articolo, lavorano piuttosto isolati dagli altri, e lentamente hanno iniziato a costruire quella che sembra essere una nuova identità stilistica su base regionale. Ciò ha fatto sì che la sartoria namibiana sia da sempre molto lontana da una produzione industriale di massa, diventando quindi uno stile assai di nicchia; e la ragione di questo è che nessuno stilista crea abiti in grande quantità.
Guardando alle collezioni passate, è evidente che la forte influenza della cultura materiale namibiana è un’importante fonte d’ispirazione per gli stilisti locali.
Tratti distintivi sono i colori “naturali”, i tessuti e le stoffe uniche e una grandissima cura del dettaglio.
Anche per quanto riguarda il colore, gli stilisti trovano spesso ispirazione attraverso due fonti: gli abiti tradizionali e soprattutto l’ambiente esterno (paesaggi, acqua, piante, animali, ecc.); essi infatti descrivono spesso le loro scelte di colore come ispirate dalla natura.
Le stoffe provengono generalmente da materiali grezzi (tessuti, fibre e altri materiali), decorati poi con effetti visivi particolari come cuciture e riflessi e resi davvero unici dall’utilizzo di pelli di capra e mucca, odelela (stoffa di cotone a righe), piume, gusci di uova di struzzo, perline e semi.
La sperimentazione nell’utilizzo di varie combinazioni delle stoffe con tali decorazioni è la giusta strada per inserire elementi tipicamente namibiani nell’industria tessile. Facendo questo gli stilisti saranno in grado di aggiungere la propria stessa identità personale nel processo di creazione delle stoffe e infine degli indumenti.
Gli stilisti della Namibia hanno dunque cominciato, dalla metà degli anni Novanta, quello che sembra essere un movimento collettivo attraverso lo sviluppo di una moda identitaria e “tradizionale” ed è altresì evidente quanto essi siano ancora fortemente influenzati dagli elementi derivanti dai paesaggi e dalla cultura delle loro origini.

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11 giugno 2010

16/06/2010- Contemporary Art Africa a Basel (Svizzera)

ut85_FocusLogoBlauWebEvento: Contemporary Art Africa.

Dove: Utengasse 32- Basel, Svizzera

Quando: Dal 16 al 20 giugno.

Informazioni: Focus 10 presenta la seconda edizione di “Contemporary Art Africa”. Interessante esposizione d’opere di arte contemporanea africana. Saranno esposte opere di artisti africani provenienti da tutto il mondo. La manifestazione comprende inoltre, vernissage, concerti, dibatitti e workshop. Info.

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09 giugno 2010

22/07/2010- Durban International Film Festival 2010 a Durban

DIFF2010-250Evento: Durban International Film Festival 2010.

Dove: Durban, Sudafrica.

Quando: Dal 22 luglio al 1 agosto 2010.

Informazioni: Segnaliamo la trentunesima edizione del Durban International Film Festival, che si terrà a Durban dal 22 luglio al 1 agosto.

Il festival è promosso dal Center for Creative Arts dell’università di KwaZulu-Natal.

All’interno della manifestazione, avranno l’opportunità di mostrare le proprie opere, i giovani artisti africani, selezionati per partecipare al terzo Talent Campus Durban. Il Talent Campus Durban prevede un programma di cinque giorni di corsi e work-shop intensivi, che si terranno dal 23 al 27 luglio.

Il progetto è stato creato in partnership con il Durban International Film Festival con la collaborazione del Berlinale Talent Campus, Berlin International Film Festival ed è supportato dall’Ambasciata tedesca in Sudafrica, dal Goethe-Institut e dal Dipartimento di Sviluppo economimo e del turismo KwaZulu-Natal. Info.

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07 giugno 2010

Il dandismo in Africa

In: Moda

Presentazione dell’articolo “Il dandismo in Africa”, pubblicato sul numero 69-70 di Africa e Mediterraneo a firma di Marie-Amy Mbow, archeologa, ricercatrice sul tessile africano, docente presso l’Institut Fondamental d’Afrique Noire e artista.

A giudicare dalla diffusione delle insegne dei sarti nelle capitali africane e dai frequenti ammodernamenti a cui sono sottoposti gli abiti, soprattutto quelli dei giovani, la sartoria vive un momento di grande vitalità nel continente.
Sebbene stilisti africani di fama rivendichino un proprio ruolo, questa effervescenza sembra essere soprattutto il prodotto della passione e dell’abilità di sarti locali e degli stessi giovani africani che non possono in alcun modo permettersi di acquistare gli abiti dei grandi stilisti africani.
Un ruolo centrale in queste dinamiche hanno i cosiddetti fashion freak o dandy, che hanno fatto della moda una vocazione e un lavoro. I dandy africani, per di più originari delle ex-colonie francesi o inglesi, hanno messo il loro amore per l’eleganza al servizio di amici, conoscenti e clienti. Riuniti in club con speciali codici per gli adepti, pensano se stessi come una sorta d’aristocrazia.
I precursori di questo movimento sono senza dubbio i dandy di Bacongo in Brazzaville, che hanno fondato il club denominato SAPE (Société des Ambianceurs et Personnes Elégantes o Society of Makers of Atmosphere and Elegant People).
Il confronto con i dandy del secolo scorso è inevitabile. Mentre questi miravano a scioccare la società borghese europea, i membri della SAPE (detti in francese sapeurs) seguono la moda per affermarsi in società dove l’apparenza è tutto.
Sociologicamente questo fenomeno può essere visto come il risultato di una dinamica culturale nata dall’incontro tra cultura africana e cultura occidentale; una dinamica che, seppure l’identificazione con un modello dominante sia piuttosto evidente, non può essere circoscritta e interpretata semplicemente come assimilazione in quanto le abilità, le risorse e le aspettative dei sapeurs sono centrali. Questi, e i dandy africani in generale, attraverso gli strumenti dei rituali e dei club, creano nuovi modelli e nuovi valori, andando a costituire una vera e propria subcultura.
Il fenomeno dei sapeur, in conclusione, presenta le città africane come laboratori dell’innovazione dove emergono nuovi stili e modelli sociali sperimentali da elaborare e rielaborare e in cui è comunque visibile, in una certa misura, l’influenza della tradizione.

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03 giugno 2010

L’Europa e gli aiuti umanitari raccontati dagli studenti

In: Media

La Direzione Generale per gli aiuti umanitari della Commissione europea (ECHO) organizza un evento di restituzione dei risultati della campagna pedagogica di sensibilizzazione sull’aiuto umanitario europeo realizzata in questi mesi in Sicilia.

“Two-minute clips on humanitarian aid” è un progetto di comunicazione che è stato realizzato in questi mesi da ECHO, l’unità operativa dell’UE che si occupa di aiuto umanitario.
Il suo obiettivo era quello di avvicinare i giovani e di sensibilizzarli sulle tematiche relative ai processi che si generano laddove incombono catastrofi naturali o conflitti.
Il progetto ha coinvolto circa 250 ragazzi tra i 16 e i 18 anni , in 7 scuole superiori di 4 province della Sicilia, Catania, Palermo, Ragusa ed Enna.

Nel corso dell’anno scolastico i ragazzi, guidati da un media educator, si sono addentrati nel mondo delle emergenze umanitarie, studiandone meccanismi, problematicità e possibili soluzioni. Al termine di questo percorso hanno realizzato un video clip di due minuti sul tema degli aiuti umanitari che mettesse in luce le loro riflessioni e impressioni.

Una giuria ha poi selezionato il lavoro migliore, che sarà premiato nel corso dell’evento finale, il 4 giugno. La classe vincitrice vedrà il proprio video inserito nella programmzione di ETICA TV, la prima web tv che consente di seguire reportage, documentari, interventi e contributi, nati e prodotti in ambiti di particolare impegno sociale, e rivolta a quanti vogliono essere protagonisti di un agire consapevole.

La giuria era composta da:

Mauro Baffico- Direttore Editoriale EticaTV.net
Francesca Bullio – Project manager Fondazione per la Scuola
Vincenzo Fano – Docente di Logica e Filosofia della Scienza
Sandra Federici – Direttrice di Africa e Mediterraneo e coordinatrice di progetti di Media Education
Alma Grandin – ideatrice e conduttrice di News Generation- Il Giornale Radio dei Ragazzi (Radio Rai 1)
Maddalena Grechi – Responsabile comunicazione di Agire – Agenzia Italia Risposta alle Emergenze
Andrea Segre – Regista e dottore di ricerca in Sociologia della Comunicazione

Tutti i video saranno saranno diffusi su internet e raccolti in dvd che sarà distribuito a livello nazionale.

L’evento conclusivo si terrà

Venerdì 4 giugno 2010
ore 10:30
Castello Ursino
Piazza Federico II di Svevia, 1
CATANIA

Saranno presentati 10 video clip realizzati dai ragazzi delle scuole coinvolte nel progetto e avrà luogo la cerimonia di premiazione della classe vincitrice.

Interverranno:

Raphael Brigandì – Unità Informazione e Comunicazione di ECHO a Bruxelles
Salvo Pogliese – Deputato regionale
Marella Ferrera – Assessore comunale Cultura e Grandi Eventi
Sandra Federici – Presidente della giuria

Testimonial dell’evento Giusi Malato, pallanuotista, pluricampionessa italiana europea e mondiale. Medaglia d’oro con il Setterosa alla Olimpiadi di Atene del 2003

Modera:
Fabio Federici – Project manager, Lai-momo

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03 giugno 2010

Mimetizzazione urbana. Safari di strada

In: Moda

Presentazione dell’articolo “Mimetizzazione urbana. Safari di strada”, pubblicato sul numero 69-70 di Africa e Mediterraneo a firma di Ann Gollifer, storica dell’arte e artista.

Il tessuto è una lezione di storia materializzata, che passeggia nelle città e nei villaggi di tutta l’Africa.
La storia dell’origine e della diaspora dei tessuti wax e fancy comincia con l’arrivo dei mercanti olandesi in Indonesia nel diciottesimo secolo, i quali copiarono la tecnica batik e ne introdussero la produzione in Olanda. I batik europei (detti wax) erano realizzati attraverso apparecchiature industriali ed erano più costosi dei loro simili artigianali.
La popolarità delle stampe wax crebbe sia in Europa che in Africa tra la metà e la fine del diciannovesimo secolo. La colonizzazione creò una forte domanda di questi tessuti in Africa, al punto che l’industria europea assorbì, nel suo repertorio, motivi e gusti africani. I colonizzatori utilizzavano questi prodotti per aver accesso al continente e alla sua popolazione; ma, allo stesso tempo, registrando i gusti dei clienti africani, l’importazione di questi tessuti permise la salvaguardia di tradizioni vitali e la loro congiunzione con la contemporaneità.
Nel XX secolo l’industrializzazione della produzione tessile si sviluppò in Africa in collaborazione con l’Europa. In particolare, grandi impianti furono aperti in Nigeria e Ghana, i cui prodotti cominciarono a rivaleggiare con le manifatture europee.
Oggi le fabbriche tessili olandesi e inglesi, ad eccezione di Vlisco, hanno chiuso. E anche la produzione africana è diminuita a causa del mercato degli abiti usati e della concorrenza di tessuti indiani e cinesi prodotti espressamente per il mercato africano.
Gollifer, stimolata dalla ricerca su questi tessuti, ha cercato di creare qualcosa che coniugasse la profondità storica del wax con la moda contemporanea e nel 2007, con un gruppo di giovanissimi, desiderosi d’acquisire uno stile maggiormente consapevole, ha creato l’etichetta Urban Camouflage. Insieme hanno organizzato una serie di “safari di strada”, durante i quali si recavano in luoghi particolari della città e realizzavano delle performance. Queste performance avevano impatto sia sulla popolazione presente sia sul gruppo stesso, che reagiva in modo diverso a seconda dei luoghi.
Il progetto ha dato all’autrice l’opportunità di trovare quello che definisce «il senso più contemporaneamente africano» della moda e dello stile, che ne incorpora la storia, l’identità, l’ironia e l’innovazione.

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