22 marzo 2018

L’integrazione lavorativa di migranti e richiedenti asilo: la nuova call della rivista Africa e Mediterraneo

La rivista Africa e Mediterraneo dedicherà il dossier del prossimo numero al tema dell’Integrazione lavorativa di migranti e richiedenti asilo.

L’aspetto economico e lavorativo ha un ruolo rilevante nel dibattito odierno sulla migrazione: in Italia, i cittadini stranieri, che costituiscono l’8,3% dei residenti, rappresentano il 10% degli occupati e producono l’8,8% del Pil. Inoltre, un terzo dei nuovi assunti è di origine straniera (fonte: Dossier Statistico Immigrazione 2017).

Negli ultimi anni le priorità dei Paesi UE sono state focalizzate sul tema degli sbarchi e sulla gestione dell’accoglienza: oggi si stanno spostando dalla prima accoglienza ad azioni a più lungo termine, finalizzate all’integrazione sociale ed economica dei migranti nel tessuto sociale e produttivo europeo.

Vi è un consenso ampiamente condiviso tra gli esperti sul fatto che la partecipazione al mercato del lavoro è il passo più importante per un’integrazione riuscita nelle società ospitanti e per un impatto economico positivo, poiché presumibilmente un numero elevato di richiedenti asilo e rifugiati rimarrà nell’UE per diversi anni.

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© Lai-momo / V. V. Ventura

Nel 2016 la Commissione europea ha istituito un piano d’azione sull’integrazione dei cittadini di Paesi terzi, che ha stabilito i principi di base per rispondere alle sfide dell’integrazione dei migranti nel mercato del lavoro, e da allora la questione è al centro del dibattito europeo. L’istruzione e la formazione sono tra gli strumenti più potenti per favorire l’occupazione: l’accesso ad essi dovrebbe essere garantito e promosso prima possibile.

Se si analizza tuttavia la situazione attuale emergono numerose differenze nelle condizioni lavorative dei cittadini di Paesi terzi rispetto agli autoctoni nella maggior parte degli Stati membri, pur presentando condizioni, linee politiche ed esperienze molto diverse tra di loro.
Infine, un altro tema fondamentale da affrontare per favorire l’accesso al mercato del lavoro è quello della certificazione delle competenze, dibattito aperto e di non facile risoluzione.

Le proposte per contribuire al dossier potranno trattare, secondo vari approcci disciplinari, differenti temi, tra cui: le politiche rispetto all’inserimento lavorativo dei migranti in Europa; possibilità e opportunità offerte nell’ambito dell’autoimprenditoria dei migranti e il loro apporto al tessuto economico europeo; discriminazioni nel mondo del lavoro e criticità del percorso di inserimento; certificazioni e riconoscimenti dei titoli di studio e delle competenze; migrazione circolare e sviluppo dei Paesi di origine.

Scadenze per l’invio
Invio delle proposte (400 parole al massimo): 30 aprile 2018 
Invio del contributo (in caso di accettazione): 20 giugno 2018.
Le proposte dovranno pervenire agli indirizzi:
s.federici@africaemediterraneo.it e m.scrivo@africaemediterraneo.it.
Gli articoli e le proposte potranno essere inviate nelle seguenti lingue: italiano, inglese e francese.

Di seguito è possibile scaricare la call for papers completa in italiano e in inglese.

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12 marzo 2018

L’Africa si racconta. Dal griot all’influencer digitale: il nuovo numero della rivista Africa e Mediterraneo

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Come si racconta, oggi, l’Africa e in Africa?

L’elaborazione di narrazioni, la comunicazione di opinioni e l’informazione sull’attualità passano oggi per forme e modi caratterizzati da immediatezza, velocità, interattività. Profili Facebook e Instagram, canali YouTube, blog e produzioni televisive veicolano un flusso costante di storie, immagini, rappresentazioni.
Anche in gran parte dei Paesi africani, i media contemporanei fanno sì che le persone siano al tempo stesso produttrici e fruitrici autonome di una narrazione sulle questioni sociali, i rapporti umani, la politica, i grandi temi come la povertà, la corruzione, la democrazia. Una narrazione – resa globale, interattiva e social grazie al web 2.0 – che va oltre i confini dei singoli Paesi e del continente stesso.

Partendo da queste premesse, il dossier del numero 87 di Africa e Mediterraneo propone una riflessione sulle modalità e i contenuti del racconto che l’Africa fa a se stessa e di se stessa, spesso reinterpretando in maniera originale – a partire dalle specifiche e diversissime contingenze locali – le nuove dinamiche iperconnettive del web, tra la persistenza di media tradizionali e l’irrompere di nuove piattaforme.

La condivisione social offre spazi alternativi di dialogo, soprattutto quando la libertà di espressione è limitata. L’articolo di Irene Brunotti analizza la pratica delle contestazioni diffuse online nei confronti dei messaggi scritti sulla lavagna Sauti ya Kisonge, uno strumento usato a Zanzibar per diffondere affermazioni a favore del partito di governo.
Anche serie tv popolari inducono a riflettere su importanti temi sociali: il contributo di Dieynaba Gabrielle Ndiaye evidenzia come in Senegal l’economia di mercato e il consumismo abbiano avuto un impatto sul sistema di valori: un cambiamento che emerge, inevitabilmente, anche in prodotti culturali come film e serie tv.
L’articolo di Nelly Diop individua linee di continuità e innovazione nei temi e negli strumenti espressivi di varie modalità di racconto, dal teatro alle serie tv, della società senegalese dall’indipendenza a oggi.
La panoramica nei media africani curata da Rossana Mamberto, infine, presenta casi da Nigeria, Kenya, Senegal, Ghana, Camerun: giovani designer, giornalisti-rapper e blogger che innovano i codici comunicativi e conquistano un pubblico trasversale, promuovendo il potenziale africano e rispondendo alla sfida del digitale.

Ulteriori spunti e approfondimenti provengono dalle altre sezioni della rivista: immigrazione, fumetto, arte ed eventi.
Al seguente link è possibile consultare il sommario e acquistare la rivista: http://bit.ly/2FD2Zb9

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01 dicembre 2017

“Nel nome di Abramo”: l’edizione 2017 della rassegna letteraria Città del libro

Africa e Mediterraneo ha partecipato quest’anno alla storica rassegna culturale Città del libro, a Campi Salentina, in provincia di Lecce. Novità di questa XXII edizione (23-26 novembre 2017), la direzione artistica di Alessandro Valenti, regista e sceneggiatore, che ha impostato il programma su un tema preciso: Nel nome di Abramo. Il «padre di molti popoli» è stato preso come ispirazione in quanto «riferimento culturale fondamentale e unificante per una moltitudine di popoli praticanti le principali religioni monoteiste». E sull’incontro di scrittori e studiosi rappresentanti le diverse e difficili situazioni del mondo globalizzato si è costruito un programma ricchissimo di incontri, svoltisi secondo un programma “diffuso” nelle più belle chiese del paese. Costruiti in una pietra salentina che risplende al sole con una calda sfumatura di giallo, questi edifici hanno offerto il sontuoso barocco leccese dei loro interni come scenario un po’ straniante dei vari incontri.

Tahar Ben Jelloun, Jeannette Bougrab e Pap Khouma si scambiano libri tra un incontro e l’altro

Tahar Ben Jelloun, Jeannette Bougrab e Pap Khouma si scambiano libri tra un incontro e l’altro

Ne ricordiamo solo qualcuno, tra i numerosissimi. La fumettista e blogger italo-tunisina Takoua Ben Mohamed ha incontrato gli studenti delle scuole per parlare del suo libro a fumetti Sotto il velo, pubblicato da Becco Giallo, dove è disegnata ironicamente la sua vita di ragazza che ha scelto di indossare il velo in Italia. Esperto di mondo islamico contemporaneo, Lorenzo Declich ha presentato il suo libro Giulio Regeni, le verità ignorate. La dittatura di al-Sisi e i rapporti tra Italia ed Egitto (Alegre Edizioni, 2016). Noo Saro Wiwa, figlia del poeta e scrittore Ken giustiziato per la sua attività in difesa del Popolo Ogoni, ha partecipato a un incontro animato anche da richiedenti asilo africani ospiti nel territorio, parlando del suo rapporto con il padre e con il suo Paese di origine, nel quale è tornata dopo molti anni. Presentato come un diario di viaggio, In cerca di Transwonderland (pubblicato in Italia nel 2015 da 66th and 2nd) è stato nominato libro dell’anno dal Sunday Times nel 2012 e inserito dal Guardian tra i dieci migliori libri sull’Africa. Jeannette Bougrab, Segretario di Stato per la Gioventù nel terzo governo presieduto da François Fillon, ha delineato un quadro molto critico dell’integrazione in Europa e in Italia dove spesso, nel timore di essere definiti razzisti o politicamente scorretti, si giustificano comportamenti che vanno contro i diritti umani fondamentali, mentre i politici, in nome della pace sociale, soprattutto nelle periferie, finiscono per tollerare comportamenti delle comunità e di capi religiosi che vanno contro i principi della democrazia e i diritti delle donne.

Pap Khouma intervistato dagli studenti che hanno letto i suoi libri

Pap Khouma intervistato dagli studenti che hanno letto i suoi libri

L’autore iracheno trasferitosi a Bruxelles Ali Bader ha presentato con l’arabista Monica Ruocco Il suonatore di nuvole (Argo, 2017), il suo primo romanzo tradotto in italiano (appunto da Ruocco). Autore di libri molto critici nei confronti dell’uso politico dell’Islam e per questo proibiti in diversi stati, Bader si sta imponendo anche come commentatore politico in un Paese, il Belgio, che ha recentemente vissuto momenti difficili in relazione alla coesistenza di cittadini di origini culturali differenti. Marco d’Eramo, giornalista di grande esperienza e sociologo formatosi con Pierre Bourdieu all’École des Hautes Études di Parigi, ha conversato con il pubblico attorno al suo documentatissimo libro Il selfie del mondo. Indagine sull’età del turismo.

Sandra Federici, direttrice di Africa e Mediterraneo, ha presentato la rivista nel panel conclusivo e dialogato con diversi ospiti: Brigitte Adès, direttrice della rivista Politique Internationale; Boualem Sansal, scrittore algerino attivo nella condanna del fondamentalismo islamico e per questo soggetto a persecuzioni (col suo romanzo 2084 ha ripreso i temi di George Orwell, immaginando un mondo futuro governato dalla sharia); Pap Khouma, scrittore italo-senegalese autore del primo romanzo della letteratura migrante in Italia; Francesca Romana Paci, docente di Letteratura inglese all’Università del Piemonte orientale ed esperta di Letterature postcoloniali, e Nafissatou Dia Diouf, autrice militante e pluripremiata della nuova generazione di scrittori senegalesi.

Francesca Romana Paci, Sandra Federici e Brigitte Adès nel panel finale

Francesca Romana Paci, Sandra Federici e Brigitte Adès nel panel finale

Si è così conclusa questa rassegna ricchissima, che ha riunito nel Salento tanti autrici e autori di terre lontane, creando nuove relazioni e idee.
Il lunedì mattina, è piombata sui partecipanti e sugli organizzatori la bruttissima notizia della prematura morte di Alessandro Leogrande, avvenuta nella sua casa di Roma. Giornalista e scrittore molto attento al Sud del mondo, era stato protagonista, il giovedì 23, del dialogo con l’invitato più celebre del festival, lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun.

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09 ottobre 2017

L’Africa si racconta: la nuova call di Africa e Mediterraneo!

È uscita la nuova call for papers della rivista Africa e Mediterraneo. Tema del dossier sarà il racconto che l’Africa fa a se stessa, in particolare tramite le forme espressive dei nuovi media.

Profili Facebook e Instagram, canali YouTube, blog, veicolano oggi un flusso costante di informazioni, condividendo video, immagini, contenuti, creando reti e incentivando altre condivisioni, in un codice linguistico in continua evoluzione. Influencer, blogger e figure social, originari del continente, hanno pagine seguite e commentate da numerosi utenti, con l’immediatezza e la velocità proprie della comunicazione 2.0.
Resta grande il seguito del mezzo televisivo: programmi come reality show e soap opera hanno un vasto riscontro di pubblico e propri codici linguistici e comunicativi.
Inoltre, da non trascurare, è l’impatto del racconto dei media africani sulla comunità della diaspora, in un linguaggio transnazionale che passa anche per la musica e la danza, nella condivisione di un’identità e di un’appartenenza comune.

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I mass media contemporanei fanno sì, quindi, che oggi più che mai le popolazioni dei Paesi africani siano al tempo stesso produttrici e fruitrici autonome di un discorso – tramite canali in parte tradizionali in parte innovativi – sulla vita in Africa e sull’identità delle comunità africane, con una narrazione che travalica i confini dei singoli Paesi e del continente stesso.

A partire da queste premesse il numero 87 di Africa e Mediterraneo intende riflettere su forme e contenuti del racconto che l’Africa fa a se stessa, in particolare, ma non esclusivamente, nelle nuove dinamiche interattive del web 2.0.

Le proposte potranno trattare i seguenti temi, secondo vari approcci disciplinari:
– chi sono i maggiori influencer africani
– forme, diffusione e fruizione dei media tradizionali in Africa
– forme, diffusione e fruizione dei nuovi media in Africa
– tipologia dei contenuti e delle immagini veicolate
– impatto che hanno sulle comunità della diaspora
– modalità di ingresso di comunicatori africani nel campo mediatico europeo
– impatto sulla percezione dell’Africa e dei Paesi africani su altre culture

Scadenze per l’invio:
Invio delle proposte (400 parole al massimo): 25 ottobre 2017
Invio del contributo (in caso di accettazione): 30 novembre 2017
Le proposte dovranno pervenire agli indirizzi:
s.federici@africaemediterraneo.it e m.scrivo@africaemediterraneo.it.
Gli articoli e le proposte potranno essere inviate in italiano, inglese e francese.

Qui di seguito è possibile leggere e scaricare la call for papers.

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03 marzo 2017

“Ritornare”: la nuova call di Africa e Mediterraneo!

È uscita la call for papers per il prossimo numero della rivista Africa e Mediterraneo. Il dossier sarà incentrato sul tema, sempre più attuale, dei ritorni dei migranti nei loro Paesi di origine. Un fenomeno difficile da stimare, ma di grande rilevanza e dai molteplici risvolti: politici, economici, sociali.
Il tema si inserisce nel discorso più ampio relativo alla circolarità delle migrazioni e rappresenta un nuovo capitolo nel dibattito, da tempo aperto, sul rapporto tra migrazione e sviluppo. Molti studiosi considerano, infatti, le migrazioni di ritorno un’occasione di sviluppo economico e sociale, sia per il Paese di partenza, sia per quello di destinazione, sia per il migrante.
I governi europei sostengono i ritorni cosiddetti assistiti, destinati a coloro ai quali viene respinta la richiesta d’asilo. Spesso tali programmi si sono rivelati inefficaci o hanno avuto risultati insoddisfacenti. È da considerare, inoltre, che per chi ha abbandonato il proprio Paese a costo di grandi sacrifici, ritornare può voler dire accettare un fallimento, una sconfitta.
Eppure, diverse esperienze suggeriscono come ritornare a volte possa tradursi nel mettere a frutto competenze acquisite nel territorio ospitante, e contribuire attivamente allo sviluppo del proprio Paese di origine. Il reale potenziale dei “ritorni” sembra essere, dunque, ancora tutto da valorizzare.

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Le proposte potranno trattare, ma non solo, i seguenti temi, secondo vari approcci disciplinari:

  • incidenza (qualitativa e quantitativa) dei ritorni
  • motivazioni che portano a intraprendere il percorso indietro
  • sostenibilità del rientro: modalità di reinserimento economico e sociale nei Paesi d’origine
  • impegno attivo dei Paesi interessati ed effettiva riuscita delle politiche di rimpatrio assistito
  • reti commerciali ed economiche attivate grazie alla migrazione circolare
  • quali i Paesi più interessati e perché?

Scadenze per l’invio:

Invio delle proposte (400 parole al massimo): 5 aprile 2017
Invio del contributo (in caso di accettazione): 5 giugno 2017

Le proposte dovranno pervenire agli indirizzi:
s.federici@africaemediterraneo.it e m.scrivo@africaemediterraneo.it.

Gli articoli e le proposte potranno essere inviate in italiano, inglese e francese.

 

Qui di seguito è possibile leggere e scaricare la Call for Papers.

 

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