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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; migrazione</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; migrazione</title>
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		<title>La dispensa “IO CAPITANO” creata in classe al Liceo Fermi di Bologna</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 10:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
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		<description><![CDATA[La dispensa IO CAPITANO contiene gli interventi dell’assemblea seguito alla proiezione del film “Io Capitano” di Marco Garrone, organizzata dal Liceo Scientifico “E. Fermi” di Bologna il 15 novembre 2023 presso il Cinema Medica Palace. 800 studenti e studentesse hanno potuto ascoltare dalla viva voce di due protagonisti, Mohamed Sacko (Kapi) e Mamadou Bah, il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">La dispensa IO CAPITANO contiene gli interventi dell’assemblea seguito alla proiezione del film “<a href="https://www.mymovies.it/film/2023/io-capitano/" target="_blank">Io Capitano</a>” di Marco Garrone, organizzata dal Liceo Scientifico “E. Fermi” di Bologna il 15 novembre 2023 presso il Cinema Medica Palace.<br />
</span>800 studenti e studentesse hanno potuto ascoltare dalla viva voce di due protagonisti, Mohamed Sacko (Kapi) e Mamadou Bah, il racconto delle vicende che li hanno portati a lasciare la <strong>Guinea Conakry</strong>, per scappare da una <strong>realtà dittatoriale</strong> che perseguita chiunque sia impegnato nell’opposizione politica e, soprattutto, di come, una volta arrivati in Italia e a Bologna, la loro vita sia potuta ripartire e oggi sia una vita nuova. Due storie di successo, grazie ad incontri con persone, opportunità offerte e tanta intraprendenza da parte loro.</p>
<p class="p1"><img class="aligncenter wp-image-9801" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-22-alle-11.43.06.png" alt="Schermata 2025-01-22 alle 11.43.06" width="600" height="399" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sono due i messaggi importanti che hanno lasciato alle classi con il racconto della loro vita: un invito ad informarsi su quello che succede nei paesi coinvolti nei <strong>processi migratori</strong> e un appello a ciascuno/a dei/lle presenti a non essere indifferenti, perché a volte basta un piccolo gesto di umanità per salvare letteralmente la vita di una persona che si trova in un paese straniero, dove non ha nessun riferimento linguistico e culturale e nessun legame.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">La dispensa contiene anche alcuni dei prodotti multimediali di comunicazione realizzati dagli studenti della classe 3L per il progetto “Migrazioni”.</span></p>
<p class="p2">Scarica subito qui:<br />
<a title="Dispensa IO CAPITANO" href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2025/01/Dispensa-IO-CAPITANO-compresso.pdf" target="_blank">Dispensa IO CAPITANO-compresso</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Apre a Bologna Stazione Boldrini, uno spazio di incontro sull’inclusione e la sostenibilità</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 06:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Stazione Boldrini]]></category>

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		<description><![CDATA[Le cooperative sociali Lai-momo, Abantu e l’associazione Africa e Mediterraneo hanno attuato una ristrutturazione del loro spazio di lavoro di Via Boldrini 14G a Bologna, con l’intento di aprirlo anche ad un utilizzo per eventi culturali e formativi indirizzati al pubblico. Assieme alle lavoratrici e lavoratori, è stato scelto per questo spazio il nome di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Le cooperative sociali Lai-momo, Abantu e l’associazione Africa e Mediterraneo hanno attuato una ristrutturazione del loro spazio di lavoro di Via Boldrini 14G a Bologna, con l’intento di aprirlo anche ad un utilizzo per eventi culturali e formativi indirizzati al pubblico.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Assieme alle lavoratrici e lavoratori, è stato scelto per questo spazio il nome di Stazione Boldrini.<br />
</span>Questa definizione, da un lato, valorizza l’abitudine consolidata &#8211; di chi vi lavora e di chi vi arriva &#8211; ad utilizzare il riferimento al nome della via, dall’altro lato, suggerisce la vicinanza alla Stazione Centrale.</p>
<p class="p1"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/news_laimomo-boldrini.jpg" rel="lightbox[9574]"><img class="aligncenter wp-image-9578" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/news_laimomo-boldrini.jpg" alt="news_laimomo-boldrini" width="600" height="452" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Inoltre, questo nome evoca i concetti del viaggio, della migrazione, dell’arrivo a una meta, delle fermate (della vita), del ritorno, degli incontri: idee che definiscono l’impegno sociale che da 30 anni il nostro gruppo di lavoro sta portando avanti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Martedì 26 marzo</b> alle <b>18.30</b> Stazione Boldrini verrà inaugurata insieme con i partner istituzionali, del Terzo Settore e delle aziende con cui Lai-momo, Abantu e l’associazione Africa e Mediterraneo collaborano da lungo tempo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Al taglio del nastro saranno presenti:</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Erika Capasso</b> &#8211; Delegata alla Riforma dei Quartieri, Immaginazione civica, progetto Case di Quartiere, politiche per il terzo settore, bilancio partecipativo, inchiesta sociale, sussidiarietà circolare del Comune di Bologna<br />
</span><b>Luca Rizzo Nervo</b> &#8211; Assessore al Welfare del Comune di Bologna<br />
<b>Stefano Brugnara</b> &#8211; Amministratore unico di ASP Città di Bologna (TBC)<br />
Andrea Marchesini Reggiani &#8211; Presidente Lai-momo cooperativa sociale</p>
<p class="p1"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/Stazione-Boldrini_inaugurazione_2103.png" rel="lightbox[9574]"><img class="aligncenter wp-image-9581" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2024/03/Stazione-Boldrini_inaugurazione_2103.png" alt="Stazione-Boldrini_inaugurazione_2103" width="600" height="848" /></a></p>
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		</item>
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		<title>I profughi e noi. Un’esperienza di accoglienza familiare</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2022 08:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Integrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Abbiamo ricevuto questa testimonianza in cui si parla di un’esperienza di accoglienza in famiglia, e abbiamo deciso di pubblicarla per condividere un messaggio positivo. Buona lettura! Una testimonianza di Antonia e Gianfranco Quando noi abbiamo conosciuto Kapi e Mamadou non c’era in Italia attorno a loro e a tutti quelli come loro quel moto universale di solidarietà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Abbiamo ricevuto questa testimonianza in cui si parla di un’esperienza di accoglienza in famiglia, e abbiamo deciso di pubblicarla per condividere un messaggio positivo. </em><em><em>Buona lettura!</em></em></p>
<p><strong>Una testimonianza di Antonia e Gianfranco</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quando noi abbiamo conosciuto <strong>Kapi</strong> e <strong>Mamadou</strong> non c’era in Italia attorno a loro e a tutti quelli come loro quel moto universale di solidarietà che si è espresso nei confronti dei profughi di guerra ucraini. C’era un clima fortemente polarizzato, condizionato ideologicamente.<br />
</span>Eppure le <strong>guerre africane</strong> o quelle medio orientali non sono state (e non sono) meno terribili del conflitto in atto in Ucraina. I milioni di profughi di queste guerre si sono riversati nei paesi limitrofi, come sta accadendo ora in Europa con gli sfollati ucraini. E di fronte a queste tragedie non è scattato un moto di solidarietà collettiva, ma solo paura e recriminazione per l’arrivo di quei pochi in Europa.<br />
Lo stesso slancio umanitario verso il popolo afgano dopo l’evacuazione dell’esercito americano si era già del tutto spento quando le truppe russe hanno iniziato ad invadere l’Ucraina e gli stessi afgani avevano già da tempo iniziato a percorrere la rotta balcanica.</p>
<p class="p1"><img class="alignleft wp-image-9322" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/Corvara-2021.jpg" alt="Corvara 2021" width="400" height="533" />Queste considerazioni ci hanno aiutato a capire che ha senso e può essere utile raccontare oggi la nostra <strong>storia di accoglienza</strong>, e quindi di aiuto e di accompagnamento. Anche se particolare e diversa da quelle che prenderanno forma con donne e i bambini ucraini, in essa è documentato come nella nostra vita personale e famigliare si sia introdotto un cambiamento, inaspettato, ma sostanziale e durevole, che ci ha aperto nuove prospettive.</p>
<p>L’incontro con Kapi e Mamadou ha rappresentato per noi un nuovo inizio e quando qualcosa di nuovo accade c’è un prima e un dopo. A fronte di una accoglienza più o meno lunga, ma sempre temporanea, almeno nelle modalità iniziali in cui si manifesta, c’è un “per sempre”. Nulla si perde.<br />
La storia personale di Kapi e Mamadou e le vicende che hanno contrassegnato tragicamente la loro <strong>migrazione</strong> sono simili a quelle di tanti altri, come le problematiche e le difficoltà che hanno incontrato in Italia. Ma Kapi e Mamadou non sono “migranti”. Sono Kapi e Mamadou: unici al mondo.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Il nostro impegno non è iniziato per una motivazione sociale o civile, anche se la nostra azione ha indubbiamente una ricaduta in questo senso. Noi abbiamo deciso di accompagnare due persone conosciute ad un certo punto del loro percorso, ascoltando e cercando di venire incontro alle loro necessità, anche particolari e concrete, grazie all’aiuto della rete delle nostre amicizie. Man mano che i problemi emergevano e si rivelava la complessità della loro situazione, è stato indispensabile prendere contatto con gli operatori e le strutture preposte all’accoglienza.<br />
</span>Né all’inizio né in seguito abbiamo agito solo seguendo un impulso emotivo, ma per un <strong>desiderio consapevole di condivisione</strong> della loro vita e per amore al loro “destino”. Abbiamo agito per un senso di responsabilità.</p>
<p class="p1"><img class="alignleft size-full wp-image-9323" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/Recovato-da-Cecilia-2020.jpg" alt="Recovato da Cecilia 2020" width="512" height="384" />È scaturita così una storia che ha coinvolto tanti altri, che, grazie al nostro gesto di accoglienza, sono stati aiutati ad incontrare a loro volta, in modo diretto e personale, una realtà vista fino a quel momento da lontano e da cui forse anche si tenevano lontano.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Per chi desiderasse conoscere la nostra storia, è disponibile la dispensa “<em>L’inaspettata convenienza della famiglia. L’esperienza di accoglienza familiare di Kapi e Mamadou</em>” edita dalla <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/sedi-e-contatti/emilia-romagna/"><strong>Associazione Famiglie per l’Accoglienza sede regionale Emilia Romagna</strong></a>, che è scaricabile a questo link: </span><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2022/03/Linaspettata-convenienza-della-famiglia.pdf">https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2022/03/Linaspettata-convenienza-della-famiglia.pdf</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Acqua e Africa: aperta la call for papers del numero 98 del 2023 di Africa e Mediterraneo.</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/acqua-e-africa-acqua-in-africa-dossier-di-africa-e-mediterraneo-n-982023/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 07:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Rivista Africa e Mediterraneo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tema dell’acqua nelle storie e nelle culture africane attraversa numerose discipline ed è oggetto di studi vasti e articolati. Imperi e civiltà sono nati lungo le rive dei grandi fiumi africani e in prossimità delle coste e dei laghi. L’acqua, necessità imprescindibile per gli insediamenti e per la sopravvivenza, è sempre stata un fattore [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Il tema dell’<strong>acqua nelle storie e nelle culture africane</strong> attraversa numerose discipline ed è oggetto di studi vasti e articolati. Imperi e civiltà sono nati lungo le rive dei grandi fiumi africani e in prossimità delle coste e dei laghi. L’acqua, necessità imprescindibile per gli insediamenti e per la sopravvivenza, è sempre stata un fattore centrale della dialettica pastorizia nomade-sedentarietà nella regione sub-Sahariana, e nello stesso tempo fondamentale via per trasporti e commercio. La ricerca delle fonti dei grandi corsi d’acqua e le possibilità implicite della viabilità fluviale hanno accelerato e giustificato le missioni esplorative europee, ispirando una ricca e controversa letteratura occidentale da Erodoto a Conrad. Paradossalmente, la narrazione autoctona su questo tema potrebbe e dovrebbe essere molto ampliata. Eppure, l’acqua è simbolo di identità e identificazione, elemento ancestrale di spiritualità, di ispirazione artistica contemporanea e di antiche e nuove mitologie.</p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2022/06/pexels-pok-rie-12283533.jpg" rel="lightbox[9308]"><img class="alignleft wp-image-9318" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2022/06/pexels-pok-rie-12283533.jpg" alt="pexels-pok-rie-12283533" width="600" height="400" /></a></p>
<p>L’acqua, proprio in quanto necessaria alla sopravvivenza e alla sicurezza di centinaia di milioni di persone, è <strong>uno dei maggiori problemi africani</strong>. Oggi l’<strong>insicurezza idrica</strong> causata dall’impoverimento di innumerevoli fonti d’acqua dolce naturali – tra tutte il Lago Ciad – è tra le principali cause di conflitto e migrazione (sia interna sia internazionale) dal continente – un fenomeno destinato ad aumentare con il peggiorare dei cambiamenti climatici. Numerosi programmi di salvaguardia delle risorse idriche sono emersi negli ultimi anni, tra i quali uno dei primi è stato il Lago Nasser. Tali programmi – nazionali e interstatali, oltre che di cooperazione internazionale – prevedono anche investimenti nel management delle risorse idriche e nella creazione di nuove infrastrutture, che, garantendo accesso diffuso e capillare all’acqua e usi sostenibili, hanno una ricaduta positiva sugli habitat sociali e naturali che da esse dipendono, creando le condizioni per un miglioramento diffuso della qualità della vita delle comunità. Ciononostante, non sono mancate e non mancano difficoltà e tensioni, come sta accadendo oggi per il progetto di costruzione di nuove dighe nella regione etiope dell’alto Nilo.</p>
<p>L’acqua si pone, dunque, al <strong>centro di questioni di governance e geopolitiche</strong>, come più volte evidenziato già molti anni or sono dallo storico burkinabè Joseph Ki-Zerbo – questioni che si intrecciano con il dibattito su sostenibilità, giustizia sociale, rapporti internazionali e, tuttora, decolonizzazione.</p>
<p>Questo numero di <em>Africa e Mediterraneo</em> intende raccogliere contributi sulle criticità associate alla tematica dell’acqua in Africa e per l’Africa.</p>
<p><strong>Scadenza per l’invio<br />
</strong>Le proposte dovranno pervenire entro il <strong>**31 gennaio 2023**</strong> all’indirizzo <span style="text-decoration: underline;">abstract@africaemediterraneo.it</span> e saranno valutate dal/i curatore/i. In caso di esito positivo, il contributo – che può essere in italiano, inglese o francese – dovrà essere consegnato entro il <strong>**31 marzo 2023**</strong> insieme a cinque parole chiave in inglese, un abstract in inglese di non più di 100 parole e una nota biografica del/gli autore/i.</p>
<p><em>Africa e Mediterraneo</em> si avvale di peer review anonima. Gli articoli e le proposte potranno essere inviati nelle seguenti lingue: italiano, inglese e francese.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>*</strong></p>
<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p style="text-align: center;"><strong>Water and Africa | Water in Africa<br />
</strong><strong>Africa e Mediterraneo n. 98/2023</strong></p>
<p>The theme of <strong>water in African cultures and histories</strong> is the object of extended studies in multiple disciplinary areas. Empires and civilizations emerged along the rivers of the great African rivers and lakes and the continent’s coasts. Water, a primary necessity for settlement and existence, has always been at the heart of the pastoral-nomadic relationship in sub-Saharan Africa, and at the same time a fundamental pathway for transportation and trade. The explorations of the sources of rivers and the inherent possibilities of the waterways accelerated and justified the first exploratory missions by Europeans, inspiring a controversial literature ranging from Herodotus to Conrad. A self-controlled narrative on this issue could and should be greatly expanded. However, water is a symbol of identity and identification, an ancestral element of spirituality, of artistic inspiration of old and contemporary mythologies.</p>
<p>As the very source of survival and security for millions of people, water is <strong>one of Africa&#8217;s greatest concerns</strong>. Today, <strong>water insecurity</strong> triggered by the weathering of the sources of drinkable water – an example is Lake Chad – is among the main causes of conflict and (internal and international) displacement across the continent – a phenomenon that will grow as climate change worsens. Several water preservation projects have been implemented, including, several decades ago, Lake Nasser. These national and inter-state initiatives – along with the ones of international cooperation &#8211; foresee investments in water management and the creation of new infrastructures to guarantee widespread access to water, yielding a positive impact on the social and environmental communities that depend on them and setting the condition for a widespread improvement of the quality of life. However, the same projects are also cause of conflict, as in the case of the new dams to be built in the Ethiopian region of the Nile.</p>
<p>As often observed by the Burkinabé historian Joseph Ki-Zerbo, water is thus also at the <strong>forefront of geopolitics and governance</strong> as it informs contemporary debates on sustainability, social justice, international relations and, thus far, decolonization.</p>
<p>This thematic issue of <em>Africa e Mediterraneo</em> aims to include contributions on the real and imaginary forms of water in Africa and for Africa.</p>
<p><strong>Deadlines<br />
</strong>The deadline to submit an abstract of no more than 400 word is <strong>**31 January 2023**</strong>. The abstract must be sent to <span style="text-decoration: underline;">abstract@africaemediterraneo.it</span>. It will be reviewed by the editors of the issue. The deadline for submitting the finished article, along with a 100-word abstract and short profile of the author, is <strong>**31 March 2023**</strong>.</p>
<p><em>Africa e Mediterraneo</em> is a blind peer-reviewed journal that publishes articles in Italian, English, and French.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>La sfida di comunicare al confine. 8 campagne pubbliche per parlare di migrazione e integrazione nei territori di confine</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/la-sfida-di-comunicare-al-confine-8-campagne-pubbliche-per-parlare-di-migrazione-e-integrazione-nei-territori-di-confine/</link>
		<comments>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/la-sfida-di-comunicare-al-confine-8-campagne-pubbliche-per-parlare-di-migrazione-e-integrazione-nei-territori-di-confine/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 08:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Clarinet]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.africaemediterraneo.it/blog/?p=9247</guid>
		<description><![CDATA[Nei territori di confine, toccati in particolar modo dai flussi migratori che confluiscono verso l’Europa, inserire il tema dell’integrazione dei nuovi arrivati nel dibattito pubblico può rivelarsi una vera sfida. Partendo da questa considerazione, il progetto CLARINET ha accompagnato 8 amministrazioni pubbliche nell’ideazione e realizzazione di una campagna di comunicazione locale ad hoc, in grado [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Nei territori di confine, toccati in particolar modo dai flussi migratori che confluiscono verso l’Europa, inserire il tema dell’integrazione dei nuovi arrivati nel dibattito pubblico può rivelarsi una vera sfida. </span></p>
<p class="p1"><img class="alignleft size-medium wp-image-9248" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/installation_Austria-300x264.jpg" alt="installation_Austria" width="300" height="264" />Partendo da questa considerazione, il progetto <strong><a href="https://www.clarinetproject.eu/en/home-page-en/" target="_blank">CLARINET</a></strong> ha accompagnato 8 amministrazioni pubbliche nell’ideazione e realizzazione di una campagna di comunicazione locale <i>ad hoc</i>, in grado di affrontare le problematiche reali legate al contesto locale e di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini.</p>
<p class="p1">Dopo le formazioni ai dipendenti pubblici e le residenze artistiche sul territorio, l’implementazione delle campagne di comunicazione di CLARINET sono il tassello finale dei percorsi di <i>empowerment</i> delle amministrazioni pubbliche partner. Le campagne sono state sviluppate a partire dalle opere create dagli artisti in residenza in ogni territorio, e per quello sono tutte caratterizzate da una grande originalità e da una forte componente creativa.</p>
<p class="p1"><img class="alignleft size-medium wp-image-9249" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/campagna_Cipro-300x199.jpg" alt="campagna_Cipro" width="300" height="199" /><span class="s1">Si può citare ad esempio la municipalità di <a href="https://www.clarinetproject.eu/en/local-communication-campaign-in-traiskirchen-austria/"><span class="s2">Traiskirchen</span></a> in Austria, dove è stata ideata una video istallazione per condividere con i visitatori la storia di Nemat, rifugiato afghano accolto nel campo di accoglienza del comune, e di suo figlio Hikmat. A <a href="https://www.clarinetproject.eu/en/agios-athanasios-communication-campaign-october-2021-cyprus/"><span class="s2">Cipro</span></a></span><span class="s3">,</span><span class="s1"> invece, la campagna ha messo in luce le vicende di alcuni migranti accolti nella comunità, scegliendo di mostrare i volti dietro i numeri e le statistiche attraverso grandi ritratti dipinti e arricchiti di elementi in 3D esposti sulla piazza principale del paese. Il comune di <a href="https://www.clarinetproject.eu/en/local-communication-campaign-municipality-of-crnomelj-slovenia/"><span class="s2">Črnomelj</span></a> in Slovenia ha scelto di rivolgersi </span><span class="s4">prioritariamente </span><span class="s1">ai cittadini più giovani, attraverso laboratori e spettacoli per bambini condotti dagli artisti in residenza.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tutte le campagne di comunicazione del progetto CLARINET sono descritte <a href="https://www.clarinetproject.eu/en/local-communication-campaign-municipality-of-crnomelj-slovenia/"><span class="s2">sul sito del progetto</span></a>, nella sezione dedicata ai territori coinvolti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><img class="alignleft size-medium wp-image-9250" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/11/exhibiton_Romania-300x168.jpg" alt="exhibiton_Romania" width="300" height="168" /> </span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Territori di confine e migrazione: 8 residenze artistiche per esplorarne i legami</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/territori-di-confine-e-migrazione-8-residenze-artistiche-per-esplorarne-i-legami/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2021 07:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[BJCEM]]></category>
		<category><![CDATA[Clarinet]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[residenze artistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono territori di confine, toccati dai flussi migratori che confluiscono verso l’Europa. È da questo particolare aspetto che partono 16 artisti in residenza selezionati per lavorare in 8 comuni sui temi della migrazione e dell’integrazione in Bulgaria, Slovenia, Austria, a Cipro, in Ungheria, Romania, Grecia e Italia. Tra la primavera e l’autunno del 2021, si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Sono territori di confine, toccati dai flussi migratori che confluiscono verso l’Europa. È da questo particolare aspetto che partono 16 artisti in residenza selezionati per lavorare in 8 comuni sui temi della migrazione e dell’integrazione in Bulgaria, Slovenia, Austria, a Cipro, in Ungheria, Romania, Grecia e Italia. Tra la primavera e l’autunno del 2021, si stanno svolgendo queste <a href="https://www.clarinetproject.eu/en/artistic-residencies/" target="_blank"><b>residenze artistiche</b></a> negli otto territori coinvolti nel <b>progetto Clarinet</b>.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: center;"><img class="aligncenter wp-image-9138" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/09/SLO_MG_20210629_110154-mala.jpg" alt="SLO_MG_20210629_110154-mala" width="600" height="450" /></p>
<p class="p1" style="text-align: center;"><em><span class="s1">Residenza artistica a Črnomelj, Slovenia</span></em></p>
<p class="p1">Il progetto Clarinet è infatti entrata nella sua fase finale: è arrivato il momento di mettere in pratica le buone pratiche scambiate e condivise dall’inizio del progetto, in particolare attraverso il <b><a href="https://www.clarinetproject.eu/it/premio-clarinet/" target="_blank">Premio Clarinet </a>rivolto agli Enti Locali Europei per Campagne Di Comunicazione su Migrazione e Integrazione </b>e il <a href="https://www.clarinetproject.eu/it/toolkit-ita/" target="_blank"><b>Manuale di Storytelling positivo sulla migrazione per enti locali</b></a>. Dopo aver concluso <b><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/clarinet-otto-comuni-europei-formano-i-dipendenti-sul-tema-comunicare-la-migrazione/" target="_blank">percorsi di formazione</a> specifici sulla comunicazione della migrazione</b>, gli enti locali partner, in collaborazione con organizzazioni della società civile locali, hanno identificato le problematiche prioritarie e sviluppato un piano di azione su questi temi. La prima tappa di questo piano consiste nella realizzazione di una residenza artistica in loco, a partire dalla quale si costruirà una campagna di comunicazione locale.</p>
<p class="p1"><img class="aligncenter wp-image-9141" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/09/IphigeniaP_1.jpg" alt="IphigeniaP_1" width="400" height="750" /></p>
<p class="p1" style="text-align: left;"><em><span class="s1">L’artista Ifigenia Papageorgiou in residenza a Limassol, Cipro</span></em></p>
<p class="p1"><span class="s1">Le residenze artistiche sono coordinate da <a href="https://www.bjcem.org/" target="_blank"><b>BJCEM – Biennale des Jeunes Créateurs de l’Europe et de la Méditerranée</b></a> che, grazie alla sua expertise nel settore, guida i partner attraverso le diverse tappe del processo, dalla scelta degli artisti alla realizzazione di eventi con la comunità. I progetti artistici sono tanto diversi quanto lo sono i territori europei coinvolti, e le discipline spaziano dalla scultura alla pittura, dalla fotografia al <i>film-making</i>, dal graffito al ricamo. </span></p>
<p class="p1"><img class="alignleft wp-image-9148" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/09/IphigeniaP_2.jpg" alt="IphigeniaP_2" width="400" height="750" />Molti hanno scelto <b>di occupare fisicamente lo spazio pubblico</b> con opere d’arte che lasceranno una traccia permanente. Per esempio, sia la città di Burgas in Bulgaria che il comune di Črnomelj in Slovenia hanno sviluppato un concetto di panchina pubblica capace di accogliere chi passa e raccontandogli qualcosa sui migranti che vivono, hanno vissuto o attraversato il loro luogo di vita. Nel comune di Limassol a Cipro è stato realizzato un murales usando tecniche miste su un muro del paese. Al centro del progetto artistico c’è sempre <b>un legame forte e concreto con la storia del territorio</b>. Così a Burgas, le opere testimoniano della presenza di stranieri lungo i secoli nella città in quanto porto commerciale. Nella provincia di Baranya in Ungheria, la residenza si articola attorno alla presenza di un’importante comunità Rom, parte integrante della popolazione. A Traiskirchen in Austria, hanno collaborato un <b>artista afghano, rifugiato nel paese</b>, e un artista austriaco, lavorando insieme sulla storia personale del primo. In Romania, i due artisti si sono interfacciati con mediatori interculturali e migranti provenienti dalla Siria per sviluppare opere visive che li rappresentino appieno. A Lampedusa invece, lo scultore Guglielmo Vecchietti Massacci realizzerà una scultura dedicata a tutti i migranti che attraversano il Mediterraneo per trovare la libertà.</p>
<p class="p1"><img class="aligncenter wp-image-9143" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/09/Austria3.png" alt="Austria3" width="600" height="338" /></p>
<p class="p1" style="text-align: center;"><em><span class="s1">Nemat e suo figlio Hikmat nel progetto “Blackbox inverted” con Victor Jaschke in residenza a Traiskirchen, Austria</span></em></p>
<p class="p1"><span class="s1">Si possono trovare informazioni dettagliate su ogni residenza artistica sulla </span><a href="https://www.clarinetproject.eu/en/artistic-residencies/" target="_blank"><span class="s3">pagina dedicata</span></a> <span class="s1">del sito di Clarinet, aggiornata regolarmente. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nei prossimi mesi, saranno realizzate campagne di comunicazione locali su migrazione e integrazione in ognuno di questi territori, basate sulle riflessioni aperte nell’ambito delle residenze artistiche e utilizzando le opere d’arte prodotte.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><img class="aligncenter wp-image-9145" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/09/Intercultural-mediator-tour.jpeg" alt="Intercultural mediator &amp; tour" width="600" height="600" /></span></p>
<p class="p1" style="text-align: center;"><em><span class="s1">Victoria Ghilas e Constantin Rusu in residenza a Constanta, Romania</span></em></p>
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		<item>
		<title>CLARINET: otto comuni europei formano i dipendenti sul tema “comunicare la migrazione”</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/clarinet-otto-comuni-europei-formano-i-dipendenti-sul-tema-comunicare-la-migrazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 09:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[Clarinet]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Lampedusa e Linosa]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l’inizio del 2021, il progetto europeo CLARINET (Communication of Local AuthoRities for INtegration in European Towns), a cui Africa e Mediterraneo partecipa, è entrato nel suo terzo e ultimo anno. Il progetto, co-finanziato dal programma AMIF (Asylum, Migration and Integration Fund) della Commissione Europea, ha come capofila il Comune di Lampedusa e Linosa ed [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Con l’inizio del 2021, il progetto europeo <a href="https://www.clarinetproject.eu/it/home-page-it/"><span class="s2"><b>CLARINET</b></span></a><b> (Communication of Local AuthoRities for INtegration in European Towns)</b>, a cui Africa e Mediterraneo partecipa,<b> </b>è entrato nel suo terzo e ultimo anno.<br />
</span>Il progetto, co-finanziato dal programma AMIF (Asylum, Migration and Integration Fund) della Commissione Europea, ha come capofila il Comune di Lampedusa e Linosa ed è portato avanti da un partenariato di 20 enti basati in 10 Paesi dell’Unione Europea.<br />
Per gli otto comuni partner del progetto, tutti situati in aree di confine, questa ultima fase è capitale poiché coincide con l’implementazione delle tre attività chiave a livello locale: la formazione dei propri dipendenti per rafforzarne le capacità comunicative sui temi che riguardano la migrazione e l’integrazione, l’accoglienza di artisti in residenza e lo sviluppo di una campagna di comunicazione locale.</p>
<p class="p1"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/CLARINE_IMG_formazione_enti_locali._AEMjpg.jpg" rel="lightbox[8933]"><img class="alignleft size-medium wp-image-8935" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2021/03/CLARINE_IMG_formazione_enti_locali._AEMjpg-300x168.jpg" alt="CLARINE_IMG_formazione_enti_locali._AEMjpg" width="300" height="168" /></a>La situazione sanitaria globale ha portato sfide supplementari ai partner del progetto: in molti Paesi la realizzazione delle 80 ore di formazione previste e indirizzate ad almeno 10 dipendenti in presenza è una cosa impensabile in questo periodo. Per questo motivo, molti hanno adottato <b>soluzioni ibride</b> che hanno permesso di implementare almeno una <b>parte delle lezioni online</b>.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Ogni comune ha progettato una <b>formazione in grado di rispondere alle esigenze specifiche del proprio territorio</b>, affiancato da un’organizzazione della società civile dello stesso Paese. Ad esempio, il comune di Burgas in Bulgaria ha avviato una riflessione sull’opportunità di collaborare con i mass media per sviluppare campagne di comunicazione di successo sull’integrazione dei migranti.<br />
</span>In quello di Costanza, in Romania, l’attenzione si è spostata sul discorso pubblico riguardo la Rotta Balcanica, e in particolare sulla situazione al confine tra Romania e Serbia.<br />
Nel comune di Agios Athanasios di Cipro, un modulo è stato dedicato all’organizzazione di eventi inclusivi.<br />
Il comune austriaco di Traiskirchen ha invece deciso di concentrarsi sulle sfide del linguaggio usato dalle amministrazioni locali, per fare in modo di comunicare con i cittadini in modo chiaro e inclusivo, tanto nella diffusione di informazioni ufficiali quanto nelle campagne di comunicazione.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Infine sulla piattaforma interattiva di CLARINET è disponibile per i formatori e le formatrici il <i>Manuale di Storytelling positivo sulla migrazione per enti locali</i> [</span><span class="s3">link: <a href="https://www.clarinetproject.eu/it/toolkit-ita/"><span class="s2">https://www.clarinetproject.eu/it/toolkit-ita/</span></a></span><span class="s1">], materiale didattico che si collega all’ampia panoramica di campagne pubbliche di successo svolte in 11 Paesi europei e raccolte nell’ambito del Premio CLARINET. </span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Uno dei tanti perché del genocidio dei nostri giorni</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/uno-dei-tanti-perche-del-genocidio-dei-nostri-giorni/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 10:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Sandra Federici]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Armanino]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[richiedenti asilo]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ultime tragedie del mare sembrano grida che il mondo emette sempre più forte per cercare di svegliare chi può fare qualcosa per fermare questo nuovo genocidio. Perché non si ripeta l’errore di abbandonarsi alla passività, come si fece negli anni 30 e 40 in Europa (e anche allora si sapeva). Commentatori, analisti e persone [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2015/04/naufragio19-04.jpg" rel="lightbox[7364]"><img class="aligncenter wp-image-7365 size-full" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2015/04/naufragio19-04-e1429610195590.jpg" alt="naufragio19-04" width="620" height="310" /></a></p>
<p><strong>Le ultime tragedie del mare sembrano grida che il mondo emette sempre più forte</strong> per cercare di svegliare chi può fare qualcosa per fermare questo nuovo genocidio. Perché non si ripeta l’errore di abbandonarsi alla passività, come si fece negli anni 30 e 40 in Europa (e anche allora si sapeva).</p>
<p>Commentatori, analisti e persone comuni <strong>si chiedono il perché</strong>. Perché dei genitori salgono con i loro figli su barche che hanno un’altissima probabilità di affondare? Perché giovani con la vita davanti si incamminano in percorsi pericolosissimi? Perché le donne si sottopongono alla quasi certezza di essere violentate in una o più tappe di questo lunghissimo viaggio?</p>
<p>Il perché, lo si è detto tante volte, è che sono costretti da tante ragioni.</p>
<p>Una ragione di cui si dice poco è anche il fatto che spesso, anche volendo, è difficilissimo se non impossibile per loro tornare indietro.</p>
<p><strong>Mauro Armanino</strong>, missionario e formatore a Niamey, diffonde ai suoi contatti e ad alcuni giornali brevi cronache dal cuore dell’Africa. Ieri ha inviato <strong><a href="http://www.avvenire.it/rubriche/Pagine/Diario%20irregolare/Dove%20sono%20gli%20stranieri%20%20Storie%20amare%20di%20dure%20frontiere_20150421.aspx?Rubrica=Diario%20irregolare" target="_blank">questa</a></strong>, in cui racconta <strong>l’odissea di due ragazzi guineani per tornare a casa</strong>.</p>
<p>Sandra Federici</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Richiedenti asilo, quale accoglienza in Europa? Un incontro a Bruxelles per parlarne</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2014 16:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamento di Dublino]]></category>
		<category><![CDATA[richiedenti asilo]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[SPRAR]]></category>

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		<description><![CDATA[42.618 arrivi irregolari di migranti nel Mediterraneo centrale e 97.207 domande di protezione internazionale in Europa tra luglio e settembre 2013 (Frontex) 484.600 richieste di asilo in Europa nel 2013 (UNHCR) 4.000 persone salvate nel Mediterraneo nella scorsa settimana e 10.000 dall’inizio del 2014 (CIR) Nel 2014 gli arrivi di migranti via mare e le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2014/03/meeting_bruxelles_DUBLINO_COVER.jpg" rel="lightbox[6638]"><img class="aligncenter size-full wp-image-6639" title="meeting_bruxelles_DUBLINO_COVER" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2014/03/meeting_bruxelles_DUBLINO_COVER.jpg" alt="" width="628" height="236" /></a></p>
<p><em><strong>42.618 arrivi irregolari di migranti nel Mediterraneo centrale e 97.207 domande di protezione internazionale in Europa tra luglio e settembre 2013</strong></em> (<a href="http://frontex.europa.eu/news/irregular-arrivals-were-at-record-high-in-the-third-quarter-of-2013-qZCQJR" target="_blank">Frontex</a>)</p>
<p><em><strong>484.600 richieste di asilo in Europa nel 2013</strong></em> (<a href="https://www.unhcr.it/news/dir/28/view/1700/rapporto-dell-unhcr-nel-2013-le-domande-di-asilo-nei-paesi-industrializzati-sono-aumentate-del-28-170000.html" target="_blank">UNHCR</a>)</p>
<p><strong><em>4.000 persone salvate nel Mediterraneo nella scorsa settimana e 10.000 dall’inizio del 2014</em> </strong>(<a href="http://www.cir-onlus.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1140:cir-subito-un-piano-completo-per-far-fronte-agli-arrivi-massicci-via-mare&amp;catid=13&amp;Itemid=143&amp;lang=it" target="_blank">CIR</a>)</p>
<p>Nel 2014 gli arrivi di migranti via mare e le richieste di asilo sono destinati ad aumentare rispetto all’anno passato. Una delle ragioni principali è il numero immenso di rifugiati siriani che si trovano in Nord Africa e nei campi realizzati lungo la frontiera turco-siriana.</p>
<p>L’accoglienza dei richiedenti asilo e la necessità di programmi strutturali per far fronte a questi arrivi costituiscono un tema chiave per tutta l’Europa: occorre rafforzare il dialogo, informarsi e confrontarsi non solo a livello istituzionale, ma anche tra cittadini.</p>
<p>Africa e Mediterraneo discuterà di tutto questo a Bruxelles il 28 marzo durante una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni europee, di alcuni Stati membri e di operatori impegnati nell&#8217;accoglienza dei richiedenti asilo.</p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2014/03/meeting_bruxelles_27_28_03_2014_DUBLIN.pdf"><strong>Scarica il programma dell&#8217;evento</strong></a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/events/579860518776367/" target="_blank"><strong>Vai all’evento su Facebook</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il cimitero Mediterraneo</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/il-cimitero-mediterraneo/</link>
		<comments>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/il-cimitero-mediterraneo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 16:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ASGI]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza sbarchi]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[La tragedia che si è consumata questa notte a Lampedusa ha proporzioni numeriche così grandi che la politica e i media non hanno potuto ignorarla. Le immagini e le interviste radiofoniche delle soccorritrici in lacrime ci trasmettono l&#8217;enormità del dolore e della disperazione che hanno visto in quel tratto di mare. Ma questa è solo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5816" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2013/10/eternita-tangeri-lampedusa.jpg" rel="lightbox[5815]"><img class="size-full wp-image-5816      " title="eternita-tangeri-lampedusa" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2013/10/eternita-tangeri-lampedusa.jpg" alt="" width="225" height="569" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine tratta da &quot;Un&#39;eternità a Tangeri&quot;, Faustin Titi, Eyoum Ngangué (Lai-momo, 2007)</p></div>
<p><em>La tragedia che si è consumata questa notte a Lampedusa ha proporzioni numeriche così grandi che la politica e i media non hanno potuto ignorarla. Le immagini e le interviste radiofoniche delle soccorritrici in lacrime ci trasmettono l&#8217;enormità del dolore e della disperazione che hanno visto in quel tratto di mare.</em></p>
<p><em>Ma questa è solo una delle infinite storie del Mediterraneo di questi anni: annegamenti, rovesciamenti di barche, violenze degli scafisti, famigliari che si perdono per sempre, bambini che muoiono soli nel loro terrore… Jose&#8217; Angelo Oropeza, Direttore del Coordinamento Mediterraneo OIM, ha recentemente fatto il numero di 25.000 morti negli ultimi 20 anni.</em></p>
<p><em>Pubblichiamo qui il documento diffuso oggi dall&#8217;Associazione studi giuridici sull&#8217;immigrazione, che condividiamo.</em></p>
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<p style="text-align: center;"><strong>Basta vittime innocenti nelle continue tragedie nel Mediterraneo</strong></p>
<p>L&#8217;Unione europea riveda la sua politica sul monitoraggio delle frontiere esterne, sul soccorso in mare e sulla gestione delle emergenze umanitarie</p>
<p>L&#8217;ennesima tragedia accaduta oggi a Lampedusa, al pari delle altre che si ripetono continuamente nel Mediterraneo, non deve essere considerata una tragica fatalità .Essa chiama in causa le evidenti gravi responsabilità della politica dell&#8217;Unione Europea e dell&#8217;Italia sull&#8217;immigrazione e sull&#8217;asilo.</p>
<p>L&#8217;Europa da anni pone in atto politiche di contrasto del traffico dei migranti, impegnando massicce risorse economiche e l&#8217;utilizzo di forze di polizia mentre non vengono adottate adeguate misure per la realizzazione di un più efficace monitoraggio delle presenze delle imbarcazioni di migranti nel Mediterraneo e nel canale di Sicilia.</p>
<p>Vanno, percio&#8217;, riviste profondamente le politiche dell&#8217;Unione sulla gestione delle crisi umanitarie ai suoi confini e sulla gestione degli interventi di soccorso verso i migranti in mare o alle frontiere esterne terrestri.</p>
<p>L&#8217;ASGI chiede:</p>
<p>&#8211; un più <strong>efficace monitoraggio delle presenze delle imbarcazioni</strong> di migranti nel Mediterraneo e nel canale di Sicilia, in particolare al fine di realizzare <strong>misure di soccorso efficaci e coordinate</strong> a livello comunitario;</p>
<p>&#8211; <strong>programmi a livello europeo</strong> di aiuto umanitario nei confronti di migranti e profughi che si trovino <strong>nei paesi di transito</strong>, oltre che di piani d&#8217;azione di tutela dei diritti umani e di gestione delle politiche migratorie e dell&#8217;asilo<strong> in paesi terzi fortemente interessati dal transito di migranti</strong> verso l&#8217;Unione europea, <strong>piani di azione gia&#8217; previsti dal Programma di Stoccolma;</strong></p>
<p>&#8211; <strong>una nuova politica dell&#8217;Italia e dell&#8217;Unione europea nella realizzazione di canali umanitari </strong>e di adeguati programmi di reinsediamento di rifugiati che si trovano in condizioni di gravissimo pericolo nei paesi in transito, costretti a raggiungere l&#8217;Europa (dove spesso vivono famigliari e parenti) servendosi dell&#8217;<strong>unico canale realmente disponibile, ovvero le organizzazioni criminali</strong> internazionali che proliferano proprio sulle carenze delle politiche dell&#8217;Unione sulla materia.</p>
<p>L&#8217;ASGI esprime cordoglio per le vittime, ma anche sdegno per le dichiarazioni irresponsabili di taluni esponenti della Lega Nord che, <strong>a soccorsi ancora in corso, </strong>della sciagura avvenuta fanno mezzo di propaganda politica infamante e disonesta intellettualmente.</p>
<p>A.S.G.I. &#8211; Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione</p>
<p>Contatti 39.0432.507115 &#8211; 3470091756 &#8211;  <a href="mailto:info@asgi.it">info@asgi.it</a>, <a href="http://www.asgi.it/">www.asgi.it</a>, twitter @asgi_it</p>
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