<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
xmlns:rawvoice="http://www.rawvoice.com/rawvoiceRssModule/"
>

<channel>
	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Léopold Sédar Senghor</title>
	<atom:link href="https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/argomenti/leopold-sedar-senghor/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Apr 2026 13:53:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.37</generator>
<!-- podcast_generator="Blubrry PowerPress/6.0.1" mode="advanced" -->
	<itunes:summary></itunes:summary>
	<itunes:author>Africa e Mediterraneo</itunes:author>
	<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	<itunes:image href="https://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/plugins/powerpress/itunes_default.jpg" />
	<itunes:subtitle></itunes:subtitle>
	<image>
		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Léopold Sédar Senghor</title>
		<url>https://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg</url>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog</link>
	</image>
	<item>
		<title>Senegal. L&#8217;inaugurazione del museo panafricano</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/senegal-linaugurazione-del-museo-panafricano/</link>
		<comments>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/senegal-linaugurazione-del-museo-panafricano/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2018 11:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Musei e patrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[Abdoulaye Konaté]]></category>
		<category><![CDATA[Dakar]]></category>
		<category><![CDATA[Felwine Sarr]]></category>
		<category><![CDATA[Léopold Sédar Senghor]]></category>
		<category><![CDATA[Musée des civilisations noires]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[Senegal]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.africaemediterraneo.it/blog/?p=8523</guid>
		<description><![CDATA[Il ministro della cultura del Senegal Abdou Latif Coulibaly ha dichiarato, durante la conferenza stampa di presentazione del Musée des civilisations noires a Dakar, che il Paese chiederà alla Francia la restituzione «di tutte le opere d’arte identificate come appartenenti al Senegal». Anche altri Paesi africani, come il Benin e la Costa D’Avorio, hanno richiesto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/12/dakar-musee-civilisations-noires-joo.gif" rel="lightbox[8523]"><img class="alignnone wp-image-8529" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/12/dakar-musee-civilisations-noires-joo.gif" alt="dakar-musee-civilisations-noires-joo" width="611" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro della cultura del Senegal Abdou Latif Coulibaly ha dichiarato, durante la conferenza stampa di presentazione del <strong><em>Musée des civilisations noires </em></strong>a Dakar, che il Paese chiederà alla Francia la restituzione «di tutte le opere d’arte identificate come appartenenti al Senegal». Anche altri Paesi africani, come il Benin e la Costa D’Avorio, hanno richiesto la restituzione di opere d’arte portate in Francia a fine Ottocento, in piena epoca coloniale. Si sta infatti discutendo di un processo di <strong>decolonizzazione culturale</strong> all’interno delle società africane contemporanee: lo scorso 23 novembre Felwine Sarr – economista e scrittore senegalese – e Bénédicte Savoy – storica dell’arte francese – hanno presentato al presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron un rapporto sul patrimonio africano conservato in Francia, con lo scopo di chiedere la restituzione di beni culturali al proprio contesto di origine. Il nuovo museo senegalese, costruito grazie a una donazione dalla Cina e che sarà inaugurato il <strong>6 dicembre 2018</strong>, vuole aprire la strada, infatti, alla più grande collezione di arte africana raccolta in un unico luogo. Questo edificio circolare, la cui idea era stata lanciata per la prima volta nel 1966 proprio dal padre dell’indipendenza senegalese, il poeta-presidente Léopold Sédar Senghor, fa parte del parco culturale conosciuto con il nome di <strong><em>Parco delle sette meraviglie</em> di Dakar</strong>, dove hanno attualmente sede il Gran Teatro, il Museo d’Arte contemporanea, la Biblioteca nazionale, gli Archivi nazionali, l’Accademia delle Belle Arti, la Scuola di Architettura e il Palazzo della Musica.<br />
<a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/12/dd-copia.png" rel="lightbox[8523]"><img class="alignnone wp-image-8533" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/12/dd-copia.png" alt="dd copia" width="611" height="402" /></a><br />
(<em>Abdoulaye Konaté</em> / Photo: Peter Mallet)</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo principale di questo museo, secondo il suo direttore, non è quello di diventare un monumento statico, ma di aprire uno spazio in costante movimento, dove sia possibile un incontro di civiltà e un dialogo tra culture differenti. Il tema della mostra inaugurale <strong><em>Civilisations africaines: création continue de l’humanité</em></strong> celebra il valore e l’opera umana dell’uomo africano nella storia: in uno spazio su due livelli, i visitatori viaggeranno dal Neolitico all’Età del Ferro fino a scenografie più moderne e contemporanee, che vantano anche dell’uso delle ultime tecnologie. Si scopriranno così manufatti, dipinti, sculture, maschere e capolavori di artisti africani affermati come <strong>Abdoulaye Konaté</strong>, tra i maggiori rappresentanti delle arti plastiche del Mali, che espone sculture tessili che racchiudono i simboli segreti delle società maliane, e lo scultore haitiano Edouard Duval-Carrié, che ha realizzato un baobab in argilla di 20 tonnellate e alto 12 metri. Questo museo è, dunque, un progetto definito «panafricano», che si propone di valorizzare il ruolo determinante delle civiltà africane nella storia mondiale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/senegal-linaugurazione-del-museo-panafricano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dak&#8217;Art &#8211; Biennal of Contemporary African Art</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/dakart-biennal-of-contemporary-african-art/</link>
		<comments>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/dakart-biennal-of-contemporary-african-art/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2018 08:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Afropunk]]></category>
		<category><![CDATA[Aimé Césaire]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale]]></category>
		<category><![CDATA[Dakar]]></category>
		<category><![CDATA[Laeïla Adjovi]]></category>
		<category><![CDATA[Léopold Sédar Senghor]]></category>
		<category><![CDATA[negritudine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.africaemediterraneo.it/blog/?p=8260</guid>
		<description><![CDATA[Aimé Césaire scrive nell’edizione de “L’étudiant noir” del maggio 1935 che la parola Négritude «[…] designa in primo luogo un rifiuto. Il rifiuto di una certa immagine dell’uomo nero passivo ed incapace di creare una civiltà». Sulla scia di questa poetica della negritudine, di cui Léopold Sédar Senghor e Aimé Césaire sono i padri fondatori, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Aimé Césaire scrive nell’edizione de “L’étudiant noir” del maggio 1935 che la parola <strong><em>Négritude</em></strong> «[…] designa in primo luogo un rifiuto. Il rifiuto di una certa immagine dell’uomo nero passivo ed incapace di creare una civiltà». Sulla scia di questa poetica della <em>negritudine</em>, di cui Léopold Sédar Senghor e Aimé Césaire sono i padri fondatori, ha preso avvio l’edizione del 2018 della <a href="http://biennaledakar.org/en/save-the-day-2/"><strong>Dak’Art – Biennal of Contemporary African Art</strong></a> dal 3 maggio al 2 giugno a Dakar.<br />
<a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/05/Adjovi-1.jpg" rel="lightbox[8260]"><img class="alignnone  wp-image-8261" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/05/Adjovi-1.jpg" alt="Adjovi-1" width="594" height="595" /><br />
</a>(<em>Malaïka Dotou Sankofa, </em><strong>Laeïla Adjovi / <strong>Loïe Hoquet)</strong></strong></p>
<p>Il tema proposto quest’anno <strong>«<em>L’heure rouge</em>»</strong> è tratto, inoltre, dall’opera “Et les chiens se taisaient” (1956) di Césaire: <em>l’ora rossa</em> rappresenterebbe il momento della trasformazione e dell’emancipazione delle comunità africane dopo il passato coloniale. L’inaugurazione della Biennale è accompagnata da un importante mini-festival, organizzato in tre giorni, e intitolato <a href="http://afropunkfest.com/thetakeoverdakar/"><strong>Afropunk Fest The Takeover Dakar</strong></a>, che celebra attraverso la musica, la diversità creativa e culturale della capitale senegalese.<br />
<img class="alignnone  wp-image-8266" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/05/4.jpg" alt="4" width="599" height="336" /><br />
(<em>Anorher Day Without You Series</em>, <strong>Franck Fanny</strong>)</p>
<p>Durante la cerimonia di apertura della 13a Biennale sono stati assegnati i premi agli artisti della mostra <em>Une Nouvelle Humanité</em>, curata dal direttore artistico Simon Njami: tra i 75 artisti provenienti per la maggior parte dal continente africano, il gran premio <em>Léopold Sédar Senghor</em> è stato assegnato alla fotografa e artista del Benin <a href="http://laeila-adjovi.com/"><strong>Laeïla Adjovi</strong></a> con la serie fotografica <em>Malaïka Dotou Sankofa</em>, che indaga il modo con il quale l’Africa è descritta dai media occidentali.<br />
<a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/05/2.jpg" rel="lightbox[8260]"><img class="alignnone  wp-image-8268" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/05/2.jpg" alt="2" width="606" height="406" /></a><br />
(<em>Elders of Ten</em>, <strong>Tejuoso Olanrewaj</strong>)</p>
<p>Altri premi assegnati, l’UEMOA al fotografo ivoriano <strong><a href="http://1-54.com/london/artists/franck-fanny/">Franck Fanny</a>, </strong>le cui immagini catturano il realismo crudo di alcune situazioni sociali, mentre il premio alla Diversità dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia è attribuito alla marocchina <strong>Souad Lahlou</strong> per l’organizzazione di una residenza artistica formativa e originale. Infine, il Ministero della Cultura senegalese ha assegnato il Premio Rivelazione all’artista nigeriano <strong><a href="http://www.i-open.org/olanrewaju-tejuoso.html">Tejuoso Olanrewaj</a>, </strong>che affronta le questioni relative ai cambiamenti climatici e al degrado ambientale.<br />
<a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/05/5.jpg" rel="lightbox[8260]"><img class="alignnone  wp-image-8272" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/05/5.jpg" alt="5" width="608" height="456" /></a><br />
(<i>Lettre aux Absents</i>, <b>Rina Ralay-Ranaivo</b>)</p>
<p>In questa mostra internazionale la questione del tempo, e quindi dell’<em>heure rouge</em>, diventa cruciale, come dimostrano le diverse installazioni e i video presenti: ad esempio, l’idea del tempo che scorre è presente nell’installazione <em>Temps perdu II</em> della cubana<a href="http://www.glenda-leon.com/"><strong> Glenda Leon</strong></a>, dove una clessidra è posta sopra una duna di sabbia; oppure le fotografie del senegalese <a href="http://www.kan-si.com/index.php/component/content/category/9-uncategorised"><strong>Kan-Si</strong></a> riportano un piede su un pavimento di terra che svanisce, e rimangono solo impronte o tracce; un’altra installazione-video <em>Lettre aux Absents</em> della malgascia <a href="https://delanuit.weebly.com/bio.html"><strong>Rina Ralay-Ranaivo</strong></a> offre un paesaggio sospeso tra assenza e bellezza.<br />
<a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/05/x.jpg" rel="lightbox[8260]"><img class="alignnone  wp-image-8278" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2018/05/x.jpg" alt="x" width="603" height="540" /></a><br />
(<em>Photographies</em>, <strong>Kan-Si</strong>)</p>
<p>Sono testimonianze artistiche che portano a interrogarsi, e che gettano uno sguardo alla storia passata per capire meglio il presente e immaginare un futuro. Se oggi la <em>negritudine</em> non è più condivisa da molti intellettuali e artisti africani, tuttavia il suo ruolo storico è incontestabile per comprendere la ricomposizione della vita culturale delle comunità africane, che continuano ancora oggi a stimolare un nuovo modo di raccontare la storia del continente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/dakart-biennal-of-contemporary-african-art/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
