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L'ULTIMO NUMERO:

Rifugiati: l’Emergenza Nord Africa in Italia

Dall'editoriale di Sandra Federici

Dall’inizio del 2011 e nel 2012 l’Italia ha interpretato, forse suo malgrado, un ruolo importante nell’evento storicamente cruciale della Primavera araba, che ha modificato radicalmente il panorama politico del Mediterraneo. Come conseguenza delle rivoluzioni nei Paesi del Nord Africa, un flusso eccezionale di persone è arrivato sulle coste del nostro Paese, che il 12 febbraio 2011 ha dichiarato lo stato di emergenza umanitaria. Il Governo ha deciso di riconoscere un visto di protezione umanitaria (ex art. 20 legge 6 marzo 1998) a tutti i cittadini, circa 10.000, arrivati in Italia tra il primo gennaio e il 5 aprile 2011. Dal 6 aprile 2011, il Governo ha incaricato la Protezione civile della gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo e migranti provenienti dal Nord Africa attraverso il decreto “Emergenza umanitaria cittadini provenienti dal Nord Africa OPCM 13 aprile 2011”, anche conosciuto come “Piano Emergenza Nord Africa” (PENA).

Circa 25.000 persone (dati Protezione civile) sono state proporzionalmente suddivise nelle diverse regioni italiane. Il piano ha coinvolto i dipartimenti governativi, le regioni, gli enti e le strutture operative a livello locale. Il piano di accoglienza terminerà a fine 2012. La maggioranza delle persone che sono state accolte nel PENA hanno fatto domanda di protezione internazionale, quasi sempre senza un servizio di orientamento legale, tanto che secondo la Commissione nazionale per il Diritto d’asilo si sono registrate 37.350 domande di protezione internazionale nel 2011 (nel 2010 erano state 12.121).

L’Italia ha affrontato negli ultimi decenni altre emergenze umanitarie che l’hanno portata ad accogliere massicci flussi di rifugiati (ex-Jugoslavia, Albania, Kossovo), ma questa volta si è trattato di persone provenienti non da un solo Paese, parlanti una sola lingua, e con un unico background culturale. Sono arrivati cittadini di tante aree geografiche con enormi differenze linguistiche, culturali, sociali e, soprattutto, con diverse storie di migrazione – prevalentemente economiche – precedenti all’esodo forzato dalla Libia. Come si è svolta l’accoglienza di questo improvviso, massiccio e variegato flusso di persone? Quali meccanismi amministrativi sono stati messi in atto per fronteggiare l’emergenza? Come sono state divise le competenze? Come hanno vissuto e stanno vivendo i richiedenti asilo questa permanenza in Italia, che nella maggior parte dei casi non hanno voluto né progettato? Come funziona il sistema di protezione internazionale in Italia?

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