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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Creatività</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Creatività</title>
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		<title>1/5-22/5/2010- Festival sull&#8217;arte, la tecnologia e le trasformazioni sociali a Dakar</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 11:17:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda Cultura maggio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
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		<description><![CDATA[Evento: Afropixel 2010. Dove: Dakar, Senegal. Quando: Dal 1° al 22 maggio 2010. Informazioni: Kër Thiossane organizza all&#8217;interno del progetto &#8220;Rose des vents numerique&#8221;, finanziato dal programma UE-ACP d&#8217;appoggio alle industrie culturali, il festival &#8220;Afropixel&#8221;. L&#8217;obiettivo di &#8220;Afropixel&#8221; è quello di insegnare al pubblico a comprendere gli strumenti tecnologici, affinchè possano diventare un mezzo di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/05/afro-300x193.jpg" alt="afro" title="afro" width="300" height="193" class="alignright size-medium wp-image-2592" /><strong>Evento: </strong> Afropixel 2010.</p>
<p><strong>Dove:</strong> Dakar, Senegal.</p>
<p><strong>Quando: </strong> Dal 1° al 22 maggio 2010.</p>
<p><strong>Informazioni:</strong> Kër Thiossane organizza all&#8217;interno del progetto &#8220;Rose des vents numerique&#8221;, finanziato dal programma UE-ACP d&#8217;appoggio alle industrie culturali, il festival &#8220;Afropixel&#8221;. L&#8217;obiettivo di &#8220;Afropixel&#8221; è quello di insegnare al pubblico a comprendere gli strumenti tecnologici, affinchè possano diventare un mezzo di produzione artististica e creativa nei Paesi africani. <a href="http://www.africinfo.org/index.asp?navig=evenement&#038;no=21277">Info. </a></p>
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		<title>La celebrazione dei 25 anni delle capitali europee della cultura</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 10:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda Cultura marzo 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
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		<description><![CDATA[Abbiamo seguito mercoledì 24 aprile la seconda e conclusiva giornata di workshop e conferenze, organizzati dalla DG “Istruzione e Cultura” della Commissione Europea a Bruxelles, per celebrare i 25 anni delle capitali europee delle cultura. Una manifestazione alla quale hanno preso parte un discreto numero di persone (funzionari e amministratori di istituzioni locali e rappresentanze [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo seguito mercoledì 24 aprile la seconda e conclusiva giornata di workshop e conferenze, organizzati dalla DG “Istruzione e Cultura” della Commissione Europea a Bruxelles, per celebrare i 25 anni delle capitali europee delle cultura.<br />
Una manifestazione alla quale hanno preso parte un discreto numero di persone (funzionari e amministratori di istituzioni locali e rappresentanze regionali, membri di associazioni culturali e funzionari della Commissione Europea), provenienti da ogni angolo d&#8217;Europa, tutte impegnate a fare della cultura uno dei pilastri e degli strumenti per lo sviluppo.<br />
A fare da scenario adeguato all&#8217;evento le “Palais de Beaux-Arts” a Bruxelles.</p>
<p>La sessione plenaria conclusiva dal titolo “Back to the future: legacy lessons”, aveva lo scopo di fare il punto degli spunti, suggerimenti e problematiche venute alle luce durante i precedenti workshop.</p>
<p>Hanno preso parola Mary McCarthy (membro dell’European Capital of Culture panel), Manfred  Gaulhofer (Manager of Graz 2003), Gottfried Wagner (Consultan, Direttore dell&#8217;European Culture Foundation), Jordi Pasqual (Coordinatore, Agenda 21 for culture, United Cities), Odile Quintin (Direttrice Generale Istruzione e Cultura) e Katarina Mathernova (Direttrice Generale della Politica Regionale).</p>
<p>E’ emersa l&#8217;importanza della cultura come motore di sviluppo economico, ma non solo. Il concetto di capitali europee della cultura, infatti, è un concetto trasversale, che tocca diversi punti e temi riguardanti la società, la politica e l&#8217;economia. E la partecipazione congiunta della Direzione Generale “Istruzione e Cultura”  e quella della “Politica Regionale” significa appunto che la cultura rappresenta uno strumento di sviluppo regionale e che, quindi, le capitali europee devono essere inserite in un quadro molto più ampio, che racchiude l&#8217;intero territorio. Il tessuto a cui appartengono però, non deve  rappresentare solo la regione o lo Stato d&#8217;appartenenza. </p>
<p>Si è voluto definire infatti, tali città come “nuovi narratori europei”, per il fatto che si presentano all&#8217;interno di una rete europea e che vogliono rappresentare un nuovo clima di fiducia, non solo a livello locale, ma anche a livello europeo. Il messaggio che si vuole trasmettere è  quello di un&#8217;Europa forte e ricca di legami, soprattutto ora che l’unione comprende 27 Stati e un patrimonio culturale molto più variegato e differenziato. Le capitali europee possono rappresentare, dunque, un nuovo modello di società europea. </p>
<p>A livello più pratico si è sottolineato l&#8217;esigenza di sviluppare politiche culturali a livello locale, di fare pressione affinché vengano stabiliti dei veri e propri programmi, di investire sulle infrastrutture, in quanto è difficile pensare a una capitale europea senza infrastrutture adeguate ad accogliere e organizzare gli eventi. L&#8217;obiettivo poi, è anche quello di poter continuare ad utilizzare l&#8217;eredità dell&#8217;Anno europeo anche durante gli anni successivi, in modo tale che il patrimonio e l&#8217;inventiva creatisi non vengano dispersi e che le politiche culturali possano davvero continuare a fare da traino allo sviluppo della città. </p>
<p>La cultura è infatti, identità. Un&#8217;identità che con il tempo, diventa più fluida e che si apre agli altri. Le sue radici si trasformano poi, in patrimonio.<br />
Il patrimonio è la chiave da cui partire per creare quello sviluppo di cui abbiamo ampiamente parlato. Sviluppo economico, in quanto la cultura rappresenta un&#8217;industria e, in quanto tale, crea lavoro per l&#8217;indotto che sta alle sue spalle. Il turismo è uno di questi aspetti: diventare capitali europee della cultura significa infatti, poter trasmettere al mondo un&#8217;immagine della propria città e quindi, un messaggio pubblicitario.</p>
<p>Accanto allo sviluppo economico non può comunque mancare lo sviluppo sociale: la cultura deve essere uno stimolo ed uno strumento per risolvere i conflitti all&#8217;interno della società civile, deve essere un mezzo d&#8217;integrazione, soprattutto per quanto riguarda quei territori a forte presenza di immigrati, deve rappresentare un modo per incentivare gli scambi e la connettività e per coinvolgere i cittadini, in modo tale  che questi possano esprimersi e che si sentano parte di un insieme. </p>
<p>Per finire, è interessante sottolineare il pensiero espresso da Katarina Mathernova, che ha voluto ribadire il legame tra la cultura e la creatività.<br />
L&#8217;Europa ha appena terminato il suo anno europeo dedicato all&#8217;innovazione e alla creatività, per immergersi in quello dedicato alla lotta contro la povertà. Questi due temi sono, ad ogni modo, legati l&#8217;uno all&#8217;altro. La cultura infatti rappresenta innovazione e stimolo creativo, elementi a loro volta connessi all&#8217;intelligenza e allo sviluppo. Un cerchio che, chiudendosi, potrebbe portare a un vento nuovo a livello economico.</p>
<p><em>Francesca Salis</em></p>
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