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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Algeria</title>
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		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Algeria</title>
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		<title>Festival internazionale del fumetto di Algeri,  Riadh el Feth, Algeri, 5 &#8211; 8 ottobre 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 08:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fumetto]]></category>
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		<category><![CDATA[Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso]]></category>
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		<description><![CDATA[Da mercoledì 5 a sabato 8 ottobre 2011 si terrà la quarta edizione del Festival internazionale del fumetto di Algeri (FIBDA), diventato ormai un evento imperdibile e un importante punto di riferimento per il fumetto africano, visto che nelle edizioni passate hanno partecipato molti autori dal continente. Proprio grazie a questo festival il fumetto algerino [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/logo.jpg" rel="lightbox[4166]"><img class="alignleft size-medium wp-image-4160" title="Logo" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/logo-300x162.jpg" alt="" width="300" height="162" /></a>Da mercoledì 5 a sabato 8 ottobre 2011 si terrà la quarta edizione del <strong>Festival internazionale del fumetto di Algeri (FIBDA)</strong>, diventato ormai un evento imperdibile e un importante punto di riferimento per il fumetto africano, visto che nelle edizioni passate hanno partecipato molti autori dal continente.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio grazie a questo festival il fumetto algerino ha avuto un grande slancio, è uscito dall&#8217;anonimato e ha avuto una vera e propria rinascita, rivelando al mondo intero un gran numero di talenti fino ad allora inespressi e troppo “ghettizzati”. Attraverso l&#8217;utilizzo di diverse lingue e diversi generi, il promettente fumetto algerino si affaccia così al grande pubblico, permettendo la scoperta di una scena poco conosciuta ma ricca di idee e spunti molto interessanti, come dimostra la scelta del tema della prossima edizione, il cui slogan sarà “fumetto di pace”. La decisione di privilegiare e di insistere su una cultura della pace attraverso l&#8217;utilizzo della forma espressiva del fumetto, sarà un importante veicolo per nuove relazioni umane non solo a livello locale ma anche regionale e globale. Gli organizzatori insistono sulla necessità di costruire una nuova visione della pace basata sui valori universali di rispetto per la vita, libertà, giustizia,solidarietà, tolleranza, diritti umani e uguaglianza tra uomo e donna.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà inoltre indetto un concorso multidisciplinare con varie categorie:</p>
<p style="text-align: justify;">- Concorso per manifesti</p>
<p style="text-align: justify;">- Concorso per ragazzi (12-18 anni)</p>
<p style="text-align: justify;">- Concorso per giovani talenti (18-35 anni)</p>
<p style="text-align: justify;">- Concorso nazionale ed internazionale per fumettisti professionisti</p>
<p style="text-align: justify;">Ulteriori  approfondimenti, oltre al regolamento e l&#8217;iscrizione al concorso, sono disponibili sul sito web dell&#8217;evento.</p>
<p style="text-align: justify;">Prossimamente sarà online anche il programma delle quattro giornate, per ora non disponibile in forma dettagliata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Sito web dell'evento" href="http://www.bdalger.net/?" target="_blank">Sito web dell&#8217;evento</a></p>
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		<title>La valorizzazione dei villaggi forticati e delle feste popolari in Algeria</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 11:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione.]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[ksour]]></category>
		<category><![CDATA[moussems]]></category>
		<category><![CDATA[N65-66]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio culturale immateriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione dell’articolo “Costruire il patrimonio in Algeria: la valorizzazione degli ksour (qsûr) e dei wacdat (moussems) nel Sud Oranais” pubblicato sul numero 65-66 di Africa e Mediterraneo a firma di Sandra Guinand &#8211; politologa e urbanista, Università di Losanna &#8211; e Yazid Ben Hounet dottore di antropologia sociale, EHESS/Paris. Da qualche anno l’Algeria è impegnata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/07/Sfissifa-300x194.jpg" alt="Sfissifa" title="Sfissifa" width="300" height="194" class="alignright size-medium wp-image-474" /><strong>Presentazione dell’articolo “Costruire il patrimonio in Algeria: la valorizzazione degli ksour (qsûr) e dei wacdat (moussems) nel Sud Oranais” pubblicato sul numero <a href="http://www.laimomo.it/front-end/home.php?page=view&#038;c=5">65-66 di <em>Africa e Mediterraneo</em></a> a firma di Sandra Guinand &#8211; politologa e urbanista, Università di Losanna &#8211; e Yazid Ben Hounet dottore di antropologia sociale, EHESS/Paris.</strong></p>
<p>Da qualche anno l’Algeria è impegnata a perseguire una politica di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale segnatamente a fini turistici. </p>
<p>Gli ksour, villaggi fortificati tradizionali del Sahara e della catena dell’Atlante Sahariano, situati lungo le antiche rotte commerciali transahariane, sono stati oggetto di un recente processo di restaurazione e riabilitazione su larga scala; i wacdat (sg. wacda), feste popolari che si tengono per celebrare i santi locali, si moltiplicano, attirando sempre più persone a testimoniare la loro rinascita. </p>
<p>Questo articolo, a partire dall’esempio degli ksour e degli wacdat del Sud Oranais, si propone di indagare le ragioni e le condizioni di una valorizzazione del patrimonio secondo i differenti attori, per capire in che modo si costruisca l’oggetto patrimoniale in Algeria. </p>
<p>In seguito all’indipendenza (1962), tramite un’ordinanza, il nuovo Stato algerino integra nel proprio patrimonio nazionale gli oggetti inventariati dalla Francia (siti e monumenti storici). La prima definizione ufficiale di “patrimonio culturale” del paese e delle misure assunte in sua difesa, verrà tuttavia formulata solo nel 1998 attraverso una legge che include il patrimonio culturale immateriale nell’insieme dei beni materiali da proteggere.</p>
<p>Al di là del suo riconoscimento politico, la questione patrimoniale partecipa di una dimensione simbolica che crea tensioni e conflitti. Infatti, il patrimonio, in quanto héritage, è necessariamente portatore di un’identità collettiva che tuttavia non si crea automaticamente. </p>
<p>Costruita, ricostruita o negoziata, essa è anche continuamente ridefinita. Le stesse modalità che definiscono e attribuiscono valore a ksour e wacdat sono sfruttate, tanto dagli attori locali che dalle autorità politiche, affinché veicolino alcuni aspetti della cultura e dell’identità locale e nazionale. Se il patrimonio ha un interesse turistico è perché al di là dei valori classici che lo caratterizzano, le società contemporanee gli hanno attribuito un valore economico senza precedenti. </p>
<p>Diversi Stati e autorità politiche hanno saputo trarne profitto. Basti pensare al caso della Tunisia che ha saputo valorizzare il proprio artigianato, l’architettura delle medine e il carattere dei propri souk per sviluppare un turismo che attualmente riveste un ruolo non trascurabile nell’economia nazionale del paese. </p>
<p>Tuttavia, nonostante il processo di patrimonializzazione dei siti sembri guidato prevalentemente da un interesse di sviluppo economico, vi intervengono diversi fattori, di ordine finanziario, politico e identitario.</p>
<p>[Foto: Sfissifa, di Sandra Guinand]</p>
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