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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Centri interculturali</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Centri interculturali</title>
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		<title>Territorialità attiva. Il contributo dei centri interculturali per una città educativa</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 08:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Centri interculturali]]></category>
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		<description><![CDATA[Presentazione dell’articolo “Territorialità attiva. Il contributo dei centri interculturali per una città educativa” pubblicato sul numero 63 di Africa e Mediterraneo, a firma di Lorenzo Luatti, ricercatore dei processi migratori e delle relazioni interculturali. L’articolo riflette su quali devono essere i “modelli di integrazione” alla base dei centri interculturali affinché questi ultimi possano essere una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/09/centri-interculturali-300x221.jpg" alt="centri-interculturali" title="centri-interculturali" width="300" height="221" class="alignright size-medium wp-image-844" /><br />
<strong>Presentazione dell’articolo “Territorialità attiva. Il contributo dei centri interculturali per una città educativa” pubblicato sul numero <a href="http://www.laimomo.it/front-end/home.php?page=view&#038;c=5">63 di Africa e Mediterraneo</a>, a firma di Lorenzo Luatti, ricercatore dei processi migratori e delle relazioni interculturali.</strong></p>
<p>L’articolo riflette su quali devono essere i “modelli di integrazione” alla base dei centri interculturali affinché questi ultimi possano essere una risposta possibile alle sfide di una società plurale.</p>
<p>Luatti sostiene che i centri interculturali potranno essere promotori della pluralità e di azioni qualificate  di rinnovamento dei servizi di un territorio se sapranno integrare il modello <em>aggregativo</em>, che mira a stabilire una relazione tra nativi e migranti, con quello <em>funzionale</em>, che si occupa di fornire servizi e competenze per l’integrazione sociale degli immigrati.<br />
Per questo motivo, dovranno essere create delle reti tra coloro che, nello stesso territorio, si occupano di politiche di integrazione tra popolazione autoctona e straniera. </p>
<p>L’autore specifica, inoltre, che i centri interculturali saranno promotori di una territorialità attiva e di percorsi di progettazione partecipata dell’integrazione solo se collocheranno la loro azione entro la specifica realtà migratoria di un territorio. </p>
<p>Per quanto riguarda le realtà italiane, Luatti registra la mancanza di un piano di raccordo tra politiche e servizi che favorirebbe la realizzazione di un modello territoriale integrato/integrativo.<br />
Prevale, invece, una visione settorializzata, frammentata e discontinua che non promuove la convivenza multiculturale.</p>
<p>[Foto | <em>Lo sguardo sull&#8217;altro</em>, Isabella Balena] </p>
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