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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; poesia africana</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; poesia africana</title>
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		<title>Un reading poetico in Mozambico</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 19:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sandra Federici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Sandra Federici]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria e letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoline da Maputo]]></category>
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		<category><![CDATA[Paco Sininho]]></category>
		<category><![CDATA[poesia africana]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho visto un reading di poeti “Poetry Africa” al centro culturale franco mozambicano di Maputo e mi ha colpito molto: il pubblico partecipava, era coinvolto (ed erano almeno 150 persone). Applaudivano, facevano gli ululati di festa, rispondevano e dialogavano con i poeti sul palco&#8230; Erano poeti di vari paesi africani. Io sono arrivata appena prima dell’esibizione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_372" style="width: 271px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/07/lebomashileok.jpg" rel="lightbox[377]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/07/lebomashileok-261x300.jpg" alt="Lebo mashile" title="lebomashile" width="261" height="300" class="size-medium wp-image-372" /></a><p class="wp-caption-text">Lebo mashile</p></div><br />
Ho visto un reading di poeti “Poetry Africa” al centro culturale franco mozambicano di Maputo e mi ha colpito molto: il pubblico partecipava, era coinvolto (ed erano almeno 150 persone). Applaudivano, facevano gli ululati di festa, rispondevano e dialogavano con i poeti sul palco&#8230; Erano poeti di vari paesi africani. Io sono arrivata appena prima dell’esibizione di <strong>Lebo Mashile</strong>, cantante, poeta e presentatrice della <a href="http://www.lebomashile.co.za/">televisione sudafricana</a>. Ricordo la poesia che iniziava ogni paragrafo con “What kind of a woman…?” ed enunciava i dolori, le fatiche e le gioie delle donne. Il pubblico era entusiasta, anche perché Lebo è una star della televisione.</p>
<p>Poi ha preso la parola <strong>Paco Sininho</strong>, poeta di Maputo, accompagnato da un giovane virtuoso suonatore di marimba, lo strumento nazionale mozambicano. Mi ha spiegato Matteo Angius dell’Istituto Camoes di Maputo, che era seduto a fianco a me, che Sininho lavorava in banca e ha lasciato il lavoro per fare il poeta e performer. La poesia che ha recitato era una lunga critica sociale e politica alla società di Maputo, e a un certo punto mi sono accorta che la gente sapeva dei versi a memoria e li recitava assieme a lui. </p>
<p>Ho chiesto a Matteo: “ma come, conoscono questa poesia a memoria?” “Sì”, mi ha risposto lui, “questa poesia è famosa”. Una poesia contemporanea famosa. Tanto da saperne delle parti a memoria. Impensabile per noi. C&#8217;era anche il poeta zimbabwano <strong>Chirikurè Chirikurè</strong>: mi è venuto in mente il reading contro Robert Mugabe che avevo organizzato con Vittoria Ravagli nel 2007 alla Fiera di Pontecchio. La fondazione Peter Weiss aveva lanciato un reading mondiale per sollevare l’attenzione sulla <a href="http://www.peter-weiss-stiftung.de/index_en.html">dittatura dello Zimbabwe</a> e io ho organizzato la lettura italiana alla Fiera degli Sdazzi di Pontecchio. </p>
<p>Organizzammo anche la traduzione delle poesie in italiano, che fu curata da Anna Lombardo, e la Fondazione poté pubblicare una pagina italiana dell’iniziativa. La poesia zimbabwana non c’entrava nulla con questa fiera popolare vecchia di 300 anni, ma la data mondiale era quella e il <a href="http://www.sassomarconifoto.it/territorio/palazzorossi.html">posto è comunque bellissimo</a>. Ma delle centinaia, forse migliaia, di persone che circolavano in quel momento in fiera se ne sono fermate non più di 20.</p>
<p>Beh, quella sera a Maputo era proprio diverso. Le parole erano ascoltate, ripetute, commentate e ho visto la poesia non solo come atto di resistenza linguistica, ma come partecipazione, divertimento, espressione del contemporaneo riconosciuta dal pubblico.</p>

<a href='https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/un-reading-poetico-in-mozambico/siniho-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/siniho1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Paco Sininho" /></a>
<a href='https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/un-reading-poetico-in-mozambico/chirikure-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/chirikure1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Chirikurè Chirikurè" /></a>

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		<title>Il poeta Kama Kamanda al Campus di Maputo</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 09:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sandra Federici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Sandra Federici]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoline da Maputo]]></category>
		<category><![CDATA[Kama Kamanda]]></category>
		<category><![CDATA[poesia africana]]></category>

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		<description><![CDATA[Come vi avevamo anticipato siamo in questi giorni al Campus Euroafricano di Maputo sulla cooperazione culturale. Lunedì sera siamo stati all’inaugurazione di una mostra sulla Cooperazione spagnola alla Fortaleza. La Fortaleza è un posto bellissimo per le mostre, e soprattutto per il cocktail, che si fa nel giardino quadrato, circondato da mura basse ma possenti, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_213" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/kamakamanda-1.jpg" rel="lightbox[192]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/kamakamanda-1-300x225.jpg" alt="Kama Kamanda" title="kamakamanda (1)" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-213" /></a><p class="wp-caption-text">Kama Kamanda</p></div>Come vi avevamo anticipato siamo in questi giorni al <a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/2009/06/africa-e-mediterraneo-al-campus-euroafricano-di-maputo-sulla-cooperazione-culturale/">Campus Euroafricano di Maputo sulla cooperazione culturale</a>. Lunedì sera siamo stati all’inaugurazione di una mostra sulla Cooperazione spagnola alla Fortaleza.<br />
La Fortaleza è un posto bellissimo per le mostre, e soprattutto per il cocktail, che si fa nel giardino quadrato, circondato da mura basse ma possenti, con l’erba curata, le palme e i fiori illuminati discretamente. La musica, il vino, i salatini, la temperatura ideale: le chiacchiere possono scorrere all’infinito, e il primo degli scopi di questo campus, “generare dinamiche di rete tra i partecipanti, durante e dopo l’evento”, sembra raggiunto.</p>
<p>Ho fatto una lunga chiacchierata con <strong>Olivier Barlet</strong>, ci siamo raccontati reciprocamente le difficoltà e gli aspetti positivi di dirigere riviste sulla cultura africana (lui dirige <a href="http://www.africultures.com/php/"><em>Africultures</em></a>). Ma tu paghi gli articoli? E con il sito come va? Conosci il tale? Cosa fa il talaltro adesso? A un certo punto mi ha mostrato un signore alto quasi due metri, dicendomi “Lui è <strong>Kama Kamanda</strong>”. “Kama Kamanda il poeta? &#8211; ho risposto &#8211; Noi abbiamo pubblicato un articolo su di lui nel &#8217;96!”</p>
<p>Dopo ho incontrato Kamanda e gli ho detto “Signor Kama Kamanda, sono di <em>Africa e Mediterraneo</em> e…” Non l’avessi mai detto!<br />
<span id="more-192"></span><br />
“<em>Africa e Mediterraneo</em>! Voi avete fatto moltissimo per me, il vostro articolo mi ha dato un sacco di visibilità in Italia, sono stato invitato un sacco di volte!” E giù ringraziamenti a non finire, con una voce profonda e una risata potente che di tanto in tanto esplodeva contagiando tutti. Mi ha detto che molti sono invidiosi di lui, e che lo avevano addirittura accusato di essere l’amante di Silvia Riva, l’autrice dell’articolo, e di altre redattrici della rivista “Ma io non le ho nemmeno mai viste!” ribadiva. Il motivo è la gelosia per i riconoscimenti ricevuti, per avere dato – ha detto lui – il più grande omaggio alla lingua francese che si potesse dare.</p>
<p>Lui è invitato spesso dalle televisioni, ma non accetta, perché pensa che uno scrittore debba stare dietro le quinte, debba fare un lavoro d’artigiano, che produce testi ma non deve puntare a mettere in evidenza se stesso. Adesso Kamanda, che viene dal Congo Kinshasa, vive tra il Lussemburgo e il Giappone, dove ha avuto un buon successo presso i giapponesi, alcuni dei quali si sono iscritti ai corsi del Centro Culturale Francese per poter leggere le sue poesie in lingua originale.</p>
<p>Se ne è andato promettendomi di farmi avere la sua opera completa.<br />
Insomma, ogni tanto qualche soddisfazione arriva…</p>
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