17 maggio 2016

La frontiera. Migranti e rifugiati all’assalto della fortezza Europa

La Fontiera, di Alessandro Leogrande

Venerdì 27 maggio l’Istituto Carlo Cattaneo di Bologna organizza un incontro attorno al libro La Frontiera di Alessandro Leogrande, vice-direttore della rivista Lo Straniero. L’incontro propone una riflessione sulle frontiere nel contesto attuale, con un’Europa che si chiude di fronte a flussi migratori di importanza storica.

Sarà condotto da Pier Giorgio Ardeni, professore di economia politica e dello sviluppo nonché presidente dell’istituto Cattaneo. Saranno inoltre presenti Sandra Federici, direttrice della rivista Africa e Mediterraneo, Loretta Michelini, presidente dell’associazione Mondo Donna e Barbara Spinelli, avvocata e attivista per i diritti umani che dialogheranno con l’autore.

L’incontro è aperto al pubblico e si terrà dalle ore 16:30 alle 18:00 presso il Palazzo Hercolani, Aula dei Poeti in Strada Maggiore 45, Bologna.
Per informazioni, si può contattare l’Istituto Cattaneo via email o al telefono al 051235599 / 051239766.

Locandina incontro “La Frontiera. Migranti e rifugiati all’assalto della fortezza Europa.”

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26 aprile 2016

Un incontro su inclusione dei migranti e diritti umani a Bologna

Amitie code

Il Comune di Bologna-Ufficio Cooperazione e Diritti Umani, in collaborazione con la Società Cooperativa Lai-momo organizza un incontro di confronto sull’applicazione dell’approccio basato sui diritti umani nell’ambito dell’inclusione e dell’accoglienza dei migranti. L’incontro è promosso nel quadro del progetto AMITIE CODE, progetto di educazione allo sviluppo e ai diritti umani, cofinanziato dalla Commissione Europea, che coinvolge 14 partner da 6 paesi europei, coordinato dal Comune di Bologna.

L’incontro è aperto a tutti e rivolto principalmente alle associazioni di migranti ed ai soggetti (associazioni, cooperative, sindacati ed enti pubblici) che si occupano di accoglienza, inclusione e contrasto alle discriminazioni. Obiettivo finale della giornata sarà di condividere i contenuti dei due corsi di formazione rivolti rispettivamente a insegnanti ed enti locali, previsti dal progetto, e di raccogliere in merito le osservazioni e i contributi dei partecipanti.

Il programma prevede gli interventi di vari attori locali, permettendo di avvicinare i partecipanti al tema dei diritti umani in Italia e del loro intreccio con i temi delle migrazioni, ai servizi e progetti di accoglienza rivolti ai migranti sul territorio e ai progetti di formazione sui diritti umani rivolti alla pubblica amministrazione e agli insegnanti. I partecipanti saranno poi divisi in quattro tavoli tematici al fine di approfondire alcuni aspetti attraverso il metodo del world café.

L’incontro si terrà sabato 7 maggio dalle 15 alle 17 presso il Centro Interculturale Massimo Zonarelli a Bologna. Il programma dell’incontro è disponibile qui.

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15 aprile 2016

Voci di Resistenza dal Mediterraneo

Voci di Resistenza dal Mediterraneo

Attraverso le voci di chi si oppone alla miope scelta tra deriva jihadista e dittature securitarie, di chi rifiuta un’Europa fatta di Stati-nazione e arroccata sulle proprie frontiere interne ed esterne, l’Assessorato alla cultura e ai giovani di Caprarola propone di provare a immaginare un Mediterraneo diverso, un Mediterraneo di pace, un Mediterraneo senza frontiere, un mare dei diritti e delle libertà per tutti e tutte nel cuore della provincia di Viterbo.

I recenti drammatici attacchi di Bruxelles rendono ancor più urgente una riflessione approfondita su tematiche quali il futuro dell’Europa, i diritti umani nel bacino del Mediterraneo, le situazioni interne dei paesi d’origine dei flussi migratori, la possibilità di una cittadinanza mediterranea.

Caprarola (VT) sarà per un giorno luogo di confronto e di scambio su tematiche di attualità internazionale grazie alla presenza di ricercatori e ricercatrici, giornalisti, attivisti e attiviste da vari paesi del Mediterraneo. L’evento, realizzato in collaborazione con COSPE, ARCI e UNIMED, è parte del Festival RESIST, organizzato dal Comitato provinciale ARCI, con l’obiettivo di promuovere una maniera diversa di raccontare la Resistenza affrontando temi storici e di attualità.

Africa e Mediterraneo è media partner dell’iniziativa.

L’evento avrà luogo venerdì 22 aprile – ore 16.30 presso il Palazzo della Cultura (via della Repubblica snc) – Caprarola (VT). Tutti gli aggiornamenti possono essere consultati sulla pagina Facebook dell’evento.

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01 marzo 2016

Armory Focus: prospettive africane sull’arte contemporanea

 

Julia Grosse and Yvette Mutumba. Photo: Benjamin Renter.

Dal 3 al 6 marzo si svolgerà la settima edizione di Armory Focus, che ogni anno presenta una panoramica artistica su una regione del mondo presso lo spazio Pier 94 a Manhattan.

Dopo una mostra dedicata al Medioriente l’anno scorso, Armory Show presenta quest’anno un’esposizione intitolata “Focus: African Perspectives – Spotlighting Artistic Practices of Global Contemporaries”, dedicata all’arte africana e della diaspora.

Le due curatrici, Julia Grosse e Yvette Mutumba, sono le fondatrici di “Contemporary And”, una piattaforma online per l’arte internazionale da un punto di vista africano. La mostra propone un percorso attraverso la produzione artistica contemporanea da Lagos a Londra passando da Luanda e da Parigi. Armory Focus riunisce in un unico luogo curatori, artisti, gallerie e spazi artistici emergenti che collegano le scene e i mercati attraverso reti mondiali, offrendo loro un’occasione unica di fare vedere il proprio lavoro a un pubblico internazionale.

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15 febbraio 2016

Folilà: musiche dal mondo in onda sugli Appennini

 

Registrazione delle prime puntate di Folilà

Dal 17 febbraio, gli Appennini bolognesi inizieranno a ballare ai ritmi della musica subsahariana!

Arriva la trasmissioneFolilàsu Radio Frequenza Appennino, che dà spazio ai richiedenti asilo ospiti delle strutture di accoglienza del distretto di Porretta Terme per condividere con gli ascoltatori la musica tradizionale del loro Paese.

Le persone accolte provengono dall’Africa Occidentale, dal Pakistan e dal Bangladesh; sono accolte in appartamenti gestiti dalla società cooperativa Lai-momo e hanno voglia di incontrarsi con la comunità locale offrendo alcuni elementi di ricchezza culturale dei loro territori.
In onda, non si parla del viaggio, delle tragedie lasciate alle spalle né delle difficoltà dell’arrivo: Folilà è un momento di gioia e di positività, dove la musica fa da legame tra Italiani e stranieri.

Le due prime puntate sono state registrate da ragazzi maliani accolti in un appartamento a Castel d’Aiano, hanno selezionato personalmente i brani da passare, che hanno poi introdotto brevemente durante la registrazione per presentarli agli ascoltatori: è una sfida parlare italiano in radio, ma è anche una bella opportunità per migliorare la loro padronanza della lingua.

Inoltre, questo consente loro di conoscere i giovani ragazzi italiani che animano la redazione di RFA e di imparare alcune tecniche radiofoniche di base.

“Folilà”, che in lingua africana Bambarà significa “suonatori di tamburo”, andrà in onda a cadenza settimanale a partire dal 17 febbraio alle 11; sarà possibile riascoltarla in replica il sabato alla stessa ora ed in podcast sul sito di Radio Frequenza Appennino.

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17 dicembre 2015

Salviamo Samandal dalla censura

Samandal1

L’organizzazione non-profit libanese Samandal chiede aiuto alla comunità di lettori e del web per combattere la censura. Samandal pubblica dal 2007 antologie di fumetti, e ospita eventi legati al mondo del fumetto.

Nel 2009, tre dei quattro editori sono stati accusati dallo Stato libanese di incitare al conflitto settario, di denigrare la religione, di pubblicare false notizie, e di diffamare “personalità cristiane”, in riferimento a pannelli pubblicati nel numero 7, intitolato “Revenge”.

Samandal ricorda però che i pannelli sono stati letti fuori dal loro contesto, e interpretati attraverso il filtro di una lettura strettamente settaria. Dopo cinque anni di causa, Samandal è stato condannato a pagare 30 milioni di Lire libanesi.

Questa somma rappresenta una dura prova per l’ONG, che ha annunciato che il numero “Geography”, pubblicato recentemente, potrebbe essere l’ultimo.

Per saperne di più, guardate il video realizzato da Samandal per la campagna di crowdfunding e visitate la loro pagina su Indiegogo!

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14 ottobre 2015

The Creative Memory of the Syrian Revolution

Home is where one starts from

“Home is where one starts from”, di Diala Brisly

Le notizie che arrivano dalla Siria sui nostri giornali parlano di distruzione e di esilio. Esiste però un’altra realtà in Siria, fatta di persone della società civile, attivisti e artisti che continuano a resistere, nonostante tutto. E’ di questa Siria che ci parla la piattaforma The Creative Memory of the Syrian Revolution – la memoria creativa della rivoluzione siriana, attraverso variatissime forme di espressione artistica come il fumetto, i murales, le vignette, la musica, la fotografia, la scultura e tante altre ancora.

Il sito propone contenuti in arabo, inglese e francese, in modo da poter raggiungere un ampio pubblico anche nei Paesi europei. Una mappa integrata al sito permette di collocare i contenuti grazie ad un sistema di tag geografici, che consente di dare una fotografia della situazione in Siria.

La piattaforma risponde al bisogno urgente di documentare la realtà siriana, ma ha anche l’obiettivo di archiviare la creazione straordinariamente prolifica degli artisti e intellettuali siriani che continuano a far esistere il movimento rivoluzionario. Mentre arrivano costantemente notizie di distruzione che minacciano il patrimonio storico e culturale siriano, i Siriani continuano a rinnovare il patrimonio culturale virtuale che prova che non sono ancora sconfitti.

La piattaforma dispone anche di una pagina Facebook et di un profilo Twitter. Da seguire e condividere!

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01 ottobre 2015

E’ iniziato il SUQ delle culture a Milano!

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Arriva per la prima volta a Milano il SUQ delle culture, un’iniziativa nata a Genova nel 1999 che comprende percorsi creativi e workshop – dedicati a Recitare, Cucinare, Abitare, Cucire, Disegnare e Suonare il Dialogo – e un grande bazar delle culture che si pone come vetrina dei temi dell’integrazione attraverso il teatro, la musica, l’arte, la cucina e l’artigianato.

Da domenica 27 settembre a domenica 4 ottobre 2015, il SUQ delle Culture, promosso dalla Fabbrica del Dialogo, regala alla città otto giorni di teatro, musica, danza, laboratori, concerti, spettacoli e incontri su ambiente e mondialità in una teatrale scenografia che ospita differenti cucine e spazi espositivi con artigianato e prodotti da tutto il mondo.

Seguendo un ricco e colorato palinsesto, ogni giorno è possibile partecipare a laboratori artigianali, approfondire le buone pratiche su temi eco-sostenibili, seguire workshop e dimostrazioni legate al cibo e alla sua storia.

Ma soprattutto al Suq delle Culture è possibile conoscere tradizioni ed esperienze diverse dalle proprie immersi nell’atmosfera conviviale del teatro-mercato, camminando, mangiando e acquistando prodotti artigianali unici tra gli stand del grande bazar, da sempre simbolo di incontri e scambi tra genti e culture, tradizioni e merci.

Il programma completo del festival è disponibile sul sito della Fabbrica del Dialogo.

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17 luglio 2015

Design is the Personality of an Idea

Design is the personality of an idea

Si conferma ancora una volta la vitalità della Nigeria come laboratorio per l’arte contemporanea: il 19 luglio verrà inaugurata la mostra organizzata dalla African Artists Foundation “Design is the Personality of an Idea” presso la sede della Ford Foundation a Lagos fino al 3 agosto. Una mostra tutta al femminile, che mette in luce le visioni del mondo di otto artiste africane: Joana Choumali (Costa d’Avorio), Nkechi Ebubedike (Nigeria/USA), Akwaeke Emezi (Nigeria), Modupeola Fadugba (Nigeria), Selly Raby Kane (Senegal), Nkiruka Oparah (Nigeria), Moonchild Sanelly (Sudafrica) e il collettivo The Venus Bushfires di cui Helen Parker-Jayne Isibor (Nigeria) è l’unico membro permanente. La mostra si iscrive infatti nel programma Female artists platform dell’African Artists Foundation, un’iniziativa che mira a promuovere l’uguaglianza di genere nell’industria creativa, mettendo in luce le creazioni di donne artiste e designer che vivono e lavorano in Africa.

Attraverso tecniche miste che includono video, moda, pittura, fotografia, collage digitale e suono, la mostra è concepita come una specie di caleidoscopio che permetta al pubblico di vedere il mondo attraverso gli occhi di queste donne dalla personalità eccezionale. Tutto parte dall’idea che “siamo tutti illusi. Nei modi più pericolosi, più belli, più banali e innocui, esistiamo tutti in un mondo modellato da un design, una creazione, dei filtri che ci sono propri. Con le nostre credenze, le nostre storie, i nostri traumi, il nostro consumo, le nostre interazioni, le nostre società, le nostre abitudini, le nostre opportunità e i nostri sogni, disegniamo la nostra propria realtà.” Le opere delle artiste ci portano così a esplorare i mondi soggettivi o immaginari di queste donne, che a volte si incrociano in una stessa realtà, e più spesso allargano il punto di vista dello spettatore oltre i 360 gradi.

Fino all’inaugurazione della mostra domenica 19 luglio, l’African Artists Foundation pubblica sulla sua pagina Facebook dei piccoli approfondimenti sulle artiste esposte. Seguiteli per saperne di più!

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01 luglio 2015

Bad times for art in Donetsk

"Make Up!" di Pascale Marthine Tayou

Tristi notizie arrivano da IZOLYATSIA, piattaforma per le iniziative culturali a Donetsk. Il 22 giugno 2015, il centro culturale ha ricevuto la conferma della distruzione di un’istallazione artistica di Pascale Marthine Tayou, uno dei più grandi artisti camerunesi contemporanei. Il 9 giugno dell’anno precedente, mercenari della repubblica autoproclamata Donetsk People’s Republic (DPR) avevano assalito l’ex fabbrica dove il centro culturale aveva sede e vandalizzato le opere d’arte che erano esposte lì. Da quel momento il centro culturale è stato usato dalle forze del DPR come base militare per allenare i combattenti e come centro di detenzione. Il personale ha dovuto scappare, e oggi la fondazione prosegue la sua missione a Kiev.

Tra le opere distrutte si trovava l’istallazione “Make Up!” di Pascale Marthine Tayou, creata in occasione del progetto Where is the Time? in 2012. L’opera rappresentava un rossetto gigante che incoronava la ciminiera di una fabbrica ed era stata dedicata alle donne della regione del Donbass, come riconoscimento al loro ruolo nella ricostruzione di Donetsk dopo la guerra. “Ho notato che, grazie al coraggio delle donne ucraine, Donetsk è rinata dalle proprie ceneri dopo la guerra e volevo riprendere i loro simboli di amore e di speranza perché, dal mio punto di vista, Donetsk non è solo una città di miniere e di metallo. E’ anche un’isola di sogni, pronta a condividere i suoi tesori nascosti”, aveva dichiarato l’artista.

La DPR ha fatto esplodere l’istallazione distruggendola completamente, così come sono state distrutte negli ultimi anni le opere ‘Ce n’est rien…’ di Kader Attia, ‘Dans les filets, la couleur’ e ‘Cabane-Lanterne’ di Daniel Buren, ‘Invisible Train’ e ‘Bank’ di Leandro Erlich o ‘Tanoura’ di Moataz da quelli che occupano Donetsk e Izolyatsia.

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