31 agosto 2021

I partner della School

L’International School on Migration 2021 vanta una solida rete di partner che sostengono e diffondono il messaggio di sviluppo socialmente sostenibile di cui si fa portavoce. Ogni partner promuove il principio della creazione di lavoro condiviso e crescita orizzontale in ambito locale, nazionale e internazionale, portando avanti le tematiche sociali dell’Agenda 2030 nel mondo dell’imprenditoria e della formazione.

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Global Compact Italia è la fondazione delle Nazioni Unite che diffonde in Italia la cultura della cittadinanza d’impresa e della sostenibilità espresse nel Global Compact internazionale. GCI tutela l’ambiente e i diritti umani e dei lavoratori, supportando gli Obiettivi Globali di sviluppo sostenibile grazie al contributo di una rete di oltre 400 di sostenitori e volontari che nel 2020 hanno incluso, tra gli altri, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e UN Women.

Associazione Coordinamento Agende 21 Locali Italiane promuove lo sviluppo equo e durevole tramite azioni di informazione, sostegno e lobbying che sensibilizzano gli stakeholder del territorio sull’importanza di conciliare crescita economica e tutela della natura e della cittadinanza.   

Kyoto Club è un’associazione romana no-profit che crea conoscenza e promuove interventi per il consolidamento di una cultura d’impresa e sociale ambientalista, valorizzando le buone pratiche di contrasto ai cambiamenti climatici.

Mercato Circolare è una start-up torinese innovativa a vocazione sociale che crea connessioni tra imprese e società civile, promuovendo l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile tramite eventi formativi, divulgativi, workshop e sperimentazioni artistiche. 

Ashoka, nata nel 1980 in India e poi diffusasi in 89 paesi del mondo, è la rete che diffonde il messaggio di sostenibilità e innovazione della migliore imprenditoria sociale internazionale. Ashoka accompagna questi “agenti del cambiamento” visionari in un percorso di divulgazione finalizzato a generare sviluppo sociale positivo e diffuso, con una grande attenzione alla misurazione d’impatto. Ashoka Italia, partner ufficiale della Scuola, gestirà il lavoro di gruppo sulle metodologie di valutazione.

B&W: Black and White – The Migrant Trend è un’associazione di promozione sociale con sede a Roma che collabora con la rete nazionale di sartorie sociali, brand e stilisti di origine migrante, creando occasioni di formazione, divulgazione, integrazione e networking tra queste realtà e il mondo del Made in Italy.

BJCEM – Biennale des Jeunes Créateurs de l’Europe et de la Méditerranée è una rete di 47 partner che diffonde il messaggio di solidarietà, rispetto per la differenza e integrazione socio-culturale attraverso l’arte. Ogni anno BJCEM organizza un festival multidisciplinare che propone laboratori, attività formative e performance per giovani artisti da tutte le sponde del Mediterraneo.

NATION 25 è un collettivo artistico italiano e piattaforma artistica che affronta le tematiche della migrazione  in modo critico e creativo, concentrandosi, nello specifico sulle esperienze degli oltre 50 milioni di rifugiati che oggi popolano il pianeta.

CEMORE è il centro di ricerca sulla mobilità fondato nel 2003 all’Università di Lancaster per mappare e analizzare gli aspetti socio-culturali dei fenomeni migratori planetari. Il modello di ‘qualità della vita’ sviluppato dal CEMORE mette al centro della discussione i temi della sostenibilità, dell’uguaglianza, della giustizia e della responsabilità sociale che, dal 2020, confluiscono in una ricerca approfondita sui cambiamenti climatici.

La Scuola di Alta Formazione sulla sostenibilità ed economia circolare di “Unitelma Sapienza” è un’istituzione leader europea che promuove la ricerca e la formazione sui modelli di produzione e consumo non-lineare nella cornice degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. 

Abantu è una cooperativa sociale che dal 2013 porta avanti azioni di sostenibilità sociale, promuovendo lo sviluppo umano e misure di inclusione e democrazia sociale attraverso iniziative di inserimento lavorativo dei migranti orientate a contrastare il disagio e all’emarginazione. Da anni, Abantu porta avanti il laboratorio di moda etica Cartiera che produce accessori in pelle e altri materiali destinati allo smaltimento impiegando lavoratori e lavoratrici in condizione di svantaggio.

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The School’s partners

The International School on Migration 2021 relies on a network of partners that share and support the idea of socially sustainable development. Each partner promotes the goal of creating shared value and fostering horizontal growth in the fields of business and education, at the local, national, and international level and in the framework of Agenda 2030.

Global Compact Italia is the United Nations foundation that endorses the culture of business citizenship and sustainability in Italy, according to the principles of the international Global Compact. GCI safeguards the environment and human and workers’ rights, supporting the Sustainable Development Goals with the help of more than 400 partners, supporters and volunteers, which in 2020 included the Italian Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation, the Italian Ministry of Environment, Land and Sea, and UN Women.

Associazione Coordinamento Agende 21 Locali Italiane encourages equitable and long-lasting development through educational and lobbying actions that raise awareness among Italian stakeholders on the need to combine economic growth with environmental and human safety.   

Kyoto Club is a Rome-based not-for-profit association that creates knowledge and promotes actions to strengthen a socially and environmentally-oriented business culture, promoting good practices that combat climate change.

Mercato Circolare is an innovative start-up from Turin with a social vocation that fosters connections between businesses and the civil society, endorsing the circular economy and sustainable development models with educational events, workshops, and art performances. 

Ashoka is a global network launched in 1980 in India and now active in 89 countries that advocates for sustainability and innovation. Ashoka supports visionary “agents of change,” who are on a mission to generate a widespread and positive social development in the business world, focusing specifically on social impact assessment. As the official partner of the school, Ashoka Italia will lead the participants in the analysis and evaluation of submitted projects.

B&W: Black and White – The Migrant Trend is a Rome-based social promotion association that collaborates with the Italian network of tailoring workshops, brands, and designers with a migrant background, creating training and fostering connections between these realities and those of Made in Italy.

BJCEM – Biennale des Jeunes Créateurs de l’Europe et de la Méditerranée is a network of 47 partners that promotes solidarity, respect for difference and social integration through art. BJCEM organizes an annual multidisciplinary festival featuring workshops, educational activities, and performances involving young artists from all the countries of the Mediterranean.

NATION 25 is an Italian art collective and art platform that critically examines the phenomenon of international migration, focusing specifically on the experiences of more than 50 million refugees around the world.

CEMORE is the research center on mobility founded in 2003 at Lancaster University. CEMORE maps and analyzes the sociocultural aspects of planetary migrations. Its ‘good life’ model promotes sustainability, equality, justice, and social responsibility. Since 2020, CEMORE has focused on the links between climate change and migration.

The Advanced Professional Training School for Sustainability and the Circular Economy at “Unitelma Sapienza” is a leading European institution that promotes research and training on non-linear production and consumption models in the framework of the UN Sustainable Development Goals. 

Abantu is an Italian social cooperative that, since 2013, has endorsed social sustainability, supporting human development and an inclusive and democratic society by creating employment opportunities for migrants. For several years, Abantu has managed the Cartiera ethical social enterprise, where disadvantaged workers create accessories with cast-off leather and fabrics.

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12 agosto 2021

Le misure europee di sostegno alla migrazione professionale

Si stima che nei prossimi anni diseguaglianze socio-economiche, cambiamento climatico e conflitti provocheranno un aumento significativo dei flussi migratori in diverse aree del pianeta, Europa inclusa. Mentre il nostro continente si prepara alla transizione ecologica, l’impatto della migrazione sullo sviluppo sostenibile non va sottostimato. I migranti rappresentano già una porzione significativa del tessuto sociale europeo, a cui contribuiscono come lavoratori, cittadini e consumatori, eppure la prospettiva dominante sulla migrazione è quella di un fenomeno da contenere e sottoporre a misure di sicurezza.

L’emergenza sanitaria del 2020 ha dato risalto al ruolo fondamentale dei migranti nell’assicurare servizi essenziali, come quelli legati alla salute e al cibo, che spesso diamo per scontati. La pandemia ha fatto emergere le inter-dipendenze planetarie che rendono il benessere una merce di immenso valore, ma altrettanto rara. Questi stessi lavoratori essenziali sono infatti anche i più vulnerabili perché sono tra le categorie maggiormente a rischio di trovare occupazioni formali e precarie che non concedono un reddito stabile e sicuro, né forme di protezione sociale.

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Dato il declino demografico pressoché inarrestabile, l’Europa è destinata a diventare sempre più dipendente dai lavoratori stranieri per colmare le mancanze del mercato del lavoro e preservare la propria competitività. L’Africa, in particolare, è stata identifica come fornitrice principale di manodopera. Il Patto Europeo sulla Migrazione [https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_20_1706], pubblicato alla fine del 2020, pur se criticato dalle organizzazioni della società civile per la scelta di continuare a dare priorità alla prevenzione degli arrivi e all’organizzazione dei ritorni e respingimenti, include alcune revisioni ai programmi di migrazione per lavoratori qualificati e tratteggia (seppur in modo ancora vago) la creazione di Talent Pool e Talent Partnership per attrarre questo tipo di manodopera. Queste iniziative sembrerebbero proseguire nel solco della Mobility Partnership Facility [https://ec.europa.eu/home-affairs/what-we-do/policies/international-affairs/global-approach-to-migration/mobility-partnership-facility_en] con cui singoli paesi europei possono creare accordi bilaterali di cooperazione con paesi esteri e acquisire professionisti di medio livello [https://www.cgdev.org/blog/eu-migration-pact-putting-talent-partnerships-practice]. Ulteriori passi in questa direzione sono previsti anche dall’Agenda 2030. Diversi obiettivi di sviluppo sostenibile [https://sdgs.un.org/goals] – i cosiddetti SDG (sustainable development goals) – fanno riferimento alla migrazione, prevedendo misure per facilitare la mobilità umana regolare (10), ridurre il lavoro precario e porre fine allo sfruttamento (8), e incrementare il sostegno ai paesi in via di sviluppo che vogliano avviare azioni di capacity building (17). 

Tuttavia, queste proposte hanno scopi limitati e non sembrano concentrarsi sull’impatto della migrazione su settori quali la sanità, la convivenza urbana, la protezione sociale, la cittadinanza, il genere, né tengono conto delle enormi differenze in termini demografici, di competenze professionali, di accoglienza etc, tra paesi di origine e paesi di destinazione della migrazione. Per ultimo, le iniziative menzionate sembrano riguardare solo persone qualificate, e non i lavoratori privi di qualifiche e conoscenze. Quale sarà il posto di questi ultimi nel nuovo framework europeo sulla migrazione che cerca un nuovo equilibrio tra responsabilità e solidarietà? La prossima edizione della International School on Migration [https://www.migrationschool.eu/] affronterà questi interrogativi, esplorando possibili soluzioni per fare in modo che la transizione ecologica non lasci nessuno indietro.

 

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European labour migration policies 

 

In the next decades climate emergencies, conflict, and socio-economic inequalities will trigger massive migration flows across the planet, including towards Europe. As the continent works to achieve its green goal, the impact of migration on sustainable development cannot be underestimated. Migrants already make up a significant portion of Europe’s population, contributing to its growth as workers, citizens, and consumers. And yet, the general perspective on migration presents it almost only through the lens of containment and security.  

The crucial role of migrant workers came to the fore during the COVID pandemic of 2020, when their efforts in essential sectors, like health care and the food industry, put a face on some of the taken-for-granted services we are so dependent on. The emergency spotlighted the invisible planetary interdependencies that make well-being a valuable, but also rare commodity. These same crucial workers are however also extremely vulnerable in that, as a category, they are most at risk to work informally and precariously, without the security of a stable and decent income and no access to social protection.

As Europe’s demographic decline continues, the continent will become increasingly dependent on foreign labor to fill its market gaps and preserve competitiveness. Africa, in particular, has been singled out as a key supplier of skills. The EU Migration Pact [https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_20_1706], released in 2020, although criticised by civil society organizations for the choice of prioritizing preventing arrivals and organizing returns and deportations, includes revisions to skilled migration schemes and outlines (only vaguely, so far) the establishment of a Talent Pool and Talent Partnerships to attract skilled professionals. The latter seem to follow in the footsteps of the Mobility Partnerships Facility [https://ec.europa.eu/home-affairs/what-we-do/policies/international-affairs/global-approach-to-migration/mobility-partnership-facility_en], which sets up bilateral cooperation projects between individual European and non-European countries focusing on mid-level professions [https://www.cgdev.org/blog/eu-migration-pact-putting-talent-partnerships-practice]. Another step in this direction is envisioned in Agenda 2030. Several SDGs mention migration, setting out to facilitate regular human mobility (10), curb precarious employment, end exploitation and child labor (8), and enhance capacity building support in developing countries (17). 

However, these proposals have a limited scope that does not address the impact of migration on sectors like health, urbanisation, social protection, citizenship, and gender, nor does it take into account the huge differences between origin countries and countries of destination in terms of demographic trends, skills, hospitality, etc. Finally, migration seems to be restricted to skilled and educated individuals, but what about unskilled or semi-skilled workers? How will they fit into the development framework of a continent seeking a new balance between responsibility and solidarity? The forthcoming edition of the International School on Migration [https://www.migrationschool.eu/] will address these questions and explore solutions to ensure that the green transition leaves no one behind.

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24 giugno 2021

Gli aspetti sociali del Green Deal europeo

Il Green Deal europeo indica il 2050 come data ultima per raggiungere la neutralità climatica in Europa. Cosa significa? Fermare il cambiamento climatico e conquistare la sostenibilità ambientale e sociale richiedono una vera e propria rivoluzione del nostro stile di vita. Alla base di questa transizione c’è un progetto di sviluppo sostenibile alimentato dall’economia circolare, un modello di crescita che restituisce al pianeta più di quanto prende. Questo si traduce in un insieme di iniziative volte a controllare l’inquinamento, ridurre le emissioni di gas serra e minimizzare la dipendenza dalle risorse non rinnovabili con l’obiettivo di attuare pratiche verdi e rigenerative di produzione e consumo e preservare in questo modo la biodiversità – il nostro capitale naturale.

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L’obiettivo finale è passare a un’economia dematerializzata che applica soluzioni innovative e sviluppa relazioni più strette con i consumatori tramite strumenti digitali come i big data, l’intelligenza artificiale e l’Internet delle Cose. L’Action Plan sull’Economia Circolare prevede che il patto verde abbia effetti positivi diffusi sulla qualità della vita, promuovendo inclusione e prosperità sociale “a condizione che i lavoratori acquisiscono le competenze necessarie per la transizione verde”. Ma tutti i cittadini e le cittadine che vivono in Europa sono pronti/e a fare questo passo? Mentre alcuni settori della popolazione si adatteranno facilmente ai cambiamenti che ci aspettano, altri probabilmente resteranno indietro. Si tratta delle frange dei meno preparati e degli emarginati, inclusi i migranti, che hanno già un accesso limitato al mercato del lavoro. L’economia sociale promossa dal Green Deal rifletterà la capacità dell’unione e delle autorità locali di attuare policy di supporto, solidarietà e cura di queste soggettività vulnerabili. Su questo lavoreranno docenti e partecipanti alla International School on Migration di settembre, sviluppando una lettura critica delle policy proposte per proporre soluzioni a sostegno di una crescita realmente inclusiva per tutti. https://www.migrationschool.eu/

La transizione deve infatti essere accompagnata da politiche solide di sostegno sociale. Le azioni da attuare dovranno combattere la disuguaglianza e la polarizzazione, sia in termini di possibilità che di condizioni delle persone, rese ancora più urgenti dal passaggio al digitale reso necessario dalla pandemia. Consentire a tutti/e di acquisire le competenze e abilità per partecipare all’economia non lineare è uno dei punti fermi del percorso verso un futuro sostenibile. Per raggiungere questo obiettivo, l’Europa intende adottare un nuovo Patto per le Competenze e una “Skills Agenda”. Per saperne di più su questa strategia di economia sociale visita questo link: https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/economy-works-people_en

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The social side of the European Green Deal

 

The European Union set 2050 as the deadline to become the first climate-neutral continent. What does it mean, in practice? Halting climate change will require a revolution of our way of life and a vision of sustainability that has environmental and social goals. The building blocks of the European Green Deal are sustainable development and a circular economy model that gives back to the planet more than it takes. This translates into a set of actions targeted at controlling pollution, reducing gas emissions, and minimising dependency on non-renewable materials, in order to implement cleaner and regenerative practices of production and consumption that preserve Europe’s biodiversity – its natural capital.

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The final objective is moving towards a dematerialised economy of new relationships with consumers and innovative solutions powered by digital technologies like big data, artificial intelligence, and the Internet of Things. The Circular Economy Action Plan envisions that the Green Deal will have positive widespread effects on quality of life, fostering inclusion and prosperity, “provided that workers acquire the skills required.” Indeed, are Europeans fit for this? Whereas sectors of the population will easily adapt to the changes ahead, others will most likely be left behind. These are the culturally-disempowered, the migrants, the uneducated that already have limited to no access to the labour market due to low qualifications. The social economy that will grow out of the Green Deal will reflect whether Europe will be able to implement policies of care and support of its vulnerable subjects. The speakers and participants of the forthcoming International School on Migration will look critically at Europe’s green policies, elaborating solutions in support of a truly inclusive growth for all. https://www.migrationschool.eu/

The transition must be accompanied by solid social policies. Actions will have to be aimed at combating inequalities and polarization of people’s possibilities and conditions, which have become even more urgent in the light of the switch to digital accelerated by the pandemic. Developing skills and abilities to bring everyone up to date with the functioning of the non-linear economy is a mandate of the path to a sustainable future. To meet these goals the Union will implement an updated Skills Agenda, a new Pact for Skills, and the Action Plan for Social Economy. Read more about Europe’s plan for the social economy at this link: https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/economy-works-people_en

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