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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Sviluppo</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Sviluppo</title>
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		<title>PER UN MONDO PIÙ GIUSTO: IL REPORT L20 2024 UNA VISIONE DALLE PERIFERIE DEL MONDO</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 10:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[ONG]]></category>
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		<category><![CDATA[Report 2024 L20]]></category>
		<category><![CDATA[Tonino Perna]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 18 novembre 2024. Mentre i leader del G20 si riuniscono per firmare gli accordi contro la povertà e la fame, l&#8217;Associazione Last20 APS lancia un appello urgente non dimenticare gli &#8220;ultimi&#8221;, i 20 paesi più impoveriti del mondo, gli L20.  In occasione del summit, l&#8217;Associazione presenta il Report 2024 L20, un&#8217;analisi dettagliata delle crisi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Roma, 18 novembre 2024.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Mentre i leader del G20 si riuniscono per firmare gli accordi contro la povertà e la fame, l&#8217;<strong>Associazione Last20 APS</strong> lancia un appello urgente non dimenticare gli &#8220;ultimi&#8221;, <strong>i 20 paesi più impoveriti del mondo</strong>,<strong> gli L20</strong>.<span class="Apple-converted-space">  </span>In occasione del summit, l&#8217;Associazione presenta il <strong>Report 2024 L20</strong>, un&#8217;analisi dettagliata delle crisi che affliggono questi paesi, dimenticate dai media. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">I 20 paesi sono: Afghanistan, Burkina Faso, Burundi, Repubblica Centrafricana, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Gambia, Haiti, Liberia, Madagascar, Malawi, Mali, Mozambico, Niger, Sierra Leone, Somalia, Sud Sudan, Togo e Yemen.</span></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-9786" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/11/globe-6784804-1024x681.jpg" alt="globe-6784804" width="600" height="399" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8220;Non possiamo parlare di sviluppo e di giustizia globale senza considerare la realtà di questi paesi,&#8221; afferma <strong>Tonino Perna</strong>, Presidente dell&#8217;Associazione Last20. &#8220;Il nostro Report offre una prospettiva unica, quella di chi vive quotidianamente le conseguenze della povertà, dei cambiamenti climatici, dei conflitti e delle disuguaglianze.&#8221; Il Report 2024 L20 si basa su dati forniti dalle Agenzie internazionali delle Nazioni Unite, della Banca Mondiale, del FMI o raccolti sul campo, attraverso testimonianze dirette e analisi di esperti, o da membri delle diaspore, offrendo un quadro completo della situazione nei paesi L20.<span class="Apple-converted-space">  </span>Tra i temi chiave:</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Crisi climatica</b>:<span class="Apple-converted-space">  </span>La gran parte dei Paesi L20 sono i più colpiti dagli effetti del cambiamento climatico, nonostante siano i meno responsabili delle emissioni globali.<span class="Apple-converted-space">  </span>Molto rari sono gli interventi di mitigazione e prevenzione delle catastrofi ambientali (siccità, alluvioni, ecc.) </span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Conflitti e instabilità</b>:<span class="Apple-converted-space">  </span>Quasi i due terzi dei Paesi L20 fanno registrare conflitti armati o instabilità politica, con conseguenze devastanti per le comunità locali. Il Report analizza le cause profonde di questi conflitti e il loro impatto sulla vita quotidiana delle persone,, sottolineando l&#8217;urgenza di interventi di pace e di ricostruzione. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Povertà multidimensionale</b>: Il Report va oltre gli indicatori economici tradizionali, analizzando la povertà nella sua complessità. Mancanza di accesso all&#8217;istruzione, alla sanità, a servizi essenziali, discriminazioni di genere, violazione dei diritti umani sono solo alcune delle dimensioni analizzate</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Migrazioni forzate</b>: Il Report analizza il fenomeno delle migrazioni forzate, spesso causate da conflitti, persecuzioni e disastri naturali. Inoltre, si sofferma sulle migrazioni all’interno degli stessi Paesi l20 o nei Paesi confinanti, ricordando che solo il 6% dei migranti dell’Africa sub-sahariana arriva in Europa</span><span class="s2">. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">&#8220;Il Report 2024 L20/Last20 è uno strumento fondamentale per tutte le ONG che operano nei paesi del Sud del mondo,&#8221; sottolinea Ugo Melchionda, segretario dell&#8217;Associazione.<span class="Apple-converted-space">  </span>&#8220;Offre dati, analisi e spunti di riflessione per orientare gli interventi umanitari e di sviluppo, promuovendo un approccio basato sui bisogni reali delle comunità locali.&#8221;</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il Report L20 2024 propone soluzioni in vari settori, offrendo alle ONG<span class="Apple-converted-space">  </span>un panorama di diverse opportunità di intervento per migliorare l&#8217;accesso e la qualità dell’istruzione, promuovere l&#8217;uguaglianza di genere, supportare lo sviluppo economico, fornire assistenza nelle crisi umanitarie, proteggere i diritti dei migranti e facilitarne l&#8217;integrazione o ridurre i costi di transazione delle rimesse. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’Associazione Last20 APS invita le ONG a utilizzare liberamente i dati e le analisi dei Report 2022,<span class="Apple-converted-space">  </span>2023 e 2024,<span class="Apple-converted-space">  </span>per le proprie attività, partecipare agli eventi organizzati dall&#8217;Associazione e unirsi alla rete L20 per condividere esperienze, conoscenze e buone pratiche per un mondo più giusto e solidale. </span></p>
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		<title>Apre a Bologna Stazione Boldrini, uno spazio di incontro sull’inclusione e la sostenibilità</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 06:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
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		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Stazione Boldrini]]></category>

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		<description><![CDATA[Le cooperative sociali Lai-momo, Abantu e l’associazione Africa e Mediterraneo hanno attuato una ristrutturazione del loro spazio di lavoro di Via Boldrini 14G a Bologna, con l’intento di aprirlo anche ad un utilizzo per eventi culturali e formativi indirizzati al pubblico. Assieme alle lavoratrici e lavoratori, è stato scelto per questo spazio il nome di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Le cooperative sociali Lai-momo, Abantu e l’associazione Africa e Mediterraneo hanno attuato una ristrutturazione del loro spazio di lavoro di Via Boldrini 14G a Bologna, con l’intento di aprirlo anche ad un utilizzo per eventi culturali e formativi indirizzati al pubblico.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Assieme alle lavoratrici e lavoratori, è stato scelto per questo spazio il nome di Stazione Boldrini.<br />
</span>Questa definizione, da un lato, valorizza l’abitudine consolidata &#8211; di chi vi lavora e di chi vi arriva &#8211; ad utilizzare il riferimento al nome della via, dall’altro lato, suggerisce la vicinanza alla Stazione Centrale.</p>
<p class="p1"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/news_laimomo-boldrini.jpg" rel="lightbox[9574]"><img class="aligncenter wp-image-9578" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/news_laimomo-boldrini.jpg" alt="news_laimomo-boldrini" width="600" height="452" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Inoltre, questo nome evoca i concetti del viaggio, della migrazione, dell’arrivo a una meta, delle fermate (della vita), del ritorno, degli incontri: idee che definiscono l’impegno sociale che da 30 anni il nostro gruppo di lavoro sta portando avanti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Martedì 26 marzo</b> alle <b>18.30</b> Stazione Boldrini verrà inaugurata insieme con i partner istituzionali, del Terzo Settore e delle aziende con cui Lai-momo, Abantu e l’associazione Africa e Mediterraneo collaborano da lungo tempo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Al taglio del nastro saranno presenti:</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Erika Capasso</b> &#8211; Delegata alla Riforma dei Quartieri, Immaginazione civica, progetto Case di Quartiere, politiche per il terzo settore, bilancio partecipativo, inchiesta sociale, sussidiarietà circolare del Comune di Bologna<br />
</span><b>Luca Rizzo Nervo</b> &#8211; Assessore al Welfare del Comune di Bologna<br />
<b>Stefano Brugnara</b> &#8211; Amministratore unico di ASP Città di Bologna (TBC)<br />
Andrea Marchesini Reggiani &#8211; Presidente Lai-momo cooperativa sociale</p>
<p class="p1"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/Stazione-Boldrini_inaugurazione_2103.png" rel="lightbox[9574]"><img class="aligncenter wp-image-9581" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/Stazione-Boldrini_inaugurazione_2103.png" alt="Stazione-Boldrini_inaugurazione_2103" width="600" height="848" /></a></p>
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		<title>“Acqua e Africa” un dossier di Africa e Mediterraneo che mette in prospettiva le sfide del mondo che cambia</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 10:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Appunti di Sandra Federici]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
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		<category><![CDATA[cooperazione internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[dossier 98]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Africa e Mediterraneo]]></category>

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		<description><![CDATA[“Acqua e Africa &#124; Water and Africa” è il dossier numero 98 di Africa e Mediterraneo, appena pubblicato. Uno dei fondamenti epistemologici del pensiero sul continente, l’acqua è un filtro che racchiude molti degli aspetti asimmetrici del rapporto del Nord con questa parte del Sud globale. Dopo aver orientato saperi e narrazioni occidentali nei secoli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">“Acqua e Africa | Water and Africa” è il <a href="https://www.laimomo.it/prodotto/acqua-e-africa-rivista-98/" target="_blank"><strong>dossier numero 98</strong></a> di <i>Africa e Mediterraneo</i>, appena pubblicato. Uno dei fondamenti epistemologici del pensiero sul continente, l’acqua è un filtro che racchiude molti degli aspetti asimmetrici del rapporto del Nord con questa parte del Sud globale. Dopo aver orientato saperi e narrazioni occidentali nei secoli del colonialismo, oggi è un significante dell’agenda politica globale attorno al quale si coagulano il nuovo linguaggio securitario nel Mediterraneo e le risposte alla crisi climatica. Quest’ultimo un tema attualissimo che interessa tutto il continente, dove le mutazioni del clima stanno già avendo effetti massicci sulla qualità della vita e la sopravvivenza di milioni di esseri viventi. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Diverse sono le angolazioni e i posizionamenti geografici da cui i contributi del dossier affrontano il tema dell’acqua, a partire dall’approccio letterario dei primi quattro articoli: <b>Francesca Romana Paci</b> fa una panoramica del tema dell’acqua dolce nelle opere in inglese e francese di autori di romanzi e studi scientifici provenienti da diversi paesi africani, <b>Marco Fazzini</b> presenta uno studio monografico sul sudafricano Douglas Livingstone, poeta e scienziato che ha studiato per tutta la vita l’inquinamento delle acque a largo di Durban; <b>Jessica Falconi</b> guarda alla letteratura lusofona, in particolare ai romanzi degli angolani Pepetela e Luandino Vieira e del mozambicano João Borges Coelho, e <b>Mina M. Đurić</b> propone una lettura dell’acqua, e più precisamente della pioggia, in Africa nella produzione letteraria degli anni ’30 del Novecento.</span></p>
<p class="p1"><img class="alignleft wp-image-9456" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2023/09/AeM_98_2023_Cover.jpg" alt="AeM_98_2023_Cover" width="400" height="533" />Seguono tre articoli che inquadrano l’acqua attraverso le lenti della sostenibilità e della comunità. <b>Elena Giacomelli</b> e <b>Pierluigi Musarò</b> esaminano i rapporti tra mare, crisi climatica e migrazioni in Senegal, <b>Mattia Fumagalli</b> descrive l’inaridimento del lago Turkana e i suoi effetti sulla convivenza, sempre meno pacifica, tra i pastori nomadi Turkana e i Dassanech che vivono in prossimità del confine tra Kenya ed Etiopia e <b>Mohamed Sacko</b> presenta un caso studio sul degrado ambientale del fiume Niger in Guinea.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Seguono alcuni contributi storici. <b>Luigi Gaffuri</b> descrive i resoconti di viaggio dei missionari italiani in Sudan Angelo Vinco e Stanislao Carcereri, soffermandosi sulla funzione strategica dell’acqua nell’evangelizzazione, <b>Monica Labonia</b> e <b>Mamadou Lamine Sané</b> esaminano le somiglianze tra i siti geografici dei santuari musulmani Keñekeñe jáaméŋ<i> </i>di Gunjur e Kafountine – entrambi sorti in prossimità di acque dolci – introducendo un nuovo elemento analitico nello studio della confraternita senegalese della Tijâniyya, <b>Emanuele Oddi</b> descrive la storia della Great Ethiopian Renaissance Dam, una delle maggiori infrastrutture idroelettriche in Africa, <b>Ettore Morelli</b> ricostruisce l’esperienza della 2a Guerra Mondiale attraverso i componimenti lirici dei membri degli African Auxiliary Pioneer Corps che hanno combattuto per l’Impero Britannico, soffermandosi sul naufragio dell’<i>Erinpura</i> avvenuto al largo delle coste libiche nel 1943 nel quale morirono centinaia di ausiliari provenienti dai moderni Botswana, Lesotho ed eSwatini. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nella sezione “Cantieri” <b>Jama Musse Jama</b> denuncia l’indifferenza del mondo alla siccità che si è abbattuta sul Corno d’Africa in questi ultimi anni e che sta provocando insicurezza alimentare e spopolamento, il collettivo artistico keniano <b>Kairos Futura</b>, intervistato dalla redazione, illustra “Nairobi Space Station”, un progetto di educazione alla responsabilità ecologica intrapreso presso alcuni quartieri informali di Nairobi dove la popolazione attinge acqua da fonti inquinate, <b>Paolo Agostini</b> descrive invece un progetto nelle oasi della Tunisia dove la desertificazione minaccia la sopravvivenza socioeconomica ed ecologica. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Infine, nella sezione “Musei” <b>Claudio Arbore</b> presenta il progetto del <i>Memorial da Escravatura e do Tráfico negreiro</i> di Cacheu, in Guinea-Bissau, avviato da una ONG locale e sostenuto da programmi di cooperazione allo sviluppo dell’Unione Europea. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Info</b>: <a href="https://www.africaemediterraneo.it/it/numeri-rivista/acqua-africa_water-and-africa/" target="_blank">https://www.africaemediterraneo.it/it/numeri-rivista/acqua-africa_water-and-africa/</a><br />
</span><b>Acquisti</b>: Il volume può essere acquistato qui: <a href="https://www.laimomo.it/prodotto/acqua-e-africa-rivista-98/" target="_blank">https://www.laimomo.it/prodotto/acqua-e-africa-rivista-98/</a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fotocover: Artist and activist Stoneface Bombaa standing atop a pile of trash in Nairobi wearing one of his Tree Helmets, part of his Nomadic Forest Installation. Bombaa created the installation as part of his <i>Future Forest Ritual</i> meant to engage his community around the issue of deforestation and regreening the community he lives in, Mathare, an informal settlement in Nairobi. © Kairos Futura </span></p>
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		<title>Quattro ragazze da quattro paesi per la giustizia climatica e sociale</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 09:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
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		<category><![CDATA[WeWorld]]></category>

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		<description><![CDATA[Quattro donne, quattro vite, quattro ritratti provenienti da diverse parti del mondo, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla crisi ambientale e sostenere la giustizia sociale delle comunità in cui vivono. È la serie “Wonder Women &#8211; Storie di donne ordinarie che fanno cose straordinarie”, il nuovo format prodotto da WeWorld &#8211; organizzazione impegnata da 50 anni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1" style="text-align: left;">Quattro donne, quattro vite, quattro ritratti provenienti da diverse parti del mondo, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla crisi ambientale e sostenere la giustizia sociale delle comunità in cui vivono. È la serie “<a href="https://www.weworld.it/wonder-women"><strong>Wonder Women &#8211; Storie di donne ordinarie che fanno cose straordinarie</strong></a>”, il nuovo format prodotto da <a href="https://www.weworld.it/wonder-women"><strong>WeWorld</strong></a> &#8211; organizzazione impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne, bambine e bambini in 27 paesi del mondo – con la firma di Unknown Media, casa di produzione indipendente berlinese.</p>
<p class="p1" style="text-align: left;"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2023/07/Schermata-2023-07-24-alle-11.04.30.png" rel="lightbox[9442]"><img class="wp-image-9446" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2023/07/Schermata-2023-07-24-alle-11.04.30.png" alt="Schermata 2023-07-24 alle 11.04.30" width="600" height="451" /></a></p>
<p class="p6"><span class="s1">Viaggiando tra Germania, Italia, Tunisia e Kenya nella serie con la <strong>regia di Carlotta Piccinini, Mario Piredda e Shira Kela</strong>, si racconta l’impegno di quattro giovani donne in prima linea nell’affrontare emergenze ambientali, economiche, sociali e culturali, alla ricerca di alternative originali di vita e che con le loro azioni, non solo hanno un impatto significativo sul clima e sugli ecosistemi del pianeta, ma portano al superamento dello stereotipo di genere, del razzismo, del sessismo e del classismo. <strong>Protagoniste Paula Pröbrock, Carola Farci, Sereti Nabaala, Thowaiba Ben Slema</strong> che, nel corso delle puntate, affrontano un tema specifico in parallelo alla crisi climatica: dalla sensibilizzazione sulle mutilazioni genitali femminili, alla danza e la musica come strumento di emancipazione per chi viene costretto ai margini della società. Con arte, musica, spettacolo, sport, scuola, lavoro, scienza ed ecologia, attraverso piccoli gesti quotidiani, le giovani attiviste contribuiscono, non solo a migliorare la qualità della vita delle loro comunità, ma a sensibilizzare la propria generazione ad attivarsi e chiedere cambiamenti concreti. Per queste giovani donne la giustizia ambientale e quella sociale sono due facce della stessa medaglia.</span></p>
<p class="p6"><img class="wp-image-9447 alignleft" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2023/07/Schermata-2023-07-24-alle-11.05.34.png" alt="Schermata 2023-07-24 alle 11.05.34" width="400" height="532" />“La serie mette al centro le storie di quattro giovani donne che raccontano il loro quotidiano fatto di piccole ma potenti azioni, capaci di sensibilizzare la propria comunità e per questo portatrici di grandi cambiamenti – spiega Rachele Ponzellini, coordinatrice comunicazione EU &amp; Mondo di WeWorld – Quando si parla di cambiamento climatico sappiamo che le singole azioni non sono più sufficienti ma sono necessarie politiche ambiziose capaci di mitigare e prevedere gli effetti della crisi climatica in corso. Eppure, l’eco delle azioni messe in campo dalle singole persone mostra come le comunità – in tutto il mondo – siano consapevoli degli impatti della crisi ambientale e come le popolazioni siano disposte a cambiare stile di vita. Un <strong>racconto corale</strong> che dà voce ad ampio spettro alle nuove generazioni per ribadire che il cambiamento climatico ci riguarda tutte e tutti e non c’è più tempo da perdere”.</p>
<p class="p7"><span class="s1">“Puntare su storie di donne apparentemente ordinarie che però con il loro agire rispecchiano valori necessari ed universali è per noi doveroso, in un periodo in cui le produzioni audio-visive, soprattutto di vasta scala, prediligono prodotti commerciali, macchiettistici e molto stereotipati dimenticando il valore e la forza delle piccole persone ordinarie, che con le loro storie di vita ci raccontano lo sforzo di mettersi in gioco per proteggere i nostri valori comuni e i diritti umani universali tentando di costruire un futuro migliore per tutti. Per una società di produzione puntare anche su queste eroine ordinarie e portare sul grande schermo le loro storie è importante non solo da un punto di vista produttivo ma anche etico”, spiegano da Unknown Media.</span></p>
<p class="p7"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2023/07/Schermata-2023-07-24-alle-11.07.09.png" rel="lightbox[9442]"><img class="wp-image-9449 alignleft" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2023/07/Schermata-2023-07-24-alle-11.07.09.png" alt="Schermata 2023-07-24 alle 11.07.09" width="600" height="455" /></a></p>
<p class="p6"><span class="s1">La serie è stata presentata in anteprima nazionale al WeWorld Festival durante un evento in programma sabato 27 maggio alle 16.30. Alla proiezione è seguito un dibattito con le protagoniste e i registi Carlotta Piccinini, Mario Piredda e Shira Kela, con la moderazione di Laila Bonazzi, giornalista e sustainability editor.</span></p>
<p class="p6"><span class="s1">La serie è stata realizzata nell’ambito della campagna di comunicazione europea <a href="https://climateofchange.info/italy/"><strong>#ClimateOfChange</strong></a>, guidata dall’Organizzazione e cofinanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma DEAR (Development Education and Awareness Raising Programme), che mira a sviluppare la consapevolezza dei giovani, cittadine e cittadini dell’UE sul nesso tra cambiamento climatico e migrazioni. </span></p>
<p class="p8"><span class="s1"><b>Wonder Women: le storie delle donne protagoniste</b></span></p>
<p class="p6"><span class="s1"><b>Carola Farci, Cagliari, Italia &#8211; </b>Carola, ha trentadue anni ed insegna storia ed italiano in un liceo di Cagliari. Soffre di una “malattia” che lei definisce “<i>ansia ecologica”. </i>Ha iniziato da piccola a pulire la spiaggia davanti casa e col tempo è diventata la sua attività quotidiana, un bisogno di fare qualcosa per il Pianeta.<br />
</span>Il 17 ottobre dello scorso anno si è lasciata tutto alle spalle, si è presa un anno sabbatico e insieme al suo cane Polly ha intrapreso un viaggio on the road per ripulire le spiagge d&#8217;Europa. Appena tornata dal suo lungo viaggio ha organizzato un&#8217;asta mettendo in vendita alcuni degli oggetti trovati sulle spiagge. Con il ricavato progetta di piantare 2000 alberi in tutto il mondo.<br />
È sempre stata appassionata di immersioni subacquee ed è orientata esclusivamente alla pulizia dei fondali: impiega il suo tempo sott&#8217;acqua portando in superficie nasse, reti da pesca, plastica e ogni genere di materiale. Il suo sogno è sensibilizzare le altre persone, i giovani, i suoi studenti sulle tematiche ambientali rendendo la virtuosa ‘patologia’ ecologica, contagiosa!</p>
<p class="p6"><span class="s1"><b>Sereti Nabaala, Narok, Kenya &#8211; </b>Sereti, ha ventiquattro anni ed è un&#8217;attivista keniota Maasai del villaggio di Aitong a Narok West. L’obiettivo di Sereti è quello di sensibilizzare le donne delle comunità Maasai a opporsi alle mutilazioni genitali femminili e diventare spose bambine.</span> <span class="s1">Con la sua Associazione “Save Our Girls”, di cui è capogruppo, fornisce alle donne dei villaggi assorbenti riciclabili, un bene difficile da ottenere per le donne del villaggio. Molte devono recarsi in grandi centri abitati per ottenerli. Viaggiare dalla campagna ai centri urbani per le giovani donne è estremamente pericoloso, a causa di rapimenti e violenze sessuali.<br />
</span>Le conseguenze del cambiamento climatico stanno ostacolando l&#8217;uso diffuso del materiale riciclabile e il fiume del suo villaggio, dove le donne possono lavare gli assorbenti, si sta prosciugando. Sereti e il suo gruppo di donne Maasai hanno ideato un progetto per piantare alberi e riforestare l&#8217;area a ridosso del fiume, il &#8220;Mara&#8221;, la riserva nazionale Maasai, per riportare l&#8217;acqua. La dedizione di Sereti sui diritti delle donne della sua regione proviene dalla sua esperienza complicata e dolorosa di giovane Maasai: a 10 anni, come ogni ragazza Maasai della sua età, Sereti ha subito la mutilazione genitale femminile. Dopo un lungo periodo di sofferenza e studio, decide di fondare l&#8217;Associazione “Save Our Girls”.</p>
<p class="p6"><span class="s1"><b>Paula Pröbrock, Berlino, Germania – </b>Paula ha ventisette anni ed è un’attivista ambientale tedesca, coreografa e ballerina. È nata nell’area rurale di Brandeburgo, la regione più arida della Germania. Sin dall’infanzia Paula è stata consapevole del problema climatico e si è dedicata alla cura del suo territorio, che oggi accusa una grande crisi idrica. Dopo gli studi di danza ad Amsterdam, ha subito un incidente che l’ha costretta ad abbandonare il suo sogno di diventare una ballerina professionista e si è trasferita a Berlino per lavorare come insegnante di danza. Paula sfrutta le sue conoscenze per creare un ponte tra la danza e il volontariato sociale contro la crisi climatica. Nei suoi progetti di danza coinvolge anche i gruppi più fragili, quelli che subiscono maggiormente le conseguenze del cambiamento climatico: figli di immigrati, donne, le comunità LGBTQIA+ e persone con disabilità. E&#8217; vicina a realizzare il suo sogno e debuttare con Tanzwekstatt, uno show ambizioso, basato sulla visione armonica che la Natura riesce a creare tra esseri differenti e dove ballerini professioni e figli disabili di cittadini migranti danzano insieme. </span></p>
<p class="p6"><span class="s1"><b>Thowaiba Ben Slema, Tunisi, Tunisia – </b>Thowaiba ha venticinque anni ed è la presidente dei “Giovani per il clima” in Tunisia. Il suo impegno contro il cambiamento climatico è connesso ad un trauma ed ad una violenza subita nel passato, che la fa sentire insicura di sé stessa e dell’ambiente che la circonda. Nel 2018, quando realizza che il suo Paese sta cadendo a pezzi, politicamente e socialmente, a causa della corruzione e della cattiva gestione, diviene un’attivista climatica: comprende che per salvarsi deve agire e spronare le persone accanto a lei. Ha attivato diversi progetti di sensibilizzazione di empowerment femminile e progetti di giustizia climatica, sociale e di gender equality. Tra i suoi tanti progetti c’è “FeMENA”, uno spazio sicuro dove poter praticare djing, storytelling e podcasting, digital art, content creation. FeMENA rappresenta uno spazio per incoraggiare le donne a riprendere in mano la propria vita e a non sottostare alla dominazione maschile, creando nuove formule di lavoro e di green jobs. Thowaiba è riuscita a fare della sua tragica esperienza personale un problema globale, aiutando gli altri ad affrontare il proprio trauma e ad avere una visione diversa del mondo.</span></p>
<p class="p11"><span class="s1"><a href="https://climateofchange.info/italy/"><b>#ClimateOfChange</b></a><br />
</span>#ClimateOfChange è la campagna di comunicazione europea – guidata dall’italiana WeWorld e cofinanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma DEAR (Development Education and Awareness Raising Programme) &#8211; che mira a sviluppare la consapevolezza dei giovani cittadini e cittadine dell’UE sul <b>nesso tra cambiamento climatico e migrazioni</b> e coinvolgerli per creare un movimento pronto non solo a cambiare il proprio stile di vita ma anche a sostenere la giustizia climatica globale.<br />
Ad unire le forze per raggiungere lo scopo sono 16 organizzazioni europee – tra organizzazioni della società civile, università e ONG – che dal 2020 sono al lavoro per progettare in sinergia, non solo ricerche e dibattiti nelle scuole e nelle università, ma anche una campagna paneuropea di comunicazione e sensibilizzazione, online e offline, che interesserà milioni di ragazzi e ragazze dai 16 ai 35 anni che vivono in <b>23 stati membri dell’UE</b>. Per saperne di più è possibile visitare il sito <a href="http://www.climateofchange.info/"><span class="s3">www.climateofchange.info</span></a>.</p>
<p class="p13"><span class="s1"><a href="https://www.weworld.it/wonder-women"><strong>WeWorld</strong></a><br />
</span>WeWorld è un’organizzazione italiana indipendente impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne e bambini in 27 Paesi, compresa l’Italia.<br />
<span class="s1">WeWorld lavora in <b>129 progetti</b> raggiungendo oltre <b>8,1 milioni di beneficiari diretti </b>e <b>55,6</b></span><b> </b><span class="s1"><b>milioni di beneficiari indiretti</b>. È attiva in <b>Italia</b>, <b>Siria, Libano, Palestina, Libia, Tunisia, Afghanistan, Burkina Faso, Benin, Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Kenya, Tanzania, Mozambico, Mali, Niger, Bolivia, Brasile, Nicaragua, Guatemala, Haiti, Cuba, Perù, Tailandia, Cambogia, Ucraina e Moldavia</b>.<br />
</span>Bambine, bambini, donne e giovani, attori di cambiamento in ogni comunità sono i protagonisti dei progetti e delle campagne di WeWorld nei seguenti settori di intervento: <b>diritti umani</b> (parità di genere, prevenzione e contrasto della violenza sui bambini e le donne, migrazioni), <b>aiuti umanitari</b> (prevenzione, soccorso e riabilitazione), <b>sicurezza alimentare, acqua, igiene e salute, istruzione ed educazione, sviluppo socio-economico e protezione ambientale, educazione alla cittadinanza globale e volontariato internazionale</b>.<br />
<span class="s5"><em>Mission</em> &#8211; </span><span class="s1">La nostra azione si rivolge soprattutto a bambine, bambini, donne e giovani, attori di cambiamento in ogni comunità per un mondo più giusto e inclusivo.  Aiutiamo le persone a superare l’emergenza e garantiamo una vita degna, opportunità e futuro attraverso programmi di sviluppo umano ed economico (nell’ambito dell’Agenda 2030).<br />
</span><span class="s5"><em>Vision</em> &#8211; </span><span class="s1">Vogliamo un mondo migliore in cui tutti, in particolare bambini e donne, abbiano uguali opportunità e diritti, accesso alle risorse, alla salute, all’istruzione e a un lavoro degno. Un mondo in cui l’ambiente sia un bene comune rispettato e difeso; in cui la guerra, la violenza e lo sfruttamento siano banditi. Un mondo, terra di tutti, in cui nessuno sia escluso.</span></p>
<p class="p14"><span class="s1"><b>Per informazioni:</b></span></p>
<p class="p14"><span class="s1"><b>Ufficio Stampa WeWorld<br />
</b></span>Greta Nicolini &#8211; Responsabile Ufficio Stampa, 347 5279744 &#8211; <a href="mailto:greta.nicolini@weworld.it"><span class="s6">greta.nicolini@weworld.it<br />
</span></a>Irene Leonardi, 389 1642500 – <a href="mailto:irene.leonardi@weworld.it"><span class="s6">irene.leonardi@weworld.it</span></a></p>
<p class="p14"><span class="s1"><b>Ufficio stampa Eprcomunicazione<br />
</b></span>Chiara Comenducci, 3343124974, <a href="mailto:comenducci@eprcomunicazione.it"><span class="s6">comenducci@eprcomunicazione.it</span></a>;<br />
Paola Garifi, 328 9433375, <a href="mailto:garifi@eprcomunicazione.it"><span class="s6">garifi@eprcomunicazione.it</span></a>;<br />
Laura Fraccaro, 347 4920345, <a href="mailto:fraccaro@eprcomunicazione.it"><span class="s6">fraccaro@eprcomunicazione.it</span></a>;<br />
Elisabetta Amato, 3341062933, <a href="mailto:amato@eprcomunicazione.it"><span class="s6">amato@eprcomunicazione.it</span></a>;</p>
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		<title>L’Africa digitale è il tema della nuova call for papers di Africa e Mediterraneo.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 11:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[dossier 99]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista Africa e Mediterraneo]]></category>

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		<description><![CDATA[L’impatto dei processi di digitalizzazione propone uno scenario fertile per poter superare molti dei problemi strutturali che hanno penalizzato l’Africa durante le fasi dell’industrializzazione e della globalizzazione, come ad esempio quelli logistici e doganali. Sebbene in Africa siano presenti forme di divario digitale, molte di queste sono secondarie rispetto alle opportunità di crescita prospettate da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">L’impatto dei <strong>processi di digitalizzazione</strong> propone uno scenario fertile per poter superare molti dei problemi strutturali che hanno penalizzato l’Africa durante le fasi dell’industrializzazione e della globalizzazione, come ad esempio quelli logistici e doganali. Sebbene in Africa siano presenti forme di divario digitale, molte di queste sono secondarie rispetto alle opportunità di crescita prospettate da realtà estesa, e-commerce, cripto e NFT.</span></p>
<p class="p1"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2023/02/production-technology-1585075020bwJ.jpeg" rel="lightbox[9375]"><img class="aligncenter wp-image-9377" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2023/02/production-technology-1585075020bwJ.jpeg" alt="production-technology-1585075020bwJ" width="600" height="400" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Africa e Mediterraneo, con il dossier 99 del 2023, curato da Piergiorgio Degli Esposti, sociologo dell’Università di Bologna, vuole esplorare come la digitalizzazione, nel contesto africano, impatti in primo luogo sulla <strong>percezione della realtà</strong>, analizzando, secondo la chiave di lettura della realtà estesa, le varie forme in cui il reale si può arricchire dalle opportunità offerte dal digitale nelle sue varie forme, come realtà aumentata, mondi virtuali e metaverso, e come gli stessi offrano opportunità di innovazione in particolare per artisti, creatori di contenuti e mondo della moda. Queste infatti al momento rappresentano le principali aree in cui l’Africa può proporre eccellenze.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">I <strong>sistemi di pagamento digitali</strong>, le <strong>criptovalute</strong> e gli <strong>NFT</strong> presentano possibilità di implementazione per infrastrutture leggere, liquide e distribuite che possono innescare logiche di valorizzazione dei contesti locali, ma anche la diffusione dell’e-commerce nel continente africano presenta direzioni interessanti da esplorare.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Pubblichiamo qui la call for papers, in scadenza il 30 giugno per l’invio delle proposte.</span></p>
<p class="p2"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2023/02/AeM_99_CallforPapers_ENG.pdf" target="_blank">AeM_99_CallforPapers_ENG</a></p>
<p class="p2"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2023/02/AeM_99_CallforPapers_ITA.pdf" target="_blank">AeM_99_CallforPapers_ITA</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>LEDS for Africa – Studenti di Ingegneria dell’Energia da Padova alla Guinea Bissau per combattere la povertà energetica</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/leds-for-africa-padova-guineabissau-contrasto-poverta-energetica/</link>
		<comments>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/leds-for-africa-padova-guineabissau-contrasto-poverta-energetica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 11:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaici]]></category>
		<category><![CDATA[Guinea Bissau]]></category>
		<category><![CDATA[LEDS for Africa]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto studentesco LEDS for Africa dell’Università degli Studi di Padova si appresta alla prima missione per l’installazione di impianti fotovoltaici nel villaggio rurale di Ponta Cabral, in Guinea Bissau. L’iniziativa nasce nel 2018 dalla sinergia tra l’associazione LEDS, fondata da studenti di Ingegneria dell’Energia, e il missionario Padre Michael, direttore della missione francescana di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Il progetto studentesco <a href="https://www.leds4africa.ledspadova.eu/"><strong>LEDS for Africa</strong></a> dell’Università degli Studi di Padova si appresta alla prima missione per l’installazione di <strong>impianti fotovoltaici</strong> nel villaggio rurale di Ponta Cabral, in Guinea Bissau.<br />
L’iniziativa nasce nel 2018 dalla sinergia tra l’associazione LEDS, fondata da <strong>studenti di Ingegneria dell’Energia</strong>, e il missionario Padre Michael, direttore della missione francescana di Quinhamel.<br />
Dopo quattro anni di lavoro, dedicati alle progettazioni e a un sopralluogo, è in partenza a gennaio 2023 la <strong>prima spedizione</strong>, con lo scopo di installare i primi impianti fotovoltaici, grazie ai quali si doteranno di illuminazione ed energia più di 30 famiglie.</p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2023/01/leds.png" rel="lightbox[9368]"><img class="alignleft size-full wp-image-9373" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2023/01/leds.png" alt="leds" width="320" height="214" /></a>Nel complesso il progetto aspira a conseguire l&#8217;installazione di 100 impianti fotovoltaici domestici autonomi, un sistema di pompaggio solare e un impianto in corrente alternata che andranno ad apportare significativi miglioramenti alla vita di circa <strong>100 famiglie</strong>.<br />
L’energia elettrica è un servizio essenziale per gli abitanti del villaggio, con immediati <strong>benefici</strong> dal punto di vista sanitario e di accesso all’istruzione.</p>
<p>Il progetto, conformato ai criteri ispiratori della sostenibilità ambientale e sociale, va nella direzione di molti degli obiettivi globali delineati nell’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, a partire dal <strong>SDG7</strong>, atto a garantire l&#8217;accesso a un&#8217;energia economica, affidabile, sostenibile e moderna per tutti.<br />
I privati possono sostenere l’iniziativa partecipando a una campagna di crowdfunding inaugurata sul portale <a href="https://www.eppela.com/projects/9066">Eppela</a> e vengono coinvolti sotto forma di aggiornamenti sull’avanzamento dei lavori e di reward pensati quali ringraziamenti ad hoc per il supporto ricevuto.<br />
<strong>Affiancano LEDS for Africa</strong> nel proprio operato importanti realtà accademiche quali il Centro Studi Levi Cases, il Dipartimento di Ingegneria Industriale UNIPD e l’IEEE &#8211; Institute of Electrical and Electronics Engineers.</p>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 2">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>CONTATTI</strong></p>
<p>Studenti referenti:<br />
Lara Gloder, lara.gloder@studenti.unipd.it 3404597643<br />
Amedeo Ceccato, amedeo.ceccato@studenti.unipd.it 3466771378</p>
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<div class="column">
<p>Facebook e Instagram:<br />
@leds4africa</p>
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<p>Linkedin:<br />
leds-4-africa</p>
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<div class="column">
<p>Email: leds.forafrica@gmail.com e leds4africa@ledspadova.eu</p>
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</div>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Siti web:<br />
<a href="https://www.leds4africa.ledspadova.eu/">https://www.leds4africa.ledspadova.eu/</a><br />
<a href="https://www.dii.unipd.it/didattica/%20progetti/leds-africa">https://www.dii.unipd.it/didattica/ progetti/leds-africa</a></p>
<p>Pagina campagna crowdfunding:<br />
<a href="https://www.eppela.com/projects/9066">https://www.eppela.com/projects/9066</a></p>
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</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Immigrazione: volenti o nolenti il pianeta è in movimento, e anche l’Emilia-Romagna. Presentato a Bologna il Dossier Statistico Immigrazione IDOS-Confronti con i dati regionali e metropolitani</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/immigrazione-volenti-o-nolenti-il-pianeta-e-in-movimento-e-anche-lemilia-romagna-presentato-oggi-a-bologna-il-dossier-statistico-immigrazione-idos-confronti-con-i-dati-regionali-e-metropol/</link>
		<comments>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/immigrazione-volenti-o-nolenti-il-pianeta-e-in-movimento-e-anche-lemilia-romagna-presentato-oggi-a-bologna-il-dossier-statistico-immigrazione-idos-confronti-con-i-dati-regionali-e-metropol/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 11:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione Dossier Statistico]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[dossier 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier statistico immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Emilia-Romagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco alcuni dati emersi durante la presentazione regionale del Dossier Statistico Immigrazione IDOS/Confronti organizzata in Salaborsa a Bologna dall’associazione Africa e Mediterraneo, cooperativa Lai-momo e Abantu in contemporanea con regioni e provincie autonome di tutta Italia. I dati regionali sono stati presentati da Valerio Vanelli: Al 1° gennaio 2022 le persone con cittadinanza straniera residenti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Ecco alcuni dati emersi durante la presentazione regionale del Dossier Statistico Immigrazione IDOS/Confronti organizzata in Salaborsa a Bologna dall’associazione Africa e Mediterraneo, cooperativa Lai-momo e Abantu in contemporanea con regioni e provincie autonome di tutta Italia.</span></p>
<p class="p1">I dati regionali sono stati presentati da Valerio Vanelli: Al 1° gennaio 2022 le persone con cittadinanza straniera residenti in Emilia-Romagna sono <b>566.687</b> (<b>12,8%</b> della popolazione complessiva), in leggero incremento rispetto alla stessa data dell’anno precedente (+4.400; +0,8%). In <b>Italia</b> sono quasi 5,2 milioni (8,8%). L’<b>Emilia-Romagna </b>è da diversi anni la <b>regione italiana con la più alta incidenza</b>, seguita dalla Lombardia.</p>
<p class="p1"><img class="alignleft size-medium wp-image-9350" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2022/10/pexels-ryutaro-tsukata-51913761-300x200.jpg" alt="pexels-ryutaro-tsukata-5191376" width="300" height="200" />Se si considerano i soli cittadini di paesi <b>non Ue</b>, l’incidenza sul totale della popolazione residente in Emilia-Romagna risulta pari al 10,0% (in Italia 6,4%).</p>
<p class="p3">Si conferma prevalenza di donne, che in Emilia-Romagna sono la maggioranza dal 2009 (in Italia dal 2008). Al 1° gennaio 2022 sono il <b>52,2%</b> del totale dei residenti stranieri in regione (in Italia 51,3%).<br />
L’<b>età media</b> delle persone con cittadinanza straniera nella nostra regione è 35,7 anni mentre per gli italiani è 47,8 anni. Anche per la popolazione straniera, però, aumenta soprattutto la popolazione adulta e anziana: fra gli stranieri residenti, quelli di <b>almeno 50 anni </b>nel 2008 erano il 10,0%, oggi sono il 23,1%; quelli di <b>meno di 30 anni </b>erano il 45,5%, oggi sono il 36,3%.<br />
I<b> minori stranieri</b> residenti in Emilia-Romagna sono oltre <b>120mila</b>, <b>oltre un quinto (20,8%) del totale degli stranieri</b>, così come in Italia (20,3%).<br />
Anche nell’<b>area metropolitana di Bologna </b>i minori sono oltre un quinto del totale dei cittadini stranieri residenti (20,1%), mentre nel comune capoluogo sono il 18,8%.<br />
I minori stranieri costituiscono<b> </b>il <b>17,4% del totale dei minori </b>residenti in Emilia-Romagna.<br />
I bambini stranieri <b>nati</b> nel 2020 (ultimo dato disponibile Istat) in Emilia-Romagna sono stati <b>7.312</b>, quasi un quarto (<b>24,5%</b>) del totale dei nati nell’anno (in Italia 14,8%, nell’area metropolitana di Bologna 22,4%, nel comune capoluogo 23,9%). In realtà, anche le nascite di bambini stranieri in Emilia-Romagna sono in <b>flessione da oltre un decennio</b>.<br />
Fra i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna il <b>17%</b> circa è <b>nato in Italia</b>. Se si considerano i soli <b>minorenni</b>, circa <b>tre quarti sono nati in Italia</b>, e in particolare lo è la quasi totalità dei residenti con meno di 6 anni. Infatti, nell’a.s. 2020/21 il <b>68,8% degli alunni stranieri è nato in Italia</b>.<br />
Ecco i primi quattro Paesi di cittadinanza dei residenti stranieri in Emilia-Romagna: <b>Romania (17,5%), Marocco (10,9%), Albania (10,3%)</b>, <b>Ucraina (5,9%)</b>.<br />
In Italia i paesi sono: Romania (20,8%), Albania (8,4%), Marocco (8,3%), Cina (6,4%).</p>
<p class="p3"><img class="alignleft size-medium wp-image-9343" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2022/10/image4-300x218.png" alt="image4" width="300" height="218" />Alcuni dati per l’area metropolitana di Bologna, presentati da Maria Adele Mimmi capo area welfare del comune di Bologna.</p>
<p class="p3"><span class="s1">Nell’area metropolitana di Bologna le prime nazionalità sono:<i> </i>Romania (22,5%), Marocco (9,9%), Pakistan (6,8%), Albania (6,4%).<br />
</span>Nel comune di Bologna sono: Romania, Bangladesh, Filippine, Pakistan.<br />
I primi comuni dell’area metropolitana di Bologna per presenza straniera sono: Galliera 17,9 Crevalcore 15,9 Bologna 15,8 Vergato 15,4.<br />
Ogni anno a Bologna arrivano 14.000 persone immigrate da fuori, di cui 10.000 dall’Italia e 4.000 dall’estero, ed è solo grazie a questo flusso migratorio la città mantiene la dinamicità demografica, perché i nati non sono sufficienti.<br />
A Bologna i posti per l’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo sono 3137. Nel progetto SAI dell’Area metropolitana di Bologna sono coinvolti 41 comuni, 13 enti del terzo settore come gestori, l’AUSL e ASP-Città di Bologna, per un totale di 2110 posti finanziati su 40.000 circa del SAI a livello italiano.<br />
<b>L’emergenza Ucraina</b> ha portato 3916 richieste di protezione temporanea nell’area metropolitana di cui 1695 solo per la città di Bologna.<br />
Andrea Facchini (Regione E-R) ha annunciato che la regione proprio ieri ha approvato in Assemblea Legislativa il nuovo Piano Triennale per l’Inclusione dei cittadini di origine straniera. Ha poi spiegato il progetto <i>Common ground</i> per l’attuazione di interventi rivolti all’integrazione sociale, sanitaria, abitativa e lavorativa di cittadini di paesi terzi vittime e potenziali vittime di sfruttamento lavorativo, in corso di realizzazione assieme alle Regioni Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia.</p>
<p class="p3"><span class="s1">L’incontro è stato aperto dall’assessore del Comune di Bologna <b>Luca Rizzo Nervo</b> “Voglio sottolineare l’adozione della direttiva 55 per le persone arrivate dall’Ucraina, che ha consentito la regolarizzazione in pochi mesi : essa è giusta ma per essere inclusiva fino in fondo dovrebbe essere applicata a tutti, altrimenti rischia di essere discriminatoria. La mia delega è alle “Nuove cittadinanze”, non all’“Immigrazione” ed è questa la nostra direzione, anche per questo abbiamo messo lo <i>jus scholae</i> nello statuto del Comune.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Vari interventi si sono succeduti, tra cui la spiegazione da parte di Marie Paul N’guessan, dell’associazione Universo dello SPAD – Sportello antidiscriminazione del Comune di Bologna, ora allargato con lo SPAD mobile per andare nei quartieri con 12 giornate informative.</span></p>
<p class="p4"><span class="s2">Info: <a href="mailto:s.federici@africaemediterraneo.it"><span class="s3">s.federici@africaemediterraneo.it</span></a></span></p>
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		<title>Il Dossier Statistico Immigrazione 2022: i dati dell’Emilia-Romagna</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 07:22:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Africa e Mediterraneo anche quest’anno organizza la presentazione regionale per l’Emilia-Romagna dell’edizione 2022 del Dossier Statistico Immigrazione, che si terrà giovedì 27 ottobre 2022, h 11-13 presso la Sala Conferenze di Biblioteca Salaborsa, Piazza del Nettuno 3 a Bologna, in contemporanea con la presentazione nazionale di Roma e tutte le regioni e province autonome d’Italia. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Africa e Mediterraneo anche quest’anno organizza la <b>presentazione regionale per l’Emilia-Romagna dell’edizione 2022 del <i>Dossier Statistico Immigrazione</i></b>, che si terrà<b> </b>giovedì <b>27 ottobre 2022,</b> h 11-13 presso la Sala Conferenze di <b>Biblioteca Salaborsa</b>, Piazza del Nettuno 3 a Bologna, in contemporanea con la presentazione nazionale di Roma e tutte le regioni e province autonome d’Italia.<br />
</span>Come ogni anno, l’ingresso è libero, fino a esaurimento posti, e <b>a ciascun partecipante sarà distribuita una copia cartacea gratuita</b> del <i>Dossier Statistico Immigrazione 2022</i>.</p>
<p class="p1"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2022/10/dossier-idos-image.png" rel="lightbox[9335]"><img class="alignleft size-medium wp-image-9337" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2022/10/dossier-idos-image-211x300.png" alt="dossier idos image" width="211" height="300" /></a></p>
<p class="p1">Dopo un saluto dell’assessore Luca Rizzo Nervo, la prima parte della presentazione sarà dedicata a un focus per la stampa con la presentazione dei dati regionali e cittadini a cura di <b>Valerio Vanelli</b> (Università di Bologna) e <b>Maria Adele Mimmi</b> (Capo Area Welfare del Comune di Bologna). Seguiranno gli approfondimenti da parte di <b>Pietro Pinto</b>, della Redazione del Dossier Statistico, <b>Maurizio Braglia</b> (Regione Emilia-Romagna, Settore Politiche Sociali d’Inclusione e Pari Opportunità) e <b>Marie-Paule N’Guessan</b> (Progetto SPAD del Comune di Bologna). Concluderanno l’incontro <b>Daniele Massa</b> (Diaconia Valdese), <b>Alda Germani</b> (CGIL E.-R.),<b> Fatima Mochrik</b> (CISL E.-R.) e <b>Paula Benea</b> (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni). Coordinerà i lavori <b>Sandra Federici</b>, direttrice di Africa e Mediterraneo.<br />
Con il supporto di una ricca gamma di dati statistici aggiornati, che ogni anno IDOS raccoglie da una pluralità di fonti ufficiali ed elabora in maniera rigorosa e originale, il <i>Dossier Statistico Immigrazione </i>analizza ad ampio raggio tutte le dimensioni fondamentali dell’immigrazione in Italia.<br />
Nell’edizione 2022, in particolare, vengono trasversalmente analizzati, con il contributo di vari esperti, gli <b>effetti sociali, economici e occupazionali della crisi pandemica e della guerra in Ucraina </b>sul quadro migratorio italiano e sulle condizioni di vita dei migranti che vivono nel Paese.</p>
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		<title>La sfida di comunicare al confine. 8 campagne pubbliche per parlare di migrazione e integrazione nei territori di confine</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 08:50:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nei territori di confine, toccati in particolar modo dai flussi migratori che confluiscono verso l’Europa, inserire il tema dell’integrazione dei nuovi arrivati nel dibattito pubblico può rivelarsi una vera sfida. Partendo da questa considerazione, il progetto CLARINET ha accompagnato 8 amministrazioni pubbliche nell’ideazione e realizzazione di una campagna di comunicazione locale ad hoc, in grado [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Nei territori di confine, toccati in particolar modo dai flussi migratori che confluiscono verso l’Europa, inserire il tema dell’integrazione dei nuovi arrivati nel dibattito pubblico può rivelarsi una vera sfida. </span></p>
<p class="p1"><img class="alignleft size-medium wp-image-9248" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/installation_Austria-300x264.jpg" alt="installation_Austria" width="300" height="264" />Partendo da questa considerazione, il progetto <strong><a href="https://www.clarinetproject.eu/en/home-page-en/" target="_blank">CLARINET</a></strong> ha accompagnato 8 amministrazioni pubbliche nell’ideazione e realizzazione di una campagna di comunicazione locale <i>ad hoc</i>, in grado di affrontare le problematiche reali legate al contesto locale e di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini.</p>
<p class="p1">Dopo le formazioni ai dipendenti pubblici e le residenze artistiche sul territorio, l’implementazione delle campagne di comunicazione di CLARINET sono il tassello finale dei percorsi di <i>empowerment</i> delle amministrazioni pubbliche partner. Le campagne sono state sviluppate a partire dalle opere create dagli artisti in residenza in ogni territorio, e per quello sono tutte caratterizzate da una grande originalità e da una forte componente creativa.</p>
<p class="p1"><img class="alignleft size-medium wp-image-9249" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/campagna_Cipro-300x199.jpg" alt="campagna_Cipro" width="300" height="199" /><span class="s1">Si può citare ad esempio la municipalità di <a href="https://www.clarinetproject.eu/en/local-communication-campaign-in-traiskirchen-austria/"><span class="s2">Traiskirchen</span></a> in Austria, dove è stata ideata una video istallazione per condividere con i visitatori la storia di Nemat, rifugiato afghano accolto nel campo di accoglienza del comune, e di suo figlio Hikmat. A <a href="https://www.clarinetproject.eu/en/agios-athanasios-communication-campaign-october-2021-cyprus/"><span class="s2">Cipro</span></a></span><span class="s3">,</span><span class="s1"> invece, la campagna ha messo in luce le vicende di alcuni migranti accolti nella comunità, scegliendo di mostrare i volti dietro i numeri e le statistiche attraverso grandi ritratti dipinti e arricchiti di elementi in 3D esposti sulla piazza principale del paese. Il comune di <a href="https://www.clarinetproject.eu/en/local-communication-campaign-municipality-of-crnomelj-slovenia/"><span class="s2">Črnomelj</span></a> in Slovenia ha scelto di rivolgersi </span><span class="s4">prioritariamente </span><span class="s1">ai cittadini più giovani, attraverso laboratori e spettacoli per bambini condotti dagli artisti in residenza.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tutte le campagne di comunicazione del progetto CLARINET sono descritte <a href="https://www.clarinetproject.eu/en/local-communication-campaign-municipality-of-crnomelj-slovenia/"><span class="s2">sul sito del progetto</span></a>, nella sezione dedicata ai territori coinvolti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><img class="alignleft size-medium wp-image-9250" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/exhibiton_Romania-300x168.jpg" alt="exhibiton_Romania" width="300" height="168" /> </span></p>
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		<title>I dati del Dossier Statistico Immigrazione IDOS-Confronti: anche nella nostra regione rallenta la crescita della presenza di cittadini stranieri</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2021 08:19:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ecco alcuni dati emersi durante la presentazione regionale del Dossier Statistico Immigrazione organizzata in Palazzo d’Accursio e in diretta Facebook dall’associazione Africa e Mediterraneo. Al 31 dicembre 2020, secondo i dati Istat, i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna sono 537.556, in flessione di poche decine di unità rispetto all’anno precedente. Costituiscono il 12,1% della popolazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Ecco alcuni dati emersi durante la presentazione regionale del Dossier Statistico Immigrazione organizzata in Palazzo d’Accursio e in diretta Facebook dall’associazione Africa e Mediterraneo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><img class="alignleft size-medium wp-image-9231" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/10/Presentazione-del-Dossier-Statistico-Immigrazione-2021_article_photo_story-300x167.jpg" alt="Presentazione-del-Dossier-Statistico-Immigrazione-2021_article_photo_story" width="300" height="167" /></span>Al 31 dicembre 2020, secondo i dati Istat, i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna sono 537.556, in flessione di <b>poche decine di unità</b> rispetto all’anno precedente. Costituiscono il 12,1% della popolazione complessiva. Si tratta del dato più alto fra le venti regioni italiane. Tale incidenza risulta in leggero incremento rispetto all’anno precedente perché la popolazione italiana, e con essa quella complessiva, risulta in più marcato decremento, per effetto di un’ulteriore contrazione delle nascite e per il drammatico incremento dei decessi, quale effetto diretto e indiretto della pandemia da Covid-19. Se si calcola l’incidenza dei soli cittadini non UE, si perviene a un tasso del 9,3%.</p>
<p class="p1"><img class="alignleft size-medium wp-image-9241" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/WhatsApp-Image-2021-10-30-at-15.07.36-300x225.jpeg" alt="WhatsApp Image 2021-10-30 at 15.07.36" width="300" height="225" />Si conferma la più alta <b>incidenza dei residenti stranieri nei territori nord-occidentali</b> della regione: nella provincia di Piacenza si registra un tasso del 14,6%, seguita da Parma attestata al 14,3%. Al terzo posto, con un’incidenza del 13,0%, si colloca Modena, seguita da Reggio Emilia (12,2%), poi, sotto la media regionale, Bologna all’11,7%, Ravenna all’11,3%, Forlì-Cesena all’11,0%, Rimini al 10,7% e infine Ferrara al 9,5%. Sempre amplissimo lo spettro delle cittadinanze: oltre 170 paesi diversi, con al primo posto la comunità rumena (come in Italia) che raccoglie il 17,6% del totale dei cittadini stranieri residenti, seguiti dai cittadini del Marocco (11,1%) e poi gli albanesi (10,5%), seguiti a loro volta da ucraini (5,9%) e cinesi (5,3%).</p>
<p class="p1"><span class="s1">Una presenza stabile, come conferma <b>l’aumento dell’incidenza degli alunni stranieri</b> (in grande maggioranza nati in Italia) iscritti nelle scuole dell’ER nell’a.s. 2019/2020, pari al 17,1% del totale (nell’a.s. 2018/2019 erano il 16,4% e l’anno precedente il 16,1%). I bambini stranieri nati nel corso del 2020 in ER sono stati un quarto del totale dei nati nell’anno (in Italia il 15,0%).<br />
</span>Se gli <b>occupati stranieri</b> calano a livello nazionale del 6,4%, in ER rimangono stabili (circa 259.800) con una minima crescita dal 12,8% al 13,1% sul totale degli occupati in regione, confermando un valore ben al di sopra della media nazionale (10,2%). Ma <b>le donne straniere occupate, come per l’intero Paese, diminuiscono in modo significativo</b> da 122.867 a 115.952, passando dal 47,4% degli stranieri che lavorano al 44,6%. Essere straniera ed essere donna si conferma come una doppia penalizzazione.</p>
<p class="p1"><img class="alignleft size-medium wp-image-9242" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/WhatsApp-Image-2021-10-30-at-15.07.33-1-225x300.jpeg" alt="WhatsApp Image 2021-10-30 at 15.07.33 (1)" width="225" height="300" />La resilienza mostrata dai cittadini stranieri a livello nazionale, con l’aumento delle imprese a loro conduzione, si conferma per la nostra regione: secondo i dati Infocamere e Unioncamere, in regione le <b>imprese condotte da cittadini stranieri</b> sono 55.999, il 12,5% del totale, con un incremento del 2,5% rispetto al 2019, mentre le imprese italiane sono diminuite (-1,0%). Sul versante delle <b>rimesse</b>, dopo anni di stazionarietà, i dati della Banca d’Italia indicano un aumento del flusso di denaro inviato dall’ER nei paesi di origine dei migranti: da 568 a 706 milioni di euro, con un aumento del 24,3% rispetto al 2019.</p>
<p class="p1">A Bologna, hanno introdotto la presentazione in Palazzo d’Accursio i saluti istituzionali di Luca Rizzo Nervo, neo-assessore al welfare, fragilità e nuove cittadinanze del Comune di Bologna, Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e Giuseppina Bagnato, Pastora della chiesa metodista di Bologna.</p>
<p class="p1">Il redattore del Dossier Pietro Pinto ha presentato alcuni dati salienti a livello nazionale, cosa che è avvenuta in contemporanea in tutte le regioni e provincie autonome italiane, mentre Valerio Vanelli, ricercatore dell’Istituto Cattaneo per l’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio, ha proposto un focus sulla situazione regionale, che abbiamo sopra sommariamente descritto.<br />
Maria Adele Mimmi, Capo Area Welfare del Comune di Bologna, ha presentato i dati relativi al sistema di accoglienza di <b>richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale</b> nell’Area Metropolitana bolognese e Circondario imolese, i cui posti ammontano al 30 settembre 2021 a 2.046, di cui 1.361 nell’ambito del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), ma ha anche offerto un quadro della complessità dei servizi di integrazione lavorativa e sociale attivati.</p>
<p class="p1"><img class="alignleft size-medium wp-image-9243" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/WhatsApp-Image-2021-10-30-at-15.07.37-225x300.jpeg" alt="WhatsApp Image 2021-10-30 at 15.07.37" width="225" height="300" />Andrea Facchini della regione Emilia-Romagna ha esposto alcuni risultati (riportati anche nel Capitolo Regionale del Dossier) che emergono dalla recente ricerca sulla mediazione interculturale realizzata dalla Regione, che ha coinvolto oltre 240 mediatori, e dalla quale emerge il <b>nuovo “identikit” del mediatore</b>, che risulta essere prevalentemente donna, di cittadinanza italiana (per lo più acquisita), ultraquarantenne, in Italia da almeno 15 anni, con un titolo di studio medio alto e che parla almeno 3 lingue. Lavorativamente parlando, è impiegata part-time in una cooperativa, agisce come mediatrice su più ambiti di intervento e sta modificando il suo intervento nel solco dei cambiamenti tecnologici in corso.</p>
<p class="p1">Sandra Federici, direttrice di Africa e Mediterraneo, ha moderato i lavori di presentazione di questo Dossier, uno strumento imprescindibile per comprendere la società, una lettura corale (vi collaborano oltre 100 autori/rici e organizzazioni) delle migrazioni nell’anno della pandemia, a 20 anni dagli attentati terroristici dell’11 settembre, data che ha contribuito a cambiare la nostra percezione delle migrazioni e ha influito molto sulle politiche relative ai flussi migratori.</p>
<p class="p5"><span class="s2">INFO: <a href="mailto:s.federici@africaemediterraneo.it"><span class="s3">s.federici@africaemediterraneo.it<br />
</span></a></span>Tel: 3492225101</p>
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