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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; psicologia delle illusioni cognitivie</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; psicologia delle illusioni cognitivie</title>
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		<title>Il razzismo sottile, la sopravvalutazione della capacità di sbagliare</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 10:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[BIANCOENERO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologia delle illusioni cognitivie]]></category>
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		<description><![CDATA[Di Biancoenero Mi raccontava un&#8217;amica di un esperimento che alcuni mediatori culturali hanno realizzato a Milano. Nella città lombarda viveva un gruppo di migranti provenienti da un villaggio africano che non ricordo, i quali regolarmente mandavano le loro rimesse a casa. Questi migranti avevano capito che se nel paese fossero state spedite delle canoe anzichè [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://viverestphilosophari.wordpress.com/"><em>Di Biancoenero</em></a></p>
<p>Mi raccontava un&#8217;amica di un esperimento che alcuni mediatori culturali hanno realizzato a Milano. Nella città lombarda viveva un gruppo di migranti provenienti da un villaggio africano che non ricordo, i quali regolarmente mandavano le loro rimesse a casa. Questi migranti avevano capito che se nel paese fossero state spedite delle <strong>canoe</strong> anzichè del denaro, l&#8217;economia, che in quel momento giaceva in condizioni disperate, sarebbe migliorata significativamente. Così si decise di trattenere parte delle rimesse, fino a ottenere la somma per l&#8217;acquisto delle canoe; dopo di che <strong>invece dei soldi</strong> si sono mandate le barche in Africa. Dopo un po&#8217; di tempo i migranti sono tornati al loro paese e hanno trovato le canoe del tutto <strong>inutilizzate</strong> e il paese che versava nella solita miseria estrema. </p>
<p>Che cosa era successo? Gli anziani del paese avevano avuto la sensazione che se fosse iniziata la pesca con l&#8217;uso delle canoe avrebbero perso la loro posizione di <strong>comando</strong> e quindi avevano impedito ogni azione. Così l&#8217;amica commentava che gli operatori avevano &#8220;sbagliato&#8221;, perchè non avrebbero previsto questa reazione da parte degli anziani della comunità. </p>
<p>La situazione è molto complessa e occorrerebbe conoscere tutti i dati per formulare un giudizio meditato. Però credo che sia importante evitare alcuni errori nella valutazione di questo tipo di episodi. Si tende ad attribuire agli <strong>operatori occidentali </strong>il libero arbitrio di scegliere diverse strategie, mentre i poveri &#8220;negri&#8221; sarebbero del tutto succubi della loro <strong>&#8220;Cultura&#8221;</strong> e si comporterebbero come una sorta di macchine automatiche. In questa storia a me verrebbe da biasimare più il conservatorismo degli anziani del villaggio che la poca lungimiranza degli operatori. </p>
<p>Uno dei fenomeni tipici della sopravvalutazione di se stessi, messa in luce dalla recente <strong>psicologia delle illusioni cognitive</strong>, consiste proprio nel considerare i nostri errori come evitabili, attribuendo invece quelli degli altri alla loro indole! L&#8217;atteggiamento dell&#8217;amica, che a prima vista sembrerebbe anti-occidentale e favorevole alla cultura del villaggio africano, in realtà nasconde una sottile forma di <strong>razzismo culturale</strong>, come se la cultura del villaggio sia una sorta di <strong>monade</strong> impenetrabile che guida deterministicamente i comportamenti degli abitanti del villaggio, mentre noi avremmo la libertà di comportarci in modi diversi. Sarà sempre troppo tardi quando cominceremo a considerare gli stranieri come persone e non come pedine portatrici di una cultura altra!</p>
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