<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
xmlns:rawvoice="http://www.rawvoice.com/rawvoiceRssModule/"
>

<channel>
	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Accoglienza famiglia</title>
	<atom:link href="https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/argomenti/accoglienza-famiglia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Apr 2026 13:53:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.37</generator>
<!-- podcast_generator="Blubrry PowerPress/6.0.1" mode="advanced" -->
	<itunes:summary></itunes:summary>
	<itunes:author>Africa e Mediterraneo</itunes:author>
	<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	<itunes:image href="https://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/plugins/powerpress/itunes_default.jpg" />
	<itunes:subtitle></itunes:subtitle>
	<image>
		<title>Africa e Mediterraneo &#187; Accoglienza famiglia</title>
		<url>https://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg</url>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog</link>
	</image>
	<item>
		<title>I profughi e noi. Un’esperienza di accoglienza familiare</title>
		<link>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/i-profughi-e-noi-unesperienza-di-accoglienza-familiare/</link>
		<comments>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/i-profughi-e-noi-unesperienza-di-accoglienza-familiare/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2022 08:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[africaemediterraneo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Accoglienza famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.africaemediterraneo.it/blog/?p=9320</guid>
		<description><![CDATA[Abbiamo ricevuto questa testimonianza in cui si parla di un’esperienza di accoglienza in famiglia, e abbiamo deciso di pubblicarla per condividere un messaggio positivo. Buona lettura! Una testimonianza di Antonia e Gianfranco Quando noi abbiamo conosciuto Kapi e Mamadou non c’era in Italia attorno a loro e a tutti quelli come loro quel moto universale di solidarietà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Abbiamo ricevuto questa testimonianza in cui si parla di un’esperienza di accoglienza in famiglia, e abbiamo deciso di pubblicarla per condividere un messaggio positivo. </em><em><em>Buona lettura!</em></em></p>
<p><strong>Una testimonianza di Antonia e Gianfranco</strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quando noi abbiamo conosciuto <strong>Kapi</strong> e <strong>Mamadou</strong> non c’era in Italia attorno a loro e a tutti quelli come loro quel moto universale di solidarietà che si è espresso nei confronti dei profughi di guerra ucraini. C’era un clima fortemente polarizzato, condizionato ideologicamente.<br />
</span>Eppure le <strong>guerre africane</strong> o quelle medio orientali non sono state (e non sono) meno terribili del conflitto in atto in Ucraina. I milioni di profughi di queste guerre si sono riversati nei paesi limitrofi, come sta accadendo ora in Europa con gli sfollati ucraini. E di fronte a queste tragedie non è scattato un moto di solidarietà collettiva, ma solo paura e recriminazione per l’arrivo di quei pochi in Europa.<br />
Lo stesso slancio umanitario verso il popolo afgano dopo l’evacuazione dell’esercito americano si era già del tutto spento quando le truppe russe hanno iniziato ad invadere l’Ucraina e gli stessi afgani avevano già da tempo iniziato a percorrere la rotta balcanica.</p>
<p class="p1"><img class="alignleft wp-image-9322" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/Corvara-2021.jpg" alt="Corvara 2021" width="400" height="533" />Queste considerazioni ci hanno aiutato a capire che ha senso e può essere utile raccontare oggi la nostra <strong>storia di accoglienza</strong>, e quindi di aiuto e di accompagnamento. Anche se particolare e diversa da quelle che prenderanno forma con donne e i bambini ucraini, in essa è documentato come nella nostra vita personale e famigliare si sia introdotto un cambiamento, inaspettato, ma sostanziale e durevole, che ci ha aperto nuove prospettive.</p>
<p>L’incontro con Kapi e Mamadou ha rappresentato per noi un nuovo inizio e quando qualcosa di nuovo accade c’è un prima e un dopo. A fronte di una accoglienza più o meno lunga, ma sempre temporanea, almeno nelle modalità iniziali in cui si manifesta, c’è un “per sempre”. Nulla si perde.<br />
La storia personale di Kapi e Mamadou e le vicende che hanno contrassegnato tragicamente la loro <strong>migrazione</strong> sono simili a quelle di tanti altri, come le problematiche e le difficoltà che hanno incontrato in Italia. Ma Kapi e Mamadou non sono “migranti”. Sono Kapi e Mamadou: unici al mondo.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Il nostro impegno non è iniziato per una motivazione sociale o civile, anche se la nostra azione ha indubbiamente una ricaduta in questo senso. Noi abbiamo deciso di accompagnare due persone conosciute ad un certo punto del loro percorso, ascoltando e cercando di venire incontro alle loro necessità, anche particolari e concrete, grazie all’aiuto della rete delle nostre amicizie. Man mano che i problemi emergevano e si rivelava la complessità della loro situazione, è stato indispensabile prendere contatto con gli operatori e le strutture preposte all’accoglienza.<br />
</span>Né all’inizio né in seguito abbiamo agito solo seguendo un impulso emotivo, ma per un <strong>desiderio consapevole di condivisione</strong> della loro vita e per amore al loro “destino”. Abbiamo agito per un senso di responsabilità.</p>
<p class="p1"><img class="alignleft size-full wp-image-9323" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/wp-content/uploads/2022/08/Recovato-da-Cecilia-2020.jpg" alt="Recovato da Cecilia 2020" width="512" height="384" />È scaturita così una storia che ha coinvolto tanti altri, che, grazie al nostro gesto di accoglienza, sono stati aiutati ad incontrare a loro volta, in modo diretto e personale, una realtà vista fino a quel momento da lontano e da cui forse anche si tenevano lontano.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Per chi desiderasse conoscere la nostra storia, è disponibile la dispensa “<em>L’inaspettata convenienza della famiglia. L’esperienza di accoglienza familiare di Kapi e Mamadou</em>” edita dalla <a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/sedi-e-contatti/emilia-romagna/"><strong>Associazione Famiglie per l’Accoglienza sede regionale Emilia Romagna</strong></a>, che è scaricabile a questo link: </span><a href="https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2022/03/Linaspettata-convenienza-della-famiglia.pdf">https://www.famiglieperaccoglienza.it/wp-content/uploads/2022/03/Linaspettata-convenienza-della-famiglia.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/i-profughi-e-noi-unesperienza-di-accoglienza-familiare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
