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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Ariel Dorfman</title>
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		<title>Per ricordare Nelson Mandela</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Dec 2013 15:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sandra Federici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Mandela is saying goodbye… Per ricordare Nelson Mandela sono andata a ricuperare questo testo che avevo messo da parte tempo fa, nel 2011, quando Madiba era stato ricoverato di nuovo e i Sudafricani e il mondo intero avevano cominciato a prepararsi alla sua perdita. Si tratta del brano di una recensione, pubblicata su The Nation [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_6237" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2013/12/nelson_mandela.jpg" rel="lightbox[6234]"><img class="size-full wp-image-6237" title="nelson_mandela" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2013/12/nelson_mandela.jpg" alt="" width="560" height="394" /></a><p class="wp-caption-text">Maseru (Lesotho) Summit della Southern African Development Community, 1996. Foto di Andrea Marchesini Reggiani.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Mandela is saying goodbye…</p>
<p style="text-align: justify;">Per ricordare Nelson Mandela sono andata a ricuperare questo testo che avevo messo da parte tempo fa, nel 2011, quando Madiba era stato ricoverato di nuovo e i Sudafricani e il mondo intero avevano cominciato a prepararsi alla sua perdita. Si tratta del brano di una recensione, pubblicata su <em>The Nation</em> dallo scrittore cileno Ariel Dorfman, del libro di Mandela<em> Conversations With Myself</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché si possono ricordare tante cose: la sua lotta, il fatto che abbia cambiato il mondo, la geniale scelta della riconciliazione, ma quello che abbiamo sentito tutti più forte in questo lungo addio – dall’ultima apparizione ufficiale durante i mondiali in Sudafrica nel 2010 – era l’importanza della sua figura morale, e il fatto che il mondo l’avrebbe persa, ed è proprio a questo che Dorfman si riferisce quando parla delle lettere scritte da Mandela dalla prigione di Robben Island.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;&#8230; Leggendole ci accorgiamo che Mandela tiene conto dei suoi censori. Lui sta anche scrivendo a loro, attraverso di loro, vuole entrargli dentro, si può percepire la loro presenza nella sua mente, la sua certezza che le sue parole sulla loro crudeltà e mancanza di decenza avrebbero fatto vergognare questi custodi. Si capisce come stia mettendo in scena una teoria della liberazione appositamente per questa audience di secondini; si coglie tra le righe come stia educando i suoi carcerieri malgrado i loro pregiudizi. E si vede, allo stesso modo, come sta educando se stesso, preparandosi al compito di ricomporre la divisione razziale e di classe che minacciava di distruggere il Sudafrica. Come stia diventando Nelson Mandela.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse per questo è così contrariato dalla sua trasformazione in un santo. Non è perché è stato lontano dagli altri, dal male, dalla debolezza di un’umanità fragile, che ha vinto. È stato perché è sprofondato dentro ciò che c’era di negativo in lui e nel doloroso mondo attorno a lui che è stato capace di sviluppare “tutto quanto ci fosse di buono”, come scrive nel suo libro. Come farlo? Una parola affiora continuamente: <strong>integrità</strong>. La <em>sua</em> integrità e la fiducia nel fatto che essa esiste in ogni persona del pianeta, non importa quanto duramente nascosta dalla paura e dall’intolleranza, e che se tu ti appelli a quanto di meglio c’è negli altri loro, alla fine, risponderanno. Ma lo faranno solo se sentiranno che tu sei fedele a te stesso e ai tuoi principi, al tuo desiderio di un mondo più giusto e umano, che tu sei pronto a tracciare una linea sulla polvere della storia.</p>
<p style="text-align: justify;">È un messaggio che il suo paese deve ascoltare ancora una volta. Il suo meraviglioso Sudafrica, che è ancora in pericolo di smarrire la sua strada. La sua terra, che presto dovrà affrontare un lungo secolo di rinnovata lotta per la solidarietà e la verità e la pace senza la guida di Madiba. La necessità di affrontare questa imminente assenza ci fa arrivare al cuore non detto e nascosto di questo libro: Mandela sta dicendo addio.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Il brano si trova sul bellissimo blog dell’intellettuale sudafricano Sean Jacobs <a href="http://africasacountry.com" target="_blank">Africa is a Country</a>. Sul blog hanno pubblicato una <a href="http://africasacountry.com/songs-for-mandela-south-african-edition/ " target="_blank">compilation di canzoni sudafricane dedicate a Mandela</a>.</p>
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