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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Milan</title>
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		<title>Un calcio al razzismo: 21 marzo Giornata contro la discriminazione razziale</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 16:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sandra Federici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Sandra Federici]]></category>
		<category><![CDATA[Integrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 3 gennaio si giocava un&#8217;amichevole di calcio a Busto Arsizio: Pro-Patria, la squadra locale, contro Milan. A un certo punto Kevin Boateng, disgustato dagli insulti razzisti dei tifosi locali, tirò una pallonata verso il pubblico, si levò la maglia e se ne andò. La notizia fece il giro del mondo. Oggi Kevin Boateng è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 3 gennaio si giocava un&#8217;amichevole di calcio a Busto Arsizio: Pro-Patria, la squadra locale, contro Milan. A un certo punto Kevin Boateng, disgustato dagli insulti razzisti dei tifosi locali, tirò una pallonata verso il pubblico, si levò la maglia e se ne andò. La notizia fece il giro del mondo.</p>
<p>Oggi Kevin Boateng è stato invitato a parlare alla sede dell&#8217;ONU a Ginevra in occasione della Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione delle discriminazioni razziali. Ha detto parole di circostanza, un po&#8217; prevedibili. Ma tutti sanno che il discorso più significativo lo ha fatto tirando quel calcio e rifiutandosi categoricamente di continuare la partita, dimostrando che non si può accettare di &#8220;esibirsi&#8221; mentre alcune (sì, anche se solo <em>alcune</em>) persone pronunciano liberamente parole razziste.</p>
<p>Questo gesto mi ha ricordato un altro momento di questa forse utopica marcia verso &#8220;l&#8217;eliminazione delle discriminazioni razziali&#8221;: la premiazione degli statunitensi Tommie Smith e John Carlos e dell&#8217;australiano Peter Norman durante le Olimpiadi di Città del Messico del &#8217;68.  Ascoltando l&#8217;inno nazionale a testa bassa, Smith e Carlos alzarono il pugno avvolto in un guanto nero a sostegno del movimento denominato <em>Olympic Project for Human Rights</em> (Progetto olimpico per i diritti umani). Subirono sanzioni e critiche per quella coraggiosa protesta. Come quella di Boateng, una protesta scorretta secondo i regolamenti sportivi, ma capace di colpire l&#8217;immaginazione come solo lo sport a volte riesce a fare.</p>
<p>Smith aveva battuto il record del mondo dei 200 metri, scendendo per la prima volta sotto i 20 secondi (19&#8243; 83). Il suo record rimase imbattuto per 11 anni, finché nel 1979 Pietro Mennea scese a 19&#8243; 72 sempre a Città del Messico. Mennea, che se ne è andato oggi.</p>
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