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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; naufragio 2013</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; naufragio 2013</title>
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		<title>Il 3 ottobre 2024 a Lampedusa: ricordare le vittime, raccontare il coraggio di chi non si è girato dall’altra parte</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 09:42:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lampedusa si è riempita anche quest’anno di studenti e studentesse provenienti da diverse regioni d’Italia, per ricordare il naufragio del 2013 in cui morirono 368 persone. Il programma messo in campo dall’associazione Comitato 3 ottobre è stato particolarmente ricco, con diversi incontri, concerti, un commovente spettacolo teatrale con Yong Di Wang, attore di origine cinese [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Lampedusa si è riempita anche quest’anno di studenti e studentesse provenienti da diverse regioni d’Italia, per ricordare il naufragio del 2013 in cui morirono 368 persone.</span></p>
<p class="p1"><img class="alignleft wp-image-9737" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4712.jpg" alt="IMG_4712" width="800" height="600" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il programma messo in campo dall’associazione <a href="https://www.comitatotreottobre.it/"><span class="s2">Comitato 3 ottobre</span></a> è stato particolarmente ricco, con diversi incontri, concerti, un commovente spettacolo teatrale con Yong <i>Di</i> Wang, attore di origine cinese non vedente e Amadou Diouf un giovane senegalese sordo arrivato solo un anno prima a Lampedusa (a cura di <a href="https://www.raizesteatro.com/"><span class="s2">Raizes teatro</span></a> di Alessandro Ienzi) e un musical realizzato dagli studenti del Liceo coreutico-musicale di Pesaro, ispirato al libro di Enaiatollah Akbari e Fabio Geda, “Nel mare ci sono i coccodrilli”, che narra il drammatico percorso migratorio di un bambino afghano fuggito al regime dei Talebani.<br />
</span>Gli spettacoli e gli incontri si sono tenuti nella centrale via Roma, accanto al museo archeologico, e sono stati sempre molto partecipati.</p>
<p class="p1"><img class="aligncenter wp-image-9745" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4705.jpg" alt="IMG_4705" width="800" height="600" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quest’anno è stato organizzato dall’amministrazione comunale anche un cartellone parallelo che ha voluto colmare una certa frattura tra le celebrazioni ufficiali, che coinvolgono soprattutto personalità politiche e del mondo associativo nazionale e internazionale, e la cittadinanza di Lampedusa, che le percepisce a volte come un “festival arrivato dall’esterno”. Il 2 ottobre le realtà culturali e sociali dell’Isola coinvolte hanno aperto le loro porte in piccole iniziative di dialogo e racconto, e il 3 si è proseguito con alcuni momenti molto intensi. Innanzitutto, la veglia silenziosa con i sopravvissuti e i parenti alle 3:20 del mattino, ora in cui la grande barca colma di 500 persone si ribaltò 11 anni fa. </span></p>
<p class="p1"><img class="aligncenter wp-image-9747" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4799.jpg" alt="IMG_4799" width="800" height="600" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questo commovente incontro si svolge dal 2019 ogni anno attorno al memoriale con i nomi delle persone morte realizzato da Vito Fiorino, il “pescatore” che con 7 amici e amiche dette l’allarme e quella notte salvò sulla sua piccola barca 47 persone. Alle 18 si è svolta una cerimonia interreligiosa in chiesa e alle 19 l’inaugurazione del Giardino dei Giusti, realizzato dall’amministrazione grazie a un progetto FAMI, e patrocinato da <a href="https://it.gariwo.net/"><span class="s2">Fondazione Gariwo</span></a>. </span></p>
<p class="p1"><img class="aligncenter wp-image-9749" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4771-1024x768.jpg" alt="IMG_4771" width="600" height="450" /></p>
<p class="p1"><span class="s1"><br />
I primi Giusti di Lampedusa riconosciuti dai grandi ulivi, piantati in un’area riqualificata accanto al Museo Archeologico delle Pelagie affacciata sul Porto Nuovo, sono <b>I pescatori di Lampedusa</b>, rappresentanti di una comunità che nel corso degli anni ha salvato centinaia di vite in mare, e <b>Alexander Langer</b>, politico e attivista che ha dedicato la sua vita alla pace e al dialogo tra culture. “Questi pescatori, soccorrendo delle persone in mare, non hanno solo salvato delle vite umane, hanno scosso le coscienze dell’Europa. E questo Giardino dei Giusti a loro dedicato vuole insegnare che tutti siamo chiamati a prenderci delle responsabilità”, ha detto Gabriele Nissim, presidente della Fondazione Gariwo. Oltre a Vito Fiorino sono intervenuti i pescatori <b>Pietro Riso</b> (“È un istinto naturale che mettiamo in campo, perché, noi diciamo che in mare non ci sono taverne, bisogna far salire chiunque sia in difficoltà. Ma questo è un fenomeno che perdura dagli anni 90.”) ed <b>Enzo Partinico</b> (“un giorno del del 2021, erano le 5 di mattina e si è avvicinata una barchetta. In quel momento, la prima cosa a cui si pensa è solo di salvarle, e come fare a mettere queste persone sulla barca, ma è difficilissimo… li guardavo negli occhi e pensavo al loro padre e alla loro madre… c’era uno che contava le persone: erano 24”) e <b>Alexander</b>, un giovane eritreo salvato la notte del 2013 che ora vive in Olanda.</span></p>
<p class="p1"><img class="aligncenter wp-image-9736" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/10/IMG_46882.jpg" alt="IMG_4688" width="800" height="600" /></p>
<p>La serata è proseguita con il musical <b>&#8220;Sotto lo stesso cielo&#8221;</b>, interpretato da studentesse e studenti della Compagnia del Kintsugi del Liceo di Pesaro, ispirato alla vicenda del naufragio come raccontata dai superstiti e dal gruppo di 8 persone che dettero l’allarme e quella notte salvarono sulla loro piccola barca 47 persone. Al termine si è svolta la proiezione del documentario &#8220;A Nord di Lampedusa&#8221;, diretto da Davide Demichelis e Alessandro Rocca, che sono andati a vedere come vivono alcune persone sopravvissute al naufragio del 3 ottobre nelle loro vite attuali in Olanda, Svezia e Norvegia, e come non si è mai interrotto il rapporto con i pescatori che li hanno salvati, tra questi Vito Fiorino.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-9752" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4758.jpg" alt="IMG_4758" width="600" height="450" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Queste iniziative hanno forse riallacciato un legame e coinvolto le persone che nell’isola vivono, e che hanno vissuto in ottobre 2013 un trauma terribile che non è ancora passato, e dato spazio alla voce di questo piccolo territorio che all’estremo sud dell’Italia continua a essere il luogo di approdo di centinaia di persone. In questi giorni, tra l’altro, non sono mancati approdi e salvataggi di barche di migranti, e il 3 ottobre nell&#8217;hotspot di contrada Imbriacola, nonostante i continui trasferimenti, erano accolte 732 persone.</span></p>
<p class="p1"><img class="aligncenter wp-image-9753" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4800.jpg" alt="IMG_4800" width="800" height="600" /></p>
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