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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Woodson</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Woodson</title>
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		<title>Il Black History Month. Per una cultura delle differenze</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2017 10:00:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[«If a race has no history, it has no worthwhile tradition, it becomes a negligible factor in the thought of the world, and it stands in danger of being exterminated.»  «Se una razza non ha una storia, non ha delle tradizioni utili, essa diventa un fattore insignificante nel pensiero del mondo, e si trova in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">«If a race has no history, it has no worthwhile<br />
tradition, it becomes a negligible factor in the<br />
thought of the world, and it stands in danger of<br />
being exterminated.»</p>
<p style="text-align: left;"> «Se una razza non ha una storia, non ha delle<br />
tradizioni utili, essa diventa un fattore<br />
insignificante nel pensiero del mondo, e si trova<br />
in pericolo di essere sterminata.»</p>
<p style="text-align: left;">(Carter G. Woodson)</p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2017/02/r.jpg" rel="lightbox[7791]"><img class="wp-image-7792 aligncenter" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2017/02/r.jpg" alt="r" width="471" height="322" /></a></p>
<p>Una storia che ricordi le differenze sociali e culturali tra persone di diversa provenienza geografica è ancora oggi determinante: <strong>la differenza</strong>, infatti, genera spesso i luoghi della discriminazione e fomenta i processi dell’intolleranza e del razzismo. Per questo motivo negli <strong>USA</strong> il mese di febbraio è dedicato al contributo della cultura afro-americana alla crescita della civiltà statunitense. La tradizione del <em>Black History Month</em> fu iniziata da un figlio di una coppia di ex schiavi africani, <strong>Carter G. Woodson</strong>, che, dopo aver frequentato l’università di Chicago e aver completato gli studi storici con un dottorato ad Havard, si rese conto che la storia dei suoi antenati non era correttamente rappresentata o spesso era del tutto assente dai libri. Fu così che nel 1915 fondò <a href="https://asalh100.org/"><em>The Association for the Study of Negro Life and History (ASNLH)</em></a> e in seguito raccolse le storie di milioni di afro-americani nel <em>Journal of Negro History</em>, oggi conosciuto come <em>Journal of African American History</em>. Nella seconda settimana di febbraio del <strong>1926</strong>, spalleggiato da un vasto numero di sostenitori, Woodson fondò la prima <strong><em>Annual Negro History Week</em></strong> con lo scopo di celebrare la storia dei neri d’America con i compleanni dei presidenti americani Abraham Lincoln e Frederick Douglass. Successivamente nel 1976 il presidente Gerald R. Ford decise di estendere la <em>Annual Negro History Week</em> all’intero mese di febbraio, dando vita a quello che oggi è conosciuto come <strong><em>Black History Month</em></strong>. L’insegnamento della storia e della tradizione africana, in particolare nelle scuole pubbliche della nazione, era indispensabile per garantire, secondo Woodson, i processi dell’integrazione fra culture diverse e la sopravvivenza fisica ed intellettuale della razza all’interno della società più ampia.</p>
<p>Quest’anno sono tante le iniziative in diversi paesi che durante il mese di febbraio offrono occasioni per conoscere la cultura afro-americana: ad esempio, in <strong>Italia</strong> il <a href="http://blackhistorymonthflorence.com/index.php/project/bhmf-2017/"><strong><em>Black History Month Florence</em></strong></a>, fondato e diretto da Justin Randolph Thompson, curatore e docente di arte statunitense, da tempo residente a Firenze, offre un ricco e variegato programma di mostre d’arte, eventi enogastronomici, concerti, spettacoli proiezioni di film e letture di libri che vogliono riflettere sulla storia della diaspora africana e sul suo impatto sul panorama contemporaneo. Anche <strong>Africa e Mediterraneo</strong> contribuisce al progetto fiorentino con una mostra delle opere di George Zogo, l’artista camerunese recentemente scomparso. Attingendo ai 50 anni di eredità del <em>Black History Month</em> negli Stati Uniti e i 30 anni nel Regno Unito, anche l’Italia, dunque, mira a celebrare i contributi culturali della diaspora che ha influenzato la cultura italiana in differenti modi.</p>
<p>Per maggiori informazioni sul programma del Black History Month Florence: <a href="http://blackhistorymonthflorence.com/index.php/project/bhmf-2017/">http://blackhistorymonthflorence.com/index.php/project/bhmf-2017/</a></p>
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