Flussi migratori e richiedenti asilo in UE e in Italia
Estratto dell'articolo di Amelia Frascaroli e Chris Tomesani pubblicato su Africa e Mediterraneo n. 80, "L’Italia e il Sistema europeo comune di asilo"
Sul fronte delle politiche migratorie, il 2014 sarà ricordato come l’anno dell’operazione umanitaria Mare Nostrum. Un meritevole intervento in soccorso dei migranti che nella fase dell’assistenza successiva al salvataggio in mare mostra, tuttavia, tutti i limiti delle logiche emergenziali e svela l’inadeguatezza del nostro modello di governo dei flussi migratori e del sistema di accoglienza. A pagare il prezzo di questa improvvisazione organizzativa sono i territori su cui si stanno impiantando, un giorno dopo l’altro, strutture di accoglienza senza un progetto gestionale e assistenziale che orienti i migranti, gli operatori chiamati a gestire gli interventi e i cittadini delle comunità coinvolte.
Prima di provare a suggerire alcuni indirizzi possibili per rendere più adeguate e strutturali le scelte gestionali su cui si stanno investendo molte risorse a livello nazionale, riteniamo necessario tracciare uno scenario delle macro-tendenze in atto che ci aiuti a capire quanto sta succedendo sul fronte degli ingressi e delle richieste d’asilo in Italia e, più in generale, nell’Unione europea.
Gli ingressi irregolari nell’UE e in Italia
Gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’UE intercettati nel 2013 sono circa 107.000.1 La cifra è in linea con il dato rilevato nel 2009 e nel 2010, ma è più basso di quello dell’anno della “primavera araba” (2011 Emergenza Nord Africa) che ammontava a circa 140.000 persone. La sua evoluzione è tuttavia in aumento. Infatti, il numero di ingressi irregolari era basso fino a metà del 2013 e da luglio ha avuto un incremento straordinario, soprattutto lungo la rotta del Mediterraneo centrale (Italia e Malta) che ha così superato per numero complessivo di migranti quella del Mediterraneo orientale (Grecia, Bulgaria e Cipro) che tradizionalmente era la frontiera esterna mediamente più attraversata negli ultimi anni.
In questa pagina riportiamo la mappa degli attraversamenti irregolari del 2013 con l’indicazione delle variazioni in percentuale rispetto al 2012, pubblicata dall’agenzia europea Frontex. In sintesi sono due i fenomeni generali che caratterizzano complessivamente le tendenze dell’anno passato relativamente all’area che interessa di più il nostro Paese:
– l’aumento repentino del flusso migratorio a partire da metà anno;
– l’aumento consistente di migranti di nazionalità siriana nelle rotte del Mediterraneo orientale e centrale che si aggiunge al flusso dei migranti di origine africana.
Gli attraversamenti del Mediterraneo centrale, come si legge nella mappa, sono stati più di 40.000 nel 2013. Una cifra inferiore a quella dell’Emergenza Nord Africa del 2011 (circa 50.000), ma in deciso aumento nel corso del 2014. Stando alle fonti di stampa, a luglio di quest’anno abbiamo già superato le 80.000 unità e pertanto, se sarà confermata la tendenza in corso, a fine anno avremo abbondantemente superato il totale degli ingressi irregolari registrati in tutta la UE nel 2013.
Siamo dunque testimoni di un fenomeno nuovo che fa della rotta del Mediterraneo centrale non solo quella più battuta da chi cerca di attraversare le frontiere esterne dell’UE, ma anche quella che assorbe più migranti della somma di tutte le altre. Questo dato non potrà essere evidentemente ignorato dalle istituzioni comunitarie che, per forza di cose, dovranno concentrare maggiormente i propri sforzi su quest’area.
Per quanto riguarda l’origine dei migranti che attraversano il Mediterraneo centrale possiamo dire che, nella maggior parte dei casi, si possono sostanzialmente suddividere in tre aree di provenienza. Vi sono molte persone del Corno d’Africa (Somali ed Eritrei insieme ammontano a circa il 36% del totale) che passano dall’Etiopia e dal Sudan per poi imbarcarsi generalmente in Libia. Profughi siriani che si imbarcano per la maggior parte in Egitto o nella costa occidentale della Libia vicino a Zuwarah e, infine, migranti provenienti dall’Africa occidentale (Nigeria, Mali, Gambia, Senegal).
Le richieste di asilo in UE e in Italia
Sul fronte delle richieste di asilo assistiamo invece a una situazione diversa relativamente agli equilibri tra i vari Paesi dell’Unione. In tutta Europa se ne sono contate nel 2013 più di 430.000,2 anche in questo caso segnando un aumento rispetto agli anni precedenti. La nazionalità di asilanti più rappresentata è quella siriana (circa 50.000 domande), seguita da quella russa (più di 40.000 richieste, in gran parte di cittadini ceceni) e da quelle afghana, serba, pakistana e kosovara (con oltre 20.000 istanze ognuna).
Circa due terzi dei Siriani chiedono asilo in Svezia, Germania e Bulgaria. Quest’ultimo rappresenta uno dei principali Paesi europei di ingresso per i Siriani, mentre gli altri due Stati costituiscono le mete privilegiate. È interessante notare che il numero dei richiedenti asilo siriani è circa il doppio di quelli intercettati alla frontiera come migranti irregolari. Da ciò si deduce che una buona parte di loro attraversa il confine senza essere intercettato e che, presumibilmente, alcuni si trovavano già regolarmente in Europa ad altro titolo (motivi di lavoro, famiglia, turismo, ecc.) e hanno deciso di accedere alla procedura d’asilo.
I Paesi europei che accolgono più richiedenti asilo sono nell’ordine: la Germania (con circa 127.000 domande d’asilo), la Francia (con circa 65.000 istanze), la Svezia (circa 54.000 richieste, pari a quasi 2.000 richiedenti per milione di abitanti), il Regno Unito (con quasi 30.000 richiedenti) e, al quinto posto, l’Italia (con un numero vicino alle 28.000 domande d’asilo).
Se andiamo a vedere in quali Paesi europei si concentrano i richiedenti asilo che compongono il flusso migratorio che segue la rotta del Mediterraneo centrale descritto nel paragrafo precedente, scopriamo che gli Eritrei e i Somali – come i Siriani – privilegiano Svezia e Germania, mentre i Nigeriani, i Maliani e i Gambiani scelgono l’Italia. Dei migranti che sbarcano in Italia, dunque, solo quelli provenienti dall’Africa occidentale sembrano mostrare l’interesse a cercare qui una forma di protezione internazionale. E ciò è probabilmente da collegare anche a un atteggiamento più accogliente del nostro Paese rispetto a quello di altri Stati europei nei confronti delle istanze d’asilo presentate da persone di quest’area geografica, che, pur ricevendo un diniego alla loro domanda d’asilo, in Italia possono più facilmente ottenere una “protezione umanitaria”. L’Italia ne ha infatti concesse più di tutti nel 2013 (il 30% delle domande esaminate ha ottenuto questo esito, contro il 2% della Svezia, il 3% della Germania e il 4% del Regno Unito) e soprattutto a cittadini nigeriani (1.425 su circa 7.500 umanitari concessi). Siriani e Somali, che invece ottengono una protezione internazionale (status di rifugiato o protezione sussidiaria) rispettivamente nell’89% e nel 43% dei casi, collocandosi pertanto in cima alla lista dei migranti con più possibilità di ottenere l’asilo in Europa, privilegiano, come menzionato precedentemente, altri Paesi quali Svezia e Germania.
In conclusione possiamo affermare che l’Italia non è la meta più ambita dai migranti richiedenti asilo che compongono il flusso migratorio in entrata nel nostro Paese, fatta eccezione per una parte delle persone provenienti dall’Africa occidentale. A distanza di anni, si conferma quindi la tradizione del nostro Paese come luogo di transito più che di permanenza, almeno nelle intenzioni di chi lo attraversa (sebbene, com’è noto, le regole comunitarie costringono poi molte persone a fermarsi comunque in Italia). Chi ha maggiori opportunità di ottenere l’asilo preferisce dirigersi verso Paesi del nord Europa tradizionalmente più forti sia sul piano economico che su quello dei sistemi di welfare, dove ormai si sono stabilite famiglie e comunità di connazionali che fungono da elemento di attrazione e facilitazione per i percorsi di insediamento e integrazione. È molto probabile che l’impennata degli ingressi nel nostro Paese registrata nel 2014 modificherà parzialmente la graduatoria dei Paesi che accolgono più richiedenti asilo, ma difficilmente si raggiungeranno i numeri della Germania (in valore assoluto) o della Svezia (in percentuale sulla popolazione residente).
Mare Nostrum: arrivi e accoglienza in Emilia-Romagna

Operatori e operatrici cominciano i colloqui con i rifugiati nei giorni successivi al loro arrivo nella struttura di accoglienza, aprile 2014. Foto di Giovanni Zati
Alla data del 20 giugno 2013, giornata mondiale del rifugiato, si contavano già 1.600 migranti trasferiti in Emilia-Romagna a cominciare dal mese di febbraio nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum. Circa 500 di questi si erano immediatamente allontanati in modo volontario per raggiungere autonomamente altre mete, mentre le restanti 1.100 persone avevano scelto di beneficiare degli interventi di accoglienza predisposti in tutta fretta dalle Prefetture attraverso l’allestimento di oltre 80 strutture di accoglienza distribuite nelle diverse province della regione. Le nazionalità più rappresentate nei centri di accoglienza alla stessa data erano quelle dell’Africa occidentale, in particolare Mali, Nigeria, Gambia e Senegal. Erano contemporaneamente presenti anche persone di nazionalità asiatica tra cui, in particolare, un folto gruppo di Pakistani. Le persone che già si erano allontanate volontariamente erano in prevalenza Siriani ed Eritrei. […]
Amelia Frascaroli è Assessora alle politiche sociali del Comune di Bologna;
Chris Tomesani è Responsabile dell’Ufficio di Piano del Distretto di Bologna
Note
1 – I dati sugli ingressi irregolari sono tratti dal rapporto di Frontex: Anual Risk Analysis 2014, issued on14/05/2014. http://frontex.europa.eu/assets/Publications/Risk_Analysis/Annual_Risk_Analysis_2014.pdf
2 – I dati sulle richieste di asilo in Europa sono tratti dal rapporto Eurostat: Asylum applicants and first instance decisions on asylum applications: 2013, issued on 03/2014. http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_OFFPUB/KS-QA-14-003/EN/KS-QA-14-003-EN.PDF

