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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Didattica</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Didattica</title>
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	<item>
		<title>Al centro Zonarelli, giovani dai 16 ai 35 anni potranno incontrare attiviste africane per la lotta alla crisi climatica</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2021 13:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 3 novembre al 15 dicembre si svolgeranno 7 incontri del progetto “Comunichiamo il Clima che Cambia!”, un percorso dedicato ai/lle giovani dai 16 ai 35 anni sulle tematiche della giustizia ambientale e dell&#8217;interdipendenza Nord-Sud relative alla crisi climatica. Sarà possibile per 10 di loro infatti sperimentare attivamente la produzione e condivisione di contenuti da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 3 novembre al 15 dicembre si svolgeranno 7 incontri del progetto “Comunichiamo il Clima che Cambia!”, un percorso dedicato ai/lle giovani dai 16 ai 35 anni sulle tematiche della giustizia ambientale e dell&#8217;interdipendenza Nord-Sud relative alla crisi climatica. Sarà possibile per 10 di loro infatti sperimentare attivamente la produzione e condivisione di contenuti da utilizzare sui social media. Le iscrizioni sono in corso in questi giorni.</p>
<p><img class="alignleft wp-image-9237 size-medium" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/10/CoBo_Clima_Newsletter2-300x200.png" alt="" width="300" height="200" />Il progetto, a cura dell’associazione Africa e Mediterraneo in collaborazione con la cooperativa Lai-momo, è tra i 5 selezionati del bando del Comune di Bologna sulla Giustizia Ambientale e Sostenibilità nell&#8217;ambito del progetto europeo &#8220;<a href="https://climateofchange.info/" target="_blank">End Climate Change &#8211; Start Climate of Change</a>&#8220;.</p>
<p>Gli incontri si terranno presso il <a href="http://www.comune.bologna.it/centrozonarelli/" target="_blank">Centro Interculturale Zonarelli</a> di Bologna con il seguente calendario:</p>
<p><strong>Mercoledì 3 novembre dalle 17 alle 19</strong></p>
<p>Incontro di preparazione sui temi della giustizia ambientale, migrazioni climatiche, interdipendenza Nord-Sud.</p>
<p><strong>Mercoledì 10 novembre dalle 17 alle 19</strong></p>
<p>Incontro con l’attivista Marie Hélène Ndiaye e intervista da parte dei partecipanti.</p>
<p><strong>Mercoledì 17 novembre dalle 17 alle 19</strong></p>
<p>Incontro con l’attivista per il clima Nisreen Elsaim e intervista da parte dei partecipanti.</p>
<p><strong>Mercoledì 24 novembre dalle 17 alle 19</strong></p>
<p>Incontro con attiviste/i della sezione bolognese di Fridays For Future e intervista da parte dei partecipanti.</p>
<p><strong>Mercoledì 1° dicembre dalle 17 alle 19</strong></p>
<p>La comunicazione social dei cambiamenti climatici: introduzione e brainstorming.</p>
<p><strong>Giovedì 9 dicembre dalle 17 alle 19</strong></p>
<p>Primo laboratorio pratico per creazione post su Instagram in collaborazione con Centro Zonarelli.</p>
<p><strong>Mercoledì 15 dicembre dalle 17 alle 19</strong></p>
<p>Secondo laboratorio pratico per creazione post su Instagram in collaborazione con Centro Zonarelli</p>
<p>Per informazioni e per iscrizioni, scrivere a <a href="mailto:f.thoreau@africaemediterraneo.it">f.thoreau@africaemediterraneo.it</a>.</p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/10/CoBo_Clima_DEF-2.pdf" target="_blank">Locandina appuntamenti</a> [file .pdf]</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Un tempo senza lingua. La povertà educativa delle famiglie straniere durante l&#8217;emergenza Covid-19</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2020 08:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Studi Idos]]></category>
		<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica a distanza]]></category>
		<category><![CDATA[didattica inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lingua italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[La didattica a distanza (DAD) ha fatto emergere le differenze, più che costruire inclusione. A sottolinearlo è il Sottosegretario dell&#8217;Istruzione Giuseppe De Cristofaro nel recente documento E&#8217; la lingua che ci fa uguali. Note per ripartire senza dimenticare gli alunni stranieri, diffuso dall&#8217;Osservatorio nazionale per l&#8217;integrazione degli alunni stranieri e l&#8217;intercultura. Il 33,8% delle famiglie [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><strong>La didattica a distanza (DAD)</strong> ha fatto emergere le differenze, più che costruire inclusione. A sottolinearlo è il Sottosegretario dell&#8217;Istruzione Giuseppe De Cristofaro nel recente <a href="https://www.giuntiscuola.it/sesamo/magazine/primo-piano/2020-06-30-e-la-lingua-che-ci-fa-uguali-per-ripartire-senza-dimenticare-gli-alunni-stranieri/">documento</a> </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>E&#8217; la lingua che ci fa uguali. Note per ripartire senza dimenticare gli alunni stranieri</i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, diffuso dall&#8217;Osservatorio nazionale per l&#8217;integrazione degli alunni stranieri e l&#8217;intercultura. Il 33,8% delle famiglie in Italia non è in possesso di un tablet o un pc (<a href="https://www.istat.it/it/archivio/236920">Istat 2019</a>). Inoltre il 57% dei minori deve condividere gli strumenti informatici con i familiari, e il 41,9% vivono in condizioni di sovraffollamento abitativo. L&#8217;emergenza Covid-19 ha reso sempre più evidenti le </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>diseguaglianze</b></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> nell&#8217;ambito dell&#8217;istruzione: molti alunni stranieri nati in Italia, che costituiscono il 10% della popolazione scolastica complessiva secondo il <a href="https://www.dossierimmigrazione.it/in-italia-1-studente-su-10-e-straniero-ma-in-2-casi-su-3-e-nato-in-italia/">comunicato stampa</a> del <a href="https://www.dossierimmigrazione.it/">Centro Studi e Ricerche IDOS</a>, sono stati penalizzati dal lockdown e dalla chiusura delle scuole. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2020/07/shutterstock_307383305.jpg" rel="lightbox[8779]"><img class="alignnone wp-image-8782" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2020/07/shutterstock_307383305.jpg" alt="shutterstock_307383305" width="600" height="400" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Alla povertà economica delle famiglie di origine immigrata si accompagna una </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>povertà educativa</b></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> per mancanza di dispositivi digitali e di una connessione internet adeguata, inoltre le basse competenze linguistiche dei genitori non agevolano il supporto didattico dei figli. Gli alunni stranieri devono affrontare anche il problema della lingua italiana: la scuola è il luogo privilegiato in cui l&#8217;esposizione alla seconda lingua è intensa, continuativa e quotidiana, ma se questo percorso è interrotto, si bloccano anche le possibilità di apprendimento, rischiando di regredire in un </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>tempo “senza lingua”</i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, come esplicita Giuseppe De Cristofaro. Per questo motivo, a fronte anche di una riapertura delle scuole a settembre, occorre intervenire con </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>misure compensative</b></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> a partire dai mesi estivi, promuovendo progetti, laboratori e attività extrascolastiche per agevolare gli alunni stranieri nell&#8217;apprendimento linguistico, scolastico e digitale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La pandemia ha messo in evidenza le debolezze di un sistema scolastico ancora sprovvisto di tutte le risorse organizzative e professionali necessarie. Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS, attribuisce la responsabilità alla <b>lentezza politica e istituzionale italiana</b>, che ostacola l&#8217;integrazione e l&#8217;inclusione sociale e culturale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Occorre, dunque, superare l&#8217;illusione di una strategia didattica standardizzata, e quindi l&#8217;idea di una “normalità” basata sull&#8217;omogeneità di chi apprende, e privilegiare invece una visione di didattica come realtà caratterizzata da un&#8217;ampia </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>pluralità</b></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> di bisogni e necessità individuali. La </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>didattica inclusiva</b></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> dovrebbe essere intesa come una trasformazione dell&#8217;ambiente educativo, che coinvolge e favorisce l&#8217;intera comunità scolastica, valorizzando le diversità culturali.</span></p>
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