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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Media</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Media</title>
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		<title>Esiste ancora il diritto di asilo europeo e internazionale? La lectio magistralis di Patrick Weil a Bologna</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2018 07:56:36 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Patrick Weil]]></category>
		<category><![CDATA[Summer school]]></category>
		<category><![CDATA[Yale Law School]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre il tema dell’immigrazione continua a essere al centro delle agende politiche e del dibattito pubblico, il sistema europeo di asilo sembra essere sul punto di implodere. È noto che quello che emerge è solo la punta di un iceberg di una complessità che coinvolge questioni geopolitiche, economiche, ambientali e storiche e che soluzioni immediate [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/07/loc.jpg" rel="lightbox[8333]"><img class="alignnone size-full wp-image-8352" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/07/loc.jpg" alt="loc" width="611" height="458" /></a></p>
<p>Mentre il tema dell’<strong>immigrazione</strong> continua a essere al centro delle agende politiche e del dibattito pubblico, il sistema europeo di asilo sembra essere sul punto di implodere.<br />
È noto che quello che emerge è solo la punta di un iceberg di una complessità che coinvolge questioni geopolitiche, economiche, ambientali e storiche e che soluzioni immediate e semplici non esistono. Tuttavia, il fenomeno della mediatizzazione a cui stiamo assistendo nell’era dei <em>social</em> e del “rancore” ci porta a essere immersi in una deriva informativa fatta di affermazioni forti, spesso superficiali, di prese di posizioni nette in cui ogni fatto diventa una questione politica e di conseguenza viene trattato come un’emergenza da comprendere nel qui ed ora.<br />
Nonostante tutto questo, c’è chi non rinuncia ad approfondire e a cercare di capire, chiamando in causa esperti che forniscano piste di riflessioni competenti e basate su una analisi approfondita del fenomeno migratorio, nei suoi aspetti sociali, economici, giuridici.<br />
Per tale ragione all’interno della terza edizione della <a href="http://www.migrationschool.eu/">Summer School on Migration and Asylum</a> di Bologna, organizzata da <a href="http://www.africaemediterraneo.it/it/">Africa e Mediterraneo</a>, in collaborazione con <a href="http://www.laimomo.it/a/index.php/it/">Lai-momo</a> cooperativa sociale nell’ambito del progetto italiano “<a href="http://www.vocidiconfine.com/">Voci di Confine</a>” co-finanziato dall’Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo, è stato invitato <strong>Patrick Weil</strong>, docente alla <strong>Yale Law School</strong>, a tenere una <em>lectio magistralis</em> sugli sviluppi e le sfide del diritto di asilo a livello europeo e internazionale.<br />
Gli organizzatori e i partner accademici e istituzionali che li appoggiano hanno deciso di non riservare la lezione agli iscritti alla Scuola estiva, provenienti da diversi paesi del mondo, ma di aprire a tutta la cittadinanza quest’occasione unica di conoscenza e approfondimento. La lezione si svolgerà oggi <strong>lunedì 9 luglio</strong> alle ore <strong>14.30</strong> presso la <strong>Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio</strong> e sarà introdotta da Marco Lombardo, assessore alle Relazioni Europee e Internazionali e al Lavoro del Comune di Bologna.</p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/07/Locandina_lectio_magistralis_ok.jpg" rel="lightbox[8333]"><img class="alignnone size-full wp-image-8335" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/07/Locandina_lectio_magistralis_ok.jpg" alt="Locandina_lectio_magistralis_ok" width="432" height="611" /></a></p>
<p><strong><br />
Patrick Weil</strong>, storico e ricercatore francese specializzato sui temi dell’immigrazione, della cittadinanza e della legge costituzionale, ha all’attivo un’importante carriera politica e diplomatica, che prende avvio nel 1994 quando diventa Direttore di Ricerca all’Istituto CNRS presso il Centro per la storia sociale del XX secolo dell’Università di Parigi. Dal 1996 al 2002 è stato membro dell’Alto Consiglio per l’integrazione ed è presidente dell’ONG Libraries Without Borders, un’importante organizzazione di sviluppo attraverso la cultura e la conoscenza a livello internazionale. Attualmente è professore presso la Yale University School of Law del Connecticut (USA). Il professore terrà la sua lezione in inglese e sarà distribuito un abstract in italiano.</p>
<p>L’edizione 2018 della Summer School on Migration and Asylum, che avrà luogo a Bologna <strong>dal 9 al 14 luglio</strong>, è stata progettata per affrontare il tema concreto e attualissimo dell’integrazione dei migranti e dei rifugiati nel <strong>mercato del lavoro</strong> in Europa e le pratiche discriminatorie in ambito professionale.<br />
Le lezioni e i laboratori con esperti del settore e docenti provenienti da diversi stati europei vogliono offrire approfondimenti e migliorare l’efficacia di chi lavora, o chi intende lavorare, nell’ambito professionale dell’integrazione dei migranti, così come nella comunicazione e nella ricerca accademica relative a questo argomento. Con la terza edizione della Summer School Bologna si conferma come punto d’incontro di una rete sempre più ampia di operatori, esperti e professionisti che continuano lo sforzo di affrontare e comprendere il fenomeno migratorio nelle sue diverse fasi e di gestire in modo arricchente e positivo per tutti le diverse relazioni che esso genera.</p>
<p>Per maggiori informazioni: <a href="http://www.migrationschool.eu">www.migrationschool.eu<br />
</a>L&#8217;evento è su facebook: <a href="https://bit.ly/2tZJhSp">https://bit.ly/2tZJhSp</a></p>
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		<title>“Rompiamo il silenzio sull’Africa”: l’appello di padre Alex Zanotelli</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/rompiamo-il-silenzio-sullafrica-lappello-di-padre-alex-zanotelli/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jul 2018 07:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Alex Zanotelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Si riporta l&#8217;appello di Padre Alex Zanotelli, missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace, che si è rivolto ai giornalisti italiani per diffondere la verità sulle situazioni vissute dalle popolazioni africane. «Rompiamo il silenzio sull’Africa. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si riporta l&#8217;appello di Padre Alex Zanotelli, missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace, che si è rivolto ai giornalisti italiani per diffondere la verità sulle situazioni vissute dalle popolazioni africane.</p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/07/2.jpg" rel="lightbox[8324]"><img class="alignnone size-full wp-image-8325" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/07/2.jpg" alt="2" width="611" height="247" /></a></p>
<p>«Rompiamo il silenzio sull’Africa. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo.</p>
<p>Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.</p>
<p>Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.</p>
<p>So che i mass-media, purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.</p>
<p>Mi appello a voi giornalisti, e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.</p>
<p>È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.</p>
<p>È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.</p>
<p>È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.</p>
<p>È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.</p>
<p>È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.</p>
<p>È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.</p>
<p>È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa, soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.</p>
<p>È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.</p>
<p>È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.</p>
<p>È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).</p>
<p>Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.</p>
<p>Questo crea la paranoia dell&#8217;”invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.</p>
<p>Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact, contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.</p>
<p>Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.</p>
<p>Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).</p>
<p>Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?</p>
<p>Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.</p>
<p>*Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace.</p>
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		<title>Al via la campagna “Voci di confine”, per raccontare il bello della migrazione</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 13:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Un racconto che passa attraverso storie, dati e buone pratiche territoriali, per dimostrare che il fenomeno migratorio può rappresentare una grande opportunità di sviluppo e arricchimento della nostra società. È questo, in breve, il progetto Voci di Confine, al quale partecipa anche l’associazione Africa e Mediterraneo. L’obiettivo principale è raggiungere 4 milioni di contatti, offrendo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/04/Amref_Voci-di-Confine_A4_ORIZ_LAVORO.jpg" rel="lightbox[8232]"><img class="alignnone  wp-image-8233" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/04/Amref_Voci-di-Confine_A4_ORIZ_LAVORO.jpg" alt="Amref_Voci di Confine_A4_ORIZ_LAVORO" width="614" height="434" /></a></p>
<p>Un racconto che passa attraverso storie, dati e buone pratiche territoriali, per dimostrare che il fenomeno migratorio può rappresentare una grande <strong>opportunità di sviluppo e arricchimento della nostra società.</strong></p>
<p>È questo, in breve, il progetto <a title="Voci di confine" href="http://www.vocidiconfine.com/" target="_blank">Voci di Confine</a>, al quale partecipa anche l’associazione Africa e Mediterraneo. L’obiettivo principale è raggiungere 4 milioni di contatti, offrendo una narrazione alternativa a quella che racconta la migrazione come un’invasione, un “problema” da risolvere. La realtà &#8211; dei fatti, dei dati e delle singole storie &#8211; smentisce, infatti, questa visione purtroppo diffusa. Voci di Confine vuole quindi dare visibilità alle opportunità che la migrazione può generare, <strong>non solo per chi parte, ma anche per chi accoglie</strong>.</p>
<p>Per raggiungere questo obiettivo, il sito <a title="Voci di confine" href="http://www.vocidiconfine.com/" target="_blank">Voci di Confine</a> dedica una sezione alle <strong>storie</strong> di migranti, che testimoniano la ricchezza degli incontri fra culture, un’altra ai <strong>dati</strong> statistici, che chiariscono l’effettiva portata del fenomeno migratorio ed evidenziano le possibilità di sviluppo.</p>
<p>Si racconta l’aspetto <strong>economico </strong>del fenomeno, ma anche quello <strong>sociale</strong>, con approfondimenti su razzismo, religioni, corridoi umanitari, seconde generazioni e molto altro. Tra i temi, oltre a quello del lavoro, la campagna toccherà quello dei matrimoni misti, che sono circa il 10% del totale delle unioni nel nostro Paese, attestandosi tra i 20 e 17 mila celebrati ogni anno.</p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/04/Amref_Voci-di-Confine_A4_ORIZ_AMORE.jpg" rel="lightbox[8232]"><img class="alignnone  wp-image-8235" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/04/Amref_Voci-di-Confine_A4_ORIZ_AMORE.jpg" alt="Amref_Voci di Confine_A4_ORIZ_AMORE" width="620" height="438" /></a></p>
<p>Molti sono i dati a livello economico, forniti dal <a href="http://www.dossierimmigrazione.it/" target="_blank">Centro Studi e Ricerche IDOS</a> e raccolti nel sito di Voci di Confine. Basti pensare che i lavoratori stranieri versano ogni anno 9 miliardi di contributi previdenziali, un apporto fondamentale per il sistema pensionistico italiano. I numeri smentiscono anche alcuni luoghi comuni molto diffusi: secondo le stime fornite da IDOS, per esempio, l’Africa è il continente con la più bassa percentuale di migranti internazionali nel mondo (13,4%).</p>
<p>Tra i canali utilizzati dalla campagna ci sarà anche la <strong>radio</strong>, con vari passaggi su diverse emittenti nazionali, che daranno esposizione ad alcune storie significative. Inoltre, saranno promossi <strong>video</strong> realizzati in alcune regioni africane di confine, come quello che racconta la risposta dell’Uganda per quanto riguarda l’accoglienza di profughi sudsudanesi e non solo.</p>
<p>Il progetto prevede anche percorsi educativi nelle scuole e negli spazi di educazione informale; incontri territoriali che vedranno protagonisti le associazioni delle diaspore e di volontariato, gli enti locali, le ONG e i soggetti privati.</p>
<p>Voci di Confine è un progetto finanziato dall’<a title="AICS" href="https://www.aics.gov.it/" target="_blank">Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo</a>.<br />
<a title="AMREF" href="https://www.amref.it/" target="_blank">Amref Health Africa</a> è capofila di una rete composta da Amref Health Africa – Headquarters, Africa e Mediterraneo, Associazione Le Réseau, CSV Marche – Centro Servizi per il Volontariato delle Marche, Centro Studi e Ricerche Idos (IDOS), Comitato Permannte per il Partenariato Euromediterraneo (COPPEM), Comune di Lampedusa, Comune di Pesaro, Etnocom, Internationalia, Provincia Autonoma di Bolzano, Regione Puglia, Rete della Diaspora Africana Nera in Italia (REDANI), Step4, Terre des Hommes Italia.</p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/04/voci-1-e1509962650693.jpg" rel="lightbox[8232]"><img class="alignnone  wp-image-8236" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/04/voci-1-e1509962650693.jpg" alt="voci-1-e1509962650693" width="626" height="368" /></a></p>
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		<item>
		<title>L’Africa si racconta. Dal griot all’influencer digitale: il nuovo numero della rivista Africa e Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2018 15:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria e letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Come si racconta, oggi, l’Africa e in Africa? L’elaborazione di narrazioni, la comunicazione di opinioni e l’informazione sull’attualità passano oggi per forme e modi caratterizzati da immediatezza, velocità, interattività. Profili Facebook e Instagram, canali YouTube, blog e produzioni televisive veicolano un flusso costante di storie, immagini, rappresentazioni. Anche in gran parte dei Paesi africani, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/03/AeM87_600x400_news.jpg" rel="lightbox[8151]"><img class="alignnone  wp-image-8152" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/03/AeM87_600x400_news.jpg" alt="AeM87_600x400_news" width="656" height="437" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come si racconta, oggi, l’Africa e <em>in</em> Africa?</p>
<p>L’elaborazione di narrazioni, la comunicazione di opinioni e l’informazione sull’attualità passano oggi per forme e modi caratterizzati da immediatezza, velocità, interattività. Profili Facebook e Instagram, canali YouTube, blog e produzioni televisive veicolano un flusso costante di storie, immagini, rappresentazioni.<br />
Anche in gran parte dei Paesi africani, i <em>media</em> contemporanei fanno sì che le persone siano al tempo stesso produttrici e fruitrici autonome di una narrazione sulle questioni sociali, i rapporti umani, la politica, i grandi temi come la povertà, la corruzione, la democrazia. Una narrazione &#8211; resa globale, interattiva e social grazie al <em>web</em> 2.0 &#8211; che va oltre i confini dei singoli Paesi e del continente stesso.</p>
<p>Partendo da queste premesse, il dossier del <strong>numero 87</strong> di <em><strong>Africa e Mediterraneo</strong></em> propone una riflessione sulle modalità e i contenuti del racconto che l’Africa fa a se stessa e di se stessa, spesso reinterpretando in maniera originale &#8211; a partire dalle specifiche e diversissime contingenze locali &#8211; le nuove dinamiche iperconnettive del <em>web,</em> tra la persistenza di media tradizionali e l’irrompere di nuove piattaforme.</p>
<p>La condivisione <em>social</em> offre spazi alternativi di dialogo, soprattutto quando la libertà di espressione è limitata. L’articolo di<strong> Irene Brunotti</strong> analizza la pratica delle contestazioni diffuse <em>online</em> nei confronti dei messaggi scritti sulla lavagna <em>Sauti ya Kisonge</em>, uno strumento usato a Zanzibar per diffondere affermazioni a favore del partito di governo.<br />
Anche serie tv popolari inducono a riflettere su importanti temi sociali: il contributo di <strong>Dieynaba Gabrielle Ndiaye</strong> evidenzia come in Senegal l’economia di mercato e il consumismo abbiano avuto un impatto sul sistema di valori: un cambiamento che emerge, inevitabilmente, anche in prodotti culturali come film e serie tv.<br />
L’articolo di <strong>Nelly Diop</strong> individua linee di continuità e innovazione nei temi e negli strumenti espressivi di varie modalità di racconto, dal teatro alle serie tv, della società senegalese dall’indipendenza a oggi.<br />
La panoramica nei <em>media</em> africani curata da <strong>Rossana Mamberto</strong>, infine, presenta casi da Nigeria, Kenya, Senegal, Ghana, Camerun: giovani <em>designer,</em> giornalisti-rapper e <em>blogger</em> che innovano i codici comunicativi e conquistano un pubblico trasversale, promuovendo il potenziale africano e rispondendo alla sfida del digitale.</p>
<p>Ulteriori spunti e approfondimenti provengono dalle altre sezioni della rivista: <strong>immigrazione, fumetto, arte</strong> ed <strong>eventi.</strong><br />
Al seguente link è possibile consultare il sommario e acquistare la rivista: <a href="http://bit.ly/2FD2Zb9" target="_blank">http://bit.ly/2FD2Zb9</a></p>
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		<item>
		<title>L’Africa si racconta: la nuova call di Africa e Mediterraneo!</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/lafrica-si-racconta-la-nuova-call-di-africa-e-mediterraneo/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 10:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[È uscita la nuova call for papers della rivista Africa e Mediterraneo. Tema del dossier sarà il racconto che l’Africa fa a se stessa, in particolare tramite le forme espressive dei nuovi media. Profili Facebook e Instagram, canali YouTube, blog, veicolano oggi un flusso costante di informazioni, condividendo video, immagini, contenuti, creando reti e incentivando [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È uscita la nuova <em>call for papers</em> della rivista Africa e Mediterraneo. Tema del dossier sarà il <strong>racconto che l’Africa fa a se stessa</strong>, in particolare tramite le forme espressive dei <strong>nuovi media</strong>.</p>
<p>Profili Facebook e Instagram, canali YouTube, blog, veicolano oggi un flusso costante di informazioni, condividendo video, immagini, contenuti, creando reti e incentivando altre condivisioni, in un codice linguistico in continua evoluzione. <em>Influencer, blogger</em> e figure <em>social,</em> originari del continente, hanno pagine seguite e commentate da numerosi utenti, con l’immediatezza e la velocità proprie della comunicazione 2.0.<br />
Resta grande il seguito del mezzo televisivo: programmi come <em>reality show</em> e <em>soap opera</em> hanno un vasto riscontro di pubblico e propri codici linguistici e comunicativi.<br />
Inoltre, da non trascurare, è l’impatto del racconto dei <em>media</em> africani sulla comunità della diaspora, in un linguaggio transnazionale che passa anche per la musica e la danza, nella condivisione di un’identità e di un’appartenenza comune.</p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2017/10/africa_media.jpg" rel="lightbox[7989]"><img class="alignnone size-full wp-image-7991" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2017/10/africa_media.jpg" alt="africa_media" width="650" height="433" /></a></p>
<p>I <em>mass media</em> contemporanei fanno sì, quindi, che oggi più che mai le popolazioni dei Paesi africani siano al tempo stesso produttrici e fruitrici autonome di un discorso – tramite canali in parte tradizionali in parte innovativi – sulla vita in Africa e sull’identità delle comunità africane, con una narrazione che travalica i confini dei singoli Paesi e del continente stesso.</p>
<p>A partire da queste premesse il numero 87 di Africa e Mediterraneo intende riflettere su forme e contenuti del racconto che l’Africa fa a se stessa, in particolare, ma non esclusivamente, nelle nuove dinamiche interattive del <em>web</em> 2.0.</p>
<p>Le proposte potranno trattare i seguenti temi, secondo vari approcci disciplinari:<br />
&#8211; chi sono i maggiori <em>influencer</em> africani<br />
&#8211; forme, diffusione e fruizione dei <em>media</em> tradizionali in Africa<br />
&#8211; forme, diffusione e fruizione dei nuovi <em>media</em> in Africa<br />
&#8211; tipologia dei contenuti e delle immagini veicolate<br />
&#8211; impatto che hanno sulle comunità della diaspora<br />
&#8211; modalità di ingresso di comunicatori africani nel campo mediatico europeo<br />
&#8211; impatto sulla percezione dell’Africa e dei Paesi africani su altre culture</p>
<p><strong>Scadenze per l’invio:</strong><br />
Invio delle proposte (400 parole al massimo): <strong>25 ottobre 2017</strong><br />
Invio del contributo (in caso di accettazione): <strong>30 novembre 2017</strong><br />
Le proposte dovranno pervenire agli indirizzi:<br />
s.federici@africaemediterraneo.it e m.scrivo@africaemediterraneo.it.<br />
Gli articoli e le proposte potranno essere inviate in italiano, inglese e francese.</p>
<p>Qui di seguito è possibile leggere e scaricare la <em>call for papers</em>.</p>
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<iframe class="pdfjs-viewer" width="100%" height="849px" src="https://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/plugins/pdf-viewer/stable/web/viewer.html?file=http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2017/10/call_ita_87.pdf"></iframe> 
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		<title>Accoglienza, una scelta positiva</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2016 07:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, è stato lanciato il video di animazione realizzato da Bologna cares!, la campagna di comunicazione del Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) del Comune di Bologna. L’accoglienza dei richiedenti asilo come attività necessaria e ordinaria dello scenario sociale di oggi e del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2016/06/bologna-cares-2016-scelta-positiva-youtube.jpg" rel="lightbox[7591]"><img class="alignnone wp-image-7597 size-full" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2016/06/bologna-cares-2016-scelta-positiva-youtube-e1466667011356.jpg" alt="bologna-cares-2016-scelta-positiva-youtube" width="620" height="349" /></a></p>
<p>Lunedì 20 giugno, <strong>in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato</strong>, è stato lanciato il <strong>video di animazione realizzato da <a href="http://bolognacares.it/" target="_blank"><em>Bologna cares!</em></a></strong>, la campagna di comunicazione del <a href="http://www.sprar.it/" target="_blank">Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR)</a> del Comune di Bologna.</p>
<p>L’<strong>accoglienza dei richiedenti asilo come attività necessaria</strong> e ordinaria dello scenario sociale di oggi e del futuro: questo il tema della campagna<em> Bologna cares!</em> 2016.</p>
<p>Ѐ su quest’idea che si fonda il video di animazione della campagna, realizzato dallo studio <a href="http://www.bloomik.com/bloomik/contact.php" target="_blank">Bloomik</a>: <strong>un sistema di accoglienza strutturato ha ricadute positive e costruttive su tutto il tessuto sociale</strong>, mentre, al contrario, la “mancanza di accoglienza” produce povertà ed esclusione. Scegliere l’accoglienza quindi significa <strong>favorire la costruzione di un sistema che produce relazioni, integrazione e crescita</strong>. Il video è stato proiettato il 20 giugno in Piazza Maggiore nell’ambito della rassegna “<a href="http://www.cinetecadibologna.it/sottolestelledelcinema2015" target="_blank">Sotto le Stelle del Cinema</a>” diretta dalla <a href="http://www.cinetecadibologna.it/" target="_blank">Cineteca di Bologna</a>, ed è stato molto apprezzato dal pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/XcXTqYlyJy4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Call for papers on &#8220;Sport and migration&#8221; &#8211; Africa e Mediterraneo no. 84/2016</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 16:18:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[It is generally accepted that sport is one of the most relevant social phenomenon in today’s society. The idea of sport as a pure passion or something to discuss while enjoying a coffee belongs to the past: today, sport is mostly represented and nurtured through the media, which has transformed it into a consumable commodity [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2016/03/foto-2.jpg" rel="lightbox[7552]"><img class="alignnone wp-image-7553 size-full" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2016/03/foto-2-e1457021440146.jpg" alt="©UNHCR/Brian Sokol" width="620" height="413" /></a></p>
<p>It is generally accepted that sport is one of the most relevant social phenomenon in today’s society. The idea of sport as a pure passion or something to discuss while enjoying a coffee belongs to the past: today, sport is mostly represented and nurtured through the media, which has transformed it into a consumable commodity which is at the same time a cultural product, show business, an educational and socialization instrument and much more. Moreover, sport represents <strong>a precious tool for social integration since it expresses the multicultural nature of Western society with all its contradictions</strong>.</p>
<p>From this perspective, one of the strongest representations sport has offered – and football in particular – was the victory of the French National Team during the FIFA World Cup in 1998, when the whole French nation identified with the French team, which was known as the “three-Bs team – black, blanc, beur”, and composed of French nationals with different ethnic backgrounds as a result of the social integration policy fostered by the Chirac Government. However, 20 years later, the terrorist attack of November 2015 at the Stade de France, one of the symbols of the 1998 World Cup, represents, according to Stefano Martelli (mentepolitica.it 21/11/2015), the failure of such a policy.</p>
<p>If football is then a significant experience for hundreds of millions of people (supporters and/or practitioners) – a “total social fact” in Marcel Mauss’ words – it is necessary to ask why Italian and European football «have witnessed a<strong>n escalation in the quantity and type of racist actions which have involved many supporters, players, managers and representatives of football institution</strong>s. International organizations and institutions such as the European Union, the UN and the World Bank have stepped in to exhort the Member States to fight this phenomenon by considering it as part of a bigger perspective of the spreading of racist feelings among the public and the rise of xenophobic political parties and movements» (R. Pedretti, 2015). Players such as Mario Balotelli, Angelo Ogbonna and Stefano Osaka represent, thanks to the fame they enjoy, the visible tip of a much bigger and complex phenomenon that moves with difficulty in a world that still struggles to think in terms of integration and equality. The <strong>antidiscrimination campaigns</strong> run by organizations such as FARE (Football Against Racism in Europe) or initiatives like the <em>Mondiali Antirazzisti</em> (Antiracist World Games) do not seem to be successfully piercing the indifference of distracted ruling classes and heated supporters.</p>
<p>Sport is then a universal practice, but fraught with contradictions: <strong>despite being open to players of all origins, genders, social classes, many athletes in Europe are victims of injustice, discriminations, and racist events of different kinds</strong>. Despite that, 64% of European citizens consider sport (including competitive sport) as a tool with which to fight every form of discrimination (W. Gasparini, 2012).<br />
The media narratives which tell the stories of successful athletes of foreign origin in Europe make the athletes nonetheless positive examples, and have a great impact both on their original society and on the second generation of migrants in Europe. Beyond the symbolic aspect and the production of meaning – and therefore of consensus – concerning champions and stars, the practice of sport represents a socializing element for citizens of all ages in the communities and neighbourhoods around sport associations (laic or religious). We are more and more aware of the <strong>need to fully include sport in the framework of social polices</strong> and to define more precisely what instruments can be deployed to make it a useful resource for the integration of citizens of foreign origin and for the fight against social exclusion. Recent examples of inclusion of asylum seekers within local sport associations of the territories where they are hosted seem to confirm such potential.</p>
<p>Pierre Bourdieu, who defined culture as an element that is experienced differently by people belonging to different classes, invited us to consider sport not only as a leisure activity but also as a social practice that – also through body control and body culture – is enacted in different shapes and produces specific effects that reflect the social position of the practitioner, who can then accumulate “cultural capital” (P. Bourdieu, 1978).</p>
<p>Starting with these assumptions, the issue 84 of the journal Africa e Mediterraneo aims to discuss <strong>sport as an instrument, practice, and socio-cultural resource which is able to facilitate social integration of migrant citizens and asylum seekers</strong> in the hosting countries and to <strong>increase the “cultural capital” and the “social capital” among migrants and natives</strong> at the local level.</p>
<p>Contributions dealing with the following subjects from different disciplinary approaches are welcome:<br />
&#8211; terms and contents in the use of sport as an instrument for integration and fight against social exclusion of asylum seekers and migrants;<br />
&#8211; sport practices by refugees and migrants in Europe;<br />
&#8211; antidiscrimination campaigns in sport;<br />
&#8211; sport as an instrument for social climbing for asylum seekers and migrants;<br />
&#8211; debate and representation of sport in the African media;<br />
&#8211; sport, racism and inclusion in social media and in the European mainstream media;<br />
&#8211; successful examples of athletes from the Global South and their impact on countries of origin and young migrants.</p>
<p><strong>Deadline for submission:</strong></p>
<p>The proposals (max. 400 words) must be submitted <strong>no later than March 25th 2016</strong> to the following email addresses <a href="mailto:s.federici@africaemediterraneo.it" target="_blank">s.federici@africaemediterraneo.it</a> ; <a href="mailto:c.mara@africaemediterraneo.it" target="_blank">c.mara@africaemediterraneo.it</a>.<br />
The editorial committee will examine the proposals. If the proposal is accepted, the complete article with the related abstract (abstract max. 100 words, preferably in English) and a short biography of the author must be submitted by May 25th 2016.<br />
<a href="http://www.africaemediterraneo.it/en/journal/" target="_blank">Africa e Mediterraneo</a> is a peer reviewed journal.<br />
The articles and the proposals can be submitted in the following languages: Italian, English and French.</p>
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		<item>
		<title>Folilà: musiche dal mondo in onda sugli Appennini</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 13:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Dal 17 febbraio, gli Appennini bolognesi inizieranno a ballare ai ritmi della musica subsahariana! Arriva la trasmissione “Folilà” su Radio Frequenza Appennino, che dà spazio ai richiedenti asilo ospiti delle strutture di accoglienza del distretto di Porretta Terme per condividere con gli ascoltatori la musica tradizionale del loro Paese. Le persone accolte provengono dall’Africa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_7539" style="width: 630px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2016/02/IMG_70501.jpg" rel="lightbox[7537]"><img class="wp-image-7539 size-full" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2016/02/IMG_70501-e1455538378806.jpg" alt="" width="620" height="349" /></a><p class="wp-caption-text">Registrazione delle prime puntate di Folilà</p></div>
<p>Dal 17 febbraio, gli Appennini bolognesi inizieranno a ballare ai ritmi della <strong>musica subsahariana!</strong></p>
<p>Arriva la trasmissione<strong> “<a href="http://www.frequenzappennino.com/audio/folila/" target="_blank">Folilà</a>” </strong>su Radio Frequenza Appennino, che dà spazio ai <strong>richiedenti asilo ospiti delle strutture di accoglienza del distretto di Porretta Terme</strong> per condividere con gli ascoltatori la musica tradizionale del loro Paese.</p>
<p>Le persone accolte provengono dall’<strong>Africa Occidentale, dal Pakistan e dal Bangladesh</strong>; sono accolte in appartamenti gestiti dalla <a href="http://laimomo.it/" target="_blank">società cooperativa Lai-momo</a> e hanno voglia di incontrarsi con la comunità locale offrendo alcuni elementi di ricchezza culturale dei loro territori.<br />
In onda, non si parla del viaggio, delle tragedie lasciate alle spalle né delle difficoltà dell’arrivo:<strong> Folilà è un momento di gioia e di positività, dove la musica fa da legame tra Italiani e stranieri. </strong></p>
<p>Le due prime puntate sono state registrate da ragazzi maliani accolti in un appartamento a Castel d’Aiano, <strong>hanno selezionato personalmente i brani da passare</strong>, che hanno poi introdotto brevemente durante la registrazione per presentarli agli ascoltatori: <strong>è una sfida parlare italiano in radi</strong>o, ma è anche una bella opportunità per migliorare la loro padronanza della lingua.</p>
<p>Inoltre, questo consente loro di <strong>conoscere i giovani ragazzi italiani</strong> che animano la redazione di RFA e di imparare alcune tecniche radiofoniche di base.</p>
<p><strong>“Folilà”, che in lingua africana Bambarà significa “suonatori di tamburo”</strong>, andrà in onda a cadenza settimanale a partire dal 17 febbraio alle 11; sarà possibile riascoltarla in replica il sabato alla stessa ora ed in podcast sul sito di <a href="http://www.frequenzappennino.com." target="_blank">Radio Frequenza Appennino</a>.</p>

<a href='https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/radio-folila/img_6989/'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2016/02/IMG_6989-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_6989" /></a>
<a href='https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/radio-folila/img_6993/'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2016/02/IMG_6993-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Registrazioni Radio Folilà" /></a>
<a href='https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/radio-folila/img_7064/'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2016/02/IMG_7064-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_7064" /></a>

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		</item>
		<item>
		<title>A scuola per sfatare alcuni miti sull’immigrazione!</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/a-scuola-per-sfatare-alcuni-miti-sullimmigrazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 09:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione interculturale]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Tavola Valdese]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; In che modo i media influiscono sulla nostra percezione della realtà? Quanti sono i richiedenti asilo in Italia? E quanti gli italiani residenti all’estero? Africa e Mediterraneo prosegue con le sue attività di educazione interculturale in diverse scuole italiane. L’obiettivo è quello di dialogare con gli studenti e accompagnarli verso una conoscenza e comprensione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2016/01/DSC_0297.jpg" rel="lightbox[7516]"><img class="alignnone wp-image-7528 size-full" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2016/01/DSC_0297-e1453195355307.jpg" alt="DSC_0297" width="620" height="465" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In che modo i media influiscono sulla nostra percezione della realtà? Quanti sono i richiedenti asilo in Italia? E quanti gli italiani residenti all’estero?</p>
<p><a href="http://africaemediterraneo.it/" target="_blank">Africa e Mediterraneo</a> prosegue con le sue attività di educazione interculturale in diverse scuole italiane. L’obiettivo è quello di <strong>dialogare con gli studenti e accompagnarli verso una conoscenza e comprensione critica dei fenomeni attuali, verso il superamento dei pregiudizi e la comprensione dell’altro.</strong> Il progetto Media4= Media for Equality, cofinanziato dalla <a href="http://www.ottopermillevaldese.org/" target="_blank">Tavola Valdese</a> a settembre 2015, ha l’obiettivo di incoraggiare il dialogo interculturale e promuovere una cultura antirazzista tra le giovani generazioni in 3 regioni italiane: Emilia Romagna, Piemonte e Sardegna.</p>
<p>Ma come farlo? Conoscendo, conoscendosi, aprendosi verso ciò che si crede di sapere o che non si conosce e sapendo che lo stereotipo tradisce se stesso nel momento in cui lo si va ad analizzare.</p>
<p>Il percorso didattico è suddiviso in due momenti, una <strong>prima fase di lettura-riflessione</strong> attraverso i materiali educativi di Africa e Mediterraneo: i <a href="http://www.comix4equality.eu/italiano-i-materiali-di-comix4/?lang=it" target="_blank">fumetti realizzati dai giovani europei con background migrante</a> e <a href="http://www.africaemediterraneo.it/it/portfolio/africa-comics/" target="_blank">quelli realizzati dagli artisti africani</a> che in vario modo negli anni hanno collaborato con la nostra associazione. La <strong>seconda fase</strong> è quella più appassionante per gli studenti: <strong>tavole a fumetto, murales e ricette anti-razziste</strong> per gli istituti alberghieri sono i <strong>materiali</strong> <strong>da realizzare durante i laboratori</strong>.</p>
<p>A Bologna, in cui la fase laboratoriale sta per concludersi, vogliamo condividere l’esperienza della 3A dell’IC12. <strong>La 3A ha incontrato 3 richiedenti asilo ospitati presso una struttura di accoglienza della città, e insieme stanno lavorando alla realizzazione del murales anti-razzista.</strong> “Ci racconti come vive un ragazzino di 12 anni nel tuo paese? Come vedi il tuo futuro in Italia? Ti piace la pizza? Che musica ascolti?” Queste sono alcune delle domande che gli studenti hanno posto ai tre ragazzi che hanno ospitato in classe, condividendo parte delle loro esperienze e punti di vista. Suddivisi in gruppi, gli studenti hanno poi lavorato alla creazione dell’immagine da realizzare sul muro e dopo gli auguri e i regali di Natale, il muro della scuola inizia finalmente a prendere forma.</p>
<p>I laboratori stanno per iniziare anche ad Alghero e a Torino, continuate a seguirci!</p>

<a href='https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/a-scuola-per-sfatare-alcuni-miti-sullimmigrazione/dsc_0223/'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2016/01/DSC_0223-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="DSC_0223" /></a>
<a href='https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/a-scuola-per-sfatare-alcuni-miti-sullimmigrazione/dsc_0231/'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2016/01/DSC_0231-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="DSC_0231" /></a>
<a href='https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/a-scuola-per-sfatare-alcuni-miti-sullimmigrazione/dsc_0301/'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2016/01/DSC_0301-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="DSC_0301" /></a>
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		<title>Salviamo Samandal dalla censura</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 15:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Fumetto]]></category>
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		<category><![CDATA[Libano]]></category>

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		<description><![CDATA[L’organizzazione non-profit libanese Samandal chiede aiuto alla comunità di lettori e del web per combattere la censura. Samandal pubblica dal 2007 antologie di fumetti, e ospita eventi legati al mondo del fumetto. Nel 2009, tre dei quattro editori sono stati accusati dallo Stato libanese di incitare al conflitto settario, di denigrare la religione, di pubblicare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2015/12/Samandal1.jpg" rel="lightbox[7491]"><img class="alignnone size-full wp-image-7492" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2015/12/Samandal1.jpg" alt="Samandal1" width="620" height="372" /></a></p>
<p><strong>L’organizzazione non-profit libanese <a href="https://www.facebook.com/Samandal-Comics-110279222339419/" target="_blank">Samandal </a>chiede aiuto alla comunità di lettori e del web per combattere la censura.</strong> Samandal pubblica dal 2007 antologie di fumetti, e ospita eventi legati al mondo del fumetto.</p>
<p>Nel 2009, <strong>tre dei quattro editori sono stati accusati dallo Stato libanese</strong> di incitare al conflitto settario, di denigrare la religione, di pubblicare false notizie, e di diffamare “personalità cristiane”, in riferimento a pannelli pubblicati nel numero 7, intitolato “Revenge”.</p>
<p>Samandal ricorda però che i pannelli sono stati letti <strong>fuori dal loro contesto</strong>, e interpretati attraverso il filtro di una lettura strettamente settaria. Dopo cinque anni di causa, <strong>Samandal è stato condannato</strong> a pagare 30 milioni di Lire libanesi.</p>
<p>Questa somma rappresenta una dura prova per l’ONG, che ha annunciato che il numero “Geography”, pubblicato recentemente, potrebbe essere l’ultimo.</p>
<p>Per saperne di più, <strong>guardate il video</strong> realizzato da Samandal per la <strong>campagna di crowdfunding</strong> e visitate la loro pagina su <a href="https://www.indiegogo.com/projects/the-people-vs-samandal-comics--2#/%20" target="_blank">Indiegogo</a>!</p>
<p><iframe src="https://www.indiegogo.com/project/the-people-vs-samandal-comics--2/embedded" width="222px" height="445px" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
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