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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; islamofobia</title>
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		<title>Xenofobia e jihadismo. Capire il Corano</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2019 08:45:17 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>«La conoscenza sconfigge la paura»: questo scrive <strong>Farid Adly</strong> nel suo saggio <a href="http://tameditore.it/farid-adly/"><em>Capire il Corano</em></a> (TAM editore, Milano, 2017). I sentimenti di paura spesso prevalgono nelle nostre società e sono all’origine di comportamenti razzisti e xenofobi, e in particolare la paura oggi è associata ad atteggiamenti anti-islamici. Sicuramente la situazione è peggiorata in seguito all’attacco alle Twin Towers dell’<strong>11 settembre 2001</strong>, che ha generato una nuova serie di pregiudizi, ed è stata inoltre alimentata negativamente dai mass media durante gli ultimi anni, provocando la nascita di un’<strong>islamofobia</strong> diffusa. Il libro di Farid Adly, giornalista italo-libico, collaboratore di Radio popolare, <em>Corriere della Sera</em> e <em>il Manifesto</em>, oltre che attivista per i diritti umani, è un contributo importante che permette una riflessione sul dialogo interculturale e interreligioso. Attraverso un linguaggio semplice ed immediato, l’autore articola la narrazione partendo dalle proprie vicende biografiche e dal suo primo incontro con il testo coranico all’età di 5 anni, successivamente presenta i vari contenuti del libro sacro dei musulmani, gli sviluppi storici e filosofici, le questioni teologiche derivanti dalle varie interpretazioni, infine affronta le questioni complesse legate alla nostra contemporaneità, senza nasconderne i limiti o gli aspetti problematici, come ad esempio le disuguaglianze di genere e la subordinazione della donna, previste nel Corano, oppure la questione della schiavitù, che è sempre stata considerata lecita dal punto di vista teologico.</p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2019/02/preghiera_musulmana.png" rel="lightbox[8566]"><img class="alignnone wp-image-8567" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2019/02/preghiera_musulmana.png" alt="preghiera_musulmana" width="611" height="344" /></a></p>
<p>Farid riconosce apertamente che è necessaria «un’interpretazione riformata, per superare leggi e decreti che oggi non hanno più motivo d’essere, rispetto alla società nomade della penisola arabica di quattordici secoli fa»: quello che propone, dunque, è un <strong>Islam riformatore</strong> e un’interpretazione del Corano che sia in linea con i cambiamenti storici. Infatti, ribadisce che «i temi della libertà, uguaglianza e giustizia hanno forti radici nel testo coranico, ma le interpretazioni letterali, non attualizzate alle condizioni sociali e culturali dell’oggi sono un cappio che frena lo sviluppo civile delle società musulmane». Il suo è, quindi, un invito a un’<strong>interpretazione laica</strong> del Corano e a «tagliare il cordone ombelicale», che vede una minoranza di estremisti ferma a posizioni retrograde che hanno portato a deviazioni jihadiste, mentre una stragrande maggioranza dei musulmani desidera il cambiamento. Una posizione che ci fa pensare alla grande figura di <a href="http://www.fondation-arkoun.org/biographie_pr_mohamed_arkoun"><strong>Mohamed Arkoun</strong></a>, membro del comitato scientifico di Africa e Mediterraneo sino alla sua morte nel 2010, un pensatore algerino, insegnante alla Sorbona, che ha sempre insistito sulla necessità per l’Islam di riformarsi.<br />
L’obiettivo dell’autore è, dunque, quello di offrire un’opera divulgativa in risposta alle generalizzazioni xenofobe e alla <strong>deformazione jihadista</strong>, che si nasconde dietro la fede per compiere crimini terroristici. Il suo è un tentativo di instaurare un processo di confronto e dialogo comune, basato sulla consapevolezza e sulla conoscenza dell’Islam, una religione che coinvolge un miliardo e seicento milioni di musulmani sparsi in cinque continenti, con tradizioni, lingue e abitudini diverse, e che sono uniti dalla lettura quotidiana del Corano.</p>
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