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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Lingua italiana</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Lingua italiana</title>
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		<title>Un tempo senza lingua. La povertà educativa delle famiglie straniere durante l&#8217;emergenza Covid-19</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2020 08:44:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La didattica a distanza (DAD) ha fatto emergere le differenze, più che costruire inclusione. A sottolinearlo è il Sottosegretario dell&#8217;Istruzione Giuseppe De Cristofaro nel recente documento E&#8217; la lingua che ci fa uguali. Note per ripartire senza dimenticare gli alunni stranieri, diffuso dall&#8217;Osservatorio nazionale per l&#8217;integrazione degli alunni stranieri e l&#8217;intercultura. Il 33,8% delle famiglie [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><strong>La didattica a distanza (DAD)</strong> ha fatto emergere le differenze, più che costruire inclusione. A sottolinearlo è il Sottosegretario dell&#8217;Istruzione Giuseppe De Cristofaro nel recente <a href="https://www.giuntiscuola.it/sesamo/magazine/primo-piano/2020-06-30-e-la-lingua-che-ci-fa-uguali-per-ripartire-senza-dimenticare-gli-alunni-stranieri/">documento</a> </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>E&#8217; la lingua che ci fa uguali. Note per ripartire senza dimenticare gli alunni stranieri</i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, diffuso dall&#8217;Osservatorio nazionale per l&#8217;integrazione degli alunni stranieri e l&#8217;intercultura. Il 33,8% delle famiglie in Italia non è in possesso di un tablet o un pc (<a href="https://www.istat.it/it/archivio/236920">Istat 2019</a>). Inoltre il 57% dei minori deve condividere gli strumenti informatici con i familiari, e il 41,9% vivono in condizioni di sovraffollamento abitativo. L&#8217;emergenza Covid-19 ha reso sempre più evidenti le </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>diseguaglianze</b></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> nell&#8217;ambito dell&#8217;istruzione: molti alunni stranieri nati in Italia, che costituiscono il 10% della popolazione scolastica complessiva secondo il <a href="https://www.dossierimmigrazione.it/in-italia-1-studente-su-10-e-straniero-ma-in-2-casi-su-3-e-nato-in-italia/">comunicato stampa</a> del <a href="https://www.dossierimmigrazione.it/">Centro Studi e Ricerche IDOS</a>, sono stati penalizzati dal lockdown e dalla chiusura delle scuole. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2020/07/shutterstock_307383305.jpg" rel="lightbox[8779]"><img class="alignnone wp-image-8782" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2020/07/shutterstock_307383305.jpg" alt="shutterstock_307383305" width="600" height="400" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Alla povertà economica delle famiglie di origine immigrata si accompagna una </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>povertà educativa</b></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> per mancanza di dispositivi digitali e di una connessione internet adeguata, inoltre le basse competenze linguistiche dei genitori non agevolano il supporto didattico dei figli. Gli alunni stranieri devono affrontare anche il problema della lingua italiana: la scuola è il luogo privilegiato in cui l&#8217;esposizione alla seconda lingua è intensa, continuativa e quotidiana, ma se questo percorso è interrotto, si bloccano anche le possibilità di apprendimento, rischiando di regredire in un </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>tempo “senza lingua”</i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, come esplicita Giuseppe De Cristofaro. Per questo motivo, a fronte anche di una riapertura delle scuole a settembre, occorre intervenire con </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>misure compensative</b></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> a partire dai mesi estivi, promuovendo progetti, laboratori e attività extrascolastiche per agevolare gli alunni stranieri nell&#8217;apprendimento linguistico, scolastico e digitale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La pandemia ha messo in evidenza le debolezze di un sistema scolastico ancora sprovvisto di tutte le risorse organizzative e professionali necessarie. Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS, attribuisce la responsabilità alla <b>lentezza politica e istituzionale italiana</b>, che ostacola l&#8217;integrazione e l&#8217;inclusione sociale e culturale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Occorre, dunque, superare l&#8217;illusione di una strategia didattica standardizzata, e quindi l&#8217;idea di una “normalità” basata sull&#8217;omogeneità di chi apprende, e privilegiare invece una visione di didattica come realtà caratterizzata da un&#8217;ampia </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>pluralità</b></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> di bisogni e necessità individuali. La </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>didattica inclusiva</b></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> dovrebbe essere intesa come una trasformazione dell&#8217;ambiente educativo, che coinvolge e favorisce l&#8217;intera comunità scolastica, valorizzando le diversità culturali.</span></p>
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