06 settembre 2018

Atlantico Festival: dall’Africa c’è sempre qualcosa di nuovo

Dall’Africa c’è sempre qualcosa di nuovo: così Plinio il Vecchio già nel I secolo dopo Cristo diceva di quell’immenso continente che si staglia dal Mediterraneo all’Oceano Antartico, e che, attraversato dall’equatore e dai Tropici del Cancro e del Capricorno, conserva al suo interno una varietà di climi, ambienti, genti, storie e Paesi spesso troppo banalizzati dall’aggettivo generalizzante “africani”.

flyera5_02Oggi in Italia arrivano molte persone da questi Paesi, di cui spesso ignoriamo numerosi aspetti del contesto socio-politico e culturale attuale e passato, non avendo mai avuto modo di studiarli in maniera approfondita a scuola e non avendo nella quotidianità accesso a informazioni dettagliate attraverso i media più comuni.
Ed ecco che la musica e il cinema possono darci una mano proprio nel colmare queste lacune e aiutarci a capire meglio chi ci troviamo di fronte nelle strade, nei locali, sugli autobus. Attraverso i suoni le distanze si fanno più corte, grazie alle parole e alle immagini le idee si fanno più chiare e la conoscenza sazia gli appetiti della curiosità, facendo crollare poco a poco i limiti e le paure dettati dall’ignoranza.
Con questi nobili obiettivi, il 22 e il 23 settembre getta l’ancora in quel del TPO – a Bologna – ATLANTICO Festival.
Progetto culturale autoprodotto, nasce dall’incontro delle teste pensanti del dj e giornalista musicale Federico de Felice, del dj e promoter Cristian Adamo e della ricercatrice Katia Golovko con l’obiettivo di celebrare l’arte e le culture dei Paesi africani e le influenze che hanno avuto nel resto del mondo, attraverso concerti, dj set, proiezioni e presentazioni di libri.
La musica di questi Paesi non è solo tamburi: i concerti e i dj set proposti durante il festival porteranno alle nostre orecchie una grande varietà di sonorità. Protagonisti saranno suoni di Paesi lontani che oggi, grazie alla rete, sono diventati più vicini e in molti casi si sono contaminati con i suoni a noi più familiari e stanno creando nuovi ibridi che molto raccontano della società fluida in costante evoluzione.
Si spazierà dalla musica Gnawa dei Fawda, dove elettronica, jazz e sonorità quasi psichedeliche valicano i limiti tra sacro e profano, all’afro-jazz ipnotico, sensuale e trascinante del Kalifa Kone Ensemble.
Ci penserà poi Biga il Climatico a stupirci nel suo dj set con ibridazioni tra antico e contemporaneo, tra vintage e futurista, per non parlare di Dig This Way Records aka Carlotta e Jacopo, due cercatori d’oro, ovvero di vinili di musiche rare degli anni ‘60, ‘70 ‘80 e ‘90 che hanno collezionato nel corso di numerosi viaggi in Africa con lo scopo di salvaguardare dall’estinzione un patrimonio unico.

KALIFA KONE
(Kalifa Kone)

Sul fronte cinematografico ATLANTICO propone sguardi differenti da altrettanto differenti punti di vista. Uno è l’incontro tra cinema e musica che emerge nell’intensa energia sprigionata da “Rage”, una pellicola di Netwon I. Aduaka, risultato di una ricerca di due anni sulla scena hip hop e world jazz nel contesto urbano londinese degli anni ‘90.
La rappresentazione della condizione femminile nell’Africa odierna ci viene invece raccontata da Alain Gomis in “Felicité”, un film che racconta la storia di una madre e cantante nei bar di Kinshasa, e dal documentario “Ouaga Girls” in cui la regista Theresa Traoré Dahlberg ritrae alcune giovani donne apprendiste meccaniche in una scuola del Burkina Faso.
Anche l’editoria trova il suo spazio nel festival: il giornalista Claudio Sessa e Dudù Kouate, membro degli Art Ensemble of Chicago, presenteranno l’edizione italiana de “Grande Musica Nera. La storia dell’Art Ensemble of Chicago”. Il libro racconta le avventurose vicende di una delle formazioni più famose e più longeve di tutta la storia del jazz (l’Art Ensemble of Chicago), in un eccellente spaccato di storia sociale, in cui i ritratti dei protagonisti vengono dipinti sullo scenario della comunità afroamericana di Chicago fra gli anni ‘20 e ‘60.

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(Felicité, 2017)

Ecco quindi in breve come il cuore pulsante di ATLANTICO intenda far circolare fino al nostro cervello il sangue vitale della riflessione sulla storia, la cultura, la società, la politica, l’attualità dei Paesi africani.
Se come diceva il poeta martinicano Edouard Glissant “ogni identità esiste nel rapporto con l’Altro”, all’interno del festival sonorità e immagini diventano strumenti in grado di favorire l’incontro, di decostruire gli stereotipi, di fare emergere le storie che compongono la Storia.

Per maggiori informazioni:
Atlantico Festival su FB e su Instagram (@atlantico_festival)

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