È online la call for papers del dossier n. 103-104 di Africa e Mediterraneo dal titolo”Estrattivismi in Africa: politica, etica ed economia“.
L’Africa rappresenta oggi l’epicentro di complesse dinamiche estrattive, dallo sfruttamento delle risorse naturali al capitalismo digitale. Africa e Mediterraneo sollecita contributi interdisciplinari che analizzino criticamente queste trasformazioni, i loro impatti sulle comunità locali e le possibili forme di resistenza o modelli alternativi.

Il testo integrale della call, con l’elenco dettagliato dei temi suggeriti e le linee guida per autori e autrici, è allegato in PDF.
Scadenze per la partecipazione:
- Invio delle proposte di abstract (massimo 400 parole e breve biografia): entro il 20 aprile 2026.
- Invio dei contributi definitivi: entro il 1° luglio 2026.
Le proposte devono essere inviate all’indirizzo email: abstract@africaemediterraneo.it
CALL FOR PAPERS
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Parole chiave : call for paper, dossier 103-104, Estrattivismi, sfruttamento
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Dopo settimane difficili — segnate dalle tensioni e dagli eventi che hanno impedito l’inaugurazione prevista in novembre 2025 — la direzione del Museum of West African Art di Benin City ha pubblicato un messaggio importante, che invita a guardare al 2026 come a un anno di ascolto, dialogo e rinnovata responsabilità. Il cuore del messaggio è che il MOWAA Institute continua a operare nelle sue attività di ricerca, conservazione ed educazione, nella consapevolezza che gestire un museo non riguarda solo la creazione di un edificio, la cura degli allestimenti, la programmazione, ma riguarda le persone, in particolare le comunità di riferimento e i partner.
Il messaggio è frutto di una lunga riflessione durante il periodo chiusura che è seguita alla protesta violenta che ha impedito l’inaugurazione ufficiale l’11 novembre 2025, costringendo lo staff del museo a proteggere gli invitati, direttori di musei e giornalisti a livello internazionale, facendoli riparare in un luogo sicuro. I manifestanti erano sostenitori dell’Oba (re tradizionale) del Benin, il leader spirituale e culturale dello Stato di Edo, che lamentano che il MOWAA così come concepito dal tuo team si sia allontanato dal suo mandato locale originale e chiedono che venga posto sotto l’autorità dell’Oba. Secondo quanto riportato, gli abitanti del Benin ritengono inoltre che il museo stia tentando di appropriarsi della proprietà dei famosi bronzi del Benin restituiti dalle istituzioni occidentali, che il governo federale ha riconosciuto come legittima proprietà dell’Oba.
Il direttore del museo, Phillip Ihenacho, ha risposto che il museo è stato costruito grazie a investitori istituzionali per essere nient’altro che il Museo d’Arte dell’Africa Occidentale, con un interesse specifico per l’arte contemporanea.
A seguito delle proteste, il governatore dello Stato di Edo ha revocato la licenza del terreno del museo, concessa da una precedente amministrazione, affermando che il terreno era originariamente destinato a un ospedale pubblico. È stato ora nominato un comitato presidenziale di alto livello, con ministri statali e governanti locali, per sviluppare un “quadro completo per la risoluzione permanente di tutte le questioni correlate attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e il rispetto delle disposizioni costituzionali”.
La direzione ha dunque pubblicato il 17 febbraio un messaggio molto atteso, in cui avvisa che il museo continua le attività ma purtroppo l’accesso al pubblico resta limitato a visite su appuntamento. Il museo si impegna ad iniziare un periodo di dialogo e confronto: da marzo a maggio prenderanno vita una serie di Listening Sessions in Nigeria, Africa Occidentale e nella diaspora—spazi fisici e digitali pensati per accogliere voci diverse e riflessioni sincere. L’obiettivo è chiaro: costruire istituzioni culturali più radicate, responsabili e realmente in dialogo con i propri territori e pubblici.
Il messaggio completo del Direttore qui: https://wearemowaa.org/news-and-ideas/2026-with-mowaa