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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Capo Verde</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Capo Verde</title>
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		<title>6/7/2010- Utopia 2010. Arte contemporanea a Capo Verde</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/672010-utopia-2010-arte-contemporanea-a-capo-verde/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 15:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda cultura luglio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Capo Verde]]></category>
		<category><![CDATA[Cesar Schofield Cardoso]]></category>
		<category><![CDATA[Praha]]></category>

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		<description><![CDATA[Evento: Utopia 2010. Arte contemporanea a Capo Verde. Dove: Palazzo della Cultura di Praha, Capo Verde. Quando: Dal 6 al 11 luglio 2010. Informazioni: Il Palazzo della Cultura di Praha, capitale della Repubblica di Capo Verde, ospita dal 6 all&#8217;11 di luglio un programma di esposizione, dibattiti e videoproiezioni organizzati dal giovane artista Cesar Schofield [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/07/utopia-2010.jpg" rel="lightbox[3218]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/07/utopia-2010-150x150.jpg" alt="utopia-2010" title="utopia-2010" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-3219" /></a><strong>Evento: </strong> Utopia 2010. Arte contemporanea a Capo Verde. </p>
<p><strong>Dove:</strong> Palazzo della Cultura di Praha, Capo Verde.</p>
<p><strong>Quando:  </strong> Dal 6 al 11 luglio 2010. </p>
<p><strong>Informazioni: </strong> Il Palazzo della Cultura di Praha, capitale della Repubblica di Capo Verde, ospita dal 6 all&#8217;11 di luglio un programma di esposizione, dibattiti e videoproiezioni organizzati dal giovane artista Cesar Schofield Cardoso, una promessa dell&#8217;arte dell&#8217;arcipelago capoverdiano.</p>
<p>Punto focale della rassegna la videoinstallazione Utopia 2010, creata da Cardoso con il sostegno della Fundaçao Amilcar Cabral, diretta da Samira Pereira e dedicata alla conservazione e promozione dell&#8217;eroe dell&#8217;indipendenza capoverdiana. Già nel 2009 la fondazione Cabral aveva ospitato una prima edizione di Utopia.</p>
<p>Cardoso lavora sul tema dell&#8217;identità capoverdiana, e in questa occasione, organizzata anche per commemorare il 35° anniversario dell&#8217;Indipendenza nazionale, ha voluto confrontare il passato (clandestinità e lotta, indipendenza, democrazia), con il presente e il futuro.<a href=" http://utopia-the-movie.blogspot.com/"> Info</a>. </p>
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		<title>Una piazza, l&#8217;oceano e un collegamento wireless</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/una-piazza-loceano-e-un-collegamento-wireless/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 08:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sandra Federici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Sandra Federici]]></category>
		<category><![CDATA[Capo Verde]]></category>
		<category><![CDATA[Collegamento wireless]]></category>
		<category><![CDATA[Praia]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Capo Verde]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 20 al 25 febbraio 2010 si è svolto a Praia, capitale di Capo Verde, l’annuale viaggio-studio organizzato dal Coordinamento Dossier Statistico Caritas/Migrantes. I redattori del Dossier assieme ai responsabili dei capitoli regionali e ad altre associazioni e istituzioni invitate (tra cui Africa e Mediterraneo) si sono trasferiti nell’Isola di Santiago per studiare vari aspetti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/03/pintoepittau-1-300x225.jpg" alt="pintoepittau (1)" title="pintoepittau (1)" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-1583" /></a><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/03/convegno.jpg" rel="lightbox[1580]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/03/convegno-300x225.jpg" alt="convegno" title="convegno" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-1581" /></a><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/03/ragazzi-computer.jpg" rel="lightbox[1580]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/03/ragazzi-computer-300x224.jpg" alt="ragazzi computer" title="ragazzi computer" width="300" height="224" class="alignright size-medium wp-image-1582" /></a><br />
<a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/03/piazzetta.jpg" rel="lightbox[1580]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/03/piazzetta-300x224.jpg" alt="piazzetta" title="piazzetta" width="300" height="224" class="alignright size-medium wp-image-1579" /></a><br />
Dal 20 al 25 febbraio 2010 si è svolto a Praia, capitale di Capo Verde, l’annuale viaggio-studio organizzato dal <a href="http://www.dossierimmigrazione.it/">Coordinamento Dossier Statistico Caritas/Migrantes</a>.<br />
I redattori del Dossier assieme ai responsabili dei capitoli regionali e ad altre associazioni e istituzioni invitate (tra cui Africa e Mediterraneo) si sono trasferiti nell’Isola di Santiago per studiare vari aspetti dell’immigrazione, con un focus particolare sull’immigrazione africana in Italia e sull’emigrazione italiana verso l’Africa.</p>
<p>Sono stati 4 giorni molto intensi, in cui ogni partecipante ha svolto una relazione per gli altri, il tutto completato da incontri con rappresentanti di istituzioni del Paese e testimonianze della società civile. Il tutto coordinato da Franco Pittau e con l’organizzazione in loco di Maria De Lourdes Jesus, giornalista capoverdiana che ha vissuto 30 anni in Italia e ora ha deciso di tornare a vivere nella sua isola di Santo Antao.</p>
<p>La mia relazione si intitolava “Artisti che abitano nel viaggio” (vedi in fondo articolo) ed era incentrata sul tema della migrazione e dell’identità nella biografia e nell’arte di alcuni artisti visivi di origine africana.</p>
<p>Il convegno si è tenuto nel rettorato dell’<a href="http://www.unicv.edu.cv/">Università di Capo Verde</a>, fondata solo nel 2006 ma che ambisce a crescere con progetti e partenariati internazionali (come ha detto il rettore António Correia e Silva nel discorso di benvenuto e apertura del campus.)</p>
<p>Davanti all’università c’è la piazza António Lereno, una bella piazzetta con alberi bassi, il selciato in pietra scura, le panchine e alcune signore che vendono caramelle e bevande. La sorpresa è stato vedere tanti ragazzi e ragazze in piazza con il computer portatile sulle ginocchia a… navigare in Internet. Questo luogo, così come la piazza principale di Praha, è dotato di collegamento wireless gratuito, e lì si mettono i ragazzi a navigare e studiare.</p>
<p>E lì siamo stati anche noi durante le pause dei lavori, per mandare file, controllare la posta e parlare attraverso Skype. Non era male lavorare in quella piazzetta, con il sole, l’arietta che arrivava dall’oceano di là dalla strada, il cyber caffè Sofia con i tavolini e gli ombrelloni. Durante il convegno abbiamo incontrato diversi emigranti capoverdiani rientrati dall’Italia e gli italiani che hanno deciso di emigrare a Capo Verde e il commento di tutti era: sono loro che hanno capito tutto.</p>
<p><object id="doc_677451965263490" name="doc_677451965263490" height="600" width="100%" type="application/x-shockwave-flash" data="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" style="outline:none;" ><param name="movie" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf"><param name="wmode" value="opaque"><param name="bgcolor" value="#ffffff"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowScriptAccess" value="always"><param name="FlashVars" value="document_id=27646781&#038;access_key=key-25cg49cm76ckatle1c2g&#038;page=1&#038;viewMode=list"><embed id="doc_677451965263490" name="doc_677451965263490" src="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf?document_id=27646781&#038;access_key=key-25cg49cm76ckatle1c2g&#038;page=1&#038;viewMode=list" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="600" width="100%" wmode="opaque" bgcolor="#ffffff"></embed></object></p>
<p>[Foto, dall&#8217;alto verso il basso: Franco Pittau (in piedi), Pietro Pinto (seduto); sala del convegno; la piazzetta António Lereno a Praia]</p>
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		<title>Il creolo a Capo Verde</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 08:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione.]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Capo Verde]]></category>
		<category><![CDATA[Creolo]]></category>
		<category><![CDATA[N59]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione dell&#8217;articolo &#8220;Il creolo tra autonomizzazione e decreolizzazione. Il caso di Capo Verde&#8221;, pubblicato sul numero 59 di Africa e Mediterraneo a firma di Igino Schraffl, docente di Public Choice presso l’università Lumsa di Roma e Palermo. La decreolizzazione è un fenomeno in atto in tutti i creoli del mondo. In questo articolo viene esaminato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presentazione dell&#8217;articolo &#8220;Il creolo tra autonomizzazione e decreolizzazione. Il caso di Capo Verde&#8221;,  pubblicato sul <a href="http://www.laimomo.it/front-end/home.php?page=view&#038;c=5">numero 59 di <em>Africa e Mediterraneo</em></a> a firma di Igino Schraffl, docente di Public Choice presso l’università Lumsa di Roma e Palermo. </strong></p>
<p>La decreolizzazione è un fenomeno in atto in tutti i creoli del mondo. In questo articolo viene esaminato il caso di Capo Verde e il relativo tentativo di ufficializzazione del creolo a fronte delle difficoltà incontrate nel tentativo di autonomizzazione di questa lingua rispetto a quella portoghese. </p>
<p>Nonostante il creolo sia stato il principale elemento identitario nazionale in opposizione alla politica coloniale e nonostante gli sforzi, durante e dopo la lotta per l&#8217;indipendenza da parte degli intellettuali per creare una grammatica, la lingua ha faticato e fatica ad ufficializzarli. </p>
<p>All’ufficializzazione del creolo come lingua madre di Capo Verde, da sostituire al portoghese, si affianca un lento processo di uso del medesimo da parte dei parlanti capoverdiani.<br />
La mobilità, conseguente alla creazione di opportunità di lavoro e alla scolarizzazione, ad esempio, induce i parlanti a servirsi maggiormente del portoghese in modo da superare le difficoltà implicite nell’uso di dialetti diversi. </p>
<p>Va considerato, poi, che metà della popolazione ha eletto domicilio permanente all&#8217;estero e che inoltre i soggetti emigrati in Portogallo usano quotidianamente il portoghese, relegando il creolo alla comunicazione domestica. La parte istruita della popolazione, infine, tende a privilegiare il portoghese, considerato non come lingua straniera, ma come lingua alta della cultura e dell’ufficialità a fronte del creolo come strumento di comunicazione dialettale. </p>
<p>Sebbene il dibattito sull&#8217;istituzionalizzazione del creolo a Capo Verde sia lungi dall&#8217;essere concluso, il processo di decreolizzazione (più propriamente di rilusitanizzazione) è ormai una realtà incontrovertibile. </p>
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		<title>L&#039;arte a Capo Verde</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 20:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione.]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Capo Verde]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione dell&#8217;articolo &#8220;Arte a Capo Verde, un caleidoscopio di stili e di influssi&#8221; pubblicato sul numero 49 di Africa e Mediterraneo a firma di Igino Schraffl. Se della musica e letteratura capoverdiana si parla e ci si può documentare con facilità, lo stesso non si può dire per quanto riguarda l&#8217;arte che si produce nell&#8217;arcipelago. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-82 alignright" title="Patrick Monteiro, Senza titolo" src="http://www.amsterdamblog.info/wp-content/uploads/2009/06/sem-titulo-1.jpg" alt="Patrick Monteiro, Senza titolo" width="270" height="254" /><br />
<strong>Presentazione dell&#8217;articolo &#8220;Arte a Capo Verde, un caleidoscopio di stili e di influssi&#8221; pubblicato sul <a href="http://www.laimomo.it/front-end/home.php?page=view&amp;pg=2&amp;c=5">numero 49 di <em>Africa e Mediterraneo </em></a>a firma di Igino Schraffl.</strong></p>
<p>Se della musica e letteratura capoverdiana si parla e ci si può documentare con facilità, lo stesso non si può dire per quanto riguarda l&#8217;arte che si produce nell&#8217;arcipelago. L&#8217;assenza di scuole d&#8217;arti ufficiali, la discontinuità territoriale e la mancanza di luoghi deputati, infatti, non hanno mai permesso l&#8217;affermarsi di una tradizione artistica consolidata. In questo quadro e in condizioni di relativo isolamento operano alcune personalità della pittura e della scultura di rilievo. Quasi tutti gli artisti sono il più delle volte di rientro dalle accademie europee, e spesso dall&#8217;arte europea sono influenzati in maniera maggiore che dalle radici dell&#8217;arte africana. Questa situazione si pone come un dilemma identitario che produce un&#8217;estetica che oscilla fra il nomadismo artistico e una più marcata tendenza a seguire alcuni stereotipi dell&#8217;arte europea.<br />
L&#8217;articolo introduce un&#8217;esauriente carrellata dei principali artisti di Capo Verde.</p>
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