31 marzo 2026

Il Quarto Rapporto SPAD-Bologna: segnalazioni aumentate del 32% rispetto al 2024

Sabato 21 marzo, Giornata internazionale contro la discriminazione razziale, si è svolta la presentazione del Quarto Rapporto dell’Osservatorio dello Sportello Antidiscriminazioni (SPAD) del Comune di Bologna.

Lo SPAD, nato nel 2021 e oggi co-gestito dall’Ufficio Nuove cittadinanze, cooperazione e diritti umani, con il Centro Interculturale Massimo Zonarelli e 35 realtà associative del territorio (Africa e Mediterraneo si occupa della funzione comunicativa), si è progressivamente affermato come punto di riferimento per le persone che subiscono, assistono o vengono a conoscenza di episodi di discriminazione basati sull’origine, la provenienza, la discendenza, la religione, lo status socio-economico, l’identità e l’espressione di genere, l’orientamento sessuale, operando con un approccio intersezionale e offrendo ascolto, consulenza e supporto concreto.

spad bologna

L’evento si è tenuto presso lo spazio BAUMHAUS in via Barozzi 3/P, Bologna. Dopo i saluti istituzionali di Emily Marion Clancy, Vicesindaca del Comune di Bologna, e Sara Accorsi, Consigliera Delegata Città Metropolitana di Bologna, Kedrit Shalari (Comune di Bologna) e Debora Scarica (COSPE) hanno presentato la specificità dell’intervento dello SPAD e i dati del Rapporto 2025 dell’Osservatorio. La discussione ha proseguito con l’intervento delle realtà associative della rete SPAD sul valore della mediazione interculturale, con le voci di Philip Micheloni (Associazione Universo) e le testimonianze di Andrea Maria Bobadilla e Muhuba Mohamed Osman. Marie Moïse, docente e ricercatrice, è intervenuta con una riflessione sul tema dei “posizionamenti” e dell’intersezionalità analizzando l’intreccio tra genere, razza e classe nelle pratiche antidiscriminatorie, seguita da un approfondimento sulle direttrici regionali sull’antidiscriminazione con Sara Rouibi (Regione Emilia-Romagna). Il dialogo è stato moderato da Maximiliano Ulivieri, Diversity Manager del Comune di Bologna.
La giornata ha proseguito con un momento dedicato alle e ai neomaggiorenni protagonisti del progetto “Ambasciatrici e ambasciatori Bolognesi dal primo giorno”, introdotto da Erika Capasso, delegata del Sindaco alle Nuove cittadinanza. È seguita la performance musicale di Reda Zine, Danilo Mineo, Aziz Soldi con le studentesse e gli studenti del Liceo Musicale Lucio Dalla. La giornata si è conclusa con il dj set di ArkTah’.

Il Quarto Rapporto dell’Osservatorio dello Sportello Antidiscriminazioni combina un’analisi quantitativa e qualitativa delle segnalazioni di discriminazioni registrate dallo sportello dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025. Nell’ultimo anno, lo SPAD ha registrato un significativo incremento dell’attività con un totale di 74 segnalazioni, segnando un aumento del 32% rispetto all’anno precedente e confermando la crescente fiducia della cittadinanza nel servizio. Di queste, 67 sono risultate pertinenti e, tra queste, 60 sono state prese in carico specificamente per il fattore di discriminazione di competenza dello sportello. Le discriminazioni a sfondo razziale rappresentano la maggioranza dei casi trattati: il 52% riguarda infatti la provenienza o nazionalità e il 18% l’origine etnica. Seguono per incidenza lo status socio-economico (9%), il genere (6%), la religione (4%), l’orientamento sessuale (3,5%), l’identità ed espressione di genere (2,5%) e l’età (2%), mentre i fattori legati a disabilità, salute e orientamento politico si attestano ciascuno all’1%.

Un dato di particolare rilievo riguarda l’intersezionalità, che coinvolge il 28% dei casi, in aumento del 5% rispetto al 2024. Questo incremento conferma la complessità strutturale dei fenomeni, in cui diversi fattori identitari interagiscono producendo forme specifiche di esclusione.

In merito ai soggetti responsabili, il 18% delle segnalazioni riguarda azioni riconducibili a persone private, mentre la restante quota si distribuisce tra servizi pubblici (24,5%), forze dell’ordine (20%) ed enti privati (21%). Un ulteriore 16,5% di casi è riconosciuto come discriminazione sistemica, legata a prassi e norme che possono generare barriere nei processi di integrazione.

In merito al profilo dei soggetti coinvolti, il 37% delle persone colpite si identifica nel genere femminile e il 27% in quello maschile, mentre nel 13% dei casi la discriminazione ha coinvolto interi nuclei familiari. Un elemento di rilievo è l’aumento delle segnalazioni provenienti da testimoni e terzi, dato che sottolinea una crescita della consapevolezza collettiva e della capacità della cittadinanza di riconoscere e denunciare fenomeni discriminatori anche quando non vissuti in prima persona.

Tra le azioni intraprese per i casi gestiti, la modalità principale (45%) è stata l’intermediazione con soggetti terzi: un’attività di negoziazione e interlocuzione diretta con istituzioni, enti pubblici o privati, volta a ricercare una risoluzione. La natura di queste interazioni è duplice: in alcune situazioni lo SPAD si relaziona direttamente con i responsabili della discriminazione per una risoluzione tempestiva; in altre, attiva soggetti specifici per offrire supporto all’utente. Lo sportello ha inoltre fornito consulenza legale (19%), assistenza legale (6%), accompagnamento presso altri servizi (16%) e supporto psicologico (2%). Infine, il 13% degli interventi ha riguardato “azioni mirate”: interventi che non si limitano alla risoluzione del singolo episodio, ma puntano a promuovere cambiamenti sistemici e di lungo periodo per prevenire il ripetersi di condotte discriminatorie verso più persone.

Un’importante novità riguarda l’inaugurazione di un nuovo punto di accesso presso il Quartiere Navile: lo SPAD sarà ospitato all’interno dello SPOC (Sportello di Comunità) dentro al Mercato Albani. Il nuovo servizio sarà attivo ogni due settimane il lunedì (dalle 9 alle 14), a partire dal 23 marzo 2026, rafforzando la presenza dello sportello in una realtà polifunzionale dedicata al lavoro di comunità.

Link Rapporto ITA
https://drive.google.com/file/d/1ZdvLrEdLaWuDV8bgwgRGY5jNweoCoHP_/view
Link Rapporto ENG
https://drive.google.com/file/d/1MDpfz01YsTXH-LPvag68IuSoVBE491OP/view

 

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13 marzo 2026

Estrattivismi in Africa: la nuova call for papers di Africa e Mediterraneo

È online la call for papers del dossier n. 104-105 di Africa e Mediterraneo dal titolo “Estrattivismi in Africa: politica, etica ed economia“.

L’Africa rappresenta oggi l’epicentro di complesse dinamiche estrattive, dallo sfruttamento delle risorse naturali al capitalismo digitale. Africa e Mediterraneo sollecita contributi interdisciplinari che analizzino criticamente queste trasformazioni, i loro impatti sulle comunità locali e le possibili forme di resistenza o modelli alternativi.

RIME NEWSLETTER (2)

Il testo integrale della call, con l’elenco dettagliato dei temi suggeriti e le linee guida per autori e autrici, è allegato in PDF.

Scadenze per la partecipazione:

  • Invio delle proposte di abstract (massimo 400 parole e breve biografia): entro il 20 aprile 2026.
  • Invio dei contributi definitivi: entro il 1° luglio 2026.

Le proposte devono essere inviate all’indirizzo email: abstract@africaemediterraneo.it

CALL FOR PAPERS

Aem_104_105_Call_for_papersITA

AeM_104_105_Call_for_papersENG

 

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11 marzo 2026

Il MOWAA di Benin City riparte: un nuovo anno, una nuova visione

Dopo settimane difficili — segnate dalle tensioni e dagli eventi che hanno impedito l’inaugurazione prevista in novembre 2025 — la direzione del Museum of West African Art di Benin City ha pubblicato un messaggio importante, che invita a guardare al 2026 come a un anno di ascolto, dialogo e rinnovata responsabilità. Il cuore del messaggio è che il MOWAA Institute continua a operare nelle sue attività di ricerca, conservazione ed educazione, nella consapevolezza che gestire un museo non riguarda solo la creazione di un edificio, la cura degli allestimenti, la programmazione, ma riguarda le persone, in particolare le comunità di riferimento e i partner.

imagesIl messaggio è frutto di una lunga riflessione durante il periodo chiusura che è seguita alla protesta violenta che ha impedito l’inaugurazione ufficiale l’11 novembre 2025, costringendo lo staff del museo a proteggere gli invitati, direttori di musei e giornalisti a livello internazionale, facendoli riparare in un luogo sicuro. I manifestanti erano sostenitori dell’Oba (re tradizionale) del Benin, il leader spirituale e culturale dello Stato di Edo, che lamentano che il MOWAA così come concepito dal tuo team si sia allontanato dal suo mandato locale originale e chiedono che venga posto sotto l’autorità dell’Oba. Secondo quanto riportato, gli abitanti del Benin ritengono inoltre che il museo stia tentando di appropriarsi della proprietà dei famosi bronzi del Benin restituiti dalle istituzioni occidentali, che il governo federale ha riconosciuto come legittima proprietà dell’Oba.

Il direttore del museo, Phillip Ihenacho, ha risposto che il museo è stato costruito grazie a investitori istituzionali per essere nient’altro che il Museo d’Arte dell’Africa Occidentale, con un interesse specifico per l’arte contemporanea. 

A seguito delle proteste, il governatore dello Stato di Edo ha revocato la licenza del terreno del museo, concessa da una precedente amministrazione, affermando che il terreno era originariamente destinato a un ospedale pubblico. È stato ora nominato un comitato presidenziale di alto livello, con ministri statali e governanti locali, per sviluppare un “quadro completo per la risoluzione permanente di tutte le questioni correlate attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e il rispetto delle disposizioni costituzionali”.

La direzione ha dunque pubblicato il 17 febbraio un messaggio molto atteso, in cui avvisa che il museo continua le attività ma purtroppo l’accesso al pubblico resta limitato a visite su appuntamento. Il museo si impegna ad iniziare un periodo di dialogo e confronto: da marzo a maggio prenderanno vita una serie di Listening Sessions in Nigeria, Africa Occidentale e nella diaspora—spazi fisici e digitali pensati per accogliere voci diverse e riflessioni sincere. L’obiettivo è chiaro: costruire istituzioni culturali più radicate, responsabili e realmente in dialogo con i propri territori e pubblici.

Il messaggio completo del Direttore qui: https://wearemowaa.org/news-and-ideas/2026-with-mowaa

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