<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
xmlns:rawvoice="http://www.rawvoice.com/rawvoiceRssModule/"
>

<channel>
	<title>Africa e Mediterraneo &#187; El Hadj Souleymane Gassama</title>
	<atom:link href="https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/argomenti/el-hadj-souleymane-gassama/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Apr 2026 13:53:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.37</generator>
<!-- podcast_generator="Blubrry PowerPress/6.0.1" mode="advanced" -->
	<itunes:summary></itunes:summary>
	<itunes:author>Africa e Mediterraneo</itunes:author>
	<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	<itunes:image href="https://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/plugins/powerpress/itunes_default.jpg" />
	<itunes:subtitle></itunes:subtitle>
	<image>
		<title>Africa e Mediterraneo &#187; El Hadj Souleymane Gassama</title>
		<url>https://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg</url>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog</link>
	</image>
	<item>
		<title>L’amore goffo. Maschio nero di Elgas.</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/lamore-goffo-maschio-nero-di-elgas/</link>
		<comments>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/lamore-goffo-maschio-nero-di-elgas/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 11:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni e/o]]></category>
		<category><![CDATA[El Hadj Souleymane Gassama]]></category>
		<category><![CDATA[Elgas]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Maschio nero]]></category>
		<category><![CDATA[Senegal]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.africaemediterraneo.it/blog/?p=9907</guid>
		<description><![CDATA[L’amore goffo. dal libro MASCHIO NERO (Edizioni e/o, 2025) di Elgas recensione a cura di Roberta Sireno «Avevo trentatré anni, ero sano, mi veniva duro anche con corpi avariati, avevo appena conseguito un dottorato, rimorchiavo, avevo successo, ero stimato e a volte addirittura ammirato dagli altri, la vita si offriva alle mie zanne da lupo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>L’amore goffo.<br />
</em></strong><strong>dal libro<em> MASCHIO NERO </em>(Edizioni e/o, 2025) di Elgas<em><br />
</em></strong><em>recensione a cura di <a href="https://www.instagram.com/roberta.sireno/">Roberta Sireno</a></em></p>
<p>«<em>Avevo trentatré anni, ero sano, mi veniva duro anche con corpi avariati, avevo appena conseguito un dottorato, rimorchiavo, avevo successo, ero stimato e a volte addirittura ammirato dagli altri, la vita si offriva alle mie zanne da lupo come una preda smarrita o complice, il futuro era nelle mie mani, eppure ero triste.</em>»</p>
<p>Le prime pagine del libro <a href="https://www.edizionieo.it/book/9788833578958/maschio-nero"><em>Maschio nero</em> (Edizioni e/o, 2025)</a> di Elgas, <em>nom de plume </em>di El Hadj Souleymane Gassama, sociologo, giornalista e narratore senegalese che vive in Francia, sono permeate dalla triste verità che «<em>l’illusione di essere felici sia sempre più promettente della certezza di essere infelici.</em>»</p>
<p>Essere maschi ed essere neri in una città come Parigi comporta un vivere e uno scrivere “il margine”, come riporta bell hooks nelle sue riflessioni-chiave contenute nel volume <a href="https://tamuedizioni.com/tproduct/467310025-118615774941-elogio-del-margine-scrivere-al-buio"><em>Elogio del margine</em></a>, precedentemente pubblicato per Feltrinelli nel 1998 e poi per Tamu Edizioni nel 2020. Promotrice di un pensiero femminista, anticapitalista e post-/de- coloniale, bell hooks ricorda che la <strong>lotta per la liberazione</strong> è necessariamente trasversale e intersezionale:</p>
<p>«<em>Tutti noi che facciamo parte dell’accademia e del mondo della cultura in generale siamo chiamati a rinnovarci interiormente se vogliamo trasformare le istituzioni educative – e la società – così che il modo in cui viviamo, insegniamo e lavoriamo possa riflettere la nostra gioia per la diversità culturale, la nostra passione per la giustizia e il nostro amore per la libertà.</em>»</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9911" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2025/12/RIME-NEWSLETTER-2.png" alt="RIME NEWSLETTER (2)" width="600" height="400" /></p>
<p>Il protagonista del romanzo di Eglas è un intellettuale trentatreenne senegalese che vive in Francia da più di quindici anni. Non è più tornato in Africa, anche se il continente è rimasto al centro dei suoi studi di dottorato e delle sue ricerche accademiche. Attraverso la forma del diario, l’io-narrante offre uno <strong>sguardo sociologico</strong> disincantato per raccontare la realtà francese attraversata da contraddizioni, <strong>razzismo</strong> e diseguaglianze. Lo stesso rapporto con la madre, e la sua visita a Parigi dopo un decennio di separazione, sono lo sfondo ideale per rappresentare quel sentimento contraddittorio di inevitabile <strong>de-africanizzazione</strong>, in cui si è visti traditori della propria comunità. Già nel suo primo libro, <a href="https://www.edizionieo.it/book/9788833578118/i-buoni-risentimenti.-saggio-sul-disagio-postcoloniale">I buoni risentimenti. Saggio sul disagio postcoloniale </a>(2023; trad. it. Lorenzo Alunni, Edizioni e/o, 2024), Eglas affronta la situazione ambigua tra identità “pure”, che appunto rivendicano una purezza identitaria africana, e identità “impure” che accettano l’impurità del trovarsi <strong>emigrati</strong>: alienati dalla propria comunità originaria, chi emigra si colloca in uno spazio che è oggetto di continua <strong>colonizzazione</strong>. In un’intervista rilasciata al festival <a href="https://www.labalenabianca.com/2024/10/25/africa-pensata-buoni-risentimenti-intervista-elgas-niccolo-gualandris/"><em>CaLibro Africa 2024</em></a> <strong>di Città di Castello, Eglas rifiuta la concezione chiusa di </strong><strong>africanità</strong><strong> e sceglie la complessità delle </strong><strong>identità plurali</strong><strong>:</strong></p>
<p>«<em>L’idea di poter “tradire” la propria comunità è importante anche perché si è responsabili solo davanti alla propria libertà, alla propria coscienza</em>.»</p>
<p>Lo stesso tema dell’<strong>amore</strong> è pervaso da tensioni e scontri. Il protagonista rimprovera la madre di non avergli «<em>insegnato ad amare</em>», e la madre lo contraddice di farsi «<em>abbagliare dalla cultura dei bianchi</em>». Le avventure amorose sono percorse da sentimenti e pulsioni conflittuali, che vanno da un’intensa passione a una profonda malinconia segnata dalla solitudine:</p>
<p>«<em>Ero possessivo nei confronti del sogno, del mio pensiero di lei, ne ero geloso, era solo mio. Non avevo chiesto niente a nessuno, eppure ero stato il prescelto di quell’impossibile compagnia.</em>»</p>
<p>Un sogno che è solitudine del sogno perché appena si torna nella realtà, ricompaiono «<em>tutte le barriere di classe, di casta, di status, il pudore dato dalla gerarchia</em>». Così anche il rapporto con il proprio <strong>corpo</strong> subisce l’angoscia da prestazione e da pensieri ossessivi del fallimento della propria virilità. L’interazione tra esterno ed interno diventa, dunque, simbolo di un’<strong>oppressione</strong> personale costante, che è anche oppressione sociale e collettiva.</p>
<p>«<em>Scappavo dalla prigione interna per richiudermi in quella esterna.</em>»</p>
<p>La fuga da una fragilità interiore diventa lo specchio di un malessere profondo in cui il protagonista scopre di essere incapace di amare. E l’amore, di nuovo, si rivela una menzogna, un’abitudine o «<em>forma di contratto</em>» lontano da un ideale di «<em>apoteosi</em>». Amore e sogno sono continuamente accompagnati da una persistente sensazione di <strong>non appartenenza</strong> e sradicamento, che porta il protagonista a essere diviso tra due mondi, quello di origine e quello di arrivo, senza sentirsi pienamente parte di nessuno dei due. Se emigrare è sfuggire a una data realtà per ritrovare un possibile benessere economico in un altro Paese, tuttavia chi scrive ripete che «<em>non ero a casa mia. Gli ultimi arrivati dovevano rigare dritto. Il sogno era modesto e quello era il prezzo, una vita subita</em>». Allora ne consegue che «<em>amare significava prima imparare ad amarsi. Il compito diventava doppio</em>».</p>
<p>Torna prepotente all’interno della struttura narrativa il focus sul<strong> privilegio </strong>e di quel sentimento definito di «<strong><em>esotismo gentile</em></strong>» da parte di chi manifesta un «<strong><em>amore goffo</em></strong>» per l’Africa senza averla conosciuta realmente, se non per vie turistiche o istituzionali.</p>
<p>«<em>Esprimeva un esotismo gentile, quasi umanitario, un privilegio che era la nuova moda. Si vedevano giovani e vecchi professare a più non posso il loro amore per il continente nero, sfoggiarlo portandolo come a tracolla […] Il privilegio era diventato l’empatia che conferiva ben singolari diritti in nome dell’amore.»</em></p>
<p>Il fatto che si poteva «<em>amare male</em>» è un’ossessione per l’io-narrante, che porta la <strong>tematica amorosa</strong> al centro di tutte le questioni relative al vivente, o meglio, a un vivere sui margini, non sentendosi completamente riconosciuto nella propria identità fatta di continue contaminazioni. La stessa tematica del sesso è affrontata nelle sue mille sfaccettature perché «<em>ai neri negavano tutto in questo mondo tranne l’energia sessuale</em>». Il <strong>corpo nero</strong> e l’immaginario relativo a un’<strong>estetica nera </strong>sono argomenti che sono messi continuamente in relazione ai nodi storici propri della dominazione coloniale.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9915" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2025/12/RIME-NEWSLETTER-2-copia.png" alt="RIME NEWSLETTER (2) copia" width="600" height="400" /></p>
<p>Le stanze fisiche e immaginarie del protagonista si riempiono così di vuoti interiori e di sensazioni proprie di questo «<em>amore goffo</em>» che non trova vie di fuga o soluzioni. La consapevolezza di una verità bruciante, ossia che «<em>amare significa imparare a dubitare</em>» porta il protagonista a distanziarsi da quell’<strong>amore ammortizzante </strong>che fonde gli uni e gli altri fino a sparire, ritrovandosi così dentro un viaggio di ricerca di una libertà che è completa solitudine. Successivamente l’io-narrante comprende che ciò che resta è la tenerezza. La tenerezza delle piccole cose quotidiane e del vivere semplice.</p>
<p>«<em>La felicità non costava niente.</em>»</p>
<p>Uno sguardo acuto e critico è rivolto alla società francese, in particolare alla settimana africana della prestigiosa UNESCO che si svolge ogni anno da vent’anni nel cuore di Parigi, a cui il protagonista è invitato per una conferenza sull’argomento della sua tesi di dottorato.</p>
<p>«<em>L’attrazione assolveva a molteplici funzioni: appagamento della curiosità esotica a portata di metropolitana, liberazione dal senso di colpa coloniale, comunione dei popoli […] Era il luogo della verginità nuova, la grande preghiera dell’assoluzione e la scrittura della Storia su nuovi fogli bianchi.</em>»</p>
<p>La <strong>celebrazione dell’Africa</strong> nella società parigina assume le forme contorte e ostentate del <strong>capitalismo occidentale</strong>, che vende i prodotti di tendenza africana per celebrare trionfalmente un’illusoria comunità internazionale, mentre «<em>a nessuno importava che laggiù l’Africa soffrisse</em>». Per attuare un’emancipazione completa e concludere un’apparente <strong>decolonizzazione</strong>, la settimana francese dell’UNESCO si trasforma in una vera e propria vetrina di prodotti africani offerti come irresistibile attrazione.</p>
<p>La conoscenza di una donna proveniente dalla Costa d’Avorio porta il protagonista ad allontanarsi da una relazione duratura con una donna bianca europea per vivere una relazione clandestina nuova, dove è possibile trovare il «<em>proprio posto nel mondo</em>». Le declinazioni del sentimento amoroso si complicano ulteriormente in relazione alla presenza di diverse <strong>figure femminili </strong>nella vita del protagonista: dalla madre rimasta in Senegal alle due donne, una bianca e una nera, che fanno breccia nella sua solitudine e gli fanno conoscere le diverse forme dell’amore, a cui non vuole rinunciare.</p>
<p>Attraverso la forma del diario autobiografico, il romanzo di Elgas sonda così in maniera semplice e acuta le profondità psichiche e le contraddizioni insite nei processi dell’immigrazione, dell’integrazione e del <strong>disagio postcoloniale</strong>. Collocandosi all’interno della tradizione del romanzo europeo contemporaneo, questo esordio narrativo mantiene tuttavia la propria autonomia, stimolando nuove domande e nuovi interrogativi sulla <strong>letteratura africana francofona </strong>e italiana.</p>
<p>*<br />
Sociologo, giornalista e scrittore, <a href="https://www.instagram.com/e.h.sg/?hl=it">Elgas</a> è nato in Senegal ma vive da lungo tempo in Francia. Della sua variegata produzione, ricordiamo il diario di viaggio <em>Un dieu et des moeurs</em> e il saggio <em>I buoni risentimenti</em> (E/O 2024), che esplora il disagio postcoloniale e la diplomazia culturale degli ex colonizzatori. <em>Maschio nero</em> è il suo primo romanzo. Il suo sito personale: <a href="https://elgas-site.fr/">www.elgas-site.fr</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/lamore-goffo-maschio-nero-di-elgas/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
