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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Kama Kamanda</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Kama Kamanda</title>
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		<title>Poesia &#8211; &#8220;Le chant de l&#8217;exil&#8221; di Kama Kamanda</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/poesia-le-chant-de-lexil-di-kama-kamanda/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 15:32:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione.]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria e letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Kama Kamanda]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Su richiesta di una nostra lettrice pubblichiamo volentieri una poesia di Kama Kamanda ripresa dall&#8217;archivio di Africa e Mediterraneo. Le chant de l&#8217;exil Je quitte mes songes Je pars avec le vent du refus Pour un horizon sans figures sans cris Et sans langage clôs Où désormais se prolonge la grâce Du pauvre et de [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/il-poeta-kama-kamanda-al-campus-di-maputo/#more-192">richiesta</a> di una nostra lettrice pubblichiamo volentieri una poesia di Kama Kamanda ripresa dall&#8217;archivio di <em>Africa e Mediterraneo</em>.</p>
<p><strong>Le chant de l&#8217;exil </strong></p>
<p>Je quitte mes songes<br />
Je pars avec le vent du refus<br />
Pour un horizon sans figures sans cris<br />
Et sans langage clôs<br />
Où désormais se prolonge la grâce<br />
Du pauvre et de l&#8217;égaré<br />
Je pars fredonnnant le chant spectral<br />
De nos ancêtres aux brisures recommencées<br />
Que dessinent les yeux de mon peuple<br />
Témoins de mes tourments<br />
Je pars au pays de l&#8217;oubli<br />
Où nul ne verra mon visage scellé<br />
Ni ne consultera mon historie mêlée<br />
D&#8217;héritages lointains et de poussière<br />
Je pars sans offrandes<br />
Comme le mort sans tombe et sans bannière<br />
Avec ma mémoire dépeuplée<br />
Dans le silence de la nuit sans fin</p>
<p><strong>Il canto dell&#8217;esilio </strong></p>
<p>Lascio i miei sogni<br />
Parto col vento del rifiuto<br />
Per un orizzonte senza visi senza grida<br />
E il suo linguaggio chiuso<br />
Dove ormai si allunga la grazia<br />
Del povero e del disperso<br />
Parto canticchiando un canto spettrale<br />
Dei nostri antenati dalle piaghe riaperte<br />
Che disegnano gli occhi del mio popolo<br />
Testimoni dei miei tormenti<br />
Parto per il paese dell&#8217;oblio<br />
Dove nessuno vedrà il mio viso sigillato<br />
Né consulterà la mia storia impastata<br />
D&#8217;eredità lontane di polvere<br />
Parto senza offerte<br />
Come la morte senza tomba e senza insegne<br />
Con la mia memoria spopolata<br />
Nel silenzio della notte senza fine.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il poeta Kama Kamanda al Campus di Maputo</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/il-poeta-kama-kamanda-al-campus-di-maputo/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 09:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sandra Federici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Sandra Federici]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoline da Maputo]]></category>
		<category><![CDATA[Kama Kamanda]]></category>
		<category><![CDATA[poesia africana]]></category>

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		<description><![CDATA[Come vi avevamo anticipato siamo in questi giorni al Campus Euroafricano di Maputo sulla cooperazione culturale. Lunedì sera siamo stati all’inaugurazione di una mostra sulla Cooperazione spagnola alla Fortaleza. La Fortaleza è un posto bellissimo per le mostre, e soprattutto per il cocktail, che si fa nel giardino quadrato, circondato da mura basse ma possenti, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_213" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/kamakamanda-1.jpg" rel="lightbox[192]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/kamakamanda-1-300x225.jpg" alt="Kama Kamanda" title="kamakamanda (1)" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-213" /></a><p class="wp-caption-text">Kama Kamanda</p></div>Come vi avevamo anticipato siamo in questi giorni al <a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/2009/06/africa-e-mediterraneo-al-campus-euroafricano-di-maputo-sulla-cooperazione-culturale/">Campus Euroafricano di Maputo sulla cooperazione culturale</a>. Lunedì sera siamo stati all’inaugurazione di una mostra sulla Cooperazione spagnola alla Fortaleza.<br />
La Fortaleza è un posto bellissimo per le mostre, e soprattutto per il cocktail, che si fa nel giardino quadrato, circondato da mura basse ma possenti, con l’erba curata, le palme e i fiori illuminati discretamente. La musica, il vino, i salatini, la temperatura ideale: le chiacchiere possono scorrere all’infinito, e il primo degli scopi di questo campus, “generare dinamiche di rete tra i partecipanti, durante e dopo l’evento”, sembra raggiunto.</p>
<p>Ho fatto una lunga chiacchierata con <strong>Olivier Barlet</strong>, ci siamo raccontati reciprocamente le difficoltà e gli aspetti positivi di dirigere riviste sulla cultura africana (lui dirige <a href="http://www.africultures.com/php/"><em>Africultures</em></a>). Ma tu paghi gli articoli? E con il sito come va? Conosci il tale? Cosa fa il talaltro adesso? A un certo punto mi ha mostrato un signore alto quasi due metri, dicendomi “Lui è <strong>Kama Kamanda</strong>”. “Kama Kamanda il poeta? &#8211; ho risposto &#8211; Noi abbiamo pubblicato un articolo su di lui nel &#8217;96!”</p>
<p>Dopo ho incontrato Kamanda e gli ho detto “Signor Kama Kamanda, sono di <em>Africa e Mediterraneo</em> e…” Non l’avessi mai detto!<br />
<span id="more-192"></span><br />
“<em>Africa e Mediterraneo</em>! Voi avete fatto moltissimo per me, il vostro articolo mi ha dato un sacco di visibilità in Italia, sono stato invitato un sacco di volte!” E giù ringraziamenti a non finire, con una voce profonda e una risata potente che di tanto in tanto esplodeva contagiando tutti. Mi ha detto che molti sono invidiosi di lui, e che lo avevano addirittura accusato di essere l’amante di Silvia Riva, l’autrice dell’articolo, e di altre redattrici della rivista “Ma io non le ho nemmeno mai viste!” ribadiva. Il motivo è la gelosia per i riconoscimenti ricevuti, per avere dato – ha detto lui – il più grande omaggio alla lingua francese che si potesse dare.</p>
<p>Lui è invitato spesso dalle televisioni, ma non accetta, perché pensa che uno scrittore debba stare dietro le quinte, debba fare un lavoro d’artigiano, che produce testi ma non deve puntare a mettere in evidenza se stesso. Adesso Kamanda, che viene dal Congo Kinshasa, vive tra il Lussemburgo e il Giappone, dove ha avuto un buon successo presso i giapponesi, alcuni dei quali si sono iscritti ai corsi del Centro Culturale Francese per poter leggere le sue poesie in lingua originale.</p>
<p>Se ne è andato promettendomi di farmi avere la sua opera completa.<br />
Insomma, ogni tanto qualche soddisfazione arriva…</p>
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