<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
xmlns:rawvoice="http://www.rawvoice.com/rawvoiceRssModule/"
>

<channel>
	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Palestina</title>
	<atom:link href="https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/argomenti/palestina/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Apr 2026 13:53:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.37</generator>
<!-- podcast_generator="Blubrry PowerPress/6.0.1" mode="advanced" -->
	<itunes:summary></itunes:summary>
	<itunes:author>Africa e Mediterraneo</itunes:author>
	<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	<itunes:image href="https://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/plugins/powerpress/itunes_default.jpg" />
	<itunes:subtitle></itunes:subtitle>
	<image>
		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Palestina</title>
		<url>https://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg</url>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog</link>
	</image>
	<item>
		<title>Ucciso Juliano Mer Khamis, fondatore del Freedom Theatre a Jenin</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/ucciso-juliano-mer-khamis-fondatore-del-freedom-theatre-a-jenin/</link>
		<comments>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/ucciso-juliano-mer-khamis-fondatore-del-freedom-theatre-a-jenin/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 09:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti della scena]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[campi profughi]]></category>
		<category><![CDATA[Freedom Theatre]]></category>
		<category><![CDATA[Jenin]]></category>
		<category><![CDATA[Juliano Mer Khamis]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.africaemediterraneo.it/blog/?p=3847</guid>
		<description><![CDATA[Probabilmente, al di fuori dei confini mediorientali, il nome di Juliano Mer Khamis sarà familiare a pochi. Eppure la sua attività e il suo impegno lo hanno reso uno di quei personaggi importanti, di quelli che si sono sempre battuti per rendere la società palestinese meno conflittuale. Attore di teatro e di cinema, nato dall’unione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente, al di fuori dei confini mediorientali, il nome di <strong>Juliano Mer Khamis</strong> sarà familiare a pochi. Eppure la sua attività e il suo impegno lo hanno reso uno di quei personaggi  importanti, di quelli che si sono sempre battuti per rendere la società palestinese meno conflittuale.</p>
<p><strong>Attore di teatro e di cinema</strong>, nato da<a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/04/800_juliano_mer_khamis_ap_110404_4702641.jpg" rel="lightbox[3847]"><img class="alignright size-medium wp-image-3856" title="800_juliano_mer_khamis_ap_110404_470264" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/04/800_juliano_mer_khamis_ap_110404_4702641-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>ll’unione di un’israeliana, Arna Mer, e di un palestinese cristiano, Saliba Khamis,<a href="http://www.rainews24.rai.it/it/foto-gallery.php?galleryid=151628&amp;photoid=283752"> è s</a><a href="http://www.rainews24.rai.it/it/foto-gallery.php?galleryid=151628&amp;photoid=283752">tato ucciso tre giorni fa con cinque colpi d&#8217;arma da fuoco, sparati da un uomo a volto coperto</a>. Si trovava proprio fuori dal suo <strong><em>Freedom Theatre</em></strong>, la scuola di teatro che aveva fondato nel 2006 nel campo profughi di Jenin, e che poi sarebbe diventata uno dei più importanti luoghi di <strong>produzione artistica e culturale indipendente</strong> nei Territori Occupati.</p>
<p>Il suo teatro, rivolto ai <strong>bambini del campo profughi di Jenin</strong>, era diventato già un importante centro culturale negli anni Ottanta, grazie all&#8217;attività della madre Arna, a cui aveva dedicato proprio il documentario che lo aveva reso famoso <strong>“<em>Arna&#8217;s Children</em>”</strong>. Juliano aveva aiutato la madre a realizzare il suo sogno di creare una giovane compagnia di ragazzi, lo <em>Stone Theatre</em>, seguendone il percorso formativo attraverso la macchina da presa. L&#8217;intenzione del teatro era di rappresentare per questi ragazzi una via di fuga, aiutandoli ad esprimere le loro rabbie quotidiane, le frustrazioni, l&#8217;amarezza e la paura.  Ma il sogno di progettare una vita alternativa alla violenza per questi ragazzi si è scontrato con la realtà della seconda intifada e dell&#8217;occupazione, e così anche i piccoli bambini di Arna hanno preso parte alla lotta per la resistenza contro l’occupazione dei territori palestinesi da parte dell’esercito israeliano, alcuni di loro rimanendovi uccisi.</p>
<p>Fondare nel 2006 il <a href="http://thefreedomtheatre.org/"><em>Freedom Theatre</em></a> <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://thefreedomtheatre.org/"></a></span></span> all&#8217;interno del campo è stato per lui un gesto d&#8217;arte, d&#8217;amore ma anche di rivoluzione. Aprire uno spazio artistico in un luogo di estrema chiusura e marginalizzazione come un campo profughi non poteva essere un&#8217;impresa semplice. Il primo passo era quello di ribaltare l&#8217;idea che nei campi si aveva del teatro, cercando di costruirne un&#8217;idea differente nella mente degli abitanti, e renderli predisposti all&#8217;accoglienza. E poi, con le sue <a href="http://http://www.nena-news.com/?p=8672">parole</a>: “<em>Il teatro è solo una scusa, noi facciamo arte in genere: scrittura creativa, photoshop, computer, fotografia, psicodramma, realizzazione di film, terapia teatrale. Non siamo il teatro nel senso tradizionale, usiamo tutti i mezzi dell’arte prima per comunicare con il mondo, poi per ricostruire l’identità perduta. Chi siamo? Dove stiamo andando? Cosa pensiamo? Perché siamo in questa situazione? Quale tipo di indipendenza vogliamo e come possiamo costruire identità senza cultura? Altrimenti si creano tanti soldatini. <strong>La ricerca dell’identità può avvenire solo tramite l’attività culturale.</strong> C’è bisogno di un riflesso di se stessi. È così che si costruisce il sé: riflettendo se stessi su uno schermo, nelle pagine di un libro, creando un dibattito, un dialogo. Combattere la tradizione è combattere l’occupazione.” *</em></p>
<p>Inse<a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/04/dvd_jacket_1313.jpg" rel="lightbox[3847]"><img class="alignleft size-full wp-image-3859" title="dvd_jacket_131" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/04/dvd_jacket_1313.jpg" alt="" width="201" height="296" /></a>gnare la creatività e l&#8217;indipendenza ai più piccoli, alle nuove generazioni, svincolarle dai legami tradizionali che agiscono come scudo rispetto alla situazione di marginalità e occupazione. “<em>Questa è la vera lotta contro l’occupazione. Perché, ciò che l’occupazione sta facendo è distruggere la </em><em>società. <strong>Costruire sulla base non della tradizione e della religione, ma della libertà, di strutture democratiche, di un alto livello educazione e della libera opinione, della cultura. Questa è la forza</strong></em><strong>.</strong>”</p>
<p>Già negli ultimi due anni il suo teatro e lui stesso erano stato ripetutamente minacciati e attaccati, soprattutto dopo la scelta di portare in scena un testo difficile come <em>La fattoria degli animali</em> di Orwell. Non solo l’offensiva israeliana nella West Bank è stata sempre più forte, ma il teatro, rappresentando una realtà di rottura con alcune tradizioni locali non poteva certo essere di gradimento ai più conservatori di Jenin.</p>
<p>Ma queste minacce non avevano scalfito la sua attività, e aveva continuato ad usare la forza pacifica del suo teatro, anche se di rottura ed opposizione, per creare percorsi di resistenza e liberazione. Embletica fu la frase che pronunciò durante l&#8217;accoglienza alla Carovana di Sport sotto l&#8217;Assedio del 2009: “<strong><em>We’re going to start a new intifada by poetry, theater, art, humans rights, pacific demonstrations against the wall. Questo vogliamo costruire. Questo è quello che Israele non può uccidere.</em></strong>”</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/ucciso-juliano-mer-khamis-fondatore-del-freedom-theatre-a-jenin/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>21/06/2010- Radio NISAA FM in Palestina, la radio delle donne</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/21062010-radio-nisaa-fm-in-palestina-la-radio-delle-donne/</link>
		<comments>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/21062010-radio-nisaa-fm-in-palestina-la-radio-delle-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 07:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda cultura giugno 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Radio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.africaemediterraneo.it/blog/?p=3083</guid>
		<description><![CDATA[Evento: Lancio della Radio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/06/arb_logo.jpg" rel="lightbox[3083]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/06/arb_logo-150x134.jpg" alt="arb_logo" title="arb_logo" width="150" height="134" class="alignright size-thumbnail wp-image-3086" /></a><strong>Evento: </strong> Lancio della Radio <a href="http://www.radionisaa.ps/english.html"">NISAA FM</a>.</p>
<p><strong>Dove:</strong> Ramallah, Autorità Nazionale Palestinese.</p>
<p><strong>Quando: </strong> 21 giugno 2010.</p>
<p><strong>Informazioni:</strong> La fondazione svizzera <a href="http://www.smilingchildren.org/en/index.html">Smiling Children</a>, attiva nella valorizzazione della donna e dell&#8217;imprenditoria femminile, lancia ufficialmente il progetto Radio NISAA FM. Presenza annunciata per Rabeha Diab, Ministro delle Pari opportunità palestinese. </p>
<p>Gestita da donne e dedicata alle donne, Radio NISAA FM si presenta come la prima radio commerciale al femminile del Vicino Oriente.<br />
La radio parla in inglese e in arabo sulle frequenze FM locali e anche via web (basta cliccare &#8220;listen live&#8221; sul sito della radio). </p>
<p>Per tre anni sarà una radio commerciale indipendente dal punto di vista economico e darà spazio, all&#8217;interno dei suoi programmi, alle notizie, ai racconti di vita e all&#8217;intrattenimento musicale.  </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/21062010-radio-nisaa-fm-in-palestina-la-radio-delle-donne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
