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	<title>Africa e Mediterraneo &#187; Arte contemporanea</title>
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		<title>DAK&#8217;ART 2012: pubblicate le date e la deadline per le candidature</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[arte africana]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale]]></category>
		<category><![CDATA[DAK'ART]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Senegal]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Segretariato Generale di Dak’Art annuncia che la 10° edizione della Biennale africana di arte contemporanea DAK’ART 2012, si terrà dall’11 maggio al 10 giugno 2012. DAK’ART è un evento artistico internazionale dedicato agli artisti visivi di nazionalità africana. Per l’edizione 2012 i principali eventi riguarderanno un’esibizione internazionale di arte contemporanea, esibizioni personali di artisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Segretariato Generale di Dak’Art annuncia che la 10° edizione della Biennale africana di arte contemporanea DAK’ART 2012, si terrà dall’11 maggio al 10 giugno 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">DAK’ART è un evento artistico internazionale dedicato agli artisti visivi di nazionalità africana. Per l’edizione 2012 i principali eventi riguarderanno un’esibizione internazionale di arte contemporanea, esibizioni personali di artisti residenti in Africa o nella Diaspora, seminari e proiezioni di film sull’arte contemporanea e animazioni nel Village della biennale.</p>
<p style="text-align: justify;">DAK’ART rimane uno dei principali punti di riferimento per chi vuole seguire il lavoro degli artisti contemporanei del continente africano.</p>
<p style="text-align: justify;">La scadenza per inviare la propria candidatura come artista è il<span style="text-decoration: underline;"> 5 dicembre 2011</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni: <a href="http://www.biennaledakar.org/2010/spip.php?article126&amp;lang=fr" target="_blank">www.biennaledakar.org/2010</a></p>
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		<title>Rachid Koraïchi: vincitore del Jameel Prize 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 14:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Abnul Arabi]]></category>
		<category><![CDATA[arte araba]]></category>
		<category><![CDATA[arte islamica contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato islamico]]></category>
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		<category><![CDATA[Jameel Priza]]></category>
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		<category><![CDATA[Rachid Koraichi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Jameel Prize è il premio per l’arte e il design internazionale del valore di 25.000 sterline, assegnato a un artista contemporaneo che si ispira alla tradizione e al design dell’artigianato islamico. Quest&#8217;anno, tra i dieci artisti e designer selezionati, la mostra presenta le opere vincitrici dell’artista algerino Rachid Koraïchi. Rachid Koraïchi ha vinto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/09/jameel_prizi.png" rel="lightbox[4453]"><img class="alignleft size-full wp-image-4464" title="jameel_prizi" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/09/jameel_prizi.png" alt="" width="283" height="441" /></a>Il Jameel Prize è il premio per l’arte e il design internazionale del valore di 25.000 sterline, assegnato a un artista contemporaneo che si ispira alla tradizione e al design dell’artigianato islamico. Quest&#8217;anno, tra i dieci artisti e designer selezionati, la mostra presenta le opere vincitrici dell’artista algerino Rachid Koraïchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Rachid Koraïchi ha vinto il Premio Jameel grazie al suo originale lavoro intitolato <em>Les Maitres invisibles</em>, che consiste  in un pannello di stoffa ricamato, con incisi simboli e cifre arabe.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro di Koraichi si combina appieno con gli obiettivi del Premio Jameel, in cui convivono sia  qualità e innovazione nella progettazione che profondo rispetto dell’arte tradizionale.</p>
<p style="text-align: justify;">La giuria incaricata di eleggere il vincitore, ha premiato la capacità di Koraichi di rendere accessibile e comprensibile a tutti la complessa tradizione spirituale e intellettuale araba, attraverso il linguaggio grafico contemporaneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Koraichi ha utilizzato la calligrafia araba unitamente ad un insieme di simboli caratteristici di una serie di altre lingue e culture, per esplorare la vita e le eredità di quattordici grandi pensatori dell&#8217;Islam. Il lavoro mira a dimostrare che il mondo islamico, in contrasto con la contemporanea percezione di violenza e durezza che spesso a questo è associata, ha un altro lato, pienamente evidente negli scritti di questi pensatori musulmani e di alcuni importanti poeti come Rumi e Ibnul Arabi, che mostrano al contrario la raffinatezza e la tolleranza dell’ideologia islamica.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso Koraichi ha affermato che la sua vittoria, accolta con grande sorpresa e piacere, rappresenta più in generale l’immenso talento e la creatività degli artisti del mondo arabo contemporaneo, all&#8217;insegna dei valori della tolleranza e del patrimonio artistico culturale tradizionale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni: <a href="http://www.vam.ac.uk/content/articles/j/jameel-prize-2011-shortlist/" target="_blank">www.vam.ac.uk</a></p>
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		<title>LondonBamako – a collaborative exhibition of exchanges 17-25 maggio 2011 (Londra) 20-30 settembre 2011 (Bamako)</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 09:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[bamako]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[“Bamako&#38;London” è una mostra fotografica itinerante nelle due città: a Londra è stata esposta dal 17 al 25 maggio 2011 e a Bamako sarà presentata dal 20 al 30 settembre 2011. I lavori esibiti, soprattutto fotografie e filmati, provengono da entrambe le città e hanno la volontà di mostrare scene di vita quotidiana a confronto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4244" class="wp-caption alignleft" style="width: 442px"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/09/Bamako_london.png" rel="lightbox[4242]"><img class="size-full wp-image-4244 " style="border: 0pt none;" title="Bamako_london" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/09/Bamako_london.png" alt="" width="432" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Immagini da Bamako &amp; London. © Alioune Bâ and Diane Patrice</p></div>
<p style="text-align: justify;">“Bamako&amp;London” è una mostra fotografica itinerante nelle due città: a Londra è stata esposta dal 17 al 25 maggio 2011 e a Bamako sarà presentata dal 20 al 30 settembre 2011. I lavori esibiti, soprattutto fotografie e filmati, provengono da entrambe le città e hanno la volontà di mostrare scene di vita quotidiana a confronto, stimolando riflessioni di carattere interculturale. Il team di curatori della mostra è composto da Alioune Bâ e Diane Patrice, entrambi noti fotografi rispettivamente di Bamako e Londra, e Sophie Mew, antropologa inglese. Le opere selezione presentano momenti della quotidianità come partite di calcio, conducenti di taxi, persone che bevono te, famiglie e musicisti. Le immagini sono accompagnate da brevi testimonianze, in francese e in inglese, scritte da persone inglesi e maliane, allo scopo di mettere in relazione aspetti simili delle vite nelle due città.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie all’intento di promuovere temi d’inclusione sociale e di testimoniare momenti di vita reale, la mostra è ormai considerata un progetto di carattere interculturale ed educativo. Inoltre è parte della politica della mostra favorire il più possibile le visite attraverso ingressi gratuiti e programmi di accompagnamento offerti alle comunità locali e alle scuole.</p>
<p>Per maggiori informazioni: <a href="http://www.bamakoandlondon.com" target="_blank">www.bamakoandlondon.com</a></p>
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		<title>António Ole nella pelle di Luanda</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 15:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Ole]]></category>
		<category><![CDATA[murales]]></category>
		<category><![CDATA[Na Pele da Cidade]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sito Art Africa del Centro de Estudos Comparatistas dell&#8217;Università di Lisbona inaugura un ciclo di riproduzioni virtuali di mostre reali, pubblicando una serie di opere del grande artista e videomaker angolano António Ole. La mostra, dal titolo &#8220;Na Pele da Cidade&#8221;, è quasi una retrospettiva delle principali opere dell’artista, visto che presenta le famose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il sito Art Africa del Centro de Estudos Comparatistas dell&#8217;Università di Lisbona inaugura un ciclo di riproduzioni virtuali di mostre reali, pubblicando una serie di opere del grande artista e videomaker angolano António Ole. La mostra, dal titolo &#8220;Na Pele da Cidade&#8221;, è quasi una retrospettiva delle principali opere dell’artista, visto che presenta le famose installazioni <em>Margem da zona limite</em>, presentate alla Biennale di Johannesburg nel 1995, i Township Walls costruiti in Germania e alla Biennale di Venezia e le bellissime foto dei muri degradati (<em>Urban Choices I</em>). Lo sguardo poetico di Ole si posa con compassionevole e lucida attenzione sui muri della sua città, che ne sono la “pelle”, e continua a consegnarci opere straordinarie, raccolte qui come rappresentazioni di frontiere mutevoli, indefinite, porose, dove il tempo e la storia lasciano i loro segni stratificati.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra è visitabile all’indirizzo <a href="http://www.artafrica.info/html/expovirtual/expovirtual.php?ide=24" target="_blank">www.artafrica.info/html/expovirtual/expovirtual.php?ide=24</a></p>
<div id="attachment_4224" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/Ole_wall_1.jpg" rel="lightbox[4223]"><img class="size-full wp-image-4224 " style="border: 0pt none;" title="Ole_wall_1" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/Ole_wall_1.jpg" alt="" width="500" height="191" /></a><p class="wp-caption-text">António Ole, Township Wall, Africa Remix, Dusseldorf, 2004 ©António Ole</p></div>
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		<title>Inkanyiso solo exhibition by Zanele MuholiStevenson, Johannesburg, 7 luglio &#8211; 5 agosto 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 15:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Mantione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[comunità omosessuali]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[Zanele Muholi]]></category>

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		<description><![CDATA[Inkanyiso è il titolo della mostra monografica di Zanele Muholi che include tre nuovi cicli fotografici – nuovi ritratti delle serie ancora aperte Faces and Phases (2010-11), Beulahs (2007-10) e Transfigures (2010-11) – più il documentario Difficult Love (2010). Con questa mostra l’“attivista visuale” Muholi – come lei stessa ama definirsi – continua il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Inkanyiso</strong> è il titolo della mostra monografica di Zanele Muholi che include tre nuovi cicli fotografici –  nuovi ritratti delle serie ancora aperte <strong>Faces and Phases</strong> (2010-11), <strong>Beulahs</strong> (2007-10) e <strong>Transfigures</strong> (2010-11) – più il documentario <strong>Difficult Love</strong> (2010). Con questa mostra l’“attivista visuale” Muholi – come lei stessa ama definirsi – continua il suo lavoro sulle minoranze sessuali presentando nuove serie di ritratti in bianco e nero dedicati alle comunità omosessuali nere di Sudafrica, Botswana e Svezia. Il documentario <strong>Difficult Love</strong>, che ha già collezionato diverse partecipazioni a festival di tutto il mondo ma che per la prima volta viene presentato in una galleria d’arte, offre inoltre una prospettiva personale sulle sfide che devono affrontare le donne omosessuali nel Sudafrica d’oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Zanele Muholi è nata a Umlazi, Durban nel 1972 e vive a Città del Capo. Ha studiato fotografia al Market Photo Workshop in Newtown, Johannesburg. Nel 2009 è stata la Ida Ely Rubin Artist-in-Residence al Massachusetts Institute of Technology (MIT) e ha vinto il Casa Africa and Fondation Blachère awards ai Rencontres de Bamako – Biennale africana di fotografia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_4138" class="wp-caption alignleft" style="width: 208px"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/Muholi_faces1112.jpg" rel="lightbox[4100]"><img class="size-medium wp-image-4138     " style="border: 0pt none;" title="Zanele Muholi, Nzura Ntombozuko Ndlwana" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/Muholi_faces1112-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Vredehoek, Cape Town, 2011 Silver gelatin print Image size: 76.5 x 50.5cm Paper size: 86.5 x 60.5cm Edition of 8 + 2AP. © Muholi/Stevenson </p></div>
<div id="attachment_4128" class="wp-caption alignleft" style="width: 208px"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/Muholi_faces60.jpg" rel="lightbox[4100]"><img class="size-medium wp-image-4128    " style="border: 0pt none;" title="Zanele Muholi, Betesta Segale" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/Muholi_faces60-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Gaborone, Botswana, 2010 Silver gelatin print Image size: 76.5 x 50.5cm Paper size: 86.5 x 60.5cm Edition of 8 + 2AP. © Muholi/Stevenson</p></div>
<div id="attachment_4116" class="wp-caption alignleft" style="width: 208px"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/Muholi_faces93.jpg" rel="lightbox[4100]"><img class="size-medium wp-image-4116   " style="border: 0pt none;" title="Zanele Muholi, Yonela Nyumbeka" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/Muholi_faces93-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Makhaza, Khayelitsha, Cape Town, 2011 Silver gelatin print Image size: 76.5 x 50.5cm Paper size: 86.5 x 60.5cm Edition of 8 + 2AP. © Muholi/Stevenson  </p></div>
<div id="attachment_4111" class="wp-caption alignleft" style="width: 208px"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/Muholi_faces78.jpg" rel="lightbox[4100]"><img class="size-medium wp-image-4111   " style="border: 0pt none;" title="Zanele Muholi, Musa Ngubane" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/08/Muholi_faces78-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Constitution Hill, Johannesburg, 2010 Silver gelatin print Image size: 76.5 x 50.5cm Paper size: 86.5 x 60.5cm Edition of 8 + 2AP. © Muholi/Stevenson </p></div>
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		<title>Impressions from South Africa, 1965 to now MoMA, 23 marzo &#8211; 29 agosto 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 14:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Mantione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetto]]></category>
		<category><![CDATA[Anton Kannemeyer]]></category>
		<category><![CDATA[Conrad Botes]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il MoMA di New York ospiterà fino al 29 agosto Impressions from South Africa, 1965 to now, mostra collettiva di artisti sudafricani che presenta opere di vario genere quali poster, copertine di fumetti, serigrafie, elaborazioni fotografiche, ecc. La scelta di dedicare la mostra a una produzione artistica più vicina al mondo delle arti applicate che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4077" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/07/Conrad_Botes.jpg" rel="lightbox[4075]"><img class="size-medium wp-image-4077        " style="border: 0pt none;" title="Secret Language II" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/07/Conrad_Botes-250x300.jpg" alt="Conrad Botes, Secret Language II" width="250" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Conrad Botes. Secret Language II. 2005. Lithograph, composition: 17 11/16 x 14 15/16&quot; (45 x 38 cm). Publisher and printer: The Artists’ Press, White River, South Africa Edition: 30. The Museum of Modern Art. General Print Fund. © 2011 Conrad Botes </p></div>
<p style="text-align: justify;">Il MoMA di New York ospiterà fino al 29 agosto <strong>Impressions from South Africa, 1965 to now</strong>, mostra collettiva di artisti sudafricani che presenta opere di vario genere quali poster, copertine di fum<img src="file:///Users/Kalakuta/Desktop/50434.jpg" alt="" />etti, serigrafie, elaborazioni fotografiche, ecc. La scelta di dedicare la mostra a una produzione artistica più vicina al mondo delle arti applicate che ai media canonici non è però casuale e rispecchia invece la situazione degli ambienti artistici sudafricani all’epoca dell’Apartheid, quando le opportunità nel mondo dell’arte non erano le stesse per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo contesto il printmaking e i settori ad esso collegati, grazie alla disponibilità di formati flessibili, trasportabili e relativamente economici, ha rappresentato un punto fondamentale nello scambio di idee e nella promulgazione della resistenza politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le opere incluse nella mostra sono esposti alcuni lavori di William Kentridge, Conrad Botes e Anton Kannemeyer.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Breve ricordo dell&#8217;artista Goddy Leye</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 09:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Sandra Federici]]></category>
		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Art Bakery]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea africana]]></category>
		<category><![CDATA[Douala]]></category>
		<category><![CDATA[Goddy Leye]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 19 febbraio 2011 l’artista camerunese Goddy Leye è morto dopo una breve malattia all’ospedale di Bonassama a Douala. Era uno dei più conosciuti artisti africani, presente in numerose mostre e progetti sull’arte contemporanea africana e internazionale, e promotore lui stesso di iniziative artistiche importanti, punto di riferimento per tanti artisti, non solo in Camerun. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 19 febbraio 2011 l’artista camerunese Goddy Leye è morto dopo una breve malattia all’ospedale di Bonassama a Douala.<br />
<a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/02/CracoviaBasLouter.jpg" rel="lightbox[3705]"><img title="Goddy Leye a Cracovia, foto di BasLouter" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/02/CracoviaBasLouter.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Era uno dei più conosciuti artisti africani, presente in numerose mostre e progetti sull’arte contemporanea africana e internazionale, e promotore lui stesso di iniziative artistiche importanti, punto di riferimento per tanti artisti, non solo in Camerun. Nel 2003 aveva iniziato il progetto Art Bakery, un programma di residenze artistiche ospitato nel suo studio di Bonendale, vicino a Douala.</p>
<p>Goddy Leye realizzava soprattutto video e video installazioni.</p>
<p>Il suo lavoro si concentra sui temi della memoria, della costruzione della storia, dell’identità, del postcolonialismo, sulle trasformazioni urbane.</p>
<p>Oltre che per la sua importanza nell&#8217;arte contemporanea, lo ricordiamo come un intellettuale colto, intelligente e gentile.</p>
<p>Alcune frasi dal suo sito (http://goddyleye.lecktronix.net/):</p>
<p><em>My work is about MEMORY. I am interested in stories and histories, myths and mysteries lying underneath the surface of things, events , places, people.</em></p>
<p><em>Having been born and bred in an environment where the past was either forbidden or intentionally distorted in order to create a schizophrenic mind in the post-colony, I guess there has always been/there is still, the need to rewrite HISTORY.</em></p>
<p><em>For a decade now, I have been busy exploring my memory</em></p>
<p><em><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/02/ArtBakeryPhoto-012.jpg" rel="lightbox[3705]"><img class="alignright size-full wp-image-3711" title="La sede della residenza Art Bakery" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/02/ArtBakeryPhoto-012.jpg" alt="" width="1200" height="900" /></a></em></p>
<p><em> </em></p>
<div><span style="color: #0000ee; -webkit-text-decorations-in-effect: underline;"><br />
</span></div>
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		<title>Il sangue non è acqua: a proposito di Saif el-Islam Gheddafi</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 12:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Federici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di Sandra Federici]]></category>
		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Industrie culturali]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea del Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Gaddafi International Foundation for Charity Associations]]></category>
		<category><![CDATA[repressione in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Saif el-Islam Gheddafi]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stato impressionante vedere in televisione il figlio di Gheddafi, Saif el-Islam, dire con aria serissima che è in atto un «complotto» contro la nazione da parte di un non meglio precisato «movimento separatista», e che «questi scontri possono portare alla guerra civile», che i libici combatteranno fino all’ultimo uomo. Impressionante perché 8 anni fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato impressionante vedere in televisione il figlio di Gheddafi, Saif el-Islam, dire con aria serissima che è in atto un «complotto» contro la nazione da parte di un non meglio precisato «movimento separatista», e che «questi scontri possono portare alla guerra civile», che i libici combatteranno fino all’ultimo uomo.</p>
<p>Impressionante perché 8 anni fa abbiamo pubblicato sulla nostra rivista <em>Africa e Mediterraneo</em> (n. 43-44, Arte contemporanea del Nord Africa, vedi http://laimomo.it/front-end/detail_new.php?p=94&amp;c=5&amp;a=0&amp;pd=N) delle opere d’arte contemporanea realizzate da lui, e una scheda su Saif el-Islam Gaddafi come artista.</p>
<p>Avevamo fatto un numero sull’arte dei cinque paesi del Nord Africa e tra questi erano incluse anche le poche informazioni che eravamo riusciti ad avere dalla Libia. La fonte principale era stato il materiale della mostra “Il deserto non è silente”, ospitata nel 2002 a Castel Sant’Angelo Roma e in seguito a Milano al Palazzo della Ragione, e promossa proprio dalla <a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/02/Alema-e-ghed.jpg" rel="lightbox[3690]"><img class="alignright size-full wp-image-3691" title="D'Alema e Gheddafi al vernissage di Roma" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/02/Alema-e-ghed.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>, di cui Saif el-Islam è presidente.</p>
<p>E pensare che alcune opere non erano neanche male. Lui è un architetto, ed è stato sempre visto a livello internazionale come la speranza della modernizzazione e del buon governo in Libia, interessato a puntare sui rapporti euro-mediterranei, sulla cultura e il turismo. Ad esempio ultimamente aveva presentato un bel progetto per la creazione di un parco naturalistico ed archeologico presso Cirene.</p>
<p>Insomma, sembrava una persona normale. Invece, si vede che il sangue non è acqua, e di fronte al pericolo di perdere il potere si è fatto sentire.</p>
<p>Comunque… questa è una foto di quando inaugurava la mostra a Roma, a fianco di Massimo D’Alema. Forse si divertiva di più che a guidare la repressione del suo popolo in rivolta. Chissà.</p>
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		<title>L’Africa delle meraviglie – Arti africane nelle collezioni italiane</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 14:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>

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		<description><![CDATA[Palazzo Ducale e Castello d&#8217;Albertis, Genova 31 dicembre &#8211; 5 giugno 2011 Finalmente un &#8220;grande evento&#8221; è dedicato all&#8217;arte africana. E&#8217; in corso infatti a Genova presso il Palazzo Ducale e il Castello d&#8217;Albertis una esposizione di opere d’arte africana tradizionale che è stata inaugurata il 31 dicembre e sarà aperta fino al 5 giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Palazzo Ducale e Castello d&#8217;Albertis, Genova 31 dicembre &#8211; 5 giugno 2011</p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/01/hp04.jpg" rel="lightbox[3605]"><img class="size-full wp-image-3611 alignleft" title="hp04" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/01/hp04.jpg" alt="" width="120" height="160" /></a></p>
<p>Finalmente un &#8220;grande evento&#8221; è dedicato all&#8217;arte africana. E&#8217; in corso infatti a Genova presso il Palazzo Ducale e il Castello d&#8217;Albertis una esposizione di opere d’arte africana tradizionale che è stata inaugurata il 31 dicembre e sarà aperta fino al 5 giugno 2011.</p>
<p>Curata da Ivan Bargna e Giovanna Parodi da Passano con la collaborazione di Marc Augé, la mostra offre la possibilità di apprezzare oltre 350 opere provenienti da prestigiose collezioni private italiane, in gran parte inedite.</p>
<p>Frutto della collaborazione fra vari antropologi e l’artista Stefano Arienti, tale progetto consente di effettuare un avvincente percorso all’interno della cultura e dell’arte dell’Africa subsahariana: dalla Liberia al Camerun, dal Mali al Congo.</p>
<p>Con l’allestimento di maschere, statuette di legno, feticci e altre affascinanti sculture l’artista pone l’accento sulla tattilità e sulla materialità degli oggetti d’arte africana, evocando magistralmente la realtà di questi Paesi.</p>
<p>A creare quest’atmosfera, contribuiscono ancor di più i tre colori dominanti dell’arte africana tradizionale, ossia bianco, rosso e nero.</p>
<p><a href="http://www.palazzoducale.genova.it" target="_blank">www.palazzoducale.genova.it</a></p>
<p><a href="http://www.africadellemeraviglie.it" target="_blank">www.africadellemeraviglie.it</a></p>
<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/01/pd09.jpg" rel="lightbox[3605]"><img class="alignnone size-full wp-image-3612" title="pd09" src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/01/pd09.jpg" alt="" width="125" height="160" /></a><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2011/01/hp01.jpg" rel="lightbox[3605]"><br />
</a></p>
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		<title>6/7/2010- Esposizione d&#8217;arte di Ann Mary Gollifer a Londra</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 11:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda cultura luglio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Ann Mary Gollifer]]></category>
		<category><![CDATA[Esotismo]]></category>
		<category><![CDATA[Esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Evento: Mostra &#8220;What am I doing here? Ke dirang ha?&#8221; Dove: Bicha Gallery, Londra. Quando: Dal 6 al 18 luglio 2010. Informazioni: La Bicha Gallery di Londra presenta un&#8217;esposizione d&#8217;opere di Ann Mary Gollifer, artista britannica trasferitasi in Botswana. L&#8217;esposizione affronta la tematica dell&#8217;esotismo e i lavori esposti sono ispirati alla questione della condizione umana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/06/Gollifer_July_2010_B_Exhibition_Image.gif" rel="lightbox[3108]"><img src="http://www.africaemediterraneo.it/blog/../public/2010/06/Gollifer_July_2010_B_Exhibition_Image-150x150.gif" alt="Gollifer_July_2010_B_Exhibition_Image" title="Gollifer_July_2010_B_Exhibition_Image" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-3111" /></a><strong>Evento:</strong> Mostra &#8220;What am I doing here? Ke dirang ha?&#8221;</p>
<p><strong>Dove:  </strong> Bicha Gallery, Londra.</p>
<p><strong>Quando: </strong> Dal 6 al 18 luglio 2010.</p>
<p><strong>Informazioni: </strong> La Bicha Gallery di Londra presenta un&#8217;esposizione d&#8217;opere di <a href="http://www.anngollifer.com/cv.html">Ann Mary Gollifer</a>, artista britannica trasferitasi in Botswana. L&#8217;esposizione affronta la tematica dell&#8217;esotismo e i lavori esposti sono ispirati alla questione della condizione umana, della storia e dell&#8217;identità, sia personale che collettiva. Le opere includono vignette fotografiche, autoritratti e rappresentazioni di oggetti personali d&#8217;uso quotidiano. <a href="https://secure.bicha.co.uk/future-exhibitions.html">Info.</a> </p>
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