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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Industrie culturali</title>
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		<title>Il sangue non è acqua: a proposito di Saif el-Islam Gheddafi</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 12:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Sandra Federici]]></category>
		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Industrie culturali]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea del Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Gaddafi International Foundation for Charity Associations]]></category>
		<category><![CDATA[repressione in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Saif el-Islam Gheddafi]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stato impressionante vedere in televisione il figlio di Gheddafi, Saif el-Islam, dire con aria serissima che è in atto un «complotto» contro la nazione da parte di un non meglio precisato «movimento separatista», e che «questi scontri possono portare alla guerra civile», che i libici combatteranno fino all’ultimo uomo. Impressionante perché 8 anni fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato impressionante vedere in televisione il figlio di Gheddafi, Saif el-Islam, dire con aria serissima che è in atto un «complotto» contro la nazione da parte di un non meglio precisato «movimento separatista», e che «questi scontri possono portare alla guerra civile», che i libici combatteranno fino all’ultimo uomo.</p>
<p>Impressionante perché 8 anni fa abbiamo pubblicato sulla nostra rivista <em>Africa e Mediterraneo</em> (n. 43-44, Arte contemporanea del Nord Africa, vedi http://laimomo.it/front-end/detail_new.php?p=94&amp;c=5&amp;a=0&amp;pd=N) delle opere d’arte contemporanea realizzate da lui, e una scheda su Saif el-Islam Gaddafi come artista.</p>
<p>Avevamo fatto un numero sull’arte dei cinque paesi del Nord Africa e tra questi erano incluse anche le poche informazioni che eravamo riusciti ad avere dalla Libia. La fonte principale era stato il materiale della mostra “Il deserto non è silente”, ospitata nel 2002 a Castel Sant’Angelo Roma e in seguito a Milano al Palazzo della Ragione, e promossa proprio dalla <a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/02/Alema-e-ghed.jpg" rel="lightbox[3690]"><img class="alignright size-full wp-image-3691" title="D'Alema e Gheddafi al vernissage di Roma" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/02/Alema-e-ghed.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>, di cui Saif el-Islam è presidente.</p>
<p>E pensare che alcune opere non erano neanche male. Lui è un architetto, ed è stato sempre visto a livello internazionale come la speranza della modernizzazione e del buon governo in Libia, interessato a puntare sui rapporti euro-mediterranei, sulla cultura e il turismo. Ad esempio ultimamente aveva presentato un bel progetto per la creazione di un parco naturalistico ed archeologico presso Cirene.</p>
<p>Insomma, sembrava una persona normale. Invece, si vede che il sangue non è acqua, e di fronte al pericolo di perdere il potere si è fatto sentire.</p>
<p>Comunque… questa è una foto di quando inaugurava la mostra a Roma, a fianco di Massimo D’Alema. Forse si divertiva di più che a guidare la repressione del suo popolo in rivolta. Chissà.</p>
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		<title>Il lupo perde il pelo&#8230; Waka Waka copiata da una canzone africana</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 13:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Sandra Federici]]></category>
		<category><![CDATA[Industrie culturali]]></category>
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		<category><![CDATA[Golden Sounds]]></category>
		<category><![CDATA[Waka Waka]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho letto un articolo interessante, sul blog Scribbles from the den del giornalista camerunese Dibussi Tande, che racconta le varie ruberie perpetrate da cantanti occidentali nei confronti di autori africani. Parte fondamentale dell&#8217;articolo, il racconto della “presa in prestito” fatta proprio in relazione all’inno dei mondiali Waka Waka, diffuso e universalmente conosciuto come opera di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto un articolo interessante, sul blog <a href="http://www.dibussi.com/2010/05/undermining-african-intellectual-and-artistic-rights-.html">Scribbles from the den</a> del giornalista camerunese Dibussi Tande,  che racconta le varie ruberie perpetrate da cantanti occidentali nei confronti di autori africani.<br />
<div id="attachment_3242" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/07/6a00d83451ce8669e20134817e3e3b970c-800wi1.jpg" alt="La copertina del disco tratta dal blog di Dibussi Tamba" title="6a00d83451ce8669e20134817e3e3b970c-800wi" width="180" height="184" class="size-full wp-image-3242" /><p class="wp-caption-text">La copertina del disco tratta dal blog di Dibussi Tamba</p></div></p>
<p>Parte fondamentale dell&#8217;articolo, il racconto della “presa in prestito” fatta proprio in relazione all’inno dei mondiali Waka Waka, diffuso e universalmente conosciuto come opera di Shakira.</p>
<p>Invece il ritornello è stato completamente copiato dall&#8217;interpretazione della canzone militare camerunese &#8220;Zangaléwa&#8221; (&#8220;Zamina mina&#8221;) fatta dal gruppo &#8220;Golden Sounds&#8221;, che dopo il successo della canzone cambiò il proprio nome in &#8220;Zangaléwa&#8221;. Un brano conosciuto da generazioni di camerunensi e tranquillamente copiato dalla cantante e dalla sua casa di produzione senza nessuna citazione, credendo chissà come che nessuno se ne accorgesse. Subito la rete si è ribellata, in particolare i camerunesi che conoscevano benissimo il pezzo, inondando i blog di proteste e di riferimenti al brano disponibile su internet.</p>
<p>La Sony ha poi accettato, si dice anche su pressione della FIFA che voleva evitare ogni pubblicità negativa al Mondiale, di riconoscere che “The song was written by Shakira, the world-famous singer from Latin America&#8230;The chorus is similar to that of a popular Cameroon song made famous by Golden Voices in particular” ma soprattutto di negoziare un riconoscimento economico ai membri del gruppo ormai sciolto.</p>
<p>Guardate il video  qui sotto e arrivate al minuto 7,30. Lì comincia il ritornello ed è uguale all&#8217;inno dei mondiali. Anzi, è più bello. </p>
<p><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LHV7gmT5m8I&amp;hl=en_GB&amp;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/LHV7gmT5m8I&amp;hl=en_GB&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
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		<title>14/05/2010- Presentazione del romanzo &#8220;Il libro dei fiumi&#8221; a Torino</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 08:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Industrie culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda Cultura maggio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Evento: Presentazione del romanzo &#8220;Il libro dei fiumi&#8221; di José Luandino Vieira. Dove: Torino, Caffè letterario del Lingotto. Quando: 14 maggio 2010, ore 10,30. Informazioni: Segnaliamo la presentazione del romanzo Il libro dei fiumi, di José Luandino Vieira, rappresentante della letteratura angolana, oltre che uno dei fautori dell&#8217;indipendenza del suo Paese. La presenza di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Evento: </strong> Presentazione del romanzo &#8220;Il libro dei fiumi&#8221; di    José Luandino Vieira. <a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/04/Il-libro-dei-fiumi2.jpg" rel="lightbox[2417]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/04/Il-libro-dei-fiumi2.jpg" alt="Il-libro-dei-fiumi" title="Il-libro-dei-fiumi" width="160" height="241" class="alignright size-full wp-image-2425" /></a></p>
<p><strong>Dove: </strong> Torino, Caffè letterario del Lingotto.</p>
<p><strong>Quando: </strong> 14 maggio 2010, ore 10,30.</p>
<p><strong>Informazioni: </strong> Segnaliamo la presentazione del romanzo<em> Il libro dei fiumi</em>, di José Luandino Vieira, rappresentante della letteratura angolana, oltre che uno dei fautori dell&#8217;indipendenza del suo Paese. La presenza di questo intellettuale in Italia è un&#8217;occasione per conoscere e approfondire la peculiarità di una cultura ancestrale. L&#8217;Opera, dedicata alla letteratura di espressione portoghese, sarà introdotta dal professor Roberto Francavilla, docente di Letteratura Portoghese presso l&#8217;Università di Siena, e dal traduttore del romanzo, il dottor Daniele Petruccioli. L&#8217;evento avrà luogo venerdì 14 maggio alle ore 10:30 presso il Caffè Letterario del Lingotto.</p>
<p>Inoltre, il giorno successivo, presso il Centro Piemontese di Studi Africani si terrà una conferenza dal titolo La Letteratura Angolana, alla quale oltre a Luandino Vieira parteciperà anche un altro grande scrittore angolano, Pepetela. </p>
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		<title>L’aumento delle azioni di mecenatismo e creatività artistica in Africa</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 09:46:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Industrie culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mecenatismo]]></category>
		<category><![CDATA[N68]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione dell’articolo “L’aumento delle azioni di mecenatismo e creatività artistica in Africa”, pubblicato su Africa e Mediterraneo n.68 a firma di Simão Souindoula, storico, consigliere presso il Ministero della Cultura a Luanda (Angola) ed expert presso l’UNESCO. Nonostante l’affermazione e lo sviluppo dell’identità culturale costituiscano una dimensione essenziale della costruzione degli Stati africani, i finanziamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presentazione dell’articolo “L’aumento delle azioni di mecenatismo e creatività artistica in Africa”, pubblicato su Africa e Mediterraneo n.68 a firma di Simão Souindoula, storico, consigliere presso il Ministero della Cultura a Luanda (Angola) ed <em>expert</em> presso l’UNESCO. </strong></p>
<p><div id="attachment_1805" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/03/10_Amor-300x225.gif" alt="Ana Silva, Amor, 2005, Photo of Antonio Pinto" title="" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-1805" /><p class="wp-caption-text">Ana Silva, Amor, 2005, Photo of Antonio Pinto</p></div>Nonostante l’affermazione e lo sviluppo dell’identità culturale costituiscano una dimensione essenziale della costruzione degli Stati africani, i finanziamenti messi a disposizione per il settore culturale sono spesso insufficienti. Ciò spinge gli attori del settore culturale a ricorrere a finanziamenti esterni o a forme di mecenatismo, nazionale o internazionale, rivolto a istituzioni politiche, società parastatali o private. Oggi, questo tipo di finanziamenti al settore culturale è in continuo aumento perché costituisce un potente mezzo di incremento del mercato. Generalmente, l’appoggio finanziario è compreso tra 10.000 e 100.000 US$ a seconda del tipo di collaborazione. Ad esempio, il progetto BICIG, Amici delle arti e della cultura, finanziato dalla Banca Internazionale per il commercio e l’industria del Gabon, ha beneficiato di un contributo<br />
di 100.000 $US.</p>
<p><div id="attachment_1807" class="wp-caption alignright" style="width: 240px"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/03/03_Jah-love-230x300.gif" alt="Yonamine, Jah love, technique mixte, Photo of Antonio Pinto" title="" width="230" height="300" class="size-medium wp-image-1807" /><p class="wp-caption-text">Yonamine, Jah love, technique mixte, Photo of Antonio Pinto</p></div>Molto spesso, la ricerca di mecenati o di collaboratori porta al conseguimento di finanziamenti incrociati; è questo il caso del programma Coopearte della galleria Celamar sull’isola di Luanda, che è stato sovvenzionato dalla fondazione privata Art et Culture, dalla banca Sviluppo dell’Angola e dalla società petrolifera Total. Si nota una tendenza all’esclusività su certi programmi artistici e culturali da parte delle società di telefonia, banche, compagnie di assicurazione, ecc.<br />
La biennale Ensarte è un programma iniziato venti anni fa con la collaborazione della società nazionale d’assicurazione dell’Angola per la promozione di un settore trascurato come quello delle arti plastiche. Il budget è aumentato progressivamente fino a raggiungere l’anno scorso mezzo milione di dollari. Il concorso è stato interamente organizzato, dalla campagna d’apertura fino alla promozione dei cataloghi, dalla compagnia d’assicurazione.<br />
Un altro esempio è quello della Biennale dell’arte contemporanea Bantu, lanciata nel 1985, che riceve quasi 100.000 US$ di finanziamenti esterni per ogni edizione.</p>
<p>Questi esempi di mecenatismo mettono in luce una situazione globalmente incoraggiante, in quanto queste collaborazioni permettono alla produzione di beni e di attività culturali – come la pubblicazione di opere letterarie, la realizzazione di film, l’organizzazione di mostre d’arte, concerti, spettacoli, l’edizione di CD e DVD, ecc. – di crescere in diversi Stati africani.</p>
<p>Per aquistare online la rivista vai sul sito dell&#8217;<a href="http://www.laimomo.it/front-end/home.php?&#038;page=editoria">editore</a>.</p>
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		<title>Festival della letteratura africana a Brussels</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 16:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria e letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Industrie culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 4 e venerdì 5 febbraio Africa e Mediterraneo ha partecipato al Festival della letteratura africana (Salon des Littèratures africaines) a Bruxelles nel quartiere di Matonge, cuore della cultura e della comunità africana nella capitale belga. Si è trattato di una manifestazione interessante, con grande partecipazione di pubblico e in cui abbiamo avuto modo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 4 e venerdì 5 febbraio Africa e Mediterraneo ha partecipato al Festival della letteratura africana <a href="http://www.mabiki.net/pages/index.php?section=edition&#038;rubrique=flash&#038;article=221">(Salon des Littèratures africaines)</a> a Bruxelles nel quartiere di Matonge, cuore della cultura e della comunità africana nella capitale belga. <img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/02/SALON-2010-afrique-150x150.gif" alt="SALON-2010-afrique" title="SALON-2010-afrique" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1516" /></p>
<p>Si è trattato di una manifestazione interessante, con grande partecipazione di pubblico e in cui abbiamo avuto modo di assistere ad incontri e dibattiti con artisti e scrittori africani. Sono stati giorni di vivace attività intellettuale, attraverso i quali si sono potute ascoltare le diverse voci provenienti dall’Africa e dalla diaspora africana in Europa. Si è potuto assistere infatti, a confronti tra gli autori e tra coloro che hanno partecipato al festival: confronti spesso molto appassionati. Chiunque ha potuto far sentire la propria voce, in quanto gli interventi venivano incoraggiati, rendendo così la manifestazione un luogo di scambi e d’incontri. Interessante il dibattito nato durante la conferenza della giornata inaugurale intitolata “Littérature africaine et les jeunes d’Europe”. Gli autori (Christian Kamtchueng, Serge Boutsindi, Fatouma Sidibé), hanno dovuto rispondere a domande e a riflessioni da parte del pubblico, che ha ascoltato con attenzione i loro interventi. Punto cruciale di questo dibattito, ma anche delle conferenze delle giornate successive,  è stato il ruolo della letteratura come mezzo di comunicazione e di insegnamento della storia dei Paesi dell’Africa nei confronti dei giovani. I libri venivano visti come strumento di rinascita sociale e politica e per legare l’Africa alle sue genti. C’era chi polemizzava e riteneva che i romanzi non potessero essere un mezzo efficace, in quanto non rappresentano un vissuto reale e provocano un distorsione quindi, della realtà. Si è arrivati infine, alla conclusione che scrivere e trasmettere un proprio pensiero vuol dire comunicare e che attraverso la letteratura si possano invogliare le persone a conoscere la verità.</p>
<p>Il festival è stato un modo inoltre, per entrare in contatto e conoscere differenti realtà. Incontri e discussioni davanti ad un bicchiere e un piatto colmo di specialità culinarie. Sullo sfondo gli stand in cui potersi avvicinare per sfogliare o per comprare un libro. Stand in cui anche Africa e Mediterraneo ha avuto il suo spazio, in cui poter presentare i propri fumetti africani e i cataloghi dei concorsi passati di Africa Comics. </p>
<p>L’arte della scrittura ed il piacere della lettura hanno fatto da contorno ad uno scambio di opinioni e di pensieri, a cui hanno partecipato personalità più o meno influenti, come ad esempio l’ambasciatore del Congo in Belgio, che è intervenuto venerdì 5 febbraio alla presentazione della guida turistica sul Congo, intitolata Petit Futè. </p>
<p>La letteratura ancora una volta è stata dunque, uno strumento di comunicazione, un mezzo di conoscenza, un filo che lega culture, paesi, popoli e che si pone come obiettivo quello di non disperdere l’enorme patrimonio culturale e storico di un intero continente, qual è l’Africa. </p>
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		<title>24-26/09/09 &#8211; Primo forum sulle industrie culturali dell&#8217;Unesco a Monza</title>
		<link>http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/24-260909-primo-forum-sulle-industrie-culturali-dellunesco-a-monza/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 10:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Industrie culturali]]></category>

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		<description><![CDATA[Evento: Focus, The First Edition of the International Forum of Cultural Industries. Quando: 24-26 settembre 2009. Dove: Monza, Villa Reale. Informazioni: This first edition is dedicated to the unexpected issue of “the marriage” of reason and creation, a link that nowadays links the design industry and the fashion and handicraft industry.In order to discuss these [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/08/images1.jpg" alt="images" title="images" width="110" height="80" class="alignright size-full wp-image-612" /><strong>Evento</strong>: <a href="http://portal.unesco.org/culture/en/ev.php-URL_ID=39341&#038;URL_DO=DO_TOPIC&#038;URL_SECTION=201.html">Focus, The First Edition of the International Forum of Cultural Industries</a>.<br />
<strong>Quando</strong>: 24-26 settembre 2009.<br />
<strong>Dove</strong>: Monza, Villa Reale.<br />
<strong>Informazioni</strong>: This first edition is dedicated to the unexpected issue of “the marriage” of reason and creation, a link that nowadays links the design industry and the fashion and handicraft industry.In order to discuss these issues, Unesco has invited some of the most important figures from the fashion and design industry, the cultural industry and the world economy, such as Bernard Arnault, Mohamed Yunus, Lindsay Owen-Jones, Ralph Lauren, John Galliano, Philippe Starck, Narciso Rodriguez, Aissa Dione et Michael Kra.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cultura e sviluppo con i tessuti tinti a mano</title>
		<link>http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/cultura-e-sviluppo-con-i-tessuti-tinti-a-mano/</link>
		<comments>http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/cultura-e-sviluppo-con-i-tessuti-tinti-a-mano/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 12:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Industrie culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoline da Maputo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Mozambico]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è un interessante progetto che è esposto qui al campo, il “Centro de artes Paulo Mabuno”. Si tratta della realizzazione di tessuti (sciarpe, borse, tovagliette e capulane cioè parei), di carte fatte a mano e di ceramiche da parte di giovani orfani o socialmente deboli a causa dell’AIDS. I ragazzi, che vivono in zone rurali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/esposizione.jpg" rel="lightbox[288]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/esposizione-300x224.jpg" alt="esposizione" title="esposizione" width="300" height="224" class="alignright size-medium wp-image-291" /></a>C’è un interessante progetto che è esposto qui al <a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/tag/cartoline-da-maputo/">campo</a>, il <strong>“Centro de artes Paulo Mabuno”</strong>. Si tratta della realizzazione di tessuti (sciarpe, borse, tovagliette e capulane cioè parei), di carte fatte a mano e di ceramiche da parte di giovani orfani o socialmente deboli a causa dell’AIDS. I ragazzi, che vivono in zone rurali, sono formati all’esercizio della professione in modo che abbiano un reddito, autonomia e un reinserimento sociale. I prodotti sono venduti in un negozio all’aeroporto e in alberghi di lusso. Una percentuale delle vendite è destinata a un fondo per la realizzazione di formazione e sensibilizzazione sul <strong>tema della salute</strong> nella comunità.</p>
<p>I <strong>tessuti</strong> e i disegni sono bellissimi, sono esposti qui al campus, ma non è facile comprarli. Non costano neanche pochissimo, ma sono fatti a mano, ed è questo il loro valore. Nello stand di fronte ci sono orribili magliette importate dalla Cina Popolare e stampate con scritte tipo Mozambique, e vestiti all’africana cuciti dalle donne ma con stoffe sintetiche sempre cinesi.</p>
<p>Dunque, ho dovuto faticare per convincere il responsabile della vendita a vendermi una capulana che mi piaceva, perché era della nuova collezione e non me la voleva vendere. Alla fine me l’ha venduta, e con prezzo abbastanza alto. Ci sono anche bellissime carte, quaderni e tovagliette tessute a mano.<br />
Il progetto è sostenuto dalla fondazione di <strong>Graça Machel</strong>, vedova del presidente Samora e attuale moglie di Nelson Mandela.</p>

<a href='http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/cultura-e-sviluppo-con-i-tessuti-tinti-a-mano/esposizione/' title='esposizione'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/esposizione-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="esposizione" title="esposizione" /></a>
<a href='http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/cultura-e-sviluppo-con-i-tessuti-tinti-a-mano/capulana/' title='capulana'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/capulana-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="capulana" title="capulana" /></a>
<a href='http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/cultura-e-sviluppo-con-i-tessuti-tinti-a-mano/libri/' title='libri'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/libri-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="libri" title="libri" /></a>

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		<title>Il fascino dell’Italia: tradurre Boccaccio in kikuyu</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 12:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Industrie culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Boccaccio]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoline da Maputo]]></category>
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		<description><![CDATA[Qui al Campus ho conosciuto una studiosa kenyana che sta traducendo il Decameron in lingua kikuyu. Si chiama Wangui wa Goro, e ha studiato a Firenze letteratura italiana. Gira le università africane e europee insegnando la sua materia: traduzioni nelle lingue africane. Dice che tradurre Boccaccio in kikuyu è molto difficile, perché è una lingua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_283" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/alphadiewangui1.jpg" rel="lightbox[281]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/alphadiewangui1-300x224.jpg" alt="Langui wa Goro riceve i complimenti per la sua originale ed elegante mise da Alphadi il maggiore stilista africano e fondatore del Festival internazionale della moda africana che si tiene ogni anno in Niger" title="alphadiewangui" width="300" height="224" class="size-medium wp-image-283" /></a><p class="wp-caption-text">Langui wa Goro riceve i complimenti per la sua originale ed elegante mise da Alphadi il maggiore stilista africano e fondatore del Festival internazionale della moda africana che si tiene ogni anno in Niger</p></div>Qui al <a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/2009/06/africa-e-mediterraneo-al-campus-euroafricano-di-maputo-sulla-cooperazione-culturale/">Campus</a> ho conosciuto una studiosa kenyana che sta traducendo il <strong>Decameron</strong> in lingua kikuyu. Si chiama Wangui wa Goro, e ha studiato a Firenze letteratura italiana. Gira le università africane e europee insegnando la sua materia: traduzioni nelle lingue africane.</p>
<p>Dice che <strong>tradurre Boccaccio in kikuyu</strong> è molto difficile, perché è una lingua senza letteratura. Ma lei ci lavora, da 7 anni, ha tradotto circa 70 novelle e intende tradurle tutte e 100, poi pubblicherà il libro a sue spese. Con Wangui abbiamo parlato in italiano, e mi ha raccontato della sua grande passione per la nostra cultura.</p>
<p>Quando incontro intellettuali o giornalisti africani che parlano italiano, mi fa piacere, ma mi sorprende anche. Qui c’è anche Paul Nchoji Nkwi, professore al Centre for Applied Social Science Research and Training e presidente della associazione panafricana degli antropologi, che ha studiato a Perugia, e Jean Marc Matwaki, giovane giornalista di <a href="http://www.radiookapi.net/">Radio Okapi</a> in Congo, che ha seguito dei corsi all’ambasciata italiana di Kinshasa.</p>
<p>Si sa che la politica di promozione della <strong>lingua italiana all’estero</strong>, e in particolare in Africa, è debole. I portoghesi hanno gli Istituti Camoes, gli inglesi i British Council, per non parlare dei Centri Culturali Francesi, che hanno avuto tanti fondi e potere in passato che ancora oggi, nonostante i tagli crudeli di Sarkozy, restano importantissimi poli culturali nelle città africane. Adesso, con l’avanzata in Africa della cooperazione spagnola, che è giovane ma molto rampante e con Zapatero ha fatto un investimento enorme, si comincia a parlare anche questa lingua.<br />
Gli <strong>istituti Dante Alighieri</strong>, invece, sono una tristezza e praticamente inesistente è l’attività di animazione e cooperazione dei centri culturali italiani in Africa.<br />
Così, quando si parla di cultura africana non lo si fa mai in italiano.</p>
<p>Peccato, perché si sente che la nostra lingua ha un fascino enorme, che è considerata qualcosa di antico, legato all’arte e alla bellezza.<br />
E poi, oltre che di tutto il clero cattolico (che non è poco), è la lingua ufficiale della musica classica. Viene studiata in tutti i conservatori del mondo. Non sarebbe male fare qualcosa di più per promuoverla.<br />
Comunque, tutti ci vogliono bene: Italiani? Mamma mia! Amore mio!<br />
Consoliamoci così, in mancanza di meglio…</p>
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		<title>Formazione per l’industria culturale: la Escola de Artes Visuais de Maputo</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 16:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Industrie culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoline da Maputo]]></category>
		<category><![CDATA[Eduardo Mondane]]></category>
		<category><![CDATA[Escola Nacional de Artes Visuais]]></category>
		<category><![CDATA[formazione culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Indipendenza del Mozambico]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è il 25 giugno, festa dell’indipendenza del Mozambico. Ieri sera c’è stato un gran concerto in piazza per festeggiare l’anniversario, e stamattina le cerimonie ufficiali del governo. Qui la retorica della resistenza è ancora molto forte, ed è normale: l’indipendenza è stata raggiunta solo nel 1975. Al Campus di Maputo è stata allestita una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/ceramichemondlane.jpg" rel="lightbox[229]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/ceramichemondlane-300x258.jpg" alt="ceramichemondlane" title="ceramichemondlane" width="300" height="258" class="alignright size-medium wp-image-216" /></a><br />
Oggi è il 25 giugno, <strong>festa dell’indipendenza del Mozambico</strong>. Ieri sera c’è stato un gran concerto in piazza per festeggiare l’anniversario, e stamattina le cerimonie ufficiali del governo. Qui la retorica della resistenza è ancora molto forte, ed è normale: l’indipendenza è stata raggiunta solo nel 1975.</p>
<p>Al Campus di Maputo è stata allestita una mostra degli allievi della <strong>Escola de Artes Visuais</strong> dedicata ad <strong>Eduardo Mondlane</strong>, eroe della resistenza contro il dominio coloniale portoghese, “architetto della unità nazionale e Primo presidente del Fronte di Liberazione del Mozambico”. Sono disegni, acquarelli e ceramiche, ripresi dalle foto storiche che circolano.</p>
<p><span id="more-229"></span><br />
<a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/mondlaneceboncino.jpg" rel="lightbox[229]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/mondlaneceboncino-225x300.jpg" alt="mondlaneceboncino" title="mondlaneceboncino" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-220" /></a><br />
La Escola Nacional de Artes Visuais (ENAV) è una scuola media superiore che offre Corsi tecnici e professionali nell’area del Ceramic, Textile and Graphic Design, Visual Art and Teacher Training Corse. Oltre alle materie artistiche, tutti i suoi corsi comprendono anche discipline di formazione generale incluse nel piano di studi nazionale. E’ stata fondata nel 1993 e dipende dal Ministero dell’Educazione e Cultura. Dalla sua fondazione ha formato più di <strong>1100 studenti </strong>ed è il maggiore “fornitore” di tecnici alle imprese e istituzioni di insegnamento, rispettivamente nelle aree di arti grafiche, ceramica, tessuti e arti visive. </p>
<p>Qui al campus abbiamo rivisto <strong>Victor Sala</strong>, direttore della ENAV, che avevamo conosciuto nel 2001 e con il quale abbiamo organizzato diverse mostre a Maputo (una al Centro cultural Franco-Mozambicano e una all’Istituto Camoes) e un atelier di fumetto tenuto dalla disegnatrice bolognese Anna Ciammitti.</p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/mondlane1.jpg" rel="lightbox[229]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/mondlane1-150x150.jpg" alt="mondlane" title="mondlane" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-279" /></a>Nella elegante brochure di presentazione della mostra Victor parla del processo di rinnovamento che ha portato avanti la scuola, con un primo Piano di Rinnovamento strategico implementato dal 2003 al 2008 per riformulare tutti i curricula, e introdurre nuovi corsi come quelli di Arti visive e di Formazione pedagogica. Ora lanciano una seconda fase di rinnovamento per adattare i piani di studio e programmi all’ultima riformulazione dei curricula promossa dal Ministero dell’Educazione e della Cultura. A quanto dice Victor, la scuola è molto considerata perché chi esce da lì ha un ottimo successo nell’impresa, nell’auto-impiego, nell’insegnamento e nella professione artistica.<br />
La scuola è anche estremamente aperta ai partenariati con altre istituzioni e scuole nazionali e internazionali, e questo le dà visibilità e spinta innovativa.<br />
Una buona pratica a sostegno delle industrie culturali africane.</p>
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		<title>Africa opens its eyes to its art</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 07:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Industrie culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Musei e patrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[The Currier]]></category>

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		<description><![CDATA[For our internet readers we publish the article &#8220;Africa opens its eyes to its art&#8221; as a preview from the last number of The Courier (special 3, June 2009): After almost two decades characterised by the intense effort to fight the invisibility of African art in the contemporary scene – through big pan African exhibitions, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_198" class="wp-caption alignright" style="width: 228px"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/nouvelleliberte.jpg" rel="lightbox[160]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/nouvelleliberte-218x300.jpg" alt="La Nouvelle Liberté, sculpture monumentale de Joseph Sumegne à  Douala, Doual&#039;art 1996" title="nouvelleliberte" width="218" height="300" class="size-medium wp-image-198" /></a><p class="wp-caption-text">La Nouvelle Liberté, sculpture monumentale de Joseph Sumegne à  Douala, Doual'art 1996</p></div>
<p><strong>For our internet readers we publish the article &#8220;Africa opens its eyes to its art&#8221; as a preview from the last number of The Courier (special 3, June 2009):</strong></p>
<p>After almost two decades characterised by the intense effort to fight the invisibility of African art in the contemporary scene – through big pan African exhibitions, important publications and participation in biennials – now the most appealing trend in African contemporary art is the involvement of the African public together with the participation of local governments, museums and sponsors.</p>
<p>In recent years we observed the birth of some extremely interesting initiatives in several African countries, led by curators and artists firmly convinced that it is necessary to bridge the huge divide between African artists (cultivated, recognized worldwide, and with international relations) and African citizens living in widely different conditions. These initiatives move from the assumption that all people have the right to access the knowledge and input that contemporary art can give them. They have the right to be educated in art interpretation, and to experience its richness and aesthetic pleasure that it can give. They have the right to visit a contemporary art gallery and enjoy it. Africa must open its eyes to its artistic production.</p>
<p>
<a href='http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/africa-opens-its-eyes-to-its-art/nouvelleliberte/' title='nouvelleliberte'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/nouvelleliberte-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La Nouvelle Liberté, sculpture monumentale de Joseph Sumegne à  Douala, Doual&#039;art 1996" title="nouvelleliberte" /></a>
<a href='http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/africa-opens-its-eyes-to-its-art/why-africa-la-collezione-pigozzi-pinacoteca-giovanni-e-marella-agnelli-electa-2007/' title='Why Africa? La collezione Pigozzi, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Electa 2007'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/Why-Africa-La-collezione-Pigozzi-Pinacoteca-Giovanni-e-Marella-Agnelli-Electa-2007-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Romuald Hazoumé, Kirikanta, 1995. Tratto dal catalogo &quot;Why Africa? La collezione Pigozzi, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Electa 2007" title="Why Africa? La collezione Pigozzi, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Electa 2007" /></a>
<a href='http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/africa-opens-its-eyes-to-its-art/exhibition-malick-sidibe-08-fondation-zinsou-photo-by-floriant-ahouanhoun/' title='Exhibition Malick Sidibe 08, Fondation Zinsou. Photo by Floriant Ahouanhoun'><img width="150" height="150" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2009/06/Exhibition-Malick-Sidibe-08-Fondation-Zinsou.-Photo-by-Floriant-Ahouanhoun-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Exhibition Malick Sidibé 08, Fondation Zinsou. Photo by Floriant Ahouanhoun" title="Exhibition Malick Sidibe 08, Fondation Zinsou. Photo by Floriant Ahouanhoun" /></a>

<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/2009/06/africa-opens-its-eyes-to-its-art/">Read the rest of the article</a></p>
<p><span id="more-160"></span><br />
A contemporary African art gallery was opened in 2005 by the Zinsou Foundation in Cotonou (Republic of Benin), a private foundation set up by a retired <a href="http://www.fondationzinsounews.org">Beninese banker</a>.<br />
The foundation, led by the young Marie-Cécile Zinsou, daughter of the principal sponsor Lionel Zinsou, aims at promoting contemporary African artists, art exchanges, wider access to contemporary arts, and a universal appreciation of African art. The gallery holds exhibitions and children’s art workshops. The Foundation became an incontestable cultural point in Cotonou. From its opening it was visited by three million mostly young people, thanks to free entrance and to partnerships with several schools in the city. The artistic programme started with the Beninese artist Romuald Hazoumé, and continued with celebrated painter Jean-Michael Basquait; born in New York from a Haitian father and a Puerto Rican mother; an exhibition about voodoo and one of the Beninese king Béhanzin d’Abomey (1844-1906).</p>
<p>But these initiatives do not consider exclusively African works but look outside the borders of the continent as stated by Sindika Dokolo, the Congolese patron that decided to create in Luanda <a href="http://www.sindikadokolofondation.org/">“an African collection of contemporary art rather than a collection of contemporaryAfricanart”</a>. In 2007, involved by the dynamic Angolan artist Fernando Alvim, Dokolo lent the principal group of works to the African pavilion at the Venice biennale. </p>
</p>
<p>He insists that the contemporary African art world should discontinue its “dependence” on external aid – namely collectors, promoters, and financial support – that somehow distorts its African origin. He also denounces the fact that Africans are not in control of their own cultural domain and this affects the content of their artistic production. He regards “access to art to be a human right, just as basic and legitimate as access to education, drinking water and health”.</p>
<p>Furthermore, the <a href="www.ccalagos.org">Centre for Contemporary Art, Lagos</a>, an independent non-profit organisation set up in December 2007 with the curatorship of Bisi Silva, insists on the involvement of the African public and on the development and professionalisation of artistic production and curatorial practice in Nigeria and the West African region. It presents a programme of workshops, talks, seminars, performances, movie screenings and exhibitions such as the currently running ‘The World is Flat’, an international collaboration with Danish curator Johanne Loegstrup. Bisi Silva also curated the exhibition ‘In the Light of Play’ at the Joburg Art Fair.</p>
<p>Doual’art is a contemporary art centre created in 1991 in Cameroon by Marilyn Douala Bell and Didier Schaub. The centre is carrying out an important job for the involvement of the local public, fostering cultural projects and site-specific art interventions within the city of <a href="http://www.doualart.org">Douala</a>. We have mentioned just some examples, but it seems that in the 21st century, the African contribution to the history of world-art can be important and can involve both artists and public – including the Government, education, museums, galleries, Academies of Fine Art and collectors – in telling the world of the high level and diversity of African art.</p>
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