05 April 2013

Bufala online sulla morte di Mandela

Vado su Facebook e leggo che un amico scrittore senegalese ha postato 16 ore fa un messaggio di lutto per la morte di Mandela, “addio guerriero zulu” (Mandela è xhosa, comunque). Seguono commenti di circostanza sulla scomparsa del grande personaggio.

Trasecolo.

Ma come, mi dico, mi è scappata una notizia come questa?!

Mi precipito a vedere il link alla notizia, pubblicata su Al Wihda, giornale diffuso in Ciad, Bénin, Sudan, Niger, Nigeria e presente online con un sito di news e commenti.

Una breve notizia dell’1 aprile con tanto di foto e refuso nel titolo Neslon invece di Nelson http://www.alwihdainfo.com/Afrique-du-Sud-Mort-de-Neslson-Mandela_a7117.html?start=10#comments

In basso, nella sezione discussioni vedo il link alla notizia della smentita della morte di Mandela da parte della presidenza del Sudafrica. Il webmaster di Al Wihda spiega di aver preso la precauzione di far seguire alla notizia della morte la dicitura in rosso “poisson d’Avril”. Poi afferma con soddisfazione che il sito è stato preso d’assalto da 40.000 visitatori:  quello che si dice un BUZZ.

In conclusione il gruppo Al Wihda augura lunga vita al leader africano Mandela!

Furibondi e indignati i commenti dei lettori…

http://www.alwihdainfo.com/Afrique-du-Sud-La-Presidence-dement-la-mort-de-Mandela_a7131.html

E’ incredibile cosa si arriva a fare per suscitare un po’ di “movimento” sul proprio sito internet.

(Immagine di Michael Sean Gallagher)

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28 March 2013

L’Africa alla Bologna Children’s Book Fair 2013

Anche quest’anno l’Africa è presente alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, il più importante appuntamento internazionale per i professionisti dell’editoria per ragazzi, che si chiude oggi.

Gli operatori osservano lunghissime pareti ricoperte di biglietti di illustratori e autori che cercano contatti e occasioni di lavoro

La fiera fa sempre impressione per la quantità e varietà di presenze e proposte: non solo editori e agenti letterari, ma anche illustratori, autori, editor, traduttori, bibliotecari, librai… Gli editori africani di solito partecipano grazie a contributi degli Stati o della cooperazione internazionale in uno stand collettivo. Quest’anno l’Alliance internationale des éditeurs Indépendants  (http://www.alliance-editeurs.org/) ha organizzato in partenariato con la Children’s Bookfair un atelier di formazione che ha riunito diversi editori africani a Bologna dal 23 al 27 marzo.

In fiera abbiamo incontrato le case editrici presenti che ci hanno raccontato le loro attività, con le difficoltà e i successi, e l’esperienza presso la fiera Bolognese.

Tutti erano molto soddisfatti dell’atelier, in cui sono state presentate da parte di esperti alcune fasi della filiera del libro, in particolare quelle legate all’evento a cui stavano partecipando e cioè acquisto e vendita di diritti e presenza a fiere internazionali, regole editoriali nella produzione dei libri in vista dell’accesso a mercati esteri.

Ecco gli editori presenti allo stand collettivo. Éditions Ruisseaux d’Afrique (Benin), di Beatrice Lalinon Gbado, la casa editrice dell’Africa Occidentale più strutturata e collegata internazionalmente, con pubblicazioni di ottima qualità. Éditions Bakame, fondata in Rwanda dopo il genocidio, che pubblica in francese e kinyarwanda. La fondatrice, Agnès Gyr, ha partecipato anche al convegno Multiculturalism in children’s books: difference in translation, con editori e agenti letterari da Brasile, Francia e Regno Unito.

Éditions Donniya, del Mali, una struttura che oltre ai libri scolastici pubblica storie per ragazzi in francese e bambara sulla storia africana precoloniale, come l’epopea di Sundjata.

Éditions Jeunes malgaches, librai di Antananarivo che dal 2004 si lanciati nelle pubblicazioni in malgascio e che sono impegnati anche nella promozione della lettura con biblioteche itineranti.

Erano presenti anche le Éditions Eburnie della Costa d’Avorio, le Éditions Ago, del Togo, e Pallas, casa editrice brasiliana che pubblica libri per l’infanzia sulle radici africane del Brasile e che ha venduto due delle sue storie “africane” ai beninesi di Ruisseaux d’Afrique (i flussi dell’intercultura sono sempre sorprendenti).

Partecipa autonomamente alla fiera anche la casa editrice sudafricana Fantasi, presente con un ricco catalogo di diritti.

Lucy Stuart Clark, Table Mountain's Holiday. Un enorme dinosauro sta facendo il bagno nel mare di Cape Town, tra surfisti e balene... chissà cosa succede nel seguito della storia?.

Da ultimo, nell’Esposizione internazionale degli illustratori, uno dei più grandi e prestigiosi concorsi internazionali del settore, è stata selezionata tra i 77 autori (tra 3147 illustratori partecipanti da 64 paesi) la sudafricana Lucy Stuart-Clark, che viene dal Department of Visual Arts della Stellenbosch University, punto di riferimento per l’arte e il fumetto sudafricani contemporanei.

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21 March 2013

Un calcio al razzismo: 21 marzo Giornata contro la discriminazione razziale

Il 3 gennaio si giocava un’amichevole di calcio a Busto Arsizio: Pro-Patria, la squadra locale, contro Milan.  A un certo punto Kevin Boateng, disgustato dagli insulti razzisti dei tifosi locali, tirò una pallonata verso il pubblico, si levò la maglia e se ne andò. La notizia fece il giro del mondo.

Oggi Kevin Boateng è stato invitato a parlare alla sede dell’ONU a Ginevra in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali. Ha detto parole di circostanza, un po’ prevedibili. Ma tutti sanno che il discorso più significativo lo ha fatto tirando quel calcio e rifiutandosi categoricamente di continuare la partita, dimostrando che non si può accettare di “esibirsi” mentre alcune (sì, anche se solo alcune) persone pronunciano liberamente parole razziste.

Questo gesto mi ha ricordato un altro momento di questa forse utopica marcia verso “l’eliminazione delle discriminazioni razziali”: la premiazione degli statunitensi Tommie Smith e John Carlos e dell’australiano Peter Norman durante le Olimpiadi di Città del Messico del ’68.  Ascoltando l’inno nazionale a testa bassa, Smith e Carlos alzarono il pugno avvolto in un guanto nero a sostegno del movimento denominato Olympic Project for Human Rights (Progetto olimpico per i diritti umani). Subirono sanzioni e critiche per quella coraggiosa protesta. Come quella di Boateng, una protesta scorretta secondo i regolamenti sportivi, ma capace di colpire l’immaginazione come solo lo sport a volte riesce a fare.

Smith aveva battuto il record del mondo dei 200 metri, scendendo per la prima volta sotto i 20 secondi (19″ 83). Il suo record rimase imbattuto per 11 anni, finché nel 1979 Pietro Mennea scese a 19″ 72 sempre a Città del Messico. Mennea, che se ne è andato oggi.

Boateng lascia il campo della partita Milan-ProPatria disgustato dagli insulti razzisti del pubblico

La protesta di Smith e Carlos alle olimpiadi di Città del Messico nel 1968

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22 February 2013

Elezioni 2013

Sono tanti i cittadini di origine straniera candidati nelle imminenti elezioni politiche. Li troviamo soprattutto nelle file del Centro-Sinistra (Khalid Chaouki in Campania, Nona Evghenie a Padova, Fernando Biague in Trentino Alto-Adige, Cecile Kyenge a Modena), ma anche del Centro Destra (Tony Chike Iwobi detto Toni è candidato a Bergamo per la Lega Nord).

Africa e Mediterraneo vede due degli autori che hanno scritto sulle sue pagine candidati alle elezioni regionali: Pap Khouma in Lombardia e Jean Léonard Touadi, già deputato nella legislatura in chiusura, in Lazio.

Abbiamo sentito Pap in questi giorni: si presenta con SEL nella lista Ambrosoli. “Sono contento di questa campagna, ha detto, ho percepito tanto interesse per la mia candidatura. Tanti si sono complimentati con me. Poi vedremo, nel segreto dell’urna, cosa faranno…”

L’Italia ha davvero bisogno di nuove idee, di energie “differenti” che stimolino un rinnovamento con le loro esperienze di vita difficili e preziose. Non ci resta che fare un “in bocca al lupo” a tutti.

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18 July 2012

Oggi Nelson Mandela compie 94 anni. Auguri Presidente!

Un interessante articolo del giornale sudafricano Mail & Guardian riporta le polemiche relative allo “sfruttamento” dell’immagine di Mandela da parte del suo partito, L’African National Congress (ANC), per legittimarsi politicamente. L’articolo riporta anche le opinioni di Ebrahim Fakir, manager presso l’Electoral Institute for the Sustainability of Democracy in Africa, che fa notare come l’immagine di Mandela sia sfruttata anche dal punto di vista commerciale, come quella di Che Guevara e Steve Biko. Lo stesso Mandela ha concesso questo tipo di utilizzo commerciale per finanziare progetti umanitari, ma in tanti altri casi la sua immagine è “venduta” a fini puramente commerciali.

http://mg.co.za/article/2012-07-17-mandela-an-aging-icon

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05 July 2012

Petizione a sostegno degli artisti tunisini

L’esposizione di arte contemporanea tunisina Printemps des Arts, organizzata a La Marsa (Cartagine) dall’1 al 10 giugno ha provocato l’ira di gruppi salafiti e giovani violenti che hanno danneggiato alcune opere e costretto le autorità a imporre il coprifuoco e i galleristi a ritirare le opere.

Alcuni giovani integralisti hanno giudicato blasfemo il contenuto delle opere esposte e hanno fatto irruzione nel palazzo Abdellia danneggiando alcune opere, in particolare l’istallazione Le Ring dell’artista Faten Gaddes, costituita da un ring su cui erano appesi punching balls raffiguranti volti di donne. Alcune tele sono state lacerate, e nei giorni seguenti altri attacchi sono avvenuti contro l’Istituto Superiore di Belle Arti e le sedi di partiti laici e sindacati. In questa galleria di Le Monde sono pubblicate le foto dei danni provocati. http://www.lemonde.fr/international/portfolio/2012/06/14/exposition-le-printemps-des-arts-2012-a-la-marsa-en-tunisie_1718066_3210.html

Il direttore della manifestazione, l’artista italiano Paolo Perrelli ha denunciato la natura politica dell’attacco “Una politica di non definita natura e intenzione, caduta purtroppo talmente in basso da utilizzare il braccio violento dei fondamentalisti religiosi per dimostrare che chi possiede un’autodeterminazione critica nei confronti dell’ oscurantismo religioso, può produrre una minaccia per il mondo islamico, quindi va ucciso”.

Diversi artisti tunisini si sono riuniti a Parigi per protestare contro questa accusa di essere miscredenti e soprattutto per lamentarsi del fatto di non essere stati protetti dalle autorità tunisine. Su vari siti sono apparse vignette e scritte satiriche (raccolte in questo articolo http://fr.globalvoicesonline.org/2012/06/21/113770/). E’ stato criticato soprattutto il Ministro della Cultura Mehdi Mabrouk che non ha difeso la manifestazione ma l’ha fatta chiudere, giustificando di fatto le violenze affermando che l’arte contemporanea non deve “attaccare i simboli religiosi”.

E’ possibile firmare un appello a difesa della libertà artistica promosso dal Collettivo tunisino per l’arte, la cultura e le libertà qui.

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20 June 2012

Giornata mondiale del Rifugiato: un pensiero per le donne e i bambini

Magdy El-Shafee, particolare dalla storia That's mine, in Africa Comics 2005-2006, Lai-momo 2006

Oggi, 20 giugno 2012, si celebra la Giornata mondiale del Rifugiato, promossa dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, con l’obiettivo di fare conoscere la situazione in cui si trovano a vivere milioni di persone. “Una sola famiglia distrutta dalla guerra è già troppo” è lo slogan della Giornata, che viene celebrata quest’anno in Italia da decine di enti locali, organizzazioni non governative e associazioni.

Nel 201 il numero di persone diventate rifugiate è stato il più alto dal 2000. È quanto emerge dal rapporto annuale appena pubblicato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Nella pubblicazione “2011 Global Trends” l’UNHCR presenta informazioni e dati dettagliati sulla portata delle migrazioni forzate provocate da una serie di gravi crisi umanitarie, cominciate alla fine del 2010 in Costa d’Avorio e seguite da altre in Libia, Somalia, Sudan e altri paesi. Complessivamente 4,3 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie aree d’origine, 800.000 delle quali attraversando il confine dei propri stati e diventando rifugiati.

“Il 2011 ha visto sofferenze di dimensioni memorabili. Il fatto che così tante vite siano state sconvolte in un periodo di tempo così breve implica enormi costi personali per tutti coloro che ne sono stati colpiti” ha dichiarato António Guterres, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati a capo dell’UNHCR.

In Italia, secondo la Commissione Nazionale per il Diritto di Asilo, nel 2011 ci sono state 37350 domande d’asilo, di cui più di 28500 di persone provenienti dall’Africa.

Riguardo a tutto questo, un pensiero particolare va ai bambini, coinvolti in sofferenze, fatiche, disagi di cui spesso non capiscono bene la causa. Bisogna fare il possibile per l’accoglienza e l’integrazione di questi bimbi a cui è toccata una cattiva sorte, affinché ci sia per loro un po’ di giustizia e riescano ad avere quella parte di felicità a cui ogni bimbo ha diritto.

Un altro pensiero va alle donne, per loro pubblichiamo questa poesia di Lewis Nkosi, scrittore sudafricano legato alla rivista Drum e costretto a fuggire dal proprio Paese allora dominato dal regime dell’Apartheid, nella traduzione di Antonio Dalla Libera

Donna rifugiata

Donna rifugiata
Donna rifugiata!
Donna senza nome, terra, amici,
donna il cui nome è Miseria,
fiore certamente perituro!
Uomini ti hanno vista in Giudea
raggomitolata in un letto di paglia
nell’attesa di dar vita a un bimbo in una greppia,
o pronta nel fuggire ai tremendi soldati di Re Erode;
una volta ti videro scappare alle bombe in
Corea, a Hiroshima e Dresda;
una volta metterti al riparo di pianta in pianta in Vietnam ma –
sempre con un bimbo in braccio!
sempre, quel grido smorzato in gola,
affamata, assetata, consunta come una scorza secca,
accampata, bivaccata, al freddo e sola, stuprata o abbandonata,
gli occhi negati alla luce di ogni cielo.
Una volta ti vidi a Soweto,
arrabbiata come una chioccia arrabbiata,
mettere al riparo i bambini minacciati da pallottole vaganti;
poi, non ti vidi più rifugiata, ma rifugio
di tutta l’infanzia miserabile del mondo.
Oh, Donna Rifugiata!
Madre, zia, sorella,
antenata – donna Rifugiata!
accogli quest’altro bambino nelle tue forti e salde braccia!

Questa poesia è pubblicata nel numero 75 di Africa e Mediterraneo dedicato a Lewis Nkosi

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28 March 2012

Due giorni con Franco Pittau

Negli ultimi due giorni, 26 e 27 marzo, abbiamo realizzato 4 eventi di presentazione del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes in Emilia-Romagna. In tutti gli eventi (San Pietro in Casale, Imola, Parma e Ravenna) era presente come relatore Franco Pittau, coordinatore del Dossier Immigrazione.

Quando presenta la concretezza dei dati statistici, che il Dossier raccoglie grazie al lavoro di una redazione centrale e di un gruppo di ricercatori in tutta Italia, e che sono soprattutto una serie di numeri, Pittau lo fa con tanta passione e vivacità che viene da definirlo un “promotore dell’integrazione”. Invita il pubblico a conoscere il fenomeno migratorio, capirne l’importanza come elemento strutturale nella nostra società, e cogliere le opportunità di dialogo che offre.

Nel lavoro di organizzazione dei 4 eventi, ci ha impressionato la sua capacità di “fare rete”, senza dimenticare nessuno e senza lasciare cadere nessuna occasione di lavorare insieme. Con competenza, attenzione alle persone, e soprattutto con una ricchissima rubrica telefonica, Pittau è riuscito a creare attorno al Dossier una comunità, una rete vera di persone che supportano e seguono il suo lavoro di ricerca e sensibilizzazione in tutta italia, organizzando centinaia di incontri ogni anno.

Altro che social network e community manager…

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13 December 2011

Solidarietà alla comunità senegalese

Sabato sera eravamo in centro a Firenze, al Caffè letterario delle Murate. Presentavamo il dossier di Africa e Mediterraneo sul Senegal assieme a Cheikh Tidiane Gaye, un giovane senegalese che è venuto a vivere in Italia 15 anni fa e, oltre a lavorare in banca, pubblica poesie. Come per tanti poeti italiani, la poesia è per lui un’intensa attività parallela alla vita professionale.

Abbiamo passato una serata piacevole, interessante, in un posto bellissimo. Lui ha fatto alcune letture, abbiamo parlato di poesia, di rime e metrica, di consonanze. Una tranquilla normalità.

Oggi, in centro a Firenze, alcuni cittadini senegalesi che commerciavano al mercato sono stati braccati, come selvaggina durante una caccia. In una scena terrorizzante, due di loro sono stati uccisi, tre sono gravemente feriti. L’autore di questo massacro è un folle razzista, italiano. Un poveretto, che ha nutrito la sua solitudine di assurde teorie e, dobbiamo dirlo, di una retorica violenta e xenofoba che certi politici di livello nazionale hanno usato in questi anni con troppa leggerezza, Impuniti. Così questo Gianluca Casseri ha covato propositi isterici e violenti contro l’“invasione degli immigrati”. E oggi ha pensato di realizzarli.

Adesso chi ripagherà questi due ragazzi uccisi degli anni persi? Del futuro interrotto per sempre da un odio senza ragione? Del terrore vissuto negli ultimi istanti?

Non sappiamo cosa dire. Possiamo solo esprimere tutta la nostra solidarietà alla comunità senegalese presente in Italia, 80.000 cittadini che vivono con noi.

Copiamo qui dalla rivista El-Ghibli (http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/id_1-issue_08_33-section_1-index_pos_3.html) un brano della lettera scritta qualche tempo fa da Cheikh per i 150 dell’unità della nostra Patria, che lui non può chiamare madre, e chiama affettuosamente “zia”. Facendo un discorso davvero patriottico, alla faccia delle teorie destrorse che hanno nutrito e nutrono questi gesti folli.

Lettera alla zia che compie 150 anni

Cheikh Tidiane Gaye

Cara zia,

Vengo dal Sahara, non dal tuo grembo. Oggi vivo nella Pianura Padana, nutrito al tuo seno, la tua sabbia è così fresca e sobria che mi sono ritrovato giustamente accolto.
Se potessi oggi ribattezzarti, ti chiamerei Unità. A guardarti da lontano e a scrutarti, mi viene da cantare la tua ricca storia.
Zia, hai pettinato il mio cammino e mi vanto del tuo passato. Parlo della storia delle due Sicilie, l’impresa dei Mille, il Risorgimento e la tua Unità da cui nascono la tua umiltà e l’amore per i tuoi figli. Una nazione forte e rispettata. La forza di un popolo risiede nella sua vitalità solidale e nella sua capacità di rispondere alle grandi sfide. Questa capacità la traduce il popolo. È quindi il tempo del popolo, del grande popolo che incarna la sovranità nazionale. Sovranità uguale a democrazia. Utilizzo quest’eloquente parola, non per teorizzare o per semplice retorica, ma il popolo sovrano è, esiste e sa rispondere.
(…)
Il popolo, siamo noi. I tuoi figli, abitanti del nord, del sud, i figli partoriti dall’immigrazione e dall’emigrazione; i figli di questa terra che sposano la Costituzione, che si alzano la mattina per recitare il primo articolo stampato in grassetto nella nostra bibbia costituzionale: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” Il loro sudore annaffia la floridezza di questo paese.

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26 September 2011

La morte di Wangari Maathai: una donna e i semi dell’utopia

Qualcuno dice di aver messo fuori la bandiera della pace, qualcun altro che pianterà degli alberi in suo onore, una donna dice di essere diventata più forte grazie al suo esempio, e tanti, quasi tutti, la chiamano “mama”. Infiniti sono i messaggi di cordoglio sulla pagina facebook di Wangari Maathai, e tanti gli “emoticons” o “faccine gialle” con gli occhi tristi o le lacrime postati sui forum di discussione come il kenyano wazua.co.ke.

Docente di veterinaria e ambientalista, Wangari Maathai, kenyana, è stata la prima donna africana ad avere ricevuto il Premio Nobel per la pace. Il 25 settembre, a 71 anni, è morta dopo una lunga battaglia contro il cancro

Nel 2004 aveva ricevuto il riconoscimento del Nobel per il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace. Ma proprio questo impegno le è costato violenze, persecuzioni e persino il carcere.

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