Sport e immigrazione

Africa e Mediterraneo n. 84 (1/16)

Campi da calcio, palestre, palazzetti dello sport sono luoghi di vita in comune e di dialogo, dove attraverso l’attività fisica si fortificano non solo i corpi ma anche le relazioni.

Tuttavia, le cronache dei tanti episodi di razzismo, tra i quali il caso Balotelli è solo il più noto, dimostrano che questi spazi di incontro possono anche diventare ambiti di discriminazione e/o di rivendicazione culturale.

La sfida di questo dossier è andare oltre gli stereotipi, i luoghi comuni, ed esplorare le pratiche socio-culturali che informano il quotidiano dei migranti, con particolare attenzione ai legami sociali che si creano e si rigenerano nel tempo libero dedicato alla pratica sportiva. Diversi contributi analizzano criticamente iniziative sportive aperte alla diversità culturale, che si stanno sempre più affermando in un paese, l’Italia, in cui per decenni gli atleti stranieri o discendenti da stranieri sono stati interdetti dallo sport. D’altra parte, nel calcio contemporaneo, una delle industrie più floride del pianeta, ancora si innescano processi di minimizzazione e banalizzazione in occasione degli episodi di discriminazione e razzismo purtroppo ricorrenti.

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