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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Victoire Axiga-Dokpo</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Victoire Axiga-Dokpo</title>
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		<title>Numero 74 di Africa e Mediterraneo: Il Senegal e la diaspora senegalese</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 09:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda cultura]]></category>
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<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.laimomo.it/a/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=59&amp;Itemid=29&amp;lang=it" target="_blank"><strong>Acquista il numero 74 sul sito dell&#8217;editore Lai-momo</strong><br />
</a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/AeM74.jpg" rel="lightbox[4184]"><img class="alignleft size-medium wp-image-4214" title="AeM74" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/AeM74-211x300.jpg" alt="" width="148" height="210" /></a>Il dossier che pubblichiamo presenta alcuni approfondimenti sugli eventi socio-culturali che hanno segnato l’ultimo anno e nei quali il Senegal ha inteso interpretare un ruolo anche politico presentandosi come punto di riferimento di una visione globale e panafricana del futuro del continente e della sua proposta culturale: il Monumento al Rinascimento africano e il terzo Festival mondial des arts nègres. Queste iniziative sono approfondite e spiegate nei loro retroscena, nelle motivazioni e negli errori dagli articoli di <strong>Victoire Axiga-Dokpo</strong> e <strong>Itala Vivan</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dossier continua con vari approfondimenti su aspetti culturali del Senegal, con interessanti visuali storiche. Un panorama del cinema senegalese, della sua importanza nel passato con l’opera dei grandi Ousmane Sembène e Djibril Diop Mambéty così come della sua difficoltà attuale, è tracciato nell’articolo di <strong>Simona Cella</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La denuncia senza sconti dei rapper del movimento di protesta “Y en a marre” nei confronti della corruzione e dell’immobilismo della classe dirigente del Paese, così come la presa di posizione degli artisti hip hop nella vetrina mediatica del Forum sociale mondiale, tenutosi a Dakar nello scorso febbraio, sono raccontati da <strong>Fabrizio Guglielmini</strong>, assieme alla produzione degli artisti del neo ‘mbalax come Coumba Gawlo e Yossou Ndour.</p>
<p style="text-align: justify;">Due importanti scrittori senegalesi presenti in Italia hanno dato il loro contributo a questo dossier: <strong>Cheikh Tidiane Gaye</strong> dando una personale selezione, presentazione e traduzione dei poeti senegalesi, <strong>Pap Khouma</strong> raccontando dal punto di vista di pioniere dell’immigrazione in Italia una breve storia del movimento che ha portato decine di migliaia di giovani senegalesi a spostarsi in Italia. L’integrazione linguistico-culturale di questi nuovi cittadini, con tutte le implicazioni sull’intreccio dei rapporti personali, sulla costruzione di famiglie miste, sull’educazione dei figli, è trattata dall’etnolinguista <strong>Baye Ndiaye</strong>, presidente del Centro orientamento studi africani di Milano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elisabetta Bevilacqua </strong>traccia una storia della presenza di scrittori senegalesi nel panorama della scrittura della migrazione in Italia, approfondendo, tra le altre, proprio l’opera di Pap Khouma, il cui libro (scritto assieme a Oreste Pivetta) Io venditore di elefanti è considerato il titolo con cui la “letteratura della migrazione” ha fatto il suo esordio in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia del Senegal è stata a lungo, bisogna dirlo, la storia del suo rapporto con la Francia. Un rapporto a cui la figura del poeta presidente Senghor ha dato una importante connotazione letteraria, culturale e linguistica, cosa che ha portato in eredità anche una certa ambiguità. Un’ambiguità che caratterizza la storia a fumetti Le Sénégal et Léopold Sédar Senghor, creata dallo sceneggiatore francese Saint-Michel, analizzata da <strong>Francesca Romana Paci</strong>, con un’attenzione speciale proprio alle implicazioni visive e linguistiche, spesso molto sottili, che possono essere ricondotte al complicato rapporto tra Paese colonizzato e madrepatria colonizzatrice. I fumetti sono un ottimo modo per capire il tessuto sociale di un Paese, per questo abbiamo pubblicato una tavola delle avventure di Goorgoorlou, l’anti-eroe creato dalla penna di <strong>T.T. Fons</strong>, probabilmente il più famoso e popolare personaggio a fumetti del Senegal, in quanto rappresenta l’uomo medio senegalese, disoccupato, alla ricerca costante di una piccola somma per la “Spesa Quotidiana”. Anche le tavole di <strong>Lamine Dieme</strong>, sulla passione dei bambini per il gioco del calcio, rappresentano una scena energica e scanzonata della vita sociale senegalese.</p>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo detto, il Senegal è da tempo molto legato anche all’Italia, anche perché quella presente da noi è la più grande tra le diaspore senegalesi. L’articolo di <strong>Anna Casella Paltrinieri</strong> ripercorre la presenza dei Senegalesi muridi nella provincia di Brescia, dove questa confraternita ha creato un centro per il culto che, se in passato è stato occasione di dialogo interculturale e interesse reciproco con le istituzioni locali italiane, negli ultimi anni è diventato pretesto per polemiche sulla sicurezza da parte di alcuni partiti, senza che da parte della comunità senegalese si sia riusciti a dare un’adeguata risposta.</p>
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