10 April 2015

Editori e ministeri africani alla Children’s bookfair: tra impegno e desolazione

Ziguidi

Anche quest’anno c’è stata la Children’s Bookfair a Bologna, la più importante al mondo nel settore. E’ sempre un’esperienza percorrere i padiglioni affollatissimi, per la quantità di case editrici, libri, autori, per il “muro” degli illustratori esordienti che appendono le loro brochure per proporsi a potenziali editori: ogni proposta ha una propria personalità e contiene almeno una piccola innovazione. Tutta questa abbondanza di idee, contenuti, capacità tecnica fa quasi venire l’ansia.
Non è così per lo “spazio Africa”, purtroppo, dove sono riuniti grazie a una sovvenzione alcuni piccoli editori dell’Africa subsahariana, mentre Sudafrica e Nordafrica si procurano stand autonomi. Sono andata a vederlo, al padiglione 26, ma sapevo già esattamente cosa avrei trovato. Il solito grande stand semivuoto, con gli stessi 4-5 editori e qualche agenzia ministeriale (come la Direction du Livre del Ministero della cultura del Camerun: ma infilare qualche libro in più in valigia non si poteva?)
Anche i titoli pubblicati sono spesso sempre gli stessi, posizionati in maniera distanziata per cercare di riempire gli scaffali, mentre in tutti gli altri stand traboccano le proposte, e gara sta nel farne emergere qualcuna dall’abbondanza. Gli editori o i funzionari di ministero stanno lì, ad aspettare qualche visitatore volenteroso, che sfoglia questi tristi fascicoli male stampati su carta di bassa qualità, alcuni dei quali hanno data di edizione di 20 anni prima!
Gli editori africani – Bakame, Nouvelles éditions africaines, Ago Media, Kiko productions… – sono effettivamente degli eroi a portare avanti un’attività così difficile: essere editori in Africa, “dove l’editoria dalle Indipendenze fatica a prendere un proprio slancio” e dove nel 1990 così come nel 1960 si pubblicavano secondo l’UNESCO l’1,4% dei titoli pubblicati nel mondo (Luc Pinhas, Editer dans l’espace francophone, Alliance des éditeurs indépendants, 2005).
Però, nelle conversazioni fatte in questi anni con i rappresentanti di questa piccole aziende culturali o dei ministeri nazionali, mi sembra di avere notato poca spinta a confrontarsi con gli altri agenti del settore. Qui alla fiera tutti stanno a guardare cosa fanno gli altri, nell’ansia di copiare idee per conquistare mercato, di farsi concorrenza con prodotti sempre migliori. Dagli editori africani, se devo essere sincera, ho spesso sentito lamentele per la loro situazione effettivamente difficile (mercato debole, distribuzione difficile, stampa di bassa qualità e gravata dalle tasse sulle materie prime…), ma poco interesse verso quello che fanno gli altri. Due anni fa l’Alliance des éditeurs indépendants ha organizzato un utile workshop di scambio e formazione per questi editori, ma è stato un caso. Di solito, appunto, non mancano l’appuntamento, ma questo non sembra portare sviluppi, nuove produzioni, o acquisti di diritti da editori europei.
Quest’anno come l’hanno scorso ho incontrato Koffivi Assem, che conduce eroicamente la sua casa editrice Ago in Togo lavorando anche come autore. Mi ha dato una copia dell’ultimo libretto del suo simpatico personaggio per bambini, il piccolo Ziguidi. “Però – ho detto un po’ sorpresa – è stampato bene!”
“A dire la verità, mi ha spiegato, questo lo abbiamo stampato in Belgio…”
“Ah, … volevo ben dire”.

Sandra Federici

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20 March 2015

Fumetti africani: la mostra Waka Africa a Parigi

La mostra Waka Africa a Parigi.

La mostra Waka Africa a Parigi.

Sono rimasti pochi giorni per andare a vedere Waka Africa,  la mostra di fumetti, caricature e collage che riunisce delle opere degli artisti africani dell’associazione l’Afrique dessinée. Un tuffo dell’Africa urbana contemporanea rappresentata dalle matite degli artisti, e un mosaico di ritratti di Africani e del posto che occupano in questo continente in costante movimento. La mostra esplora vari aspetti delle società africane, spaziando dal rapporto con l’altro alla questione del potere e del denaro, all’immigrazione…

Tra gli artisti esposti figurano Adjim Danngar e Al’Mata, fumettisti con i quali Africa e Mediterraneo collabora da vari anni, ma anche del presidente dell’associazione Christophe N’Galle Edimo, di Bertin Prosper Amanvi, Chrisany, Fifi Mukuna, Rafaël Espinel, Simon Pierre Mbumbo, Faustin Titi et Willy Zekid.

 

 

La mostra è ospitata dalla Biblioteca Universitaria Jean Dausset fino al 26 marzo. Un’iniziativa di qualità, che racconta un’Africa lontana dagli stereotipi.

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20 January 2015

Gli studenti di Alghero protagonisti contro le discriminazioni: l’evento conclusivo di “ComiX4= Comics for Equality – Sardegna”

La classe III A Eno I.I.S. "Piazza Sulis" presenta le ricette antirazziste

La classe III A Eno I.I.S. “Piazza Sulis” presenta le ricette antirazziste

È facile parlare di lotta al razzismo e alle discriminazioni, ma a volte la presenza di persone percepite come “diverse”, se avviene con arrivi improvvisi e non spiegati, può suscitare paura o quanto meno diffidenza. È quello che è successo ad Alghero con l’arrivo dei circa 44 migranti, ospitati nella struttura di accoglienza del Vel Marì. E allora perché non cogliere l’occasione per discuterne insieme, per confrontare i diversi punti di vista e affrontare le novità con più calma e consapevolezza? Anche questo è quello che abbiamo provato a fare durante i laboratori interculturali realizzati con gli studenti di Alghero all’interno del progetto “ComiX4= Comics for Equality – Sardegna”, ormai giunto al termine.

Martedì 16 dicembre, presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “Piazza Sulis” Alghero si è svolto l’evento conclusivo del progetto “ComiX4= Comics for Equality – Sardegna”, sostenuto dalla Fondazione Banco di Sardegna, dalla Commissione Europea e dall’associazione  Africa e Mediterraneo.
Il progetto è stato realizzato dall’Istituto d’Istruzione Superiore “Piazza Sulis” – Alghero, in partenariato con l’associazione Africa e Mediterraneo, l’Istituto Comprensivo N 1 e l’Istituto Comprensivo N 3 di Alghero.

Partendo dalle esperienze già realizzate e dal materiale prodotto all’interno di diversi progetti europei, l’associazione Africa e Mediterraneo ha coinvolto quattro classi dei diversi Istituti scolastici partner del progetto in una serie di laboratori didattici interculturali basati sull’uso di differenti strumenti comunicativi: mini fanzine a fumetti, video in stop motion, ricette illustrate e il murales. L’obiettivo di creare dei prodotti comunicativi divertenti e allo stesso tempo ricchi di significato è andato di pari passo con il voler accompagnare gli studenti verso una conoscenza e comprensione critica di fenomeni attuali, come il razzismo, la xenofobia e il superamento dei pregiudizi per una maggiore comprensione delle differenti espressioni culturali, cogliendone gli aspetti di arricchimento reciproco.
In occasione dell’incontro finale sono stati presentati i lavori realizzati dagli studenti durante il percorso laboratoriale.

È importante sottolineare come i laboratori interculturali realizzati siano coincisi con l’apertura del primo centro di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo di Alghero. Questo tema ha colpito molto gli studenti che hanno approfittato del percorso laboratoriale per comprendere meglio alcune questioni legate al tema dei rifugiati e dei richiedenti asilo. La questione del centro di accoglienza, infatti, ha inizialmente suscitato dei momenti di acceso dibattito tra i ragazzi, la maggioranza dei quali non riusciva a comprendere che cosa stesse succedendo nella propria città e a “prendere una posizione” chiara rispetto ad alcuni commenti di connotazione razzista che si leggevano sui media locali. I momenti di condivisione delle opinioni si sono rivelati fondamentali per analizzare, con l’aiuto dell’animatrice interculturale e degli insegnanti, il tema in questione al di là di ogni pregiudizio e paura. Significativi a questo proposito sono i lavori prodotti a conclusione dei laboratori dagli studenti e realizzati con l’aiuto dell’illustratore Francesco Venturi, in arte TAF (http://comicsforequalitysardegna.tumblr.com/).
All’incontro, oltre alle classi aderenti al progetto con i rispettivi docenti, hanno partecipato alcuni dei ragazzi ospitati nel centro rifugiati e richiedenti asilo Vel Marì di Alghero, gli studenti hanno potuto ascoltare alcune riflessioni, impressioni e le storie di alcuni dei ragazzi del centro che hanno preso parola.

Inoltre, gli invitati hanno potuto degustare il ricchissimo buffet gentilmente preparato e offerto dagli studenti della classe III A Enogastronomia dell’Istituto alberghiero.
Visto il successo del progetto, gli insegnanti e le scuole coinvolte hanno manifestato la volontà di replicarlo e alcuni progetti sono già in cantiere per il prossimo anno scolastico.
Congratulazioni agli studenti e a tutte le persone coinvolte nel progetto per l’ottimo risultato conseguito!

Link ai lavori degli studenti: http://comicsforequalitysardegna.tumblr.com

L'evento conclusivo del progetto ComiX4= Comics for Equality Sardegna

L’evento conclusivo del progetto ComiX4= Comics for Equality Sardegna

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19 January 2015

Il nuovo numero di Africa e Mediterraneo, in uscita a fine gennaio

Donna ghanese prepara il banku, piatto tipico nazionale. Foto di Ben Grey

Donna ghanese prepara il banku, piatto tipico nazionale. Foto di Ben Grey

Il cibo, protagonista dell’Expo 2015, è per l’uomo molto di più di un semplice bisogno: esso è simbolo culturale, è storia di scambi e stratificazioni, è uno strumento di potere e un silenzioso ma profumatissimo testimone del nostro tempo. Per questo il nuovo numero di Africa e Mediterraneo, in uscita a fine gennaio, è dedicato al cibo e all’intercultura, con l’intenzione di offrire un ventaglio ampio e diversificato di riflessioni su questo elemento della vita umana che racconta e manifesta i percorsi di cambiamento delle società in cui viene prodotto e consumato. Nella varietà degli approcci si è inteso mettere in luce le implicazioni culturali, psicologiche, storiche, biologiche del cibo nelle diverse culture, soffermandosi in particolare su quelle africane, senza tralasciare l’aspetto letterario con l’analisi dell’opera di vari scrittori del continente.

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08 January 2015

Charlie Hebdo: la partecipazione di fumettisti e vignettisti africani

 

Dopo l’assalto terroristico al giornale satirico francese Charlie Hebdo, diversi artisti africani hanno voluto ricordare i loro colleghi scomparsi con disegni, fotografie e messaggi di solidarietà. Abbiamo voluto raccogliere alcune delle loro testimonianze:

  • Il disegnatore gabonese Pahé racconta il suo incontro con Tignous e  Cabu e dedica loro il disegno di due poliziotti che gli ha causato due giorni di prigione in Gabon.
  • Anche Pov dal Madagascar ha voluto dare un segnale su Facebook.
  • Tembo Kash, tra gli autori più riconosciuti della Repubblica democratica del Congo, ha immaginato un supereroe indignato per la morte di altri “freedom fighters”.
  • Geniale e delicata vignetta di Hallain Paluku, congolese, autore nel 2008 di “Bana boul”, primo disegno animato in lingala. Paluku pubblica la foto di un incontro con Tignous in Camerun.
  • Il nigeriano Tayo Fatunla, autore riconosciuto in Inghilterra, ha ricordato così i suoi colleghi.
  • Farahaingo da Antananarivo (Madagascar) dedica questa vignetta ai fumettisiti scomparsi.
  • Il Centre Africain de la Caricature insieme al Festival “KARIKA’FÊTE” (Fête internationale de la caricature et de l’humour dessiné) e alla filiale congolese di Cartoonists Rights Network Internationale, ha lanciato un’iniziativa in solidarietà di Charlie Hebdo chiedendo contributi da fumettisti di tutto il mondo per organizzare un’esposizione itinerante.

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02 December 2014

Il premio Sakharov 2014 al dottor Mukwege che “ripara” le donne

Foto di PictureWendy

Foto di PictureWendy

Quest’anno il premio Sakharov per la libertà di pensiero è andato al dottor Denis Mukwege, il medico congolese che da 14 anni “ripara le donne”. Le pazienti che accoglie al Panzi Hospital di Bukavo, da lui diretto e fondato, sono vittime di violenza che presentano profonde lacerazioni intime causate dalle torture subite. Il dottor Denis Mukwege ricuce e ripara le loro ferite, per ridare alle donne l’integrità fisica che è stata loro tolta e aiutarle a far sì che dalla ricostruzione del corpo comincino a ricostruire identità andate in frantumi. In una delle numerose interviste che ha rilasciato dopo il premio, ha affermato che questo premio appartiene di diritto a tutte le donne che sono vittime di questa “autentica strategia di guerra (…) di distruzione della struttura sociale”.

Denis Mukwege, foto di European Parliament

Denis Mukwege, foto di European Parliament

La biografia del dottor Mukwege, che ha deciso di tornare nel suo Paese dopo essersi specializzato e avere esercitato in Francia, è scritta da Colette Braeckman ed è intitolata “Muganga, la guerra del dottor Mukwege, edita da Fandango nel 2014.

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12 November 2014

La guerra e il suo diritto nel fumetto africano: Pat Masioni a Bookcity

©DC Comics - Urban Comics - Pat Masioni - Joshua Dysart

©DC Comics – Urban Comics – Pat Masioni – Joshua Dysart

Il disegnatore e fumettista congolese Pat Masioni, vincitore della prima edizione del premio Africa e Mediterraneo per il miglior fumetto inedito di autore africano (2002), sarà presente a Milano nell’ambito della rassegna organizzata dal Dipartimento di Lingue e Letterature straniere dell’Università statale in occasione della fiera del libro Bookcity.

Droni, soldati robot e armi non letali. La guerra e il suo diritto nel fumetto africano è il titolo dell’incontro. Il grande fumettista (nato nella Repubblica Democratica del Congo nel 1961 e dal 2002 residente a Parigi) presenta il suo lavoro attorno al tema delle guerre: il conflitto in Uganda in Soldat Inconnu, il genocidio rwandese in Rwanda 94 e la recente storia a puntate commissionato dalla Croce Rosa Internazionale per riflettere sul presente e sul futuro delle azioni umanitarie all’epoca delle guerre tecnologiche “intelligenti”. Quest’ultimo album, intitolato Humanitarian Action 2064, immagina infatti l’esistenza di ‘robot umanitari’ nel 2064, a duecento anni dalla firma della prima Convenzione di Ginevra. La presenza a Bookcity di questo fumettista pluripremiato anche in Italia è volta a testimoniare la vitalità e la ricchezza del genere del fumetto in Africa e la sua capacità di farsi interprete dei temi più scottanti e attuali, non soltanto per il continente nero, con realismo e incisività.

Con: Silvia Riva, Pat Masioni, Sandra Federici (direttrice della rivista Africa e Mediterraneo)

Dove e quando: Spazio espositivo Show-room Stone Italiana, Via degli Arcimboldi 5 (ang. Via Lupetta), sabato 15 novembre ore 19-21

Seguirà un “Aperitivo tra nuvole africane” aperto al pubblico presente.

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06 November 2014

Un contributo alla fotografia maliana

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L’associazione Terzo Tropico, in collaborazione con l’Alliance Française di Bologna, l’AIRF – Associazione Italiana Reporter Fotografi e la rivista Africa e Mediterraneo, organizza un’asta di fotografie e incisioni di importanti artisti quali Mario Giacomelli, Mario Dondero, Francesco Cito, Antonio Manta, Archivio Fotografico Cineteca di Bologna, Pino Ninfa, Pierluigi Rizzato e altri che hanno donato le loro opere, aderendo al progetto Photographes au Mali.

Oggi le opere saranno visibili in mostra dalle ore 18:00 in via De’ Marchi 4 e verranno poi bandite all’asta dal noto attore bolognese Eraldo Turra il 27 novembre, dalle 17:00 alle 20:30. Il denaro raccolto andrà a finanziare il progetto Photographes au Mali che si prefigge l’obiettivo di comprare stampanti e macchine fotografiche digitali ai fotografi professionisti del Mali e sostenerli nelle loro attività professionali e artistiche.

Siete tutti invitati a partecipare!

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01 October 2014

CinemAfrica a Bologna, film dall’Africa e sull’Africa

Anche quest’anno torna CinemAfrica, la nona edizione della rassegna di film dall’Africa e sull’Africa che verrà ospitata al cinema Lumière di Bologna dal 17 al 19 ottobre. Un’iniziativa dell’Ass. Stud. Centro Studi “G. Donati” che da molti anni propone alla città e all’Università di Bologna momenti culturali quali incontri, seminari, conferenze e viaggi-studio nei paesi del sud del mondo.

Si parte venerdì 17 ottobre alle 20:00 con la proiezione di Nelson Mandela: the myth and me, regia di Khalo Matabane: una lettera aperta a Nelson Mandela, in cui si esamina in modo sobrio e demistificante la figura del leader e il suo ruolo nelle riforme sudafricane degli anni Novanta. Allo sguardo personale del regista si aggiungono varie interviste a politici, attivisti e intellettuali, per mettere in discussione gli ideali di libertà, riconciliazione e perdono e per capire meglio le sfide che l’eredità di Mandela comporta, in un mondo, quello attuale, fatto ancora di tanti, troppi conflitti e disuguaglianze.

Si prosegue alle 22:30 con O Grande Kilapy, regia di Zézé Gamboa: João Fraga è una sorta di Casanova scialacquatore che per diversi motivi scivola in una vita di reati fino a diventare, però, agli occhi di tutti, un paladino della lotta contro il potere coloniale. Ambientato tra la metà degli anni Sessanta e il 1974, anno dell’indipendenza dell’Angola dal Portogallo, il film offre uno sguardo acuto ed efficace sul colonialismo, i suoi valori, la sua decadenza, ma anche sulla vita della classe abbiente dell’epoca. Ispirato a una storia vera.

Sabato 18 ottobre alle ore 17:30 è la volta di Munyurangabo, regia di Lee Isaac Chung: Rwanda, 15 anni dopo. Il genocidio del 1994 continua a influenzare i rapporti tra le persone. Possono due adolescenti, uno hutu e l’altro tutsi, mantenere salda la loro amicizia, nonostante lo scontro etnico che ha sconvolto il loro paese? Muyurangabo e il suo amico Sangwa partono insieme da Kigali verso la campagna, ma in realtà ognuno intraprende un viaggio molto personale. Girato in undici giorni, con scarse risorse economiche, il film è riuscito a conquistarsi elogi in tutto il mondo.

Sempre sabato 18 ottobre alle 20:00 War Witch, regia di Kim Nguyen: candidato agli Oscar 2013 come miglior film straniero e vincitore di numerosi premi in vari festival, vanta una straordinaria recitazione della protagonista. La piccola Komona, 12 anni, viene rapita e addestrata a fare il soldato. Dopo infinite sofferenze riuscirà a scappare, per appropriarsi di un futuro diverso. Infanzia violata, orrori indicibili e violenze inaudite, ma anche amore e speranza. Questo il contenuto di un film toccante ed estremamente eloquente, che non può lasciare indifferenti.

In seconda serata, alle 22:30, viene proiettato Life above all, regia di Oliver Schmitz: in un piccolo villaggio sudafricano Lillian è malata di AIDS ed è sua figlia Chanda, dodicenne, a prendersi cura della famiglia. In una comunità in cui, a causa di superstizioni e ignoranza, la paura e i pregiudizi dilagano, energia, compassione e coraggio convivono nel cuore della piccola protagonista. Un dramma universale ed emozionante, con un’eccellente interpretazione della giovane attrice principale, premiata al Festival di Durban. Tratto dal romanzo “Chanda’s Secrets” di Allan Stratton.

Domenica 19 ottobre, alle 15:30, ultimo appuntamento con The square. Inside the revolution, regia di Jehane Noujaim: cinque protagonisti, cinque sguardi, cinque punti di vista differenti, per rappresentare gli altri milioni di cittadini radunati in piazza Tahrir tra il 2011 e il 2013 per reclamare giustizia e democrazia. Scontri sanguinosi ripresi sul campo e storie personali degli egiziani si intrecciano in un documentario coinvolgente, intenso e potente, capace di scuotere davvero le coscienze. Mostra le lotte per i diritti civili oggi ed è stato definito dalla regista “una lettera d’amore all’Egitto”.

Seguiranno in serata le repliche di Nelson Mandela: the myth and me (alle 17:45), Life above all (alle 20:00) e War witch (alle 22:30).

Vi invitiamo a partecipare numerosi e a consultare il sito della Cineteca di Bologna per informazioni riguardo alle agevolazioni e alle riduzioni.

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31 July 2014

L’Africa rilegge la Divina Commedia a Francoforte

Majida Khattari, Houris

Si è appena conclusa la mostra “The Divine Comedy: Heaven, Hell, Purgatory revisited by Contemporary African Artists“, che è stata allestita presso il Museo d’arte contemporanea di Francoforte dal 31 marzo al 27 luglio. L’eccellenza degli artisti africani, coordinati dal curatore Simon Njami, ha voluto trasportare sulla terra e più precisamente in Africa, l’immaginario dantesco sull’aldilà. La mostra, che si sviluppa su tre piani, rispettivamente: Inferno, Purgatorio e Paradiso, contiene opere come “Virgil and Beatrice”, dove Beatrice è una donna africana che accompagna il poeta alle porte dell’infernale Zimbabwe in cui “lasciate ogni speranze o voi che entrate”. Le visioni di morte e distruzione si susseguono ed è la volta di un artista keniano che racconta l’eccidio del Rwanda attraverso tavole di legno che rappresentano i tanti cadaveri.

Pittura, fotografia, scultura, video, istallazioni e performance sono i vari linguaggi utilizzati per raccontare questa commedia molto più terrena che divina, dove c’è spazio anche per il dramma dei migranti morti in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa, raffigurati in una barca-bara con 80 teste di legno. Ma infine arriva il Paradiso con un’esplosione di fiori e paesaggi mozzafiato, uccelli che si alzano in volo, bellissime donne velate che sembrano angeli e citazioni dal Corano. Un esperimento perfettamente riuscito di transculturalità, osannato dalle grandi riviste di arte contemporanea, l’esempio di come una rilettura dei capolavori occidentali possa produrre nuovi orizzonti di significato e continuare ad essere di insegnamento.

Jems Koko Bi, Robert Convoi Royal, 2007

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