21 marzo 2010

Parlano i cittadini di origine straniera nella campagna “Message in a bottle”

bottiglia21 marzo Giornata internazionale contro la discriminazione.

Il 21 marzo è una data che racchiude molti significati: è l’inizio della primavera ma anche la giornata mondiale della poesia e la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale.

La scelta di tale data da parte dell’ONU non è casuale: mezzo secolo fa, il 21 marzo 1960, la polizia sudafricana massacrava 72 dimostranti a Sharpeville. Era il periodo di massima intensità delle proteste popolari contro la politica dell’Apartheid messa in atto dal National Party.

Le campagne antidiscriminazione sono un aspetto importante dell’ampio settore della comunicazione sociale. Molti pregiudizi scaturiscono dalla disinformazione, e diversi progetti comunicativi tentano di ristabilire l’equilibrio e aiutano a creare un terreno più fertile perché la maggioranza possa comprendere meglio le minoranze con cui vive.

Nella settimana dal 15 al 20 marzo coop. Lai-momo ha raccolto le testimonianze dei cittadini stranieri, invitando gli utenti degli sportelli Punto Migranti e dei corsi di italiano L2 del Distretto di Pianura Est della Provincia di Bologna a lasciare messaggi su come hanno vissuto la discriminazione e la solidarietà.

Eccone alcuni:

Granarolo, maschio

Sono stato discriminato quella volta che. “Un giorno una persona passava, io aspettavo l’autobus, mi ha detto ‘negro di merda‘”.

Forse ho discriminato un’altra persona quella volta che…. “No”.

Ho ricevuto solidarietà quella volta che… “Sì, ho ricevuto tanta solidarietà”

Ho offerto la mia solidarietà quella volta che… “Sì, da tante persone, anche italiani”.

No luogo, no genere

Sono stato discriminato quella volta che…. “Un giorno sono andato a scuola e ho visto un uomo, quando lui mi ha visto ha detto: “che faccia di merda”

Granarolo, femmina

Sono stato discriminato quella volta che…. “Mi sono sentita discriminata dalla gente che frequenta lo stesso asilo dove metto il mio bimbo e che abitano a Granarolo dove abito anche io, però non ho mai avuto un passaggio da nessuno”.

Baricella, femmina

Sono stato discriminato quella volta che…. “Sempre nel condominio i vicini di casa ci discriminano, non ci salutano neanche, dicono che i nostri bambini disturbano e piangono sempre e quando ci incontrano nel condominio non ci salutano e c’è uno del palazzo che dice agli inquilini nuovi di non salutarci e di non parlare con noi”.

Ho ricevuto solidarietà quella volta che… “Quando ero venuta in Italia per la prima volta non sapevo nemmeno una parola e ho trovato la solidarietà di una persona che mi ha insegnato la lingua italiana per quel momento che avevo bisogno”.

Ho offerto la mia solidarietà quella volta che… “Una signora che non riusciva a continuare il suo percorso, sono intervenuta ad aiutarla, ci sono riuscita”.

Galliera, maschio

Ho offerto la mia solidarietà quella volta che…“In un ufficio pubblico, un utente è stato maltrattato da un dipendente pubblico perché non capiva l’italiano e chiedeva una carta. Il dipendente l’ha cacciato dal comune. Io ho spiegato al dipendente che non doveva comportarsi in quella maniera, e lui mi ha spiegato che cercava di spiegargli ma non capiva e allora si è innervosita, ha perso la pazienza. [Dopo il mio intervento] ha dato informazioni ad entrambe le parti. Tutto si è risolto grazie alla mia mediazione”.

S. Pietro in Casale, Femmina

Sono stato discriminato quella volta che… “In piedi in autobus, una ragazza mi ha espressamente detto che devo tornare al mio paese perché occupavo spazio. Non è l’atto in sé ma la giovane età della ragazza che mi ha lasciato sbalordita. Aveva 23-25 anni”.

Ho ricevuto solidarietà quella volta che… “Nel posto di lavoro, trattata male da una mia collega, senza che io fossi intervenuta, un’altra mia collega mi ha difesa, dicendo che io ho totale libertà di vestirmi come voglio”.

Ho offerto la mia solidarietà quella volta che…“In un ufficio pubblico una signora è stata trattata male da un pubblico ufficiale solo perché non capiva la lingua italiana”.

San Venenzio di Galliera, Femmina

Sono stato discriminato quella volta che…“Sono andata in una festa con le cose da mangiare, cioè le cose pakistane, però nessuno ha mangiato e qualche persona non [mi] parlava neanche. Questa cosa non mi è piaciuta molto”.

Forse ho discriminato un’altra persona quella volta che…“Nessuna altra volta”.

Ho ricevuto solidarietà quella volta che…“Quando sono stata ricoverata in ospedale, ho ricevuto molta solidarietà da dottori e anche da altre persone. Questo mi è piaciuto molto”.

Ho offerto la mia solidarietà quella volta che… “Una volta sono andata al mercato di Bologna. Era molto freddo e c’era anche neve. Una signora era caduta sulla neve perché era vecchia. Le ho dato la mia mano per prenderla su e l’ho portata alla stazione dei treni con me. Quella signora è stata molto felice con me.”

Granarolo, Femmina

Sono stato discriminato quella volta che… “Sono stata discriminata nell’autobus, per la strada, nel mio palazzo. In autobus con la mia bimba nel passeggino la gente non ti fa passare. Ti dicono che non hai il diritto”.

Forse ho discriminato un’altra persona quella volta che…“Per me le persone sono uguali perché siamo tutti esseri umani. Siamo nati nella pancia della stessa madre (gemelli) uno chiaro e l’altro nero. La colpa non è di nessuno. Un nero respira come un bianco, ha un corpo diviso in 3 come un bianco, cammina, parla, è anche intelligente come un bianco”.

Ho ricevuto solidarietà quella volta che…“Ho ricevuto la solidarietà di molte persone, voglio dire 4 persone almeno, e le ringrazio moltissimo della loro generosità”.

Ho offerto la mia solidarietà quella volta che…“La mia solidarietà ciascuno l’accetta ben volentieri, alcuni no o fanno finta di no, ma in fondo la vogliono”.

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